Friday, February 29, 2008

Lamberto Quarta

Vignetta tratta dal sito PrimaDiNoi.it

Chi e' Lamberto Quarta? Ecco quello che si dice di lui, come al solito c'e' poco da stare allegri, come al solito era meglio non fare certe ricerche.

Il signor Lamberto Quarta e' presidente e amministratore delegato di Abruzzo Engineering, societa' nata il 13 Ottobre 2006.La Proprietà è composta da:60% Regione Abruzzo, 30% Selex Service Management (Finmeccanica), 10% Provincia dell'Aquila.
Sul sito di AbruzzoEngineering si legge quale e' la loro missione:

"...riduzione del digital divide ...rimozione del gap tecnologico ...creazione di una rete multiservizio che si basa sull'integrazione di tecnologie di comunicazione wired e wireless altamente innovative". Paroloni insomma.

E Quarta scrive: "Un progetto di alta qualità, dunque, per portare l'Abruzzo intero in una nuova dimensione di avanguardia nel campo della competitività; non posso che dichiararmi orgoglioso di farne parte" Lui e' orgoglioso, io sono commosso adesso.

Si legge nel sito che questi fanno di tutto, piani per la protezione civile (??), reti in fibra ottica usando il backbone esistente (ma come ???) e una nuova tratta da pescara a vasto (chi paga per interrare i cavi la regione, cioe' il popolo??). Fanno raccolta di dati da una rete di sensori ambientali da dispiegare sul territorio, e-government, e-healt.

Insomma questi fanno di tutto di piu', hanno 4 sedi nella regione e 200 dipendenti.

Dei bilanci sul sito non c'e' traccia, quanti soldi prendono dalla regione, quanti ne guadagnano loro, quante spese ... nulla, della parte economica neanche una parola.

Lui e' orgoglioso, io tremo, 200 persone da pagare piu le spese per interrare cavi di fibra ottica da pescara a vasto ecc... A quanto pare 300.000 euro, Quarta ne prende solo 6000 al mese. sigh!

Questo e' per quanto riguarda AbruzzoEngineering.

Il signor Quarta e' anche segretario regionale dello SDI, prossimo candidato alla camera dei deputati.

Meno di trenta giorni dopo l'elezione di Del Turchetto, Quarta viene proclamato responsabile per l'attuazione del programma per 5000 euro al mese. Poi diventa consulente a progetto per 6700 euro al mese - 80000 euro/anno. Poi si autosospende per candidarsi alle politiche ma perde. Che si fa allora? Quarta continua a girovagare da un incarico all'altro, e' il precario di lusso della regione e oggi lo ritroviamo sempre alla regione come Sottosegretario generale alla presidenza che va a parlare con l'Eni.

La competenze di quest'uomo qui sono scritte sul sito regionale. Deve essere un mostro di efficienza a fare tutte quelle cose li e ad essere AD di AbruzzoEngineering. Lo invidio.

Avanti Del Turco, facci sognare ancora, tu , i tuoi amici e i loro conflitti di interesse.

PS Quarta non e' laureato ma una biografia completa non c'e' su internet, nemmeno su AbruzzoEngineering

Thursday, February 28, 2008

Padre-Padrone Del Turco al contrattacco

Il grande statista d'Abruzzo, il visionario che non ha paura di andare contro tutti, quello che doveva essere eletto per unire l'Abruzzo torna ad attaccare ma ovviamente solo dalla carta stampata visto che al consiglio regionale di Pescara non si e' fatto vedere e si e' nascosto dietro il cellulare.

Il nostro padre e padrone dice:
"Io penso ad un Abruzzo proiettato verso il futuro, che guarda allo sviluppo ed all'innovazione tecnologica. Confesso che non mi entusiasma affatto l'immagine bucolica di una regione votata soltanto a sagre, bande musicali e feste di vendemmia"

MA quale innovazione tecnologica? Il petrolio non e' innovazione tecnologica, i semiconduttori, nanotecnologie, bioingegneria ecc... sono innovazione tecnologica. E poi per fare innovazione tecnologica serve ricerca finanziata a suon di milioni di euro, non un pozzo petrolifero e una raffineria.

Il Turchetto si auspica anche che Finmeccanica, Fiat, Confindustria accompagnino l'Abruzzo....

ma che stai a dire ? Ma quale Confindustria, Fiat e Finmeccanica? A noi serve gente come Masciarelli che non solo vende il nostro vino nel mondo ma vende un marchio, il MARCHIO ABRUZZO. (Confindustria ? Ma se il presidente MARROLLO fa parte del consorzio che deve costruirlo il centro oli certo che e' favorevole, anche se rilascia innocenti dichiarazioni come se fosse un disinteressato)

Ma questi sono concetti troppo difficili, troppo grandi per uno come te e tutti gli amministratori locali che servono solo i propri interessi (vedi conflitto di interessi di Fratino). Fino a quando saremo governati da degli scarsi non potremo mai competere con Francia, Australia, California, Cile e Sud Africa che hanno affermato la qualita' dei loro prodotti nel mondo.

Il mondo puo' andare avanti con o senza l'Abruzzo. Per Del Turco e i piccoli signorotti locali che ci amministrano il mondo finisce dove finisce la raccolta di voti, la regione o il comune che siano. Se non allungano il collo un po' fuori dallo steccato e si rendono conto di quelo che succede, l'Abruzzo sara' condannato al decadimento, ad essere terreno di caccia per gente senza scrupoli come Eni & Company che con la promessa del posto di lavoro (5, 10 al max una volta che l'impianto entra a regime?) faranno terra bruciata dell'Abruzzo.

