Monday, December 29, 2008

Trivelle radioattive


La Schlumberger e' una azienda che produce servizi per le aziende del comparto petrolifero con clienti sparsi in tutto il mondo. L'azienda e' stata fondata in Francia nel 1912 e si e' poi trasferita in Texas nel 1940 da dove il suo amministratore delegato continua ad operare. Le loro operazioni vengono coordinate da Houston ma dal 1956 la Schlumberger e' registrata presso le Antille Olandesi.

Il Boston Globe li ha definiti una specie di camaleonte perche' fanno affari con tutti ma non rispondono a nessuno. Contano fortemente sulla manodopera americana e sui fondi federali quando si tratta di fare ricerca ma fanno affari anche con il governo Iraniano. Sviluppano prodotti tecnologici nei laboratori vicino al MIT e li esportano in paesi quali il Sudan e Cuba. Pagano le tasse in 80 paesi ma non rispondono alle leggi sull'export di nessuno di quei paesi.

Dal punto di vista americano il problema e' che la Schlumberger usa risorse, finanziamenti, personale e contratti americani e poi fa affari con l'Iran e vi esporta tecnologie e materiali proibiti aggirando le leggi sull'export. Ma Schlumberger e' molto chiara a riguardo e di fronte al loro ufficio di Tehran una targa in Farsi recita: "Our vision: Schlumberger is the preferred oil field service provider of Iran". Chissa' se Bush e Cheney lo sanno.

Lo Schlumberger-Doll Research Center del Connecticut e' il laboratorio di ricerca piu' vecchio e prestigioso per la tecnologia del petrolio. Negli anni 60 in questi laboratori hanno sviluppato l'Azimuthal Density Neutron tool (ADN) che usa neutroni per misurare la densita' dei materiali sotto il terreno. Il dispositivo che si attacca sotto la punta che scava il pozzo di petrolio e misura la densita' del terreno in tempo reale risparmiando tempo e denaro.

L'Azimuthal Density Neutron non e' un giocattolino qualsiasi e la parola 'Neutron' non promette nulla di buono. L'ADN infatti usa l'Americio-241 che e' un elemento radioattivo. Secondo il Boston Globe l'Americio viene dalla produzione di armi nucleari e viene usato in dosi di 5 Curie (ogni Curie corrisponde all'attivita' di 1 grammo di isotopo di Radon). Secondo Wikipedia invece l'Americio-241 viene usato per l'emissione di raggi gamma e particelle alfa in campo medico mentre per essere usato come emettitore di neutroni (che e' quello che serve per 'ADN) deve essere combinato con berillio (altamente tossico e cancerogeno) o litio (leggermente tossico).

La Schlumberger assicura che segue tutte le leggi internazionali per il trasporto di equipaggiamento con materiale radioattivo ma intanto materiale radioattivo entra ed esce dall'Iran grazie a Schlumberger a seconda del bisogno.

Secondo gli scienziati 5 Curie di Americio contenuti nel dispositivo Schlumberger sono sufficienti per creare una bomba atomica 'sporca' se combinati con dell'esplosivo classico. L'argomento bomba sporca non e' cosi' fantasioso se si considerano un paio di episodi.

Lo scorso anno la Schlumberger ha perso traccia di un bidone contenente 61 kg di Americio e Berillio radioattivi. Il bidone proveniva dagli Stati Uniti ed era stato utilizzato in Australia prima di essere smarrito. A distanza di 2 mesi il bidone e' stato poi ritrovato per caso dai lavoratori dell'autostrada sul ciglio della strada e si pensa che sia caduto dal camion durante il trasporto (!!!)

Sempre a proposito di trivelle radioattive, la Halliburton nel 2003 e' stata messa al bando in Nigeria per aver smarrito un componente radioattivo usato per scavare i pozzi di petrolio. La compagnia e' stata poi riabilitata nel 2005 dopo che il componente mancante e' stato trovato niente poco di meno che in Germania, in una fabbrica di riciclaggio dell'acciaio (!!!)

Ad Ortona abbiamo l'Eni, la Medoilgas e la Petroceltic che scavano pozzi per il petrolio, a terra e in mare. Ad Ortona, in Contrada Sant'Elena ha sede anche la Halliburton. Cosa ci stanno a fare da queste parti ? Quali tecnologie usano i petrolieri in Abruzzo ? La Halliburton che tipo di bidoni trasporta da queste parti ? Dobbiamo preoccuparci ?

Mistero d'Abruzzo.

Fonti:
Schlumberger su The Boston Globe
Americio
, Berillio, Litio
Radioactive Canister lost in Australia 1, 2

Thursday, December 25, 2008

Apocalisse Fiumicino: parte seconda


Oggi sono tornato a Fiumicino per la seconda volta in 3 giorni e ho potuto sperimentare il customer care fai da te.

Se loro non ti portano la valigia, allora sai che te la devi andare a prendere da te. Sono tornato nell'aerea di prelievo bagagli e le valigie erano ancora li per terra. Ho fatto delle foto sia 3 giorni fa che oggi. Praticamente identiche eccetto che le hanno spostate unpo' da un punto all'altro e rimesse in ordine. E pensare che il Tg1 aveva detto che aFiumicino tutto era tornato alla normalita!

Ci sono dei turisti che sono arrivati in Italia che non hanno ancora ricevuto i loro bagagli la settimana di Natale... se questa e' normalita'! Consideriamo anche c'erano diversi passeggini per bambini, sci e sacche da golf. Sai come si divertono quelle persone, sai quanto normale e' la loro vacanza.

Soprattutto sai quanto presto torneranno in Italia.

La perla pero' della giornata e' stato vedere 5 dipendenti dell'aeroporto seduti su una panca a chiacchierare e a fumare illegalmente, circondati da qualche centinaio di valigie. Una hostess Alitalia passa e dice: "ah.. siete a lavoro pure oggi...", al che mi giro io, mentre ero li che cercavo di indentificare la mia valigia nel mucchio: "beh non e' che stanno proprio lavorando!".
Al che mi hanno spiegato che loro si erano seduti vicino alle valigie, ma che non era compito loro occuparsene.

E' sempre colpa di qualcun altro, qualcun altro se ne deve occupare. E' una coincidenza che il turismo in Italia dimunuisce ?

Ma ascoltiamo il Tg: e' tutto normale a Fiumicino e dobbiamo essere ottimisati, soprattutto quest'anno che c'e' la crisi.

Evviva l'Italia.

Tuesday, December 23, 2008

Apocalisse Fiumicino

Ieri ho avuto il privilegio di sperimentare cosa sia una 'ASSEMBLEA SPONTANEA' dei lavoratori di Fiumicino.

Gli addetti al carico e scrico bagagli hanno deciso che volevano fare una assemblea per discutere del CAI, dgli assunti, dei disoccupati e di tutto quello che hanno voluto.

Loro discutevano e le nostre valigie non arrivavano, loro discutevano e noi eravamo sempre piu' 'alterati'. Loro discutevano e le valigie si accumulavano per terra, vicino ai nastri. Valigie sparse per terra senza che nessuno le andasse a reclamare, in angoli dell'aeroporto che non si capisce che ci stavano a fare. Ho girato in lungo e in largo tra quelle valigie ma la mia non c'era e alla fine sono andato a fare la denuncia.

Per mia fortuna ho volato con Iberia e non c'era la fila nel mio caso, ma per chi ha volato Alitalia la storia e' andata diversamente. La fila era lunghissima tanto che che non si vedeva la fine. Ho delle foto in cui si vedono i primi della fila e gli ultimi non si vedono perche' troppo distanti.

Se gli impiegati Alitalia al banco dei reclami sono sopravvissuti alla mole di lavoro e all'ira dei viaggiatori e' un miracolo. La mia pratica ha richiesto 5 minuti e sono stato 'veloce' visto che ci ero gia' passato e non avevo troppe domande da fare. 5 minuti a persona, per qualche centinaio.. forse gli ultimi della coda sono ancora li che aspettano.

Di chi e' la colpa di tutto cio' ? Di tutti eccetto del viaggiatore che ha comprato il biglietto per le vacanze e che e' l'unico che ci si prende la vera incazzatura.

La Compagnia Assurda Italiana (CAI) e' fatta da gente che non sa nemmeno dove sia di casa un aeroporto e sono li solo per fare un piacere al premier. Spero che il CAI fallisca il piu' presto possibile, non hanno idea di quello che stanno facendo.

I dipendenti Alitalia non hanno capito che noi viaggiatori senza Alitalia stiamo bene, anzi benissimo. Tedesca, Spagnola, Francese, Inglese, Americana o Italiana
che sia, vanno tutte bene. Basta arrivare in orario e soprattutto con le valigie.
E dimenticavo, con hostess cortesi.. capito assisenti di volo del CAI ? Quando la gente vi chiama dovete muovere le chiappe e venire a vedere che succede. Funziona cosi'.

Chi comanda a Fiumicino ha anche la sua bella fetta di responsabilita'. Possibile che ieri sera ci sia voluta la protezione civile per aiutare i passeggeri rimasti a terra ? Possibile che non si poteva organizzare meglio l'accoglienza a chi non ha ricevuto il baglaglio? Non si poevano mandare 20-30 persone a raccogliere le denuncie dei bagagli smarriti invece che lasciare soli quei 3 disperati addetti?

Non era meglio dare l'Alitalia in mano ai francesi a primavera scorsa ? Magari oggi le cose avrebbero funzionato meglio. O se no facciamo la cosa migliore: chiudiamo Alitalia e non se parla piu'. Troppe chiacchiere, troppo parlare e poco lavorare, quello e' il problema.

Ecco i condottieri del CAI, gli eroi nazionali. Il tronchetto non manca mai, ci sono proprio tutti allora.

* Presidente: Roberto Colaninno
* Amministratore Delegato: Rocco Sabelli
* Consigliere: Gianluigi Aponte
* Consigliere: Massimiliano Boschini
* Consigliere: Francesco Caltagirone Bellavista
* Consigliere: Carlo d'Urso
* Consigliere: Corrado Fratini
* Consigliere: Andrea Guerra
* Consigliere: Salvatore Mancuso
* Consigliere: Fausto Marchionni
* Consigliere: Francesco Paolo Mattioli
* Consigliere: Gaetano Micicchè
* Consigliere: Angelo Riva
* Consigliere: Carlo Toto
* Consigliere: Marco Tronchetti Provera.

Saturday, December 20, 2008

La corruzione inconsapevole che affonda il Paese

Riporto un articolo che ha scritto Saviano su Repubblica.it:


La cosa enormemente tragica che emerge in questi giorni è che nessuno dei coinvolti delle inchieste napoletane aveva la percezione dell'errore, tantomeno del crimine. Come dire ognuno degli imputati andava a dormire sereno. Perché, come si vede dalle carte processuali, gli accordi non si reggevano su mazzette, ma sul semplice scambio di favori: far assumere cognati, dare una mano con la carriera, trovare una casa più bella a un costo ragionevole. Gli imprenditori e i politici sanno benissimo che nulla si ottiene in cambio di nulla, che per creare consenso bisogna concedere favori, e questo lo sanno anche gli elettori che votano spesso per averli, quei favori. Il problema è che purtroppo non è più solo la responsabilità del singolo imprenditore o politico quando è un intero sistema a funzionare in questo modo.

