Tuesday, February 7, 2012

La 'palle' di neve

Arrivano le grandi nevicate e tra le varie emergenze che ci vengono proposte c'è quella del gas. Abbiamo morti di freddo, gente ancora isolata a cui pensare ma giornali e telegiornali battono sul chiodo della dipendenza energetica.

Gli italiani pagano molto cara l'energia che usano, perché devono preoccuparsi delle scorte di gas ? Qualcosa non convince, il dubbio come al solito e' che l'emergenza venga sfruttata per nascondere errori (o speculazione) sulla gestione delle riserve.

I dubbi sulla gestione delle scorte iniziano a circolare e sono più che legittimi, arrivare alla grande ondata di freddo con le scorte di riserva piene solo al 40% non sembra molto intelligente.

Visto che siamo in Italia e che a pensare male si fa sempre bene... viene da pensare che le scorte di gas vengano rimpinguate d'estate (quando il gas si importa a poco prezzo) per essere vendute al cittadino a caro prezzo durante l'inverno. Insomma, dovevano essere riserve per le emergenze ma le hanno già usate per fare "la cresta" al cittadino. Ma non finisce qui.

Siamo tutti diventati esperti di forniture intenzionali di gas ma nel raccontare una verità (importiamo circa 80% di petrolio e gas che consumiamo) hanno omesso fatti e cifre che avrebbero cambiato il contesto del problema, ammesso che di problema si possa parlare.

Ci dicono che importiamo troppo, che dipendiamo troppo dalla Russia, che noi non abbiamo il nucleare. Vediamo i numeri allora perché le frasi rilasciate davanti a un microfono creano allarmismo, i numeri restano.

E il nostro Paolo Scaroni i numeri li conosce, infatti nel lontano 2008 diceva:

"La Russia fornisce il 100% del gas alla Finlandia, alla Slovacchia, all’Estonia, alla Bulgaria, all’Ungheria, alla Lettonia e alla Romania; l’80% all’Austria, alla Repubblica Ceca, alla Polonia e alla Grecia; il 40% alla Germania; il 30% all’Italia e alla Francia: in questo quadro è evidente che l’Unione Europa e ciascuno degli stati membri hanno un interesse primordiale a mantenere rapporti eccellenti col fornitore Russia."

Se la Russia ha chiuso e chiuderà ancora i rubinetti nei prossimo giorni, come mai solo per l'Italia rappresenta questo grande problema ? La Francia importa il 30% di gas dalla Russia, esattamente come l'Italia. La Finlandia importa il 100%: moriranno di freddo ?

E poi, che razza di contratto abbiamo con la Russia ? Si svegliano la mattina e ci riducono il gas ? Quali penali ci dovranno pagare ? Come si tradurrà in risparmio per il cittadino ? Domande che i nostri giornalisti non osano porre a nessuno.

Ma l'opinione di Scaroni sul tema importazioni sembra che sia variabile, proprio come le condizioni meteorologiche. Ecco come rispose solo un anno fa, quando gli chiesero dei possibili effetti del maltempo sull'Italia:

«Stiamo tranquilli e sereni, l'ultimo problema che abbiamo è l'assenza di gas»


Parole sante dell'uomo della provvidenza a sei zampe. Oggi infatti sembra caduto dalle nuvole.

Sulla dipendenza dal gas Russo invece disse:

«In Italia il consumo di gas russo è inferiore al 20 per cento del consumo totale, pesando molto meno rispetto a venti anni fa grazie alla diversificazione degli approvvigionamenti»
.

L'Italia non e' l'unica ad importare combustibili fossili e basta guardare un po' di dati dell'Unione Europea per capire la giusta dimensione del problema. E non e' che ci voleva tanto per capirlo visto che l'Italia non confina certo con l'Arabia Saudita.

La figura mostra la percentuale di combustibile fossile importato da paesi che non fanno parte dell'Unione Europea. L'Italia supera l'80% come la Lituania ma tanti altri paesi non se la passano cosi' tanto meglio.

Mi domando se anche da loro si parla di emergenza gas in questi giorni, a che livello fossero le scorte quando e' iniziata l'ondata di freddo e se i loro gestori usano le scorte per speculare sui loro clienti.