Fino a che le cose funzionano cosi', allora il mondo fara' a meno dell'Abruzzo e il vino abruzzese verra' venduto a 3$ a bottiglia per dare una miseria ai contadini.




Da Il messaggero 28/2/2008

ORTONA - Ottaviano Del Turco al contrattacco, dopo un Consiglio regionale mostratosi pressochè compatto nel dire “no” al progetto del Centro oli ortonese, di fatto lasciando solo il governatore nella battaglia per la realizzazione dell’impianto dell’Eni. Ieri Del Turco era, neanche a farlo apposta, a Ortona, per l’inaugurazione dell’impianto fotovoltaico del gruppo Maccaferri. «Io penso ad un Abruzzo proiettato verso il futuro, che guarda allo sviluppo ed all'innovazione tecnologica. Confesso che non mi entusiasma affatto l'immagine bucolica di una regione votata soltanto a sagre, bande musicali e feste di vendemmia. Tuttavia, non è certo mia intenzione mettere a repentaglio la salute dei cittadini di Ortona e dintorni. Se le analisi in corso sull'impatto ambientale del Centro oli dovessero rivelare rischi, sarà la Regione stessa a non consentire che l'impianto venga realizzato. Ma se gli accertamenti dovessero escludere criticità e danni per l'uomo e l'ambiente, i contestatori del progetto dovranno uscire allo scoperto spiegando quali sono le reali ragioni alla base del no. Se a protestare sono gli stessi agricoltori che negli anni hanno venduto le terre dei vigneti all'Eni...Ma, ripeto, se ci sono le giuste motivazioni scientifiche sarò il primo a rimettere in discussione la cosa, mica sono Hitler o Stalin». E ancora: «Sulla zona di Ortona stanno venendo fuori gli interessi veri: vogliono farci il vino? Bene. Vogliono fare un nuovo Chianti? Ottimo. Ma sia chiaro che se fosse stata una fabbrica pericolosa la stessa Regione Abruzzo sarebbe intervenuta. A me l'ambiente e il vino vanno bene, ma vorrei poter avere come compagni di viaggio anche Finmeccanica, Fiat, Confindustria. Non credo che l'Abruzzo debba ritornare alle feste patronali. A Collellongo, dove inaugurerò un altro impianto fotovoltaico, se penso all'eolico penso al comitato guidato da mio nipote che non vuole le pale perchè ci sono gli orsi...». Insomma, contestazioni anche in casa, per il governatore. Ma le contestazioni maggiori arrivano dal mondo dei produttori vinicoli e olivicoli, che non hanno affatto gradito il riferimento a una regione votata solo alle sagre e alle feste patronali. Le maggiori cantine abruzzesi sono insorte: vedono minacciati anni di investimenti per creare una produzione d’eccellenza da un insediamento petrolchimico. E se molte aziende vinicole sono già da tempo nella lista del fronte del “no” all’insediamento Eni, molto effetto ha fatto e fa l’intervento di Gianni Masciarelli, nume tutelare del vino abruzzese, subito dopo il mitico Valentini. Masciarelli si oppone con tenacia al Centro oli, sostenendo come la vera vocazione del nostro territorio sia turistica ed enogastronomica, e non petrolchimica.

1 pagina intera per il centro oli - mai accaduto prima, avanti tutta!

Il Messaggero - 28/2/2008


Da Il Messaggero:
La Nuova Battaglia Di Ortona

di DANIELA CESARII

ORTONA - Il Centro oli di Ortona è piombato in Consiglio regionale fino a determinarne la sospensione, e renderne necessaria una convocazione straordinaria, martedì prossimo, per affrontare la spinosa questione. Ma già la seduta sospesa ha evidenziato la pressochè totale contrarietà del Consiglio all’insediamento, sotto la spinta della protesta popolare, che teme danni all’ambiente e alla salute delle persone.
L'iter d'insediamento del Centro oli dell'Eni, destinato a sorgere in contrada Feudo di Ortona, inizia il 22 ottobre del 2001 quando la multinazionale presenta al Ministero per le Attività produttive istanza per ottenere la concessione di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi. Il progetto ottiene tutte le autorizzazioni necessarie, anche quelle ambientali. L'Ufficio di Valutazione impatto ambientale della Regione Abruzzo, con l'ordinanza Via 13/02 del 12 marzo 2002, esprime parere favorevole circa la compatibilità ambientale per la realizzazione del progetto. Dalla Regione viene anche rilasciata l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera, procedimento che coinvolge Provincia di Chieti, Comune di Ortona, Asl e Agenzia regionale Tutela dell’ambiente. L'Ufficio nazionale minerario per Idrocarburi e geotermia rilascia l'autorizzazione alla prima fase dei lavori di costruzione, recependo il parere preventivo del comando dei Vigili del fuoco di Chieti. Il procedimento amministrativo viene interrotto, a ottobre 2006, dalla caduta della Giunta comunale ortonese e dall'arrivo del commissario prefettizio: l'Eni ripresenta la richiesta allo Sportello unico per le Attività produttive del Comune per ottenere il permesso di costruire. Segue una conferenza di servizi, il 27 aprile 2007, nella quale tutte le amministrazioni e gli enti coinvolti danno parere favorevole. Ultimo atto del complesso procedimento burocratico è quello del Consiglio comunale di Ortona, che il 4 ottobre 2007 approva a maggioranza la variante di destinazione urbanistica dei 12 ettari di contrada Feudo e lo schema di convenzione da proporre all'Eni dando il via libera all'impianto.
Ma, ad oggi, il Comune di Ortona non ha ancora rilasciato la concessione edilizia né l'Eni ha sottoscritto la convenzione. Si attende,infatti, il pronunciamento del Tar dell'Aquila sui ricorsi di comitati, cantine e Comuni contro la realizzazione del Centro oli, mentre la Procura di Chieti indaga su eventuali illeciti nell'iter procedurale.
Il Centro oli dovrebbe essere realizzato in contrada Feudo, nella zona nord di Ortona ora vocata all'agricoltura: ma l'area interesserebbe anche i territori di Tollo,Miglianico e Francavilla. Il progetto prevede la coltivazione di due pozzi produttori già perforati denominati Miglianico 1 e Miglianico 2 che dovrebbero garantire una produzione di circa 5mila barili al giorno di idrocarburi. I pozzi saranno collegati, con condotte interrate, ad una centrale di trattamento in contrada Feudo da cui il greggio sarà incanalato, con un oleodotto interrato lungo sei chilometri, al deposito costiero dell'Eni in contrada Villamagna di Ortona,e qui stoccato per la spedizione via mare verso la raffineria.