Oggi l'imprenditore si chiama Romeo, domani avrà un altro nome, ma il meccanismo non cambierà, e per agire non si farà altro che scambiare, proteggere, promettere di nuovo. Perché cosa potrà mai cambiare in una prassi, quando nessuno ci scorge più nulla di sbagliato o di anomalo. Che un simile do ut des sia di fatto corruzione è un concetto che moltissimi accoglierebbero con autentico stupore e indignazione. Ma come, protesterebbero, noi non abbiamo fatto niente di male!

E che tale corruzione non vada perseguitata soltanto dalla giustizia e condannata dall'etica civile, ma sia fonte di un male oggettivo, del funzionamento bloccato di un paese che dovrebbe essere fondato sui meccanismi di accesso e di concorrenza liberi, questo risulta ancora più difficile da cogliere e capire. La corruzione più grave che questa inchiesta svela sta nel mostrarci che persone di ogni livello, con talento o senza, con molta o scarsa professionalità, dovevano sottostare al gioco della protezione, della segnalazione, della spinta.

Non basta il merito, non basta l'impegno, e neanche la fortuna, per trovare un lavoro. La condizione necessaria è rientrare in uno scambio di favori. In passato l'incapace trovava lavoro se raccomandato. Oggi anche la persona di talento non può farne a meno, della protezione. E ogni appalto comporta automaticamente un'apertura di assunzioni con cui sistemare i raccomandati nuovi.

Non credo sia il tempo di convincere qualcuno a cambiare idea politica, o a pensare di mutare voto. Non credo sia il tempo di cercare affannosamente il nuovo o il meno peggio sino a quando si andrà incontro a una nuova delusione. Ma sono convinto che la cosa peggiore sia attaccarsi al triste cinismo italiano per il quale tutto è comunque marcio e non esistono innocenti perché in un modo o nell'altro tutti sono colpevoli. Bisogna aspettare come andranno i processi, stabilire le responsabilità dei singoli. Però esiste un piano su cui è possibile pronunciarsi subito. Come si legge nei titoli di coda del film di Francesco Rosi "Le mani sulla città: "I nomi sono di fantasia ma la realtà che li ha prodotti è fedele".

Indipendentemente dalle future condanne o assoluzioni, queste inchieste della magistratura napoletana, abruzzese e toscana dimostrano una prassi che difficilmente un politico - di qualsiasi colore - oggi potrà eludere. Non importa se un cittadino voti a destra o a sinistra, quel che bisogna chiedergli oggi è esclusivamente di pretendere che non sia più così. Non credo siano soltanto gli elettori di centrosinistra a non poterne più di essere rappresentati da persone disposte sempre e soltanto al compromesso. La percezione che il paese stia affondando la hanno tutti, da destra a sinistra, da nord a sud. E come in ogni momento di crisi, dovrebbero scaturirne delle risorse capaci di risollevarlo. Il tepore del "tutto è perduto" lentamente dovrebbe trasformarsi nella rovente forza reattiva che domanda, esige, cambia le cose. Oggi, fra queste, la questione della legalità viene prima di ogni altra.

L'imprenditoria criminale in questi anni si è alleata con il centrosinistra e con il centrodestra. Le mafie si sono unite nel nome degli affari, mentre tutto il resto è risultato sempre più spaccato. Loro hanno rinnovato i loro vertici, mentre ogni altra sfera di potere è rimasta in mano ai vecchi. Loro sono l'immagine vigorosa, espansiva, dinamica dell'Italia e per non soccombere alla loro proliferazione bisogna essere capaci di mobilitare altrettante energie, ma sane, forti, mirate al bene comune. Idee che uniscano la morale al business, le idee nuove ai talenti.

Ho ricevuto l'invito a parlare con i futuri amministratori del Pd, così come l'invito dell'on del Pdl Granata ad andare a parlare a Palermo con i giovani del suo partito. Credo sia necessario il confronto con tutti e non permettere strumentalizzazioni. Le organizzazioni criminali amano la politica quando questa è tutta identica e pronta a farsi comprare. Quando la politica si accontenta di razzolare nell'esistente e rinuncia a farsi progetto e guida. Vogliono che si consideri l'ambito politico uno spazio vuoto e insignificante, buono solo per ricavarne qualche vantaggio. E a loro come a tutti quelli che usano la politica per fini personali, fa comodo che questa visione venga condivisa dai cittadini, sia pure con tristezza e rassegnazione.

La politica non è il mio mestiere, non mi saprei immaginare come politico, ma è come narratore che osserva le dinamiche della realtà che ho creduto giusto non sottrarmi a una richiesta di dialogo su come affrontare il problema dell'illegalità e della criminalità organizzata. Il centrosinistra si è creduto per troppo tempo immune dalla collusione quando spesso è stato utilizzato e cooptato in modo massiccio dal sistema criminale o di malaffare puro e semplice, specie in Campania e in Calabria. Ma nemmeno gli elettori del centrodestra sono felici di sapere i loro rappresentanti collusi con le imprese criminali o impegnati in altri modi a ricavare vantaggi personali. Non penso nemmeno che la parte maggiore creda davvero che sia in atto un complotto della magistratura. Si può essere elettori di centrodestra e avere lo stesso desiderio di fare piazza pulita delle collusioni, dei compromessi, di un paese che si regge su conoscenze e raccomandazioni.

Credo che sia giunto il tempo di svegliarsi dai sonni di comodo, dalle pie menzogne raccontate per conforto, così come è tempo massimo di non volersela cavare con qualche pezza, quale piccola epurazione e qualche nome nuovo che corrisponda a un rinnovamento di facciata. Non ne rimane molto, se ce n'è ancora. Per nessuno. Chi si crede salvo, perché oggi la sua parte non è stata toccata dalla bufera, non fa che illudersi. Per quel che bisogna fare, forse non bastano nemmeno i politici, neppure (laddove esistessero) i migliori. In una fase di crisi come quella in cui ci troviamo, diviene compito di tutti esigere e promuovere un cambiamento.

Svegliarsi. Assumersi le proprie responsabilità. Fare pressione. È compito dei cittadini, degli elettori. Ognuno secondo la sua idea politica, ma secondo una richiesta sola: che si cominci a fare sul serio, già da domani.

(20 dicembre 2008)

Friday, December 19, 2008

Adesso ci vogliono i fatti !



Da PrimaDaNoi.it:

Centro oli. Chiodi: «il mio no non è in discussione»

ABRUZZO. «Il no al Centro oli non è in discussione». La conferma arriva dal neo presidente Gianni Chiodi che rassicura gli animi e spiega il perché il consiglio dei ministri abbia agito in questo modo.

Gianni Chiodi, ribadisce il "no" al Centro Oli del nuovo Governo regionale, e spiega che «l'intervento del Consiglio dei ministri è stato reso indispensabile dalle insanabili illegittimità portate dalla Legge regionale».
«In particolare», spiega Gianni Chiodi, «al momento dell'approvazione della legge, il consiglio regionale – a seguito delle note vicende giudiziarie - poteva deliberare esclusivamente provvedimenti urgenti ed indifferibili. Inoltre la Legge regionale presentava ulteriori gravi illegittimità tecniche che rendevano inevitabile la censura del Governo».
Il presidente Chiodi ha fatto sapere di aver «già concordato con il Ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto, che una volta insediato il nuovo consiglio regionale nella pienezza delle sue funzioni, sarà approvata una nuova legge regionale che riprenda le finalità di tutela della costa teatina, ma che sia scevra dalle gravi illegittimità oggi inevitabilmente censurate».
Il Ministro Raffaele Fitto si è già impegnato con il Presidente Chiodi ad assicurare la condivisione del Governo.
«La posizione di assoluta contrarietà non era e non è in discussione», sottolinea anche il senatore Fabrizio Di Stefano.
«Prevedevamo– spiega il parlamentare del PdL – che la legge sarebbe stata impugnata, in quanto erano evidenti principi di incostituzionalità, e proprio in virtù di tale consapevolezza già nel giugno 2008 avevamo assunto un'ulteriore iniziativa legislativa per disciplinare definitivamente, e stavolta senza rischi di impugnabilità, le localizzazioni di nuovi infrastrutture energetiche. La scelta politica – conclude Di Stefano – è stata fatta e non si torna indietro».
Nonostante il chiarimento del pdl, però Teodoro Buontempo (La Destra) attacca: «Il no del Pdl e del suo candidato presidente al Centro Oli di Ortona era chiaramente una posizione strumentale ai fini della cattura del consenso elettorale».
Per Buontempo «la condotta del consiglio dei ministri «evidenzia come gli abruzzesi siano stati presi in giro sia dal presidente del Consiglio, Berlusconi, sia dal presidente eletto della Regione Abruzzo. Ora, Chiodi potrà dimostrare se è un presidente libero oppure è solo un prestanome di interessi altrui e per dimostrarlo dovrà opporsi con decisione alla linea che pare sia passata al Consiglio dei Ministri».
19/12/2008 9.35

Da PrimaDaNoi.it:
Centro Oli. «Torna l’incubo dopo che il Cdm ha impugnato la legge»
ABRUZZO. A darne conferma è il Wwf che chiede al neo governatore Gianni Chiodi di «rimediare immediatamente».

Oggi il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge della Regione Abruzzo che fermava il centro oli ad Ortona e nuove trivellazioni.
Gli ambientalisti vogliono vederci chiaro e capire il senso di questo atto arrivato decisamente a sorpresa e chiedono al nuovo consiglio regionale «una legge per chiudere definitivamente le porte a trivelle e raffinerie».
Nel corso della campagna elettorale il premier Berlusconi aveva personalmente detto il suo no alla realizzazione della mini raffineria e nella zona di Ortona avevano finalmente tirato un sospiro di sollievo.
«La decisione di impugnare la legge regionale», commenta preoccupato Dante Caserta, presidente del Wwf Abruzzo, «sembra confermare l'orientamento del Governo a favore della deriva petrolifera di questa regione».
Il Governo Berlusconi, infatti, la scorsa estate aveva approvato un documento di indirizzo che individua la Basilicata e l'Abruzzo come Regioni petrolifere. Successivamente in Parlamento il Governo ha confermato questa strategia.
Il Wwf chiede adesso a Chiodi «di chiarire con atti concreti come stanno le cose, dando un forte e preciso segnale al governo sulle scelte che riguardano l'Abruzzo».
Caserta chiede formalmente che «il nuovo consiglio regionale come primo atto rinnovi il blocco alla raffineria dell'Eni e all'invasione di pozzi e trivelle sia sulla costa sia sulla terraferma. Chiodi impegni tutta la sua autorevolezza per trattare la vicenda con il Governo ricordando al presidente del Consiglio la promessa fatta in campagna elettorale ed evitare che questa regione paghi per decenni una scelta devastante per l'ambiente e la sua economia. In caso contrario la credibilità della politica subirà un ennesimo affronto».