Figura: Member State net (Extra-EU27) imports of natural gas, oil and solid fuels as a % of total Gross Inland Energy Consumption, 2007

E poi ci sono i grandi utenti interrompibili. Loro pagano l'eneriga di meno proprio per essere interrotti in caso di bisogno. E' stata una loro libera scelta, che problema c'e' a staccargli il gas ?
E' il mercato, hai fatto un contratto.

E allora perche' tanto parlare di gas ?A chi giova creare allarmismo ? Possibile che ogni inverno si si parla della solita storiella del gas ? A chi fa comodo ?

I sospetti cadono sui soliti personaggi, gli unici in grado di mettere in piedi una macchina promozionale del genere, l'unica lobby con la stampa al proprio servizio, controllata direttamente e indirettamente.

Basta pensare all'agenzia giornalistica AGI di proprietà al 100% dell'Eni. Che ci farà mai l'Eni con una agenzia giornalistica se non propaganda ?

Ma quello che ripetono tutti i media e' solo un pezzo della storia, lanciano le loro affermazioni nel mucchio: importiamo troppo gas, la gente rischia di rimanere al freddo, le industrie chiudono. L'apocalisse e' vicina. A fronte di tragedie cosi' grandi, quale volete che sia la conclusione a cui arriva il cittadino generico medio ? Semplice, trivelliamo a casa nostra e risolviamo i nostri problemi. Che nel gergo dei petrolieri si traduce in: drill-baby-drill.

Nessuno si e' premurato di spiegarci pero' i giacimenti in Italia sono pochi e piccoli e che mai riusciranno a liberarci dalla dipendenza delle importazioni russe. Ma questo si guardano bene dal dirlo in tv quando vanno a diffondere panico.

A loro serve solo creare una emergenza e la percezione che trivellare l'Italia da nord a sud risolva il problema.

Percezione o realtà: se fai marketing e' lo stesso.

Thursday, June 2, 2011

In gita con la Forrest

(Foto: Lago di Bomba)

A Bomba c'e' un intero paese in rivolta, un paese che non vuole la raffineria e i pozzi estrattivi sul proprio territorio. A loro il lago piace come e' adesso, non lo vogliono con vista sulla raffineria, cosi' come non vogliono le emissioni di idrogeno solforato nella loro aria, nei loro polmoni e sui loro campi.

Ma alla Forrest Oil non importa. Loro invece, vogliono la raffineria con vista su lago, una raffineria chic insomma, con vista su una delle più belle vallate d'Abruzzo. Ma per costruire il loro mostro servono un po' di firme su dei documenti, e cosi' per convincere le persone giuste le prende e le porta in Olanda.

Donato Di Santo - Sindaco di Bomba
Eugenio Caporrella - Assessore all'ambiente e eneriga della provincia di Chieti
Domenico Scoccia - Responsabile procedimento VIA della Regione Abruzzo

Questi signori sono andati in Olanda a vedere un impianto della Shell che secondo la Forrest e' simile a quello che nascera a Bomba. Strano pero', dicono che e' simile ma dalle immagini mostrate da Telemax non vedo nessuna vallata e nessun lago.

Il servizio di Telemax ha i soliti toni rassicuranti: le raffinerie non causano problemi. E infatti Giorgio Mazzenga, direttore della Forrest Italia la spara subito grossa riguardo al micidiale idrogeno solforato:

"e' stato dimostrato che non ci saranno emissioni..."

Poi pero' non finisce neanche la frase e aggiusta il tiro, capendo forse che si e' allargato un po' troppo:

"...o almeno emissioni che saranno bassissime di acido solfidrico nell'atmosfera".

Ecco, siamo ai soliti giochi di parole. Ora si deve solo quantificare quel "bassissime", un dettaglio da niente in un paese come l'Italia dove i limiti di legge per l'emissione di H2S sono fra i piu' alti al mondo, fatti ad arte per la felicita' dei petrolieri.

Tutto il servizio si basa sul fatto che il processo di raffinazione viene prodotto con un metodo naturale, come se questo rendesse l'H2S meno pericoloso. Ma la realtà e' diversa perché l'idrogeno solforato, a prescindere dal processo che lo crea e' sempre lo stesso e la sua formula chimica non cambia. Va da se che anche i danni alla salute sono gli stessi.