IL FRONTE DEL SI

ORTONA - Sul Centro oli sono nate due fazioni contrapposte: il fronte del “no” e quello del “sì” alla realizzazione dell'insediamento. Per il “sì” gran parte del governo cittadino ortonese, guidato da una giunta di centrodestra: ritiene che l'insediamento possa risollevare le sorti dell'economia e creare posti di lavoro. Ma il centrodestra provinciale e regionale ha preso una posizione contrariaall'insediamento. Principale sostenitore della bontà del progetto è, come noto, il governatore Ottaviano Del Turco, che punta su Ortona anche come porto regionale, nel cui sviluppo si inquadrerebbe anche la realizzazione del Centro oli. Il sindaco di Ortona, Nicola Fratino, ha ribadito nei giorni scorsi la correttezza dell'iter che in consiglio comunale ha portato all'approvazione della variante al prg per il cambio di destinazione d'uso dei terreni interessati all'insediamento industriale. Favorevoli anche le 60 aziende,per un totale di quasi mille addetti, legate all'Eni che operano sul territorio e diverse sigle sindacali, come Cgil, Cisl e Uil, convinte dell'importanza dell'estrazione del petrolio per lo sviluppo del territorio, rassicurando su eventuali pericoli per l’ambiente e la salute umana.


Alle origini: comunicato ENI del 2001

Foto: Nuova veduta dell'Appenino Abruzzese secondo l'Eni


Eni: scoperto nuovo giacimento in Italia

TAGS: olida taglio interi oli idrocarburi eni giacimento italia perforazione ricerca scoperto riscaldamento

Eni attraverso la Divisione Agip, titolare e operatore del "Permesso di ricerca Bucchianico", ha terminato la perforazione del pozzo "Miglianico 1" ubicato in terra ferma, a nord di Ortona, sulla costa abruzzese.

I dati preliminari danno indicazioni positive e confermano la buona qualità dell'olio (34° API) con una portata di circa 1000 barili/giorno e la presenza di gas metano associato (32.000 mc/giorno).

Il pozzo è stato realizzato dopo studi geologici e geofisici finalizzati all'individuazione di idrocarburi nelle rocce carbonatiche. Già durante la perforazione le registrazioni elettriche hanno evidenziato una zona mineralizzata ad idrocarburi alla profondità di 4800 metri per uno spessore di circa 100 metri. Successivamente sono state eseguite le prove di produzione necessarie ad accertare la potenzialità di erogazione del pozzo.

L'estensione del giacimento potrà essere valutata solo dopo la perforazione di 2-3 pozzi di accertamento. Con i dati attuali, si può pronosticare la presenza di riserve per circa 40/45 milioni di barili che classificherebbero il giacimento tra quelli di media taglia, ben lontano dalla dimensione della Val d'Agri, circa dieci volte superiore.


La scoperta è comunque una positiva ripresa per l'esplorazione di idrocarburi in Italia e soprattutto incoraggia a continuare la ricerca in quest'area relativamente poco esplorata.

San Donato Milanese, 26 febbraio 2001

Wednesday, February 27, 2008

Nomi e Cognomi da non dimenticare

Marrollo- Presidente di Confindustria Abruzzo


Il presidente di Confindustria Abruzzo, tale Calogero Marrollo (Diploma all'agrario) ha dichiarato:

«Centro oli di Ortona: un'occasione di sviluppo da non perdere»

peccato che si e' dimenticato di dire che ha un conflitto di interessi ENORME visto che e' ben dentro il consorzio per la costruzion del centro olio (= raffineria)


Da PrimaDiNoi.it ecco
DA CHI E' COMPOSTO IL CONSORZIO

Il consiglio direttivo della C.I.A. è appunto presieduto da vice presidente è Francescopaolo Canci. Consiglieri sono Sergio Bazzanini,Calogero Marrollo, Francesco D'Alessandro, Tommaso Nervegna.
Queste invece sono le ditte che a tutti gli effetti fanno parte del consorzio.


COR. PRO ITALIA SRL: E' composta da Maurizio Chiavaroli, amministratore delegato, presidente Gianfranco Buccella, vice Ennio Buccella e Gianfranco Piccirilli. Si occupa da anni di lavori connessi all'attività petrolifera ed ha lavorato in giro per il mondo per le più importanti multinazionali. Ha sede a Pescara in via Cadute del forte.