RC:«BERLUSCONI SI RIMANGIA LE PROMESSE ELETTORALI»
«Berlusconi non si smentisce mai, cioè si smentisce sempre. In campagna elettorale si era dichiarato, con Chiodi al suo fianco, contrario al Centro Oli».
Attacca Rifondazione comunista il premier che a tre giorni dal voto, dopo aver fatto svolgere sondaggi in regione, aveva assicurato che il centro oli non si sarebbe fatto.
«Una battuta a cui non avevamo creduto», dicono Maurizio Acerbo e Marco Gelmini, «perchè nel luglio scorso il governo aveva inserito nel Piano triennale di Sviluppo la trasformazione dell'Abruzzo in Regione petrolifera.
Adesso arriva la smentita di fatto con l'impugnazione da parte del governo della norma che bloccava Centro Oli e perforazioni approvata dal consiglio regionale.
Chiodi assuma immediatamente una posizione netta a nome di tutto il popolo abruzzese».
Rifondazione Comunista propone a tutte le forze politiche che nella prima riunione del Consiglio regionale sia di nuovo approvato il blocco di tutti i piani per attività estrattive e di lavorazione degli idrocarburi.
«Berlusconi sappia che, tranne Del Turco, Fratino e Marrollo, in Abruzzo nessuno vuole il Centro Oli. Chiodi deve decidere da che parte stare», hanno detto Acerbo e Gelmini.
18/12/2008 17.48

MELILLA E CAPORALE:«PASSATA LA FESTA GABBATO IL SANTO».
«Berlusconi ha ingannato l’Abruzzo sostenendo in campagna elettorale la sua contrarietà al Centro Oli, ma passate le elezioni ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge regionale che impediva la costruzione del Petrolchimico di Ortona». Lo sostengono gli esponenti de la sinistra Gianni Melilla e Walter Caporale.
«Gli abruzzesi meditino su questo modo spregiudicato di fare politica. Per quanto ci riguarda continueremo a batterci contro un progetto così negativo per l’ambiente e per l’economia della nostra regione».

COSTANTINI:«BERLUSCONI CONFERMA DI DISPREZZARE GLI ABRUZZESI»
«Avevo detto che Berlusconi disprezzava gli abruzzesi e che Chiodi, scelto da lui, non avrebbe mai potuto opporgli alcuna resistenza. Oggi il disprezzo verso gli abruzzesi e l’inganno perpetrato ai danni degli elettori si è materializzato».
E’ invece ilcommento di Carlo Costantini (Idv).
«Con un sondaggio Berlusconi aveva accertato che gli abruzzesi erano contrari al Centro Oli – ha continuato l’onorevole Costantini -, due giorni dopo sempre Berlusconi era piombato a Pescara per dichiararsi ambientalista convinto, pronto a fare tutto quanto necessario per impedirne la realizzazione. Incassato il voto dei cittadini, il Premier ha atteso solo due giorni per promuovere in Consiglio dei Ministri l’impugnazione della legge regionale 14/08, con la quale il Consiglio Regionale abruzzese aveva bloccato l’iniziativa. Perché oggi e non la settimana scorsa? E Chiodi come difenderà gli interessi degli abruzzesi e quali iniziative metterà in campo contro il governo Berlusconi?».
18/12/2008 18.34

NATURA VERDE:«CHIARIMENTI SUBITO O INSORGEREMO»
«Siamo molto allarmati», dice Giusto Di Fabio delComitato natura verde, «invochiamo il Presidente Chiodi a prendere provvedimenti a tutela del nostro territorio e della nostra Regione, come abbondamente promesso, sia da lui che dal Presidente Berlusconi in campagna elettorale. Ci chiariscano, una volta per tutte cosa sarà della nostra Regione, cioè se l’Abruzzo diventerà petrolifero oppure no, se la nostra salute, l’agricoltura, la pesca e il turismo saranno tutelati oppure saranno sacrificati sull’altare degli interessi delle lobby legate al petrolio. Gli Abruzzesi non vogliono sacrificare tutto quello che con il lavoro e i sacrifici i nostri avi ci hanno tramandato. Insorgeremo e saremo migliaia in occasione della prima seduta del Consiglio Regionale. No alla petrolizzazione dell’Abruzzo»

18/12/2008 19.21

Thursday, December 18, 2008

Il buffone colpisce ancora

Il buffone e' venuto a dire certe cose durante i comizi elettorali e gli Abruzzesi rincitrulliti che abboccano a tutte le palle che gli si racconta ci hanno pure creduto.

Slogan, canti, bandiere, musica e clima da stadio. E l'Abruzzese medio rincoglionito vota.

Ecco il risultato, ecco cosa succede a credere a certa gente:

CDM: IMPUGNATA LEGGE SU TUTELA COSTA TEATINA

(ANSA) - PESCARA, 18 DIC - Il Consiglio dei Ministri ha impugnato oggi la Legge regionale n.14 del 15/10/2008 ''Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 marzo 2008, n. 2 (Provvedimenti urgenti a tutela della Costa Teatina)'' con la quale, tra l'altro, si vietava a rilasciare, fino al 31 dicembre 2009, permessi per ''costruire insediamenti di industrie che svolgano attivita' di prospezione, ricerca, estrazione e lavorazione di idrocarburi'', come il Centro oli
dell'Eni a Ortona (Chieti).
I rilievi riguardano il fatto che la Regione ''agisce in prorogatio'' e, inoltre, che la legge ''Prevede inoltre divieti generalizzati alle attivita' di prospezione, ricerca, estrazione, coltivazione e lavorazione di idrocarburi. Tali
divieti contrastano con la normativa nazionale e comunitaria in materia di energia e di liberta' di iniziativa economica''.
(ANSA).

Perche' l consiglio dei ministri non si e' occupato di questa materia prima delle elezioni e lo fa solo dopo 3 giorni dalle votazioni ? Questo e' l'ennesimo regalo ai petrolieri. Se questa decisione fosse stata presa la scorsa settimana avrebbero perso le elezioni.


Aveva ragione quel vecchietto: "e mo ve lu bell !"

La casta colpisce ancora

A proprosito del post precedente sulla vicenda delle tangenti in Basilicata, ecco cosa combina la casta.

Ancora una volta tutti per uno e uno per tutti con la sola eccezione dell'Italia dei Valori, l'ennsimo capolavoro:


12:39 Camera, la giunta dice no all'arresto di Margiotta

La Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta di arresti domiciliari, presentata dalla procura di Potenza, riguardante il deputato del Pd Salvatore Margiotta. La richiesta del provvedimento restrittivo nei confronti di Margiotta, è riferita all'inchiesta delle tangenti pagate sugli appalti per l'estrazione del petrolio in Basilicata.

Fonte: Repubblica.it

Tuesday, December 16, 2008

Musica maestro !


Leggo delle tangenti e degli arresti in Basilicata, dei parlamentari coinvolti, dei sindaci e collaboratori coinvolti, degli imprenditori coinvolti. Leggo le dichiarazioni di innocenza e di fiducia nella magistratura a valanga. Leggo del giro spaventoso di tangenti e penso alla devastazione a cui siamo arrivati in Italia.

Il petrolio in Basilicata doveva portare la ricchezza. Il petrolio doveva essere la rinascita di una regione... Si parlava di fare aderire la Basilicata all'Opec. Cosa ne e' stato di tutte le promesse ? L'unica cosa che si e' sviluppata in Basilicata e' la corruzione dopo l'arrivo del petrolio. Corruzione alle spalle dei poveri cittadini e distruzione del territorio.

E' la Basilicata di cui parlano i giornali oggi ? O dell'Abruzzo ? O di qualsiasi altra regione italiana ? Che differenza c'è? Sappiamo tutti che in Italia funziona cosi'. Le vicende di D'Alfonso e delle giunte Del Turco e Pace, di Toto ci confermano solo quello che gia' sappiamo.

Non hanno più una faccia a cui specchiarsi la mattina, non hanno più un anima a cui rendere conto. Il crocifisso pero' lo tengono li' sul muro come un accessorio. La loro coscienza e' morta da tempo, uccisa dal dio denaro, dalla voglia di essere protagonisti anche se sono mezze cartucce, dalla voglia arrivare. Dove e' finita la vergogna ? Sono tutti innocenti, tutti perseguitati.

I nomi che abbiamo letto oggi sulla stampa sono perfettamente intercambiabili con i quelli legati alla storia del petrolio d'Abruzzo. Quanti di noi leggendo quegli articoli hanno sostituito nella loro mente: Total, Basilicata e sindaco di Gorgoglione con i corrispettivi nomi Abruzzesi ? E ancora il deputato Margiotta, le società affidate al sindaco, i consorzi di costruttori per costruire gli impianti Total. La storia calza a pennello, basterebbe cambiare i nomi.

Il cortocircuito tra imprenditori e politica e' sotto gli occhi di tutti. Quando i politici diventano imprenditori di se stessi allora e' la catastrofe. L'unico che sistematicamente viene fottuto da tutti, sempre e comunque, e' il cittadino.

Gli arrestati: l'amministratore delegato di Total Italia, Lionel Levha; il responsabile Total del progetto «Tempa Rossa» Jean Paul Juguet. Il responsabile dell'ufficio di rappresentanza Lucano della Total, Roberto Pasi e il collaboratore Roberto Francini. L'imprenditore Francesco Ferrara di Policoro (Matera). Il sindaco di Gorgoglione, comune della provincia di Matera, Ignazio Tornetta.

Coinvolti anche il presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro (Popolari Udeur) e il consigliere provinciale Nicola Montesano (Pd). Il deputato e presidente regionale del PD, Salvatore Margiotta "avrebbe fatto valere il suo potere per favorire l'aggiudicazione degli appalti alla cordata capeggiata da Ferrara, si sarebbe impegnato a fornire informazioni privilegiate al gruppo di imprenditori e a fare pressioni sui dirigenti della Total". Margiotta non perde tempo a difendersi a mezzo stampa: "Sono molto amareggiato e stupito dalla gravità delle accuse". Se tu sei stupito, immagina noi!

E ancora: "Si parla di un patto da 15 milioni di euro tra i dirigenti della Total, e gli imprenditori interessati agli appalti per le estrazioni. E di duecentomila euro sarebbe la somma promessa all'onorevole Margiotta da Francesco Ferrara, uno degli imprenditori coinvolti nell'inchiesta".
Non e' forse questo un caso da manuale ? E' questo meccanismo che in gergo viene definito "spesa di ingresso nel territorio" ? Elargiscono un po' di spiccioli ai capetti locali per dargli un contentino e comprasi la loro benevolenza.

Anche nella storia della Basilicata il sindaco pensa piu' a se stesso che alla gente che lo ha votato. siamo estranei a questo concetto in Abruzzo? Anche in Basilicata il sindaco avrebbe dovuto ricevere dei benefici personali tramite una societa' privata.

Il sindaco di Gorgoglione, Ignazio Giovanni Tornetta, "avrebbe ricevuto periodiche «dazioni» di denaro in contanti, doni ed elargizioni varie, oltre a un non meglio definito «oggetto prezioso» per la sua attività di intermediazione tra i manager della Total e la cordata di imprenditori interessata agli appalti del petrolio". "L'imprenditore Francesco Ferrara avrebbe promesso di affidare ad una società di fatto gestita dal sindaco il servizio mensa per gli operai della sua impresa."

Arresti domiciliari invece per Domenico Pietrocola, dirigente dell'Ufficio tecnico della Provincia di Matera, che si sarebbe fatto dare da Ferrara 200mila euro nell'ambito di un appalto per lavori stradali in Basilicata.

Sembra la trama di un film scritto in Abruzzo ma girato in Basilicata.

Questo e' il capolavoro della Total in Val d'Agri. Chissa' che aria tira questi giorni per i colleghi dell'Eni, che effetto fa sapere quello che e' successo alla Total. Ma la sensazione di tanti cittadini che si sono informati su come i petrolieri lavorano in Italia e' che ci siano pesci piu' grandi da pescare. L'orologio fa tic-tac, speriamo che le procure non mollino ora.