Il sindaco Di Santo dice che adesso "ha acquisito le nozioni" e puo' lanciare "un messaggio rassicurante". Caporrella dice che la tecnologia ha fatto "grossi passaggi" e che lui potrebbe essere favorevole.

Peccato che non abbiano invitato Massimo Colonna o nessuno altro del comitato di Bomba. Ma convincere un ingegnere chimico che si e' studiato le carte e ha scritto le osservazioni sarebbe stato troppo difficile e avrebbero rischiato una figuraccia. E poi il comitato di Bomba non deve firmare le carte, perche' discutere con loro ?

Una domanda sorge spontanea: prima di andare in Olanda, i signori Scoccia e Caporrella hanno speso almeno un giorno intero a Bomba per sentire le ragioni dei manifestanti ?

Ed Enrico Di Giuseppantonio che dice ? Manda il suo assessore in Olanda, ci dica ora cosa pensa del progetto della Forrest. Come al solito lui gira come gira il vento, l'importante e' che non si esponga troppo ne con uno ne con l'altro. Un perfetto stile uomo politico inutile per il cittadino ma utilissimo a se stesso e alla sua rielezione.

Quelli della Forrest pero' si sono dimenticati di parlare della subsidenza. Ma in effetti, la raffineria in Olanda non era ai piedi di una diga quindi era impossibile parlarne. Per gli effetti della subsidenza attendiamo allora con ansia il prossimo viaggio organizzato dalla Forrest, quello in Vajont.

Nel prossimo viaggio potranno spiegare come una diga abbia spazzato via una intera vallata e causato migliaia di morti, potranno spiegare come i loro rilevamenti satellitari saranno in grado di tracciare gli spostamenti del terreno e della diga. Potranno anche spiegarci come faranno a mantenere una diga dopo che inizia a muoversi.

Attendo con ansia.


Saturday, February 19, 2011

Abruzzo - Agricoltura in cifre



Immagine: Percentuale coltivata a vite sul totale di SAU (superficie agraria utilizzata). [clicca per ingrandire]


Nel contesto rappresentato dalle cifre sottostanti, un certo Paolo Primavera, presidente di Confindustria della Provincia di Chieti, vorrebbe instaurare nella regione Abruzzo un distretto minerario per la estrazione e lavorazione del petrolio. Paolo parla di 6000 posti di lavoro promessi dall'industria del Petrolio, ma da dove saltano fuori questi numeri nessuno lo può sapere. Quale e' la tua fonte ? Siamo in attesa di saperlo.

I posti di lavoro immaginari di Primavera non si sa da dove vengono visto che l'industria del petrolio e' fortemente automatizzata. Se 6000 posti di lavoro sembrano tanti, guardate cosa dice il servizio statistico della Regione Abruzzo su documenti ufficiali: in Abruzzo ci sono piu' di 60 mila aziende agricole, di queste l'89% e' a conduzione familiare. A seconda dei comuni, tra il 70 e il 99% delle aziende agricole trae una fonte di reddito dall'agricoltura.

Il vero patrimonio d'Abruzzo non e' il petrolio - ma i suoi contadini che lavorano per produrre il nostro vino e il nostro olio esportati in tutto il mondo.

A confindustria che tanto si adopera negli ultimi mesi per promuovere il petrolio e difendere gli interessi di qualche associato voglio ricordare una frase del film "Il grande Lebowsky": "state entrando in una valle di lacrime".

Sulla questione del petrolio in Abruzzo, già molti hanno perso la faccia. A partire dall'Eni che se ne e' andata e da vari politici e imprenditori da 4 soldi. Tutti pensavano che sarebbe stata una scampagnata e invece siamo ancora qui.

Avanti il prossimo, per l'appunto: Confindustria.

***

“La produzione e raccolta di uva in Abruzzo nel 2007 in quintali e’: uva da tavola 204.610, uva da vino 4.029.603

“Secondo l’indagine sulla struttura e sulle produzioni delle aziende agricole dell’ISTAT al 2005 in Abruzzo le aziende [agricole] sono 60.910 per una superficie totale di circa 64.520 ha. L’89% sono a conduzione famigliare.

“Nella fascia litoranea e nelle colline interne la percentuale di terreno agricolo utilizzato dalle aziende (S.A.U.) è compresa, in maniera uniforme, tra il 69 % e il 99%."