INIZIATIVE INDUSTRIALI SRL: ha uno stabilimento in contrada S.Elena a due passi dall'ex distretto Eni. Nata nel 1987 si è sviluppata nel settore dell’impiantistica petrolchimica ed industriale. E' una società specializzata nelle attività di progettazione, prefabbricazione, montaggio e manutenzioni di impianti industriali in genere. Fa parte del gruppo Cosmi, uno dei gruppi maggiori con sede a Ravenna. Il gruppo ha diramazioni anche in Libia e in Kazakistan.

SOCIETA' MERIDIONALE INERTI SMI SRL: Ha sede a Vasto e fa direttamente capo a Calogero Marrollo, attuale presidente di Confindustria Abruzzo. Si occupa di costruzioni, prefabbricati e calcestruzzi. Ha costruito in Abruzzo numerosi centri residenziali e centri commerciali.

MARROLLO COSTRUZIONI SRL: Ancora Marrollo. Diplomato al Tecnico Agrario di Scerni. Dal 1952 al 1956 lavora, prima come impiegato d'ordine e poi come responsabile di area, in una grande impresa di costruzioni milanese. Nel 1956, all'età di 22 anni, inizia la sua attività imprenditoriale, come ditta individuale, collaborando con l'AGIP alla realizzazione delle infrastrutture per la trivellazione di pozzi di metano e oli nel centro-sud. Nel 1985 la ditta individuale diventa MARROLLO COSTRUZIONI s.r.l., specializzata nella costruzione di grossi impianti per primarie società italiane (AGIP, FIAT, ENEL, ANAS, Ferrovie dello Stato, Autostrade, ecc.), con circa 100 dipendenti. Nel 1966 rileva la S.M.I.-Società Meridionale Inerti e, da piccola impresa, la trasforma in entità di tutto rilievo, fino a contare 300 dipendenti. Nel 1977 crea la MARROLLO PREFABBRICATI s.r.l., specializzata nella realizzazione di grandi infrastrutture sull'intero territorio nazionale (ricordiamo, tra le opere più significative, l'Interporto di Bologna, il parcheggio con 1.000 posti macchina di Piazza 8 Agosto a Bologna, ipermercati COOP, ecc.), con circa 130 dipendenti.
Nel 1988 acquisisce la CIPRIANI ARTESIO s.r.l., impresa di costruzione edile stradale. Nel 1996 rileva la SIGMA 90 s.r.l., operante nel settore dell'ecologia. Tra il 2000 e il 2001 dà vita alle società VERDEFOGLIA s.r.l., MARROLLO SERVICES s.r.l. e Società 2000 s.r.l. e TECNOASFALTI s.r.l. Le società citate costituiscono il GRUPPO MARROLLO, il cui pacchetto azionario è interamente detenuto dalla famiglia Marrollo. È, inoltre, Presidente del Consiglio di Amministrazione della CIAF AMBIENTE s.r.l.
È, inoltre, presidente della Commissione Trasporti della Motorizzazione Civile. Nel 1999 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere della Repubblica.

CMTI SRL SOCIETY PETROLEUM: specializzata principalmente nella prefabbricazione, montaggio, ristrutturazione e manutenzione generale di impianti industriali on-shore ed off-shore soprattutto nei settori della petrolchimica e dell’energia. Esegue anche riparazioni strutturali navali e manutenzioni meccaniche navali. Ha la sua sede principale in contrada Tamarete , presso la zona artigianale di Ortona. Amministratore unico è Rocco D’Arielli coadiuvato da Ivan e Tommaso D'Arielli e Luisella Bernabeo.

F.LLI NERVEGNA AUTOTRASPORTI SRL. Importante ditta di autotrasporti. Tommaso Nervegna è da sempre in politica milita in Forza Italia, lo stesso partito del sindaco

GALENO RP SRL: opera nei settori dell'ambiente, alimenti, sicurezza e ricerca da oltre 20 anni. Il gruppo è composto da GALENO ENGINEERING srl: fornisce servizi di ingegneria ambientale e svolge attività di assistenza e consulenza direzionale in materia di ambiente, sicurezza, qualità e formazione. GALENO RP srl: con laboratori di analisi chimiche, fisiche e microbiologiche opera nei settori dell'industria, degli alimenti e della ricerca applicata. GALENO sas: con laboratori di analisi chimico-cliniche e microbiologiche opera nel campo della diagnostica umana, medicina del lavoro e medicina specialistica.

BUONEFRA SRL:La Società è nata nel 1974 da un progetto promosso e realizzato da Giuseppe Buontempo, dai fratelli Nervegna (gli stessi della ditta di autotrasporti) e Giuseppe Fratino (padre dell'attuale sindaco) che operavano rispettivamente come Trasportatore (1930), Agente Marittimo Spedizioniere Doganale (1950) ed Impresa Costruzioni (1955). Risale al 1966 l’acquisto della prima autogru utilizzata per le operazioni portuali in alternativa ai bighi di bordo. L’Azienda è ora condotta dalla seconda generazione, i due figli di Giuseppe tra cui Nicola Fratino.

PROGEPI SRL: Ancora una ditta del gruppo Cosmi (lo stesso di Iniziative industriali). La Società si occupa dal 1988 di progettazione di impianti industriali nei settori chimico, petrolchimico, ecologico e in vari altri settori dell’industria. Opera nelle varie specializzazioni ingegneristiche (civile, meccanica, elettrica, strumentale).