Fonte per i virgolettati e i fatti della Basilicata: Corriere.it

Monday, December 15, 2008

Capolavoro Abruzzo


L'Abruzzo ha deciso: Silvio e' il nuovo presidente... Scusate, mi sono sbagliato, Gianni Chiodi e' il nuovo presidente della regione Abruzzo.

Purtroppo e' facile fare confusione. La faccia di Silvio e' in bella mostra su tutti i manifesti, Silvio ha fatto i comizi piu' importanti. La stampa nazionale parlava della sua campagna elettorale in Abruzzo, non di quella di Costantini o di Chiodi.

Il Sole 24 Ore la settimana scorsa e' uscito con un articolo secondo cui in Abruzzo la crisi non c'era. Il Sole 24 Ore e' il giornale di Confindustria e guarda caso anche Sivio va dicendo che la crisi non c'e' e Chiodi candida gli amici di Confindustria. Una serie incredibile di coincidenze ? Si, perche' no ?

A urne ancora aperte la faccia di Del Turco e le sue dichiarazioni avvelenate contro il PD erano su tutti i giornali. Praticamente un invito a non votare Costantini. Ripeto, il tutto a urne aperte.

E ci siamo scordati che per sapere cosa pensasse Gianni sul centro oli (=raffineria di Ortona) abbiamo dovuto aspettare di sapere cose ne pensasse Silvio ? E Silvio a sua volta, ha dovuto commissionare un sondaggio prima di sapere cosa dire a riguardo.
Ormai senza un sondaggio non apre bocca.

Nelle provincie di Chieti e Pescara dove si e' discusso di Abruzzo petrolchimico e dove i vari comitati hanno martellato i cittadini per piu' di un anno, i due candidati sono arrivati quasi alla pari. Gianni invece ha vinto nella sua Teramo e nella provincia dell'Aquila dove la sua posizione trasformista e' forse passata piu' inosservata: da 'una grande occasione di sviluppo' (un mese fa) al 'siamo contrari' di Silvio.

Spero che il nuovo presidente si dimostri nei fatti meglio di come si mostra in TV e nei comizi, spero che non si lasci pilotare da Confindustria e i soliti 4 noti della regione. Spero che metta avanti i cittadini e il loro bene invece che i 4 soliti. Spero che non debba chiedere l'opinione di Silvio su ogni cosa.

Staremo a vedere, buon lavoro Gianni.

E se Silvio, exscuse me, Gianni ha vinto il PD e' morto. Oggi e' stato prima pugnalato dai suoi elettori e poi decapitato dalla magistratura.

Del Turco a Luglio, D'Alfonso a Dicembre; dentro uno, fuori l'altro.
Dentro D'Alfonso, fuori Del Turco.

Del Turco che ormai si sente un martire e che torna a riproporsi per una poltrona alle Europee... con il PDL ovviamente. Le avventure estreme di Del Turco non hanno mai fine: Del Turco NO LIMITS. Che tradotto in Abruzzese: 'N ZA ABBOTT MAI! Ma proprie mai!

Saturday, December 13, 2008

Andiamo a votare !



Il video e la foto sono tratti dal sito LucaLog.net. Luca ha proprio ragione, non ci resta che piangere. O facciamoci 2 risate proprio per non piangere...

La Digos contro due free blogger che manifestano il loro dissenso all'Illuminato dal Signore sono la ciliegina sulla torta.

Tengo solo a precisare che non sono ne di destra ne di sinistra, e' solo un questione di credibilità e di serietà. E' una questine di ciò che non piace più di ciò che piace. Le alternative non mancano: Teodoro Buontempo (La Destra), Carlo Costantini (Centro Sinistra), Angelo Di Prospero (Per il bene comune), Ilaria Del Biondo (Rifondazione Comunista), Rodolfo De Laurenti (Unione di Centro).

I sabotatori del trattato di Kyoto non mi piacciono. Quelli che quando vanno ai meeting internazionali ci fanno cergognare di essere italiani non mi piacciono. Quelli che dicono che loro si stanno adoperando per risolvere la crisi tra Pakistan e India e in realta' non contano niente nel mondo non mi piacciono. Quelli che dicono che George Bush e' stato un grande presidente non mi piacciono. Quelli che che fanno la social card della vergogna non mi piacciono. Quelli che dicono che bisogna essere ottimisti perché la crisi e' solo nella testa della gente non mi piacciono (Avete mai provato a pagare le bollette e la spesa con l'ottimismo ? A me hanno detto che vogliono i soldi, altro che le chiacchiere). Quelli che tagliano i fondi alla ricerca non mi piacciono. Quelli che invitano Scaroni (CEO dell'Eni) a parlare dello stato della chimica in Italia ad "audizioni informali" del parlamento non mi piacciono.

Gli amici dell'Eni non mi piacciono, quelli che cambiano idea sul centro oli (=raffineria di Ortona) come cambia il vento non mi piacciono. Quelli che vanno a dire in televisione che "il centro oli e' una grande occasione di sviluppo" non mi piacciono. Quelli che hanno bisogno che il divino venga da Roma a fargli la campagna elettorale perché se no non lo vota nessuno non mi piacciono.

Quelli che vogliono vincere le elezioni regionali con il voto di scambio non mi piacciono. Quelli che dicono che e' stato tutto un malinteso, abbiamo solo spedito alla stampa il DVD sbagliato non mi piacciono. Quelli che candidano gente di confindustria non mi piacciono. E se le persone di confindustria sono nel 'listino' e non devono neanche fare la campagna elettorale mi piacciono ancora meno.



Thursday, December 11, 2008

La fabbrica della morte: Ilva

(Foto: Ilva a Taranto)

A Taranto hanno annunciato 2 giorni fa che 1600 pecore saranno abbattute perché sono state esposte dalla diossina. L'Ilva ha subito messo le mani avanti, ancora prima di essere chiamata in causa: noi non ne sappiamo nulla.

Possibile che non ne sappiano nulla ? Vediamo: l'Ilva produce il 93% della diossina italiana, a Taranto ha uno dei suoi più grandi stabilimenti, le pecore sono di Taranto e pascolano a Taranto... E LORO NON NE SANNO NULLA ?

Se a Taranto le pecore che mangiano l'erba si ammalano, cosa succede ai 'cristiani' che mangiano ortaggi, verdure e frutta ? Mistero.

Ieri un operaio polacco di 54 anni e' morto all'Ilva di Taranto: sono 3 dall'inizio dell'anno, 44 da meta' anni '90. Il poveraccio di ieri e' caduto da 14 metri di altezza al suo ultimo giorno presso l'Ilva. All'operaio morto a inizio anno era andata peggio con una caduta da 17 metri dopo che aveva lavorato per 8 ore di fila.
Ad ogni morto seguono le indagini, il sequestro dei cantieri etc... e poi nulla cambia. Si ricomincia. E se sopravvivi al turno di lavoro ti 'gassano' con la diossina e tutti gli scarti della lavorazione.

Vogliamo parlare degli scarti della lavorazione dell'Ilva derivati dagli alti forni ? Vogliamo parlare di traffico illecito di rifiuti ? Facciamolo allora, aggiungiamo un altro pezzo al puzzle dell'Ilva.
Anche in questo caso possono dire che non ne sanno nulla ma questa volta devono convincere la magistratura e non solo i cittadini. Speriamo che trovino le parole giuste per spiegare un deposito illegale di 100 mila tonnellate di rifiuti speciali senza creato senza autorizzazione. Sarei curioso di sapere se possono spiegare anche questo o se come per la diossina delle pecore loro non c'entrano nulla.

E i sindacati che fanno ? Uno scioperuccio di 24 ore, tutto qui. Invece di fare uno sciopero ad oltranza si fermano 24 ore e poi tutto come prima ancora una volta. I leader dei sindacati nazionali dove sono ? A gia' dimenticavo, saranno impegnati in qualche salotto romano o a fare qualche trattativa per gli sfaticati e maleducati dell'Alitalia. Perché non si occupano dell'Ilva dove gli operai non possono neanche scioperare ? Ad Aprile in occasione dell'altro operaio morto hanno scioperato e hanno perso per quel giorno 150 euro sulla busta paga. E' normale tutto cio' ?

Possibile che l'Ilva da sola produca l'8% della diossina europea ? Possibile che siamo nel far-west della diossina in Italia ? A quanto pare si.
Il limite di legge attuale prevede una concentrazione massima di diossina di 1o mila nano grammi per metro cubo. E' tanto o e' poco ? E' TANTISSIMO. Basta pensare che FINALMENTE la regione Puglia sta per approvare una legge che impone un tetto a 2.5 nanogrammi entro l'Aprile 2009 e a 0.4 nanogrammi entro il 2010.

Nel 2007 l'Ilva ha registrato utili per 878 milioni di euro, nel 2006 utili per 600 milioni di euro. Come può una fabbrica della morte fare cosi' tanti utili in uno stato che pretende di considerarsi moderno ? Perché quel politicante giullare di corte non si occupa di queste cose invece di andare a sabotare l'accordo di Kyoto e gli accordi europei sul clima ? All'Ilva pagano gli operai con uno stipendio da fame mentre fanno profitti record e emettono una montagna di CO2 ogni anno. Perché i cittadini devono pagare le multe per non aver rispettato Kyoto se queste aziende portano morte, stipendi da fame e fanno profitti record ?

In Puglia nel 2010 la concentrazione massima di diossina sarà di 25mila volte di meno del valore massimo consentito dallo Stato Italiano. Questo grazie ad una legge regionale.

Yes, we can. Se la Puglia può ridefinire i valori degli inquinanti ad un livello 25.000 volte più basso di quello nazionale, anche l'Abruzzo può farlo. Diamoci da fare per fermare i petrolieri e gli industriali d'assalto.

Wednesday, December 10, 2008

Pecore alla diossina


A Taranto dove l'Ilva, l'Eni e gli altri petrolieri spadroneggiano con le loro raffinerie e dove l'Eni intende raddoppiare i suoi stabilimenti della morte, ogni tanto fanno delle analisi. Ma proprio ogni tanto... Oggi tocca alle pecore al sapore di diossina.

Ormai e' la regola, raffineria che trovi e comitato a difesa del territorio che trovi. A Taranto c'è il Comitato per Taranto che opera da diverso tempo e da cui ho preso un po' di numeri tanto per avere un idea ci cosa sia l'Ilva:

"Taranto. 200 mila abitanti, due mari e il più grande impianto siderurgico europeo, l'Ilva (l'ex Italsider svenduto dallo Stato al gruppo di Emilio Riva). Quello che produce il 93% di tutta la diossina italiana e l'8,8 per cento di quella europea. Ha il triste primato di città più inquinata del continente. Sì, una piccola città inquina più di una grande metropoli giapponese."

"DIOSSINA, IL TRIPLO DI SEVESO - Perché gli impianti industriali che le sono stati costruiti attorno sono più grandi della città stessa. Un problema che esiste da 30-40 anni, ma che ora sta diventando drammatico. La situazione sta degenerando, i bambini ne soffrono, le mamme hanno la diossina nel latte. Una sostanza si accumula nel tempo, e a Taranto ce n'è per 9 chili, il triplo di Seveso per intenderci (la città intossicata nel 1976)."