La distribuzione delle aziende [agricole] a conduzione diretta del coltivatore con solo manodopera familiare si presenta in maniera alquanto uniforme sull’intero territorio della regione; infatti nella grande maggioranza dei comuni il numero di tali aziende è compreso tra il 67% e 99 %.

“Nell’ambito delle produzione [agricola] di qualità prevalgono la vite e l’olivo, la prima rappresenta il 63,37% delle colture di qualità, l’altra il 14.93%.”
Nella maggioranza dei comuni le aziende [agricole] che vendono il proprio prodotto sono comprese tra 71% e il 99%. ... Nella zone interne esistono aree comunali in cui la totalità delle aziende agricole destina i propri prodotti alla vendita.”
Nota: tra il 71 e il 99% delle aziende agricole trae una fonte di reddito dall’agricoltura.

“Le coltivazioni legnose coprono il 12,54% della superficie totale, sono praticate dall’82,5% delle aziende con terreni, e di queste le specie predominanti sono l’olivo e la vite, che ne rappresentano rispettivamente il 49,5% e il 42,2%, in termini di superficie investita a coltivazioni legnose agrarie.”

“Per quanto riguarda le percentuali sul totale S.A.U. destinate alla coltura dell’olivo esse raggiungono i valori più alti, compresi tra il 22% e il 63%, nei territori a cavallo tra le colline di Pescara e quelle di Penne, nella regione agraria di Chieti, nelle colline di Ortona e Vasto e in quelle del versante nordorientale della Maiella.”

La coltivazione della vite ha come zona di elezione la fascia delle colline litoranee e interne della provincia di Chieti, dove esistono luoghi in cui la percentuale S.A.U. ad essa destinata arriva fino al 92%, ed in particolare nel comune di Tollo è pari al 93%. Nel resto della regione, nei territori dove essa è coltivata, non supera in prevalenza il 10% di S.A.U..”

“Le colture legnose agrarie sono diffusamente coltivate sulla fascia costiera e sulla collina interna. Esse si concentrano soprattutto nella parte della provincia di Chieti prospiciente il mare, ed in un nucleo di comuni nel cuore della provincia di Pescara, comprendente Loreto Aprutino, Moscufo, Pianella, Rosciano e Catignano,. con quote di S.A.U comprese tra il 66% e 98%, in particolare nel comune di Crecchio, in provincia di Chieti, tale quota arriva al 99%.”
Nota: 91.7% delle superfici legnose agrarie sono rappresentate da olio e vite

“La coltivazione dell’olivo si concentra nella provincia di Pescara, in particolare nei territori a cavallo tra le zone agrarie delle colline di Pescara e delle colline di Penne, e nella provincia di Chieti, dove i comuni più interessati sono quelli appartenenti alle regioni agrarie di Chieti, delle colline di Ortona e Vasto, delle colline del versante nord-orientale della Maiella.”

Sulle colline litoranee della provincia di Chieti si ha una diffusa coltivazione della vite: in questi luoghi, infatti, vi sono comuni in cui la S.A.U., destinata a vitigno, raggiunge il 92%. Nel territorio del comune di Tollo essa è pari al 93%.”

Monday, December 6, 2010

Le vie del Signore sono infinite.

(Lanciano, Piazza Plebiscito)


Quelle dell'ipocrisia pure.



Chi capisce capisce, nulla a che vedere con S. Tommaso - solo con chi si fa il belloccio sfruttando il suo nome.

Sunday, October 17, 2010

Mediterranean Oil & Gas (MOG) in vendita

"Mediterranean Oil & Gas, an AIM-listed energy minnow, is also up for sale. Adviser CIBC has sent potential buyers a flier, asking for bid proposals to be submitted by mid-November with preference given to those bidding for the entire company."

Fonte: The Independent

I pastori Abruzzesi non si sono piegati. Passate parola ad Assomineraria.

Saturday, October 16, 2010

Tuesday, October 12, 2010

In memoria di Ombrina Mare 2

Ombrina Mare 2 e' stato ufficialmente ucciso ieri dal documento di VIA rilasciato dal Ministero dell'Ambiente.