FABRIZIO LAZZARI: Compare nel consorzio unicamente con codice fiscale senza alcun riferimento a ditte. Potrebbe essere titolare della Selco, ditta che ha ricevuto alcuni finanziamenti docup della Regione. Non si conosce il suo ruolo ed il tipo di apporto.

Centro Oli congelato per un anno?

da Il Tempo 27/2/08

Camillo D'Alessandro, del Pd, nel suo intervento ha sottolineato che fino a martedì si lavorerà sul progetto di Di Stefano in modo da approvarlo senza problemi. Durante la seduta di martedì prossimo si discuterà anche di una proposta del consigliere dell'Italia dei Valori Bruno Evangelista. I lavori assembleari ieri sono stati caratterizzati da una doppia protesta. Davanti al Comune hanno manifestato contro il Centro Oli i rappresentanti della 28 cantine sociali della zona di Ortona, firmatari del ricorso al Tar contro l'insediamento. Carmine Rabottini, della cantina coltivatori diretti di Tollo, ha sottolineato che «vendere vino significa vendere il territorio e ciò è incompatibile con l'insediamento dell'Eni». Presenti alla manifestazione anche i rappresentanti del comitato «Natura Verde» e quelli di categoria degli agricoltori. I rappresentanti delle cantine sociali hanno annunciato che presenteranno azioni di danno presunto contro alcuni consiglieri del Comune di Ortona e contro l'Eni. Davanti al Comune di Pescara ieri hanno fatto la loro comparsa anche un'asina e una vitella: Waltera e Silvia (questi i loro nomi scelti in omaggio ai contendenti Veltroni e Berlusconi) sono state portate dai rappresentanti del Comitato spontaneo allevatori (Cospa) per protestare contro il mancato intervento della Regione dopo l'incendio che il 24 luglio scorso devastò il territorio di Collepietro (L'Aquila) causando danni per milioni di euro. «Del Turco aveva promesso che si sarebbe fatto promotore della ricostruzione di quanto distrutto entro breve tempo - dice il Cospa -, ma così non è stato». Tornando al Centro Oli, la direzione ambiente della Regione ha risposto ai quesiti posti dal ministero dell'Ambiente sottolineando che è la Provincia di Chieti a poter incidere direttamente sul Centro Oli, con provvedimenti atti a annullare, riformare o revocare le autorizzazioni sulle immissioni in atmosfera. Camillo D'Alessandro, del Pd, nel suo intervento ha sottolineato che fino a martedì si lavorerà sul progetto di Di Stefano in modo da approvarlo senza problemi. Durante la seduta di martedì prossimo si discuterà anche di una proposta del consigliere dell'Italia dei Valori Bruno Evangelista. I lavori assembleari ieri sono stati caratterizzati da una doppia protesta. Davanti al Comune hanno manifestato contro il Centro Oli i rappresentanti della 28 cantine sociali della zona di Ortona, firmatari del ricorso al Tar contro l'insediamento. Carmine Rabottini, della cantina coltivatori diretti di Tollo, ha sottolineato che «vendere vino significa vendere il territorio e ciò è incompatibile con l'insediamento dell'Eni». Presenti alla manifestazione anche i rappresentanti del comitato «Natura Verde» e quelli di categoria degli agricoltori. I rappresentanti delle cantine sociali hanno annunciato che presenteranno azioni di danno presunto contro alcuni consiglieri del Comune di Ortona e contro l'Eni. Davanti al Comune di Pescara ieri hanno fatto la loro comparsa anche un'asina e una vitella: Waltera e Silvia (questi i loro nomi scelti in omaggio ai contendenti Veltroni e Berlusconi) sono state portate dai rappresentanti del Comitato spontaneo allevatori (Cospa) per protestare contro il mancato intervento della Regione dopo l'incendio che il 24 luglio scorso devastò il territorio di Collepietro (L'Aquila) causando danni per milioni di euro. «Del Turco aveva promesso che si sarebbe fatto promotore della ricostruzione di quanto distrutto entro breve tempo - dice il Cospa -, ma così non è stato». Tornando al Centro Oli, la direzione ambiente della Regione ha risposto ai quesiti posti dal ministero dell'Ambiente sottolineando che è la Provincia di Chieti a poter incidere direttamente sul Centro Oli, con provvedimenti atti a annullare, riformare o revocare le autorizzazioni sulle immissioni in atmosfera.

ENI - DEL TURCO - FRATINO: la sentite la vocina?