Forse alcuni dei nostri piu' pregiati imprenditori dovrebbero ancdare a viver li invece che rimanere in Abruzzo. A Taranto il futuro che vogliono per la nostra regione e' gia' presente. Portassero li i loro bambini e i loro nipoti a fargli respirare un po' di aria di futuro.



dal Corriere.it del 10 Dicembre:

Cresce l'allarme diossina: saranno eliminate 1.600 pecore
L'Ilva diffida dal collegare la contaminazione con il proprio stabilimento siderurgico

TARANTO - Sono state portate al macello comunale di Conversano (Bari) le circa 1.600 pecore allevate in otto masserie tra Taranto e Statte e risultate contaminate dalla diossina, prodotta da stabilimenti dell'area industriale. Le pecore saranno abbattute nelle prossime ore, probabilmente giovedì, su disposizione della Regione Puglia.

RIMBORSO - Secondo le analisi eseguite dall'Azienda sanitaria locale, gli animali avrebbero assunto veleno e le loro carni risulterebbero contaminate. Gli allevatori saranno risarciti con 160 mila euro complessivi: meno del valore di ogni animale che è di circa 133 euro lordi. L'Ilva di Taranto martedì in un comunicato ha sottolineato che «allo stato non vi è nessun elemento che possa mettere in correlazione la contaminazione degli animali con la diossina prodotta in maniera univoca dallo stabilimento siderurgico di Taranto».

Monday, December 8, 2008

UNA LEGGE VOLUTA DAL POPOLO



Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi:
e per questo viene chiamato democrazia.
Pericle – Discorso agli Ateniesi – 461 a.c.

PREMESSA
Il compito principale degli esponenti politici è quello di interpretare le aspettative dei cittadini e trasformarle in norme e leggi.
Quando la politica si allontana dalle aspettative degli elettori, come è successo in Abruzzo, i cittadini sfiduciano i propri rappresentanti politici e nascono i Comitati ed i Movimenti.
I Comitati ed i Movimenti hanno il compito di ricostituire il dialogo tra i cittadini e la classe politica e non di sostituirsi ad essa.
Nei giorni passati il PDL ha promosso un sondaggio telefonico riservato, riguardante il così detto centro oli di Ortona; i risultati del sondaggio sarebbero stati i seguenti:
• il 74% dei cittadini abruzzesi è contrario al così detto centro oli di Ortona;
• il 10% è a favore;
• il 16% non sa

Il risultato di questo sondaggio ha spinto il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi a “scendere in campo” e ad esternare strumentalmente il suo no alla costruzione del centro oli: nessun’altra dichiarazione gli sarebbe stata “consentita” da una così alta percentuale di contrarietà.

Noi, confermando la nostra totale trasversalità ai partiti, invitiamo tutti gli esponenti politici abruzzesi a riflettere in merito facendo una profonda autocritica.

L’Abruzzo ha due precedenti.
La vicenda della Sangro Chimica – una società del Gruppo Getty Oil - che nei primi anni ’70 tentò di impiantare, con il bene placet degli amministratori locali e nazionali, una raffineria nella Val di Sangro, un territorio afflitto da una povertà storica. Il sindaco di Paglieta, Enrico Graziani, contribuì a promuovere un movimento di popolo che costrinse la classe politica dell’epoca a cambiare opinione e così la Sangro Chimica dovette desistere; questa scelta fece decollare la nuova economia abruzzese costituendo un fatto unico sino ad ora nella storia dell’economia italiana: l’attuazione di un progetto di sviluppo generato dalla base e non imposto dall’alto.
Negli stessi anni e negli stessi luoghi la Rohmandhasse, un’altra azienda chimica ad alto rischio ambientale riuscì a costruire i suoi impianti ed aveva già assunto il personale quando un’altra sollevazione popolare, capeggiata questa volta dal sindaco di Atessa Angelo Staniscia - in conflitto con il suo stesso partito - costrinse l’azienda americana a smontare l’impianto, bullone dopo bullone, ed a lasciare il territorio con la coda tra le gambe.

Dopo trentatre anni, sempre per il dissenso del Popolo, la storia sembra ripetersi.

Noi speriamo che il dissenso del Primo Ministro esternato a Pescara il 6 dicembre contro il così detto centro oli di Ortona costituisca la base per atti concreti e non si estrinsechi in una mera dichiarazione a fini elettorali.

Pertanto gli autori di questo documento, nella loro qualità di rappresentanti di Movimenti di opinione e di Comitati dediti alla tutela dell’ambiente dichiarano congiuntamente quanto segue:

- ringraziano il Presidente del Consiglio per la sua dichiarazione contraria al così detto centro oli di Ortona ed a favore di uno sviluppo della regione che sia in sintonia con le sue peculiarità ambientali come da noi richiesto ed auspicato;
- si augurano che alla dichiarazione seguano fatti concreti, come, innanzi tutto, l’emendamento al Disegno di Legge 1441 ter già approvato dalla camera ed attualmente in discussione al Senato in modo tale da sancire con un atto governativo l’esclusione dell’Abruzzo dal progetto petrolifero e ridare alla Regione stessa il governo del suo territorio, come del resto previsto dalla Costituzione.
- ritengono comunque di non dover abbassare la guardia e di dover continuare a “spronare” tutti gli esponenti politici che andranno a formare il prossimo Governo Regionale, affinché si impegnino per l’applicazione di norme certe che tutelino lo sviluppo economico, la salute degli abitanti, la salvaguardia delle peculiarità ambientali, le attività agricole, marinare, enogastronomiche e turistiche della Regione.


PROPOSTA SINTETICA PER UNA NORMATIVA CHE GOVERNI, TUTELANDOLO, IL TERRITORIO ABRUZZESE DALL’INSEDIAMENTO DI ATTIVITÀ FORTEMENTE IMPATTANTI SUL TERRITORIO e/o GENERICAMENTE DEFINITE INSALUBRI DI PRIMA CLASSE

1. Norme sulle concessioni riguardanti le attività di ricerca, di estrazione e di lavorazione di idrocarburi (petrolio e gas) in Abruzzo.
• Attività Onshore. Moratoria di almeno 30 anni per la lavorazione del petrolio (anche del bio carburante). Per tutta la moratoria non verranno più rilasciati permessi per industrie legate al comparto petrolchimico, né per i sondaggi, nè per l’estrazione, nè per la lavorazione del petrolio, nè per la costruzione di oleodotti, nè per la costruzione di impianti di stoccaggio.
• Attività Offshore. Assoluto divieto di lavorazione del petrolio sulle piattaforme in mare, tipo desolforazione, a qualunque distanza dalla costa esse siano collocate. La distanza minima dalla costa per le piattaforme deve essere di almeno 20 km (decreto Ronchi in vigore in Veneto); vanno comunque presi accordi e siglate convenzioni con le Nazioni dell’altra sponda dell’Adriatico affinché le norme non vengano facilmente evase dalle compagnie petrolifere.
• Royalties. Abolizione della franchigia sull’inizio delle attività estrattive; alla regione Abruzzo devono essere riconosciute royalties pari almeno al 40% del valore del petrolio e del gas estratto su tutte le attività, sia vecchie che nuove; i comuni più direttamente coinvolti avranno una parte di queste royalties; i pozzi già in esercizio avranno un aumento programmato del 10% annuo fino al raggiungimento della quota del 40%. (visto che in Italia aumenta tutto a partire da pane e pasta… ora tocca alle royalties dei petrolieri che pompano – gratis - il nostro mare sin dagli anni ’60!). Anche gli impianti di produzione di bio carburante già in esercizio devono pagare royalties alla regione secondo canoni da definire.
• ICI. Tutte le attività industriali legate al comparto petrolchimico, anche se già esistenti e situate in mare devono riconoscere al Comune su cui incidono l’Imposta relativa agli immobili dediti ad attività industriali.
• Proventi. I proventi delle royalties devono essere utilizzati per incentivare l’uso del solare e dell’eolico e comunque di fonti di energia innovative e alternative a quelle attualmente in uso e non rinnovabili.
• Tecnologia. Gli impianti petroliferi (compresi quelli che producono bio carburante) già in funzione sul territorio devono essere aggiornati all’ultima tecnologia disponibile;
• Agenzia regionale per il controllo delle attività estrattive. La Regione deve controllare con un proprio ente le quantità di petrolio estratto ed il costante rispetto dei limiti delle emissioni: tale Agenzia non deve avere nel suo staff direttivo individui che abbiano avuto rapporti di lavoro e/o di connivenza con gli enti richiedenti e deve comprendere nel suo ufficio di controllo rappresentanti di movimenti e comitati cittadini dediti alla tutela del territorio.
2. Processo regionale di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)
• Il Governo regionale deve adeguare gli indici delle emissioni di inquinanti a quanto previsto dalle indicazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e.
• Ogni volta che si attiva un processo di VIA, l'ente richiedente – in linea con quanto previsto da Agenda 21, Convenzione di Aarhus, e dalle leggi della Repubblica per facilitare l’accesso dei cittadini alle informazioni ed alle attività di tutela giudiziaria - deve finanziare una campagna informativa sul tipo di insediamento che intende realizzare, il livello occupazionale previsto, le concentrazioni di inquinanti che saranno emessi nell’aria ed i limiti di legge e quanto altro aiuti a meglio comprendere che cosa si intende realizzare. Questa campagna deve essere gestita dall’Agenzia preposta alla tutela dell’Ambiente e con costi posti totalmente a carico dell’Ente richiedente secondo norme applicative da definire.
• Ogni procedura di VIA deve essere inserita in un sito web in cui è possibile prendere visione dello stato della pratica con tutti i nomi dei referenti coinvolti nel suo sviluppo. Attraverso le stesso sito i cittadini possono esporre e/o denunciare violazioni, sospetti di inquinamento etc.
• Il processo di VIA deve fare riferimento a dati di inquinamento ambientali e climatici recenti ed a procedure collaudate
• Il processo di VIA deve essere condotto da due istituti di ricerca INDIPENDENTI che non siano finanziati, direttamente o indirettamente, dall’ente richiedente
• Il processo di VIA deve contenere le stime delle concentrazioni di inquinanti che saranno immessi nell’ambiente. Per evitare stime fasulle e al ribasso, le stime fornite dal VIA sono vincolanti.
• Il controllo deve essere affidato all’Agenzia regionale preposta e ad enti terzi.
• Tutte le attività di gestione e di controllo devono comprendere al loro interno rappresentanti di organizzazioni non governative.
• Tutti i costi riguardanti l’informazione, la procedura di VIA ed i controlli devono essere posti a carico dall’Ente proponente o già attivo sul territorio. In pratica l’ente proponente si confronta solo con l’Agenzia.
• L’unica sanzione prevista per lo sconfinamento dai limiti di emissione è il sequestro dell’impianto; il dissequestro potrà essere disposto solo dopo l’adeguamento alle prescrizioni imposte.
• I rappresentanti regionali presso il Parlamento devono farsi promotori di modifiche legislative e procedurali al fine di:
- consentire la più ampia facoltà possibile per i singoli cittadini e per le associazioni di costituirsi parte civile nei procedimenti penali per reati ambientali;
- Rendere più sollecito il procedimento penale in materia di reati ambientali e adeguarne i tempi di prescrizione al fine di promuovere come deterrente più efficace la certezza della pena.
- inasprire le pene e le sanzioni previste per reati e contravvenzioni, anche a carico della “manovalanza”.