Per la Mediterranean Oil & Gas, o Medoilgas o MOG che dir si voglia, non ci sono più speranze: la piattaforma di Ombrina Mare non si farà. Tutto questo mentre sul sito della compagnia c'è ancora scritto che sviluppare Ombrina Mare e' uno dei loro obiettivi.

Per la MOG le cose si mettono male e qualche giorno fa su un comunicato ufficiale si intravedeva la possibilità concreta di dover vendere la compagnia dato che non riuscivano a reperire fondi. Perché ? A quanto pare l'incertezza su Ombrina Mare era talmente forte che nessuno voleva esporsi.

Adesso e' partita la gara a chi può fare prima un comunicato stampa per prendersi il merito della vittoria ottenuta. Oggi tutti vogliono appuntarsi la medaglia al petto, ma ieri che cosa hanno fatto ? Dove erano ?

Persino Chiodi oggi si e' ricordato del petrolio dopo che ci ha ignorato per anni e dopo che non ha fatto nulla. Il comunicato rappresenta una clamorosa manipolazione dei fatti e della realtà. Che schifo, che puzza di marcio, di vecchia politica. Speriamo che al piu' presto venga spazzato via, lui e la sua giunta inutile al bene dell'Abruzzo.

La vera vittoria e' di coloro che hanno scritto al ministero, cittadini normali che si sono opposti al progetto e hanno mandato le raccomandate di protesta (le osservazioni) per chiedere di bloccare il progetto. Ma a loro, nessun politico dirà mai grazie. Vero Chiodi ? Vero Enrico Di Giuseppantonio ? Vero Legambiente ?

Tra le motivazioni che hanno portato il ministero a respingere la richiesta, al primo posto ci sono le osservazioni presentate dalla gente.

Non sono state le manifestazioni di piazza, le barcolate, le chiacchiere dei politici a fermare questo progetto. Sono state le carte inviate a Roma, perché carta canta e tutto il resto e' aria fritta, per dirla alla Fratino.

[A proposito: cosa ne sarà degli uffici della MOG al porto di Ortona ??? Qualcuno perdera' un affitto...]

Un grazie enorme allora a tutti coloro che ci hanno creduto, che hanno lavorato nel silenzio, che non hanno fatto questa battaglia per cercare gloria personale. Un grazie a chi ci ha messo il so tempo, la sua faccia e i suoi soldi mentre le istituzioni preposte non facevano nulla, o andavano solo a rimorchi per evitare sputtanamenti. Ma la verita' noi la sappiamo, e prima o poi verrà fuori.

E l'appello alle altre compagnie che pensano di venire a trovare il loro Texas in Abruzzo e' molto semplice: piu' attenzioni ci date, piu' ne riceverete indietro. Prima la raffineria Eni ( il famoso centro oli), poi Ombrina Mare. E forse e' ora di iniziare a parlare anche di Assomineraria e delle sue strategie per l'Italia e l'Abruzzo.

***

La morte di Ombrina Mare, e forse anche della MOG, sono in queste parole del ministero:


CONSIDERATO che le osservazioni presentate da Enti Pubblici e Privati, da Associazioni, esercizi

commerciali e singoli cittadini attengono nella quasi totalità dei casi a:

· timore di nocumento per lo sviluppo turistico;

· timore di degrado ambientale per la presenza di una nuova torre di perforazione;

· impatto negativo di traffico, presenza di strutture a mare, smaltimento rif iuti, rilascio metalli pesanti;

Parere - Progetto di coltivazione del giacimento di idrocarburi Ombrina Mare nell’ambito della

concessione di coltivazione d30 B.C-MD

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· timore di possibile inquinamento da vernici, combustibili, reflui;

· timore per la paventata diminuzione di presenza turistica;

· timore di possibili nocumenti irreversibili per le aree SIC presenti sulla costa, e le altre aree protette

nella zona di eventuale interferenza, in particolare per le specie arboree e l’avifauna;

· timore di nocumento per la pesca;

· timore per il possibile sversamento di idrocarburi liquidi in mare;

· timore di nocumento per le specie ittiche, per i rettili, i mammiferi marini e avifauna;

· timore di spiaggiamento cetacei;

· timore di possibili insorgenze di patologie nell’uomo in conseguenza dell’attività di sfruttamento

idrocarburi legate al rilascio di sostanze pericolose volatili e/o solubili e/o solide;