Da Il Messaggero del 27 Feb. 2008

di LILLI MANDARA

PESCARA - Tocca alla fine all’assessore all’ambiente Franco Caramanico dire che la Regione è contraria. Lo dice in un’aula dove la tensione è alle stelle, perchè sono quattro ore che aspettano gli allevatori gli imprenditori i vitivinicoltori le mamme i papà e i cittadini di Ortona, megafono alla mano striscioni ammainati, la rabbia che sta per esplodere e la pazienza pure, un’invasione pacifica e rumorosa la loro, e sotto che aspettano persino la somarella Valterina e una vitellina, spot in carne e ossa della protesta degli allevatori dell’Aquila. Quelli che dall’estate scorsa si dannano l’anima per gli strascichi degli incendi.
La manifestazione contro il Centro oli invade il Comune di Pescara e blocca il consiglio regionale. Sono quasi le tre quando Caramanico alla fine prende la parola, «la Regione è contraria», dice: lo confermano le leggi approvate e i provvedimenti assunti, l’ultimo quello sulle energie rinnovabili, «con cui la Regione dichiara chiusa l’era del petrolio». E si assume la responsabilità politica di sconfessare il presidente della Regione Ottaviano Del Turco: quando Odt si proclama a favore del Centro Oli lo fa a titolo personale, personalissimo. Parla insomma da privato cittadino: perchè la maggioranza di centrosinistra soltanto ieri ha affrontato l’argomento, e si è dichiarata contraria al Centro oli. Un no che prenderà forma con un rinvio al consiglio regionale straordinario di martedì prossimo all’Aquila.
E’ un’assemblea che si apre e viene sospesa subito quella che si celebra a Pescara: la protesta contro il Centro oli, l’assenza di Del Turco e le defezioni nella maggioranza costringono quel che resta del centrosinistra a convocare una riunione a porte chiuse. Sul tavolo c’è la proposta di legge firmata da Fabrizio Di Stefano di An che propone di sospendere per un anno le autorizzazioni per il Petrolchimico d’Abruzzo. Tutti d’accordo, solo i socialisti frenano, nei corridoi rimbalza l’ennesima minaccia di dimissioni di Odt che arriva via cellulare. Ma arrivano anche le urla dei manifestanti, gli echi degli striscioni, ”dimissioni subito”, ”non rovinatemi il paradiso”, ”Del Turco lascia la salute ai nostri figli”, ”non vogliamo morire per i 4 soldi che vi siete presi”, o quelli che si prenderanno con le royalty, e il vantaggio è tutto qui. Basterebbe vedere cosa è successo in Basilicata, per capire meglio. Imbufaliti i cittadini del comitato, Roselli minaccia di sgomberare l’aula, «vogliono occupare dodici ettari a Ortona tra Francavilla, Tollo e Miglianico, un territorio ad alta vocazione vitivinicola, dove si produce il miglior vino d’Abruzzo: danni alla salute e all’immagine irre-pa-ra-bili» dice Gabriele Di Clerico che punta il dito contro i responsabili, «la triade Bersani-Del Turco-Fratino». Ma c’è anche Angelo Tiberio, da quando era bambino che dedica la sua vita all’ambiente e adesso ha messo su il rifugio degli asinelli, ne ha cinquanta a 4 km dall’area in cui dovrebbe nascere il Centro oli, «una tradizione e un territorio da salvaguardare», dice. E lo dice Vittorio Benvenuto, che ha lavorato nella Protezione civile di Francavilla, «il nostro territorio va difeso e tutelato, sia per il benessere della popolazione che per lo sviluppo del turismo», e Carmine Rabottini, «perderemo aziende e fatturato».
E dopo quattro ore di attesa, se ne escono con un rinvio. I manifestanti sentono puzza di bruciato, ma ci pensa Camillo D’Alessandro a rassicurarli presentando la richiesta di convocazione urgente per un consiglio straordinario il 4 marzo, prima del piano sanitario. Il centrodestra insiste per votare subito, ma la maggioranza vuole un provvedimento rigoroso, che non venga impugnato. Di Stefano grazie a Caramanico smaschera Del Turco, «non è il presidente della Regione, lui si comporta come il padrone dell’Abruzzo». Anche Caporale viene fischiato, gli ortonesi vogliono un impegno subito, gli applausi li beccano solo De Matteis Castiglione e Di Stefano, «braviiii», neppure Evangelista che vive a tre km da lì. In serata anche Stefania Misticoni del Pd dice che la scelta del Centro oli «è sbagliata perchè in netta contraddizione con lo sviluppo locale e perchè rimetterebbe in discussione uno sviluppo basato sull’agricoltura di qualità e il turismo. Non si tratta di ambientalismo del No, ma di una posizione ragionata e autorevolmente documentata». Un messaggio chiaro per Del Turco.

Monday, February 25, 2008

La coppia felice


Questa l'allegra coppia: Fratino & Di Martino.

L'opinione di Marcello De Cecco

Immagine dal satellite di falconara


Come al solito sono stati i migliori che se ne sono andati dalle terre d'Abruzzo e gli arrampicatori sociali e ignoranti (purtroppo coincidono...) sono rimasti a comandare. Questa l'opinione di Marcello De Cecco:


Da Il Messaggero del 25/2/08
di MARCELLO GIANCRISTOFARO

LANCIANO - «L'Abruzzo è una regione privilegiata e può diventare un laboratorio d'avanguardia di sviluppo economico non in contraddizione con la salute ambientale. Di tutto ha bisogno fuorché di un agglomerato di raffinerie esteso per 12 ettari nel bel mezzo di un distretto di produzione vitivinicola». Così l'economista Marcello De Cecco, lancianese, docente alla Normale di Pisa, fra i più convinti oppositori al progetto per la realizzazione di un Centro Oli a Ortona. De Cecco è stato, recentemente, autore di un applaudito quanto "ruvido" intervento al convegno organizzato al Palazzo degli Studi di Lanciano dall'associazione "Ecovie", culminato nella dettagliata relazione di Maria Rita D'Orsogna, studiosa dell'università della California di origine lancianese, sulle nefaste conseguenze dell'immissione nell'aria dell'idrogeno solforato: un composto chimico che si sviluppa dagli impianti per la lavorazione del petrolio con ricadute su una vasta area. Sulla vicenda interviene anche Antonio Bianco, 28 anni, economista del gruppo di lavoro "Ecovie" del Pd di Lanciano, facendo riferimento alla protesta attuata nei giorni scorsi dagli operatori locali. «I lavoratori delle cantine hanno perfettamente ragione a parlare di "follia industriale": non sta in piedi alcun discorso che sostiene che una raffineria sia compatibile con l'agricoltura d'avanguardia, né che rinunciarvi vorrebbe dire perdere una possibilità di sviluppo. Con in tasca i denari dell'Eni ci troveremmo a parlare di recessione e di involuzione del territorio, di certo non di sviluppo. I pochi che avranno il coraggio di continuare a fare il vino faranno concorrenza al vino cinese, lasciando definitivamente la ruota degli chateaux dei terroirs francesi. La tutela del territorio è una scommessa economicamente vincente e non si capisce perché noi che abbiamo tutte le carte in regola per giocarci questa partita dovremmo invece abbandonare il tavolo sedotti da una fonte di energia che tra 20 anni sarà da archeologia industriale. Il tutto per una somma di 15 milioni di euro spalmati in un arco di 15-20 anni, equivalente ad un decimo del mercato annuale coperto dal vino prodotto nei soli dintorni della prevista raffineria. In Abruzzo ci vogliono infrastrutture come le Ecovie, non raffinerie e trivelle».