• Sulla falsariga di quanto esposto per le attività inerenti l’estrazione e le lavorazioni degli idrocarburi devono essere promosse leggi dettagliate per il buon governo di:
- attività estrattive (cave);
- attività di smaltimento dei rifiuti urbani ed industriali;
- attività urbanistiche ed architettoniche (anche il brutto è una fonte di inquinamento);
- attività inerenti la produzione ed il trasporto dell’energia;

La auspicabile fine dell’invasione petrolifera dell’Abruzzo deve costituire per la nostra Regione un punto di partenza per progettare e perseguire uno sviluppo duraturo secondo criteri innovativi.
Quasi tutte le produzioni industriali possono essere delocalizzate in base a concetti di economia produttiva mentre la salute, la salvaguardia dell’ambiente e la qualità della vita, vera ricchezza del futuro, no.

Saturday, December 6, 2008

Gianni e Silvio ci sono.



Ormai e' un dilagare di conversioni e anche il leader supremo che infonde ottimismo solo apparendo in televisione e' stato illuminato dal Signore.

Oggi Silvio si e' materializzato a Pescara per sostenere il candidato e discepolo Gianni Chiodi da Teramo alla carica di presidente della regione Abruzzo. E al contrario della precedente visita qualcuno deve averlo informato sui temi caldi della campagna elettorale: il petrolio e la raffineria di Ortona,la costa e i parchi.

E lui infatti si e' preparato la storiella da raccontare sull'Abruzzo e all'Abruzzo (Fonte: PrimaDaNoi.it):
«E’ la regione più verde d'Italia, con questi parchi nazionali che sono stupendi, e il parco principale che sta in Abruzzo non ha nulla da invidiare a quello che sta nel Maine, anzi e' addirittura più bello. Bisogna andare in questa direzione, e quindi valorizzazione delle coste, di posti come i trabocchi che sono unici e poi le bellezze naturali, artistiche, i parchi». E bravo a Silvio.

Si capisce pero' che parla di cose che non conosce visto che non e' in grado di citare il nome di un parco quando gli serve e parla dei trabocchi che conoscono solo i locali. Secondo voi ci e' stato a fare una passeggiata nel parco nazionale ? Secondo me no, ma questa e' un mia opinione.

E visto che la volta scorsa e' stata criticato per non aver parlato della raffineria di Ortona, questa volta non lascia equivoci: «per quanto ci riguarda la nostra posizione e' assolutamente negativa».

E' FATTA. La conversione e' completa. Dal cielo un raggio di sole lo ha colpito sulla via di Pescara e il Signore gli ha mostrato la via.

E ora ho capito anche cosa e' successo nei mesi passati. Quando il suo governo ha designato la regione Abruzzo come regione di interesse minerario Silvio doveva essere distratto oppure nessuno ancora gli aveva detto della costa dei trabocchi, dei parchi nazionali e della rivoluzione dei cittadini contro la raffineria di Ortona e contro l'Eni. E poi a quel tempo non doveva ancora fare la campagna elettorale per Chiodi.

Le parole di Silvio sulla raffineria di Ortona confermano che il PDL era a favore della raffineria ma che ora, per convenienza politica, sono contrari. Dopotutto se il vento gira anche loro possono girare. O no ? Ma se e' vero che la prima opinione e' sempre quella che conta... per me il PDL e' ancora il partito troppo 'immanicato' con Confindustria e con l'Eni.

Le poche parole di Silvio sulla raffineria di Ortona ci dicono anche tante altre cose.

Le parole di Silvio testimoniano il successo di tutti quanti si sono adoperati contro la raffineria di Ortona. Se 'il divino' ne parla per dire esattamente cio' che la gente vuole sentirsi dire, allora vuol dire che hanno paura di perdere persino le elezioni su questo tema. Quanti voti avrebbe perso Chiodi nel Chietino senza quelle parole di rassicurazione ? Io dico tanti.

Le parole di Silvio testimoniano anche che Chiodi non e' efficace quando dice no al alla raffineria. Testimoniano che hanno ragione tutti coloro che pensano che nel PDL la questione della raffineria si decide a Palazzo Grazioli a Roma, e non al consiglio regionale in caso di vittoria di Chiodi. Insomma, su questioni serie bisogna chiedere al 'Supremo'.

E Silvio dice anche che Gianni Letta e' una garanzia per l'Abruzzo. Dove era Letta quando a Roma si consegnava la regione nelle mani dei petrolieri ? Quando autorizzavano le piattaforma a 5km dalla costa? Mistero.

Le parole di Silvio testimoniano anche che tutta questa certezza di vincere forse non c'e'. Altro che sondaggi favorevoli, a me sembra il vecchio trucco di spargere ottimismo per convincere gli indecisi. E la 'bancarella di Gianni' ce la siamo scordati ? Giovani, portatemi i curriculum e votatemi che vi trovo un lavoro. Non e' forse quella una mossa un po' da disperati ? E la situazione economica del paese ce la siamo dimenticati ? Quando l'economia rallenta e si entra in recessione puoi spargere tutto l'ottimismo che vuoi, ma tutti sanno che la classe politica al comando viene sempre penalizzata. Destra, centro o sinistra che sia.

Chiedete a McCain sulle implicazioni tra stato dell'economia ed elezioni, sono sicuro che ne sa qualcosa e che adesso ha molto tempo per rispondervi. Potreste chiedere anche a Obama, ma lui invece e' molto occupato e non credo abbia tempo per rispondervi.

Silvio che parla della raffineria e' una grande vittoria per il movimento del NO.
Teniamolo a mente. Siamo sulla strada giusta ma questo non vuol dire che siamo arrivati da nessuna parte.

Bisogna fare ancora la leggere regionale che stabilisca una moratoria del petrolio almeno ventennale nella regione.

Ministro DOC

Sempre avanti verso il futuro, con ottimismo come dice il premier. La crisi e' nella testa della gente, il surriscaldamento e' nella testa della gente, l'inquinamento e' nella testa della gente. Il futuro non conta per l'uomo di 70 anni e passa al comando. A lui importano solo i sondaggi. A lui importa regolamentare internet.

Come regolamentare internet ? Ha visto una stanza piena di server e si deve essere impressionato. MA di questo parliamo sul prossimo post.

Guatiamoci ora l'articolo del Corriere della Sera sul ministro Prestigiacomo e sui complotti all'italiana.



dal Corriere della Sera:

Italia finalmente prima al mondo. Ma per la «vergogna ambientale»

Il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiamo accusato di sabotare il pacchetto su clima e energia nella Ue


POZNAN (POLONIA) - L'Italia ha vinto il peggior premio che potesse ricevere alla Conferenza mondiale sul clima in corso a Poznan: il «Fossile del giorno», un'onoreficienza sicuramente un po' goliardica, ma che di fatto rappresenta un attestato di vergogna ambientale. Il «Fossile» ce lo hanno assegnato venerdì sera, e ovviamente non c'era nessuno a ritirarlo, nel corso di una cerimonia seguita da centinaia di delegati e giornalisti di tutto il mondo, punteggiata da cori di disapprovazione. Si tratta di uno stendardo raffigurante un dinosauro che sputa fuoco, simbolo dei Paesi che non sono capaci di affrancarsi dall'uso massiccio dei combustibili fossili.

LA STORIA - Il premio viene spesso accompagnato da un blocchetto di carbone da recapitare al vincitore. Istituto per la prima volta nel 1999, durante la conferenza mondiale sul clima di Bonn, il «Fossile del giorno» viene assegnato quotidianamente a uno o più Paesi che, secondo la giuria, si sono distinti per le loro azioni di disturbo, o addirittura di sabotaggio, al processo negoziale sul clima. Venerdì sera, oltre all'Italia, sono stati premiati anche, al secondo posto ex aequo, Giappone, Australia e Canada, e al terzo posto la Russia. La giuria è composta da diversi rappresentanti del Climate Action Network (CAN), la rete internazionale di oltre quattrocento associazioni non governative che partecipano ai lavori della conferenza.

PRESTIGIACOMO - Ma che cosa ha fatto il nostro Paese per meritarsi il «Fossile del giorno»? «La sua delegazione, in questi primi giorni della conferenza, sembra silenziosa e addirittura inesistente -scrivono nella motivazione i rappresentanti del CAN-. Ma di fatto si sta dando da fare sia a Bruxelles sia a Roma per distruggere il buon esito del processo negoziale di Poznan». Il ministro dell'ambiente italiano Stefania Prestigiamo, in particolare, è accusata dai rappresentanti del CAN di sabotare il pacchetto su clima e energia in discussione alla UE, affermando che gli obiettivi del 20% entro il 2020 (riduzione delle emissioni, aumento dell' efficienza e delle rinnovabili) sarebbero irrealistici e costosi.

GLI UNICI IN EUROPA - «L'Italia è convinta di riuscire a minare alle basi la conferenza di Poznan con i suoi complotti -si legge nella sferzante conclusione delle motivazioni-, tanto che i suoi ministri affermano che prima della prossima conferenza di Copenhagen tutti gli obiettivi dovranno essere ridefiniti. L'Italia è molto intelligente, ma il CAN ha occhi dappertutto. E così, Fossili per voi! ». Nessun commento dalla delegazione italiana che, per altro, in questi primi giorni della conferenza, è rappresentata solo a livello tecnico: il ministro dell'Ambiente con i suoi funzionari arriveranno la metà della prossima settimana. «Il Fossile del giorno è un segnale -commenta la responsabile delle Campagne Internazionali del Wwf Maria Grazia Midulla-. L'Italia con le sue posizioni, è rimasta sola in Europa. Finanche il ministro dell'Ambiente polacco ha dichiarato che il suo Paese perseguirà il taglio del 30% delle emissioni. Ci auguriamo che nel seguito delle trattaive internazionali faremo una figura migliore, anche in vista del ruolo di presidenti del G8».


05 dicembre 2008(ultima modifica: 06 dicembre 2008)

Tuesday, December 2, 2008

L'Abruzzo si sveglia !


Ho visto diverse foto sparse qui e li per la rete delle varie manifestazioni di protesta che sono state fatte nel corso dell'ultimo anno e mezzo per dire no al centro oli (raffineria) e all'Abruzzo petrolifero.

Propongo di raggrupparle tutte insieme in un unico posto di modo che siano facilmente accessibili.
Credo che tra qualche anno potremo guardare indietro in questo punto della storia e dire che qualcosa e' successo.

Penso alle varie manifestazioni organizzate dal Comitato Natura Verde a Pescara e non solo, la manifestazione a San Vito con le barche, le proiezioni dei video nelle piazze, l'assedio al consiglio regionale e quante piu' ne avete meglio e'.

Ovviamente spero che non guarderemo al biennio 2007-2008 come ad un episodio isolato ma come all'inizio di un nuovo corso per la regione. La lotta contro la Sangro Chimica evito' la nascita dell'industria chimica in Val di Sangro e poi ? Questa volta sara' diverso.

Le foto finiranno su un flickr.com (o simile) che e' accessibile a tutti e saranno cercabili tramite i tag (etichette). Creerò un utente fittizio tipo "Gente d'Abruzzo" (primo che mi e' venuto in mente adesso).

Chiunque ha delle foto puo' contribuire, ogni foto sara' attribuita al leggittimo autore per mezzo di nome, cognome e indirizzo email a discrezione di chi manda le foto. Naturalmente se dite anche data e luogo e' meglio.

Spero che si riesca a raccogliere presto un bel po' di materiale fotografico all'indirizzo. Potete usare l'indirizzo: apocalisseitalia@gmail.com .

Se sono tante foto potete masterizzare un cd, se mi mandate una mail vi dico a che indirizzo mandarle.

Grazie fin da ora a coloro che parteciperanno. Appena arriveranno le prime foto le iniziero a pubblicare.