· Timore di interferenza con la flotta peschereccia e con le linee commerciali;





CONSIDERATO che il comma 17 dell’art. 6 del D. Lgs. 152/2006 come modificato ed integrato dal

succitato Decreto Legislativo 29 giugno 2010, n. 128 prevede che: Ai fini di tutela dell’ambiente e

dell’ecosistema, all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di

tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni internazionali

sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in

mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9. Il divieto è altresì stabilito nelle zone di

mare poste entro dodici miglia marine dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette,

oltre che per i soli idrocarburi liquidi nella fascia marina compresa entro cinque miglia dalle linee di base

delle acque territoriali lungo l’intero perimetro costiero nazionale. Al di fuori delle medesime aree, le

predette attività sono autorizzate previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale

di cui agli articoli 21 e seguenti del presente decreto, sentito il parere degli enti locali posti in un raggio di

dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attività di cui al primo periodo .Le disposizioni di

cui al presente comma si applicano anche ai procedimenti autorizzatori in corso alla data di entrata in

vigore del presente comma…”

CONSIDERATO che l’intera estensione dell’area di ricerca d 355 CR SR si trova interamente entro il

limite di 12 miglia marine dalla costa in cui sono presenti le aree protette;

CONSIDERATO che nella zona costiera prospiciente l’area di ricerca sono presenti due Siti di Importanza

Comunitaria (S.I.C.) ai sensi della legge 394/91 la cui ubicazione è illustrata nella carta dei vincoli allegata al

SIA denominati “Fosso delle Farfalle” e “Lecceta litoranea di Torino di Sangro e Foce del Fiume Sangro”;

CONSIDERATO che sulla costa insiste un’area sottoposta a vincolo paesaggistico dichiarata di notevole

interesse pubblico dalla L. 1497/39 (oggi art. 136 del D.Lgs 42/2004). In particolare con D.M. 21/06/1985 è

stata vincola l’area di costa (codice del vincolo 130102) denominata “Fascia costiera che va da Francavilla al

Mare fino a San Salvo con colline degradanti sul mare” che interessa tutta la coste della Provincia di Chieti e

parte delle aree più interne, inglobando le singole aree vincolate istituite in precedenza;



ESPRIME

parere negativo riguardo alla compatibilità ambientale del progetto “Progetto di coltivazione del giacimento

di idrocarburi Ombrina Mare nell’ambito della concessione di coltivazione d30 B.C-MD” in considerazione

di quanto previsto dall’art. 6 del D. Lgs. 152/2006 come modificato ed integrato dal succitato Decreto

Legislativo 29 giugno 2010, n. 128 prevede

Saturday, August 28, 2010

PETROLIERI? NON CREDIAMOCI.



PETROLIERI?

NON CREDIAMOCI.


Le ragioni degli Abruzzesi per un Abruzzo sano, moderno e libero dalle trivelle.

Sono passati tre anni da quando i petrolieri hanno cercato di rifilarci un Centro Oli come se fosse un frantoio. Loro volevano trasformare l'Abruzzo in una regione mineraria; noi glielo abbiamo impedito. Si sono per primi sottratti al dialogo e ci hanno ingnorato; noi abbiamo resistito e siamo diventati un caso internazionale. Non ci siamo mai arresi e ora che i loro progetti sono ad un passo dal naufragare passano alla controinformazione.

NON CREDIAMOCI. NESSUN COMPROMESSO È POSSIBILE PER IL NOSTRO FUTURO.

Le ditte petrolifere vorrebbero convincerci che porteranno sviluppo e progresso. Non ci crediamo. Siamo cittadini, viticoltori, commercianti, albergatori, pescatori, studenti, amministratori, persone come te che amano questa terra . Non abbiamo interessi, vogliamo solo bene all'Abruzzo e ci battiamo per la sua difesa. Associazioni culturali, sportive, religiose e ambientali, la Conferenza Episcopale d'Abruzzo e del Molise, la stragrande maggioranza della politica si sono espresse più volte per un Abruzzo libero dalle trivelle. Esigiamo il rispetto della volontà popolare.

l) Lo sviluppo dell'Abruzzo non passerà attraverso l'industria del petrolio. Siamo la regione dei vini e dell'olio, delle colline, del mare. Se li lasciamo fare rischiamo di perdere tutto.