Questa la biografia di De Cecco:

Marcello de Cecco, laureato in Legge a Parma e in Economia a Cambridge, è professore ordinario di Storia della Moneta e della Finanza alla Scuola Normale Superiore di Pisa. E’ stato “professorial Fellow” al St.Antony’s College di Oxford e al Royal Institute of International Affairs di Londra. Ha tenuto la cattedra “A.Giannini” nella Facoltà di Economia dell’ Università di California a Berkeley. E’ stato fellow dell’ Institute for Advanced Study di Princeton, del Center for International Affairs e del Center for European Studies della Università di Harvard. Nel 1994 è stato “visiting scholar” al Fondo Monetario Internazionale di Washington e “guest lecturer” al seminario congiunto Harvard-MIT. Nel 1999-2000 è stato Fellow del Wissenschafts Kolleg zu Berlin. ecc......

La domanda sorge spontanea: perche' a noi ci governa uno con la terza media alle serali (Ottaviano Del Turco) ?

Saturday, February 23, 2008

ecco in mano a chi siamo: Paolo Scaroni

Questo il riassunto della carriera del nostro eroe, si parla anche di un codice etico dell'Eni che rifiuta lo schiavismo. Certo che ci voleva un codice etico per dirlo, all'Eni stanno proprio avanti....



Paolo I love you!

Per fortuna c'e' il codice ETICO



Mi sono sentito meglio per un attimo, ho trovato online il codice etico dell'ENI e c'e' un intero capitolo, il quinto, intitolato: SALUTE, SICUREZZA e AMBIENTE. Cavolo. Un capitolo intero, non male, peccato pero' che il documento e' pieno di belle parole (60 pagine). Il capitolo cinque purtroppo pero' e' una mezza paginetta che loro stessi riassumono cosi' sul loro sito:

Eni si impegna a contribuire allo sviluppo e al benessere delle comunità in cui opera perseguendo l'obiettivo di garantire la sicurezza e la salute dei dipendenti, dei collaboratori esterni, dei clienti e delle comunità interessate dalle attività stesse e di ridurre l'impatto ambientale.

C'e' anche un garante interno per l'applicazione del codice etico, un certo Luigino Fiorillo ( luigino.fiorillo@eni.it ).

Depressione totale: il signor luigino che fine ha fatto ? Internato in un campo di prigionia in Siberia o in Nigeria?

L'Eni fa tutto da se, fa i suoi codici etici e ci pensano loro stessi a farlo rispettare, fa i centri per la lavorazione del PETRolio e fanno gli studi ambientali da soli... come sono gentili e premurosi, molto efficienti.

Se fermo il mouse sul link del codice di comportamento etico mi ricordano anche che tale stampa ha un costo per l'ambiente. GENIALE, il WWF a confronto non e' nessuno!

Friday, February 22, 2008

Ottaviano Contro Tutti ?


Queste le dichiarazioni del nostro eroe rese all astampa. Ma chi si crede di essere, Robin Hood alla rovescia? Prende la salute della gente, il loro lavoro, il loro futuro e lo regala all'Eni?

Ottaviano unisce davvero l'abruzzo, infatti sono tutti uniti contro di lui adesso.



Da Il Messaggero, Martedi' 19 Feb. 2008:

PESCARA - «Rottamare il petrolio è una scelta di civiltà. Sto con Veltroni al 100%. Però fino a quando sul petrolio si basa la civiltà occidentale non vedo perchè rinunciare a delle opportunità»: così il governatore Ottaviano Del Turco, con riferimento al Centro oli di Ortona, all’indomani dei fischi a lui indirizzati in piazza Salotto, a Pescara, durante il comizio di Walter Veltroni. «Abbiamo redatto un piano energetico che punta sull'alternativo, però capita anche chi non è d'accordo con l'eolico...-continua Del Turco- L'impianto di Ortona è di modeste dimensioni e fino al rapporto dell’istituto Mario Negri Sud le polemiche non c’erano state polemiche. Se sento il rischio di andare avanti in solitudine? In vita mia ho visto tanti errori all'unanimità che, quando mi dicono che la solitudine in politica non paga, rispondo che abbiamo fatto tutto secondo le leggi e che mi assumo in prima persona la responsabilità». Quanto ai rischi per l’agricoltura, «in Basilicata dove c'è un Centro oli simile, e lì hanno sviluppato una delle agricolture più all'avanguardia del Sud. A me trenta fischi di piazza Salotto non fanno paura: fino a quando le cose si fanno secondo le leggi di questo Paese non vedo perchè avere paura. Quindi non pensiate che la veda diversamente da Veltroni, ma rinunciare a possibilità di sviluppo non fa gli interessi di questa regione».