Monday, December 1, 2008

Marrollo e l'amianto

Calogero Marrollo, l'amatissimo presidente regionale di Confindustria Abruzzo, deve avere un debole per Ortona. Prima ci voleva costruire la raffineria e non aveva perso tempo a far parte del consorzio delle aziende costruttrici, adesso ci vuole fare una discarica di amianto.

La Societa' Meridionale Inerti Vasto (S.M.I.) vuole costruire in località Taverna Nuova tra Casino Vezzani e Villa Grande una discarica di amianto di 250 mila metri cubi. Ancora una volta in mezzo alle viti per la produzione del vino DOC, ancora una volta come se quella terra fosse inutile, se i contadini che la lavorano fossero inutili.

Questa gente qui gioca a fare l'imprenditore dentro l'orticello chiamato Abruzzo. Credono che se non ci sono ciminiere o industrie in una zona possono fare tutto quello che vogliono. Un terreno coltivato a viti e ulivi per loro equivale al deserto dell'Arabia Saudita.

E pensare che Calogero ha anche il diploma della scuola agraria. Si vede che non ha capito molto, o non era molto attento a scuola. Infatti adesso si e' messo a fare il cementificatore.

Quali sono i grandi imprenditori d'Abruzzo ? Marrollo che vuole fare il centro oli (=raffineria) e la discarica di amianto ? Oppure Toto e' un grande imprenditore che vuole fare un mega cementificio a ridosso del parco della Majella ?

Oppure dobbiamo contare sulle grandi perle dell'imprenditoria Italiana come la Snam Rete Gas dell'Eni che sta costruendo il centro di compresione del gas a Sulmona (10 posti di lavoro?) e ci vuole portare venti posti di lavoro con una raffineria a Ortona ?

Ricordiamoci chi e' Calogero e quanto bene vuole alla nostra regione qui.

Sunday, November 30, 2008

Impregilo e i ponti made in Italy


Questo articolo e' tratto da Repubblica.it.

Avvertenze: E' consentito mettersi le mani nei capelli durante la lettura, mandare parolacce a chi volete. Potete mandare a quel paese chi vuole fare il ponte anche se l'autostrada per arrivare al ponte fa schifo. Potete anche mandare a quel paese tutti coloro che vogliono tagliare fondi alla ricerca universitaria, tanto chi doveva rimettersi i capelli se li e' rimessi, e le verifiche per il ponte sullo stretto non servono.

da Repubblica.it:
L'UOMO del Ponte si chiama Remo Calzona. Al dipartimento di ingegneria strutturale e geotecnica della Sapienza di Roma tutti lo conoscono. E anche a Reggio Calabria. Decine e decine di sopralluoghi tra Scilla e Cariddi e viaggi in tutto il mondo. Figura illuminata a cui prima l'Anas (1986) poi il governo (2002) hanno affidato la presidenza del comitato tecnico-scientifico per la verifica della fattibilità della grandiosa opera del Ponte sullo Stretto.

"La soluzione progettuale mi appare oggi assai costosa e per nulla immune da crisi strutturali".

Ahi, casca il Ponte?
"Bellissima domanda alla quale rispondo con Popper (ho rubato al suo pensiero il titolo del mio ultimo lavoro): La ricerca non ha fine".

L'uomo è fallibile.
"In Danimarca il ponte sullo Storebelt ha patìto il fenomeno del cosiddetto galopping. Il nastro d'asfalto si è andato deformando, tecnicamente è una deformazione ortogonale alla direzione del vento".

Su e giù, come fosse un grosso serpente.
"Esattamente così. Una deformazione, dovuta al fluido dinamico che impone di bloccare per motivi di sicurezza il passaggio di cose e persone. Ma il ponte si realizza proprio per permettere il transito ininterrotto".

Se soffia il vento a Scilla, ponte chiuso.
"Anche cento giorni all'anno".

Lei propone di ridurre l'ampiezza delle campate da 3300 a 2000 metri.
"Ci siamo accorti che la riduzione azzera quel fenomeno".

Ma nel 2002 era di diverso parere.
"Bellissima considerazione: mi viene in aiuto ancora Popper. La scienza misura i suoi passi sui propri errori".

I ponti si costruiscono ma ogni tanto cadono.
"Hai voglia se cadono! Nel secolo scorso abbiamo conosciuto il collasso provocato dalla fatica dei materiali".

Come un asinello che si stanca e stramazza al suolo.
"Carichi ripetuti sulla medesima struttura, fatica sviluppata fino al punto di insostenibilità".

Crash.
"Con la crisi del ponte di Tacoma, sopra Los Angeles, ci siamo accorti di un altro elemento destabilizzante, chiamato fletter. Sempre causato dal vento".

Il vento eccita, maledetto lui.
"Eccita".

Adesso siamo di fronte al galopping.
"Fare un ponte e spendere tanti quattrini per vederlo chiuso che senso ha?".

Ne ha parlato con la società dello Stretto di Messina?
"Pensi che l'amministratore delegato, l'ingegner Ciucci, mi ha persino diffidato a pubblicare il libro che documenta le mie nuove ragioni".

E perché?
"E che ne so! Uno gli dice che si può fare un ponte con meno della metà dei soldi e più sicuro e si sente trattato in questo modo".

Lo deve dire a Gianni Letta.
"Io scrivo e riscrivo. Soprattutto a Letta: guarda che così non va".

Ma Impregilo, la ditta costruttrice, ha il suo progetto. Chiederà penali.
"Chiamassero me: la metterei in ginocchio".

Professore: e se tra tre anni, o cinque o dieci lei scova qualche altro errore?
"Bellissima domanda: rispondo ancora con Popper. Lavoriamo sugli errori e sull'esperienza per fornire una soluzione progettuale che riduca il rischio di collasso della struttura entro limiti convenuti".

Limiti convenuti.
"Io non sono un mago".

Saturday, November 29, 2008

Federalismo all'italiana: Disegno di legge 1441 del 2008

Da PrimaDaNoi.it:


ROMA- Potranno essere rilasciati senza l'Intesa Stato-Regione, bensì con un procedimento unico in capo all'amministrazione dello Stato, i permessi di ricerca e le concessioni per l'estrazione di idrocarburi.

Da poche settimane la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge n.1441 che estromette le Regioni dalle procedure di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione alla perforazione per la ricerca di idrocarburi.
Questa valutazione viene affidata all’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia.
In sostanza, la volontà della regione potrà essere totalmente scavalcata dallo Stato. Stessa sorte toccherà anche ai Comuni; infatti, il disegno di legge prevede che qualora le opere relative alla perforazione di un pozzo esplorativo ed alla costruzione degli impianti comportino variazione degli strumenti urbanistici, il rilascio dell’autorizzazione da parte dell’Ufficio Territoriale Minerario ha effetto di variante urbanistica.

AMARA SORPRESA PER L’ ASSOCIAZIONE “IMPRONTE”

L’Associazione Impronte di Giulianova lancia un grido dall’allarme sul nuovo disegno di legge che prevede l’applicazione delle nuove disposizioni anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del disegno di legge, eccetto quelli per i quali sia completata la procedura per il rilascio.
Di conseguenza, come fa notare l’Associazione, lo stato potrà decidere quasi in perfetta solitudine senza consultare l’amministrazione regionale sui siti di Villa Mazzarosa, Corropoli, Cipressi, Villa Carbone e Colle San Giovanni, in provincia di Teramo,

…MA TUTTI I CANDIDATI ASSICURAVANO IL “NO” ALLA PERFORAZIONE

I cittadini riuniti in comitati ed associazioni erano riusciti a scucire un’importante promessa a tutti i candidati alla presidenza della regione Abruzzo.
Si erano fatti assicurare il loro impegno affinché la Regione venisse risparmiata da un processo di devastazione che produrrebbe effetti disastrosi in termini sia economici sia di sicurezza ambientale e personale. Ma tutto ciò non è bastato a fermare le perforazioni.
Eppure, tra i candidati alla presidenza, c’è chi aveva anticipato qualche indiscrezione sull’esistenza di questo disegno di legge. Qualche settimana fa, Carlo Costantini, infatti, aveva dichiarato che il governo era pronto ad approvare una legge che dovrebbe servire a superare la volontà delle regioni e delle popolazioni regionali.
«Una legge che dovrebbe servire a realizzare il Centro Oli di Ortona e a superare le resistenze degli abruzzesi e delle stesse istituzioni regionali».

NON C’E’ FEDERALISMO IN MATERIA AMBIENTALE

Per l’associazione Impronte balza subito agli occhi che «il disegno di legge 1441 potrebbe essere in evidente contrasto con il processo federalista in atto nel paese» e che «è in atto il tentativo di ridisegnare in modo illegittimo le competenze che la Costituzione assegna alle Regioni in materia di ambiente, tutela del territorio ed energia».
Se la competenza per le concessioni passerà nelle mani dello Stato sarà più difficile per i cittadini far valere le proprie istanze e riuscire a fare pressione sui politici a livello nazionale. I cittadini saranno inevitabilmente più lontani dai tavoli decisionali.
Ora il disegno di legge è al vaglio del Senato e sembra che sia già statop raggiunto un accordo di maggioranza per cui èmolto probabile che il provvedimento passerà.
«Ma cosa faranno i Senatori eletti in Abruzzo presenti nelle varie commissioni per far sentire la voce dei cittadini abruzzesi? Quali le iniziative?».
Questi i due quesiti che domanda a gran voce l’associazione di Giulianova auspicando una risposta attiva dei politici abruzzesi seduti nell’assise parlamentare.

Lettera ai candidati


(Clicca su immagine per leggere)

Monday, November 24, 2008

Vergogna !

Siamo arrivati al voto di scambio ? A quanto pare si, basta leggere PrimaDaNoi.it e vedere lo scandaloso spot elettorale di Gianni Chiodi. Spot che chiaramente e' stato ritirato dal comitato elettorale ma che invece qualcuno ha prontamente salvato e circola ancora in rete.

"Ti invito al censimento della formazione e dell'imprenditorialità. Dal 22 al 23 Novembre vai alla bancarella di Gianni, che sarei io, nella tua città e iscriviti al tuo futuro. Fai cosi'."

"Comincieremo cosi': 1 nome e cognome, 2 titolo di studio, 3 attività attualmente svolta, 4 aspiraziopne professionale, 5 ambito di lavoro desiderato, 6 attitudine al lavoro di equipe, 7 breve curriculum, 8 residenza, 9 firma per l'utilizzo dei dati personali."

"Con questo atto non esprimi una preferenza politica (DAVVERO ? NON MI DIRE...)ma stai prenotando un incontro di selezione e di formazione e avviamento al lavoro imprenditoriale. Entro il 31 Gennaio 2009 sarai convocato per la selezione e per il programma di formazione"

"Il 30 Novembre e il 1 Dicembre vota Gianni Chiodi il presidente della rinascita"

Non ho che dire. Che schifo, vergogna.

Il video e' stato rimosso dal comitato elettorale di Chiodi da YouTube ma e' possible vederlo in ottima qualita' su Abruzzo24ore.tv cliccando qui o in qualita' inferiore qui sotto.

Avanti verso il futuro.

Saturday, November 22, 2008

Inceneritori si, inceneritori no in Abruzzo

(Foto: Inceneritore di Ca'del Bue da Riflessioni Mondo Moderno)

Avevo deciso di non occuparmi piu' di Chiodi e infatti leggevo tutt'altro. Invece mi sono trovato davanti agli occhi un'altra affermazione contraddittoria del Sig. Chiodi, a conferma che certe conversioni dell'ultimo minuto sembrano davvero sospette (vedi post precedente).