2) La Basilicata insegna. Nella Val d'Agri trovano petrolio nel miele, le coltivazioni agricole sono dimezzate, la gente emigra, costruiscono pozzi a 200 metri dalle case, dietro agli ospedali, le malattie aumentano. Hanno inquinato campi, falde acquifere, dighe di acqua potabile. E' questo che vogliamo per l'Abruzzo?

3) Anche la BP aveva assicurato che non ci sarebbero stati problemi nel Golfo del Messico. E invece ... Dicono sempre così, chi volete che vi dica il contrario prima di venire a trivellare a casa vostra? L'Abruzzo non sopravvivrebbe ad un solo incidente petrolifero, piccolo che esso sia. Nelle loro mappe, i nomi delle nostre città non compaiono nemmeno. Non gliene importa niente di noi.

4) Il 50% del territorio e 1'80% degli Abruzzesi sono nel mirino dei petrolieri. Vogliono trivellare da Vasto a Martinsicuro, anche a 5 chilometri dalla costa . Vogliono costruire un Centro Oli a mare a Rocca San Giovanni, pozzi vicino una riserva di pesca a Punta Aderci, ai piedi del lago di Bomba, davanti a Pineto, accanto all'area protetta marina del Cerrano. Avremo pozzi, condutture, raffinerie e petroliere in mare. Trasformeremo le bandiere blu in nere? Lungo le coste est e ovest degli USA vige il divieto di trivellare a 160 km dalla riva.

5) La petrolizzazione non porterà benefici occupazionali. A regime, i posti di lavoro annunciati per il Centro Oli di Ortona erano 30. La piattaforma Rospo Mare di Vasto è completamente automatizzata . Vanno invece messi in conto danni alla salute e posti di lavoro persi in turismo, viticoltura, agricoltura e pesca. Chi vorrà venire in vacanza a vedere pozzi di petrolio? Chi vorrà bere vino al petrolio?

6) Guardiamo al futuro, non al passato. Non svendiamo l'Abruzzo per lo sfruttamento di idrocarburi di bassa qualità per il beneficio di ditte straniere. Pisticci è un comune lucano con 30 pozzi di petrolio e un centro oli. Per l'anno 2009, le royalties sono state di 2500 euro. Per l'intero paese, non a persona! Dal business del petrolio non ne viene niente in tasca a noi abruzzesi.

ABBIAMO BISOGNO DI ABBRACCIARE IL FUTURO CON CORAGGIO
NON DI TRIVELLARE L'ABRUZZO, REGIONE VERDE D'EUROPA.


Associazioni promotrici: Emergenza Petrolio Abruzzo, Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, Comitato Gestione Portecipata del Territorio, Italia Nostro, Animalisti Italiani, Comitato Naturo Verde, Alternativa, Abruzzo in Movimento, Comitato Abruzzese del Paesaggio, Il Crampo, Virtus Frentana, CicioPazzi, World Activity Club, Life in Abruzzo, Colonne D'Ercole, Cambiamo Fossacesia, Lecceta di Torino di Sangro, B&B Il Colle, Circolo Culturale "II Nome della Rosa".

Assoturismo Abruzzo, Federazione Autonoma Balneatori, CIA Teramo, Provincia di Pescara, CNA Teramo, Cantina Tollo, Colline Teramane, Confcommercio Chieti, Confesercenti Abruzzo, Provincia di Teramo, Provincia di Chieti, Costa dei Parchi.

Il presente comunicato è stato sottoscritto anche dai seguenti Comuni: Alba Adriatica , Altino, Bellante, Bomba, Controguerra, Canosa Sannita, Castellalto, Castilenti, Fossacesia, Francavilla al
Mare, Frisa, Gessopalena, Giulianova, Guardiagrele, Lanciano, Miglianico, Mosciano Sant'Angelo, Mozzagrogna, Pineto, Roccamontepiano, Rocca San Giovanni, Roseto degli Abruzzi , San Giovanni Teatino, San Vito Chietino, Sant'Eusanio del Sangro, Silvi, Tollo, Torono Nuovo, Torino di Sangro, Tornoreccio, Torricella Peligna, Treglio, Vasto.