Saturday, February 16, 2008

Proposta all'Eni


Cara Eni, caro amministratore delegato,

se il vostro centro oli e' cosi' sicuro e non ci sono problemi per la salute dimostratelo con i fatti. Sono sicuro che gli ortonesi saranno ben felici di regalare un maxi villa, piena di comfort, piscine e giardino. Tutto extra lusso. Sara' costruita vicino al vostro centro oli, anzi, per rassicurare la popolaione il centro oli sara' parte integrante del giardino. L'amministratore delegato si trasferisca li e poi e poi saremo tutti sicuri che dite la verita' quando dite che non e' pericoloso.

Allora iniziamo i lavori?

Friday, February 8, 2008

Questi sono sordi...


Da Il Messaggero arriva la notizia che l”eni ha preparato qualche altro pezzo di carta nuovo. Chissa’ quante palle ci sono scritte sopra… e i politici/baronetti/signorotti /ignoranti ammoccano tutto:

ORTONA - La Regione Abruzzo ha inviato per conoscenza al Comune di Ortona una nuova relazione, a cura dell’Eni, sull’impatto ambientale del centro oli che dovrebbe sorgere in contrada Feudo. Il nuovo studio approntato dai tecnici della multinazionale riguarderebbe le emissioni in ambiente dei fumi prodotti dal centro oli e sarà esaminato nel corso della conferenza di servizio che si riunirà il 18 febbraio a Pescara. Il Comune, intanto, attraverso il dirigente del III settore, Antonio Giordano, ha smentito le voci di un inizio dei lavori di realizzazione dell’impianto: «I lavori attualmente in corso rientrano nella normale attività di manutenzione del pozzo Granciaro 1, situato in contrada Granciaro, che niente hanno a che fare con il centro oli -spiega l’architetto Giordano-. L’attività non è, quindi, assolutamente riconducibile alla delibera consiliare con cui il Comune ha approvato la variante di destinazione urbanistica dei dodici ettari di contrada Feudo». L’ufficio tecnico comunale ha anche provveduto ad inviare alla direzione dell’assessorato all’Ambiente della Regione Abruzzo una nota con cui si chiarisce che i lavori di realizzazione dell’impianto non sono ancora cominciati.

Nella mattinata di ieri, intanto, si è svolta la riunione dei capogruppo consiliari e si è stabilita la data del prossimo consiglio comunale fissato per lunedì 11 febbraio alle ore 18. All’ordine del giorno la perimetrazione del Parco della costa teatina; la modifica dello statuto comunale nella parte riguardante il numero degli assessorati (con la volontà di ridurre il numero degli assessori ora previsti da statuto fino a sette) e il rinnovo del consiglio d’amministrazione dell’Istituto Nazionale Tostiano in scadenza il 14 febbraio.

Tuesday, February 5, 2008

I danni dell'Eni, certificati ENI


L’Eni continua con questa storia del Centro Oli da costruire in Abruzzo e continuano a raccontare a tutti che non ci sono pericoli. I 4 gatti (politici, signorotti e baronetti locali) che ci mangiano dicono che va tutto bene e che non fa male alla salute e che non ci sono problemi per l’ambiente.

Ma a queste balle ormai non ci crede nessuo e l’incidentepuo sempre accadere… e allora cerca e ricerca in google che poi qualcosa salta sempre fuori..

e infatti la parola magica e’ da cercare e’ BLOWOUT ENI e si arriva a questo articolo in inglese i cui autori lavorano per l’eni. Insomma l’eni ci racconta uno dei suoi disastri ambientali in piemonte.

Questo e’ quello che dicono:

2.1. Site description
The study was conducted in part of the Po river
plain aquifer at Trecate in the Piemonte region of Italy.
In 1994 the site was the scene of an inland crude oil
spill following an oil well blowout from an ENI-Agip-
operated exploration well, designated Trecate 24.
Details of the incident, which resulted in approximately
15,000 m3 of middleweight crude oil being released
overland contaminating both soil and groundwater,
together with descriptions of the subsequent site reme-
diation have been reported elsewhere (e.g. Reisinger et
al., 1996, Brandt et al., 2002). Since 1998, natural
attenuation has been monitored in groundwater at the
site as a follow-up remediation strategy. The main zone
of hydrocarbon contamination at the site covers
approximately 96,000 m2 and is characterised by an
anoxic, electrochemically reductive groundwater plume.
In the plume, levels of the electron acceptors oxygen,
nitrate and sulphate are depleted and levels of reduced
products–ferrous iron and sulphide, are elevated with
respect to conditions hydraulically up-gradient of the
site (Table 1). These data indicate that sulphate-reduc-
tion is the terminal electron acceptor process dominant
at the site.

traduzione:

nel 94 c’e’ stata una fuoriuscita di petrolio da unpozzo di esplorazione dell’Eni in Piemonte. Il risultato e’ stato:

15000 metri cubi di petrolio ricaduti a terra che hanno contaminato sia suole che acqua sotteranea

L’area contaminata e’ di 96000 metri quadrati

Il titolo di repubblica quel giorno era: SCOPPIA UN POZZO E PIOVE PETROLIO

Il corriere titolava: Salta un pozzo, pioggia di petrolio

Pero’ apro il sito www.eni.it e leggo: “Sostenere una nuova idea di sviluppo per noi e’ naturale” e mi sento meglio, dopotutto siamo in buone mani, le mani dell’amministratore delegato dell’eni, certo Scaroni… oddio ho messo Paolo Scaroni su google, non lo avessi mai fatto…