Se la matematica non e' una opinione e 2+2 fa 4, entro 100 giorni dall'elezione di Chiodi avremo il primo via libera della regione per un inceneritore MADE in ABRUZZO.

GianniChiodi.com riporta le affermazioni fatte durante un incontro promosso da Confindustria, la stessa Confindustria che sappiamo bene essere favorevole alla raffineria di Ortona (centro oli non esiste sul vocabolario), presidente Marrollo in testa.

Si parla di una task force per la semplificazione amministrativa e di un osservatorio per il credito bancario, riforma di Fira e Aptr e sistema sanitarrio. E fin qui nulla da dire.

Poi ci regala la perla: " ...entro 100 giorni verrà rimosso il vincolo del 40% regionale di raccolta differenziata per la realizzazione di impianti di alta tecnologia per lo smaltimento dei rifiuti e per il recupero energetico."

Un complicato giro di parole per dire che sotto il suo governo si inizieranno a costruire termo valorizzatori, che chiamati con il nome giusto sono degli inceneritori.
(Il piano energetico regionale attuale invece prevede infatti che prima di poter fare un inceneritore in Abruzzo si deve raggiungere una quota del 40% di raccolta differenziata)

Mi chiedo se certe affermazioni bisogna andare a sentirle alle riunioni che organizza Confindustria o se il candidato PDL avrà la bonta' di dirle anche in piazza.

Sul suo programma lo ha scritto chiaramente:
"modificare il piano rifiuti per eliminare la soglia di raccolta differenziata, in modo da progettare e realizzare immediatamente un piano di termovalorizzazione con uno o più impianti sul territorio regionale. Tale percorso sarà necessario per raggiungere gli standards di altre regioni più evolute nella gestione di questo problema, con indubbi vantaggi non solo economici ma anche ambientali"

Prendiamo atto dunque che gli inceneritori sono l'idea di evoluzione e sviluppo per una regione piu' moderna secondo Gianni Chiodi. Rimane il mistero di dove li voglia fare ma non si puo' dire adesso per non perdere voti.

All’incontro c'era anche Federica Chiavaroli candidata nel listino PDL che non deve nemmeno fare la campagna elettorale per essere eletta e che nella esperienza di presidente del Gruppo Giovani imprenditori di Pescara ha spiegato di aver accettato la proposta di Gianni Chiodi per “mettere la mia esperienza imprenditoriale al servizio della collettività”.

Per chi ha bisogno di rinfrescarsi la memoria sugli inceneritori consiglio di leggere qui.

Avanti Abruzzo, un futuro moderno ci attende.

Thursday, November 20, 2008

Miracoli d'Abruzzo


Tempo di elezioni in Abruzzo.

A seconda di come vanno a finire i vari ricorsi e appelli si vota tra pochi giorni, qualche settimana o nel peggiore dei casi tra qualche mese. Se quando si vota non lo sappiamo, di una cosa possiamo essere certi: adesso sono tutti contrari alla raffineria di Ortona.

Qualcuno ci ha messo un po' piu' degli altri a prendere posizione, qualcuno ha cavalcato l'onda da subito.

Gianni Chiodi, candidato alla guida della regione del PDL, a fine Ottobre e' ospite alla trasmissione 'Ottovolante' di Rete 8 e dichiara che il centro oli di Ortona è una straordinaria opportunità per la regione Abruzzo.

La frase non sfugge a quelli di Vastesi.com e nemmeno ad altri. Inizia il tam-tam ...

Il 6 Novembre in un comizio organizzato a Castlfrentano, il sindaco (e candidato nel PDL) si dice contrario alla raffineria ma Chiodi nel suo intervento non ne parla. A domanda diretta da parte di un cittadino risponde che e' una questione delicata, che lui personalemnte e' contrario ma che ci sono accordi trasversali e l'Eni e' molto potente....

Se questo e' un uomo mi viene da pensare.

Quel no a mezza bocca e strappato solo da una domanda di un cittadino non convince molte persone e iniziano a partire le lettere da Maria Rita D'Orsogna, da Nuovo Senso Civico, da questo stesso blog e molti altri (perdonatemi se non ho tenuto traccia esatta di tutte e altre lettere).

La raffineria di Ortona (centro oli non esiste sul vocabolario) puo' costare molti voti nella zona del Chietino ma non solo. E' tutto l'Abruzzo che e' esposto al rischio della petrolizzazione da parte di Eni, Petroceltic e Medoilgas e per essere sicuri che tutti sappiano Onlus Abruzzo Rinnovabile e Natura Verde organizzano una mega campagna pubblicitaria. Comprando pagine intere sui quotidiani e affiggono manifesti per tutta la regione.

451 manifesti da 1x1,40 metri sono stati affissi in 47 comuni della provincia di Chieti, 260 manifesti in 15 comuni della provincia di Pescara, 353 manifesti in 30 comuni nelle provincie dell'Aquila e Teramo. Oltre a questi altri 32 poster 6x3.

Intanto il 4 Novembre si inizia a parlare pure di piattaforme nel teramano tra Pineto, Silvi e Montesilvano. No buono, serve chiarezza.

E finalmente la risposta di Chiodi a Maria Rita del 14 Novembre mette tutti d'accordo: "alla luce di una rigorosa analisi della questione si ritiene che l'intervento, per i sacrifici che comporta su un territorio ad alta vocazione agricolo-turistico-ambientale, non debba essere perseguito".

Chiodi come San Paolo sulla via di Damasco verrebbe da pensare.

E intanto oggi e' il 20 Novembre e di favorevoli al centro oli non ce ne e' piu' traccia. Miracoli d'Abruzzo sotto elezioni.

Costantini che ha cavalcato da subito l'onda popolare non si illuda, ha il vantaggio di essere più votabile perché e' di colore diverso dal governo attuale. Governo che ha dichiarato l'Abruzzo come regione di interesse minerario. Governo che vuole autorizzare l'estrazione del petrolio per farci poi interrare il CO2 dell'Enel e dell'Eni. Ma gli sconti non si fanno a nessuno, gli Abruzzesi vigileranno chiunque dei due venga eletto.

NO alla RAFFINERIA di Ortona.
NO alla PETROLIZZAZIONE dell'Abruzzo.
NO al CO2 dell'ENEL e dell'ENI.

Tuesday, November 18, 2008

Kyoto all'Italiana


Che fine ha fatto il trattato di Kyoto ? Prima tanto rumore e ora ?

Secondo il trattato l'Italia doveva ridurre le emissioni di gas serra del 6.5% rispetto ai livelli del 1990 nel periodo che va dal 2008 al 2012. Il trattato e' stato firmato in Giappone, volontariamente, nel dicembre del 1997 ed e' entrato in vigore il 15 Febbraio 2005.

Nei 7 anni intercorsi tra la firma del trattato e la sua entrata in vigore l'Italia non fece nulla di concreto per prepararsi alla sua attuazione. Ma nel Febbraio 2005 il ministro dell'ambiente Matteoli assicurava:

"La sfida che si apre da mercoledì è molto impegnativa, ma e' possibile vincerla... Elimineremo entro il 2009 le auto immatricolate prima del 1996, promuoveremo l'uso dei biocarburanti, attueremo misure ulteriori per l'efficienza del traffico urbano... Espanderemo la produzione di energia da fonti rinnovabili, potenzieremo la produzione di energia dai rifiuti, e nell'industria chimica saranno completamente eliminate le emissioni di protossido di azoto. Cercheremo pure di migliorare la gestione delle aree forestali".

Bene, almeno avevamo un piano potremmo dire. Ma come e' andata a finire ?

Corrado Clini, capo della delegazione Italiana di esperti a Kyoto tira le somme e dice chiaramente a Bloomberg.com il 14 Novembre 2008 che "E' chiaro che gli obbiettivi non sono possibili" e che il governo italiano utilizzerà il sistema dei crediti per compensare la mancata riduzione dei gas ad effetto serra.

Il governo Italiano conta di comprare il 25% dei crediti necessari e fare un regalo alle aziende inquinanti di 1.82 miliardi di euro. Il restante 75% dei crediti invece lo pagheranno le aziende inquinanti, cioè ancora noi cittadini attraverso le bollette e l'aumento dei costi.

Si poteva fare qualcosa ? A giudicare dai dati forniti dalla United Nations Framework Convention on Climate Change: si. La Germania dal 1990 al 2004 ha ridotto le emissioni di gas serra del 17% mentre l'Italia le ha aumentate del 12%. Dobbiamo commentare ?

I più grandi produttori italiani di CO2, il gas a effetto serra per eccellenza sono nel settore termoelettrico: ENEL, EDISON, ENDESA, EDIPOWER, ENIPOWER, TIRRENOPOWER. Nella produzione del cemento: ITACEMENTI, BUZZI UNICEM, COLACEM. Nella raffinazione: ENI, ERG SARAS. Nella produzione di acciaio: ILVA e LUCCHINI.

Eni ed Enel sono due delle aziende che dovrebbero portare il nome dell'Italia nel mondo e vengono spesso citate ad esempio. Anche Silvio nazionale consiglia di comprare le loro azioni durante le conferenze stampa (Tranquilli si puo' fare, la CONSOB dorme, non vede e non sente; la turbativa del mercato e' una favola).

L'Enel e' il maggior produttore di CO2 in Italia con 46 milioni di tonnellate nel 2007, l'Eni e' al terzo posto con 20.4 milioni di tonnellate.
Perché non si sono dati da fare per tempo ? Lo sanno che il loro non fare negli anni passati andrà a ripercuotersi sulle tasche dei cittadini ? O forse contano di aumentare il prezzo di luce, gas e benzina per comprare i crediti necessari ? Ci racconteranno ancora le solite barzellette dell'alto costo del petrolio e/o del dollaro forte per giustificare i rincari ?

A sentire le parole dei loro amministratori delegati si capisce perché fino ad ora hanno fatto poco o nulla. Paolo Scaroni, CEO dell'Eni, ha dichiarato a Radiocor il 10 Novembre che "Kyoto e' una pura follia". Fulvio Conti, CEO dell'Enel, e' sulla stessa scia di pensiero e dichiara al World Energy Congress: "Kyoto si e' dimostrata totalmente inefficace dal punto di vista pratico", "tanto rumore per nulla".

Forse se tutti avessero rispettato il protocollo qualche effetto pratico si sarebbe visto, non trovi caro Fulvio ? Vai a spiegare ai tedeschi che hanno ridotto le emissioni del 17% che Kyoto e' tanto rumore per nulla. Facciamoli ridere ancora. Cosi' come ridono ancora del nostro statista che fa cucu' alla Merkel. Lo stesso statista che ha fatto ridere pure Obama e il mondo dicendo che e' "bello, giovane, e abbronzato".

Voi continuate a far ridere tutti, gli italiani continuano a pagare i vostri errori e la vostra miopia aziendale e intanto il mondo ride di noi. Mi sembra un piano perfetto per tutti. E vabbe', il contribuente medio italiano tanto si lamenta sempre chi se ne frega giusto ?

Evviva l'Italia.




Fonti:
Repubblica.it
Wikipedia.com

Corrado Clini
Bloomberg 1
Bloomberg 2
Reuters
United Nations Framework Convention on Climate Change
Tabella emissioni di CO2 in Italia