Thursday, February 28, 2008

Padre-Padrone Del Turco al contrattacco

Il grande statista d'Abruzzo, il visionario che non ha paura di andare contro tutti, quello che doveva essere eletto per unire l'Abruzzo torna ad attaccare ma ovviamente solo dalla carta stampata visto che al consiglio regionale di Pescara non si e' fatto vedere e si e' nascosto dietro il cellulare.

Il nostro padre e padrone dice:
"Io penso ad un Abruzzo proiettato verso il futuro, che guarda allo sviluppo ed all'innovazione tecnologica. Confesso che non mi entusiasma affatto l'immagine bucolica di una regione votata soltanto a sagre, bande musicali e feste di vendemmia"

MA quale innovazione tecnologica? Il petrolio non e' innovazione tecnologica, i semiconduttori, nanotecnologie, bioingegneria ecc... sono innovazione tecnologica. E poi per fare innovazione tecnologica serve ricerca finanziata a suon di milioni di euro, non un pozzo petrolifero e una raffineria.

Il Turchetto si auspica anche che Finmeccanica, Fiat, Confindustria accompagnino l'Abruzzo....

ma che stai a dire ? Ma quale Confindustria, Fiat e Finmeccanica? A noi serve gente come Masciarelli che non solo vende il nostro vino nel mondo ma vende un marchio, il MARCHIO ABRUZZO. (Confindustria ? Ma se il presidente MARROLLO fa parte del consorzio che deve costruirlo il centro oli certo che e' favorevole, anche se rilascia innocenti dichiarazioni come se fosse un disinteressato)

Ma questi sono concetti troppo difficili, troppo grandi per uno come te e tutti gli amministratori locali che servono solo i propri interessi (vedi conflitto di interessi di Fratino). Fino a quando saremo governati da degli scarsi non potremo mai competere con Francia, Australia, California, Cile e Sud Africa che hanno affermato la qualita' dei loro prodotti nel mondo.

Il mondo puo' andare avanti con o senza l'Abruzzo. Per Del Turco e i piccoli signorotti locali che ci amministrano il mondo finisce dove finisce la raccolta di voti, la regione o il comune che siano. Se non allungano il collo un po' fuori dallo steccato e si rendono conto di quelo che succede, l'Abruzzo sara' condannato al decadimento, ad essere terreno di caccia per gente senza scrupoli come Eni & Company che con la promessa del posto di lavoro (5, 10 al max una volta che l'impianto entra a regime?) faranno terra bruciata dell'Abruzzo.

Fino a che le cose funzionano cosi', allora il mondo fara' a meno dell'Abruzzo e il vino abruzzese verra' venduto a 3$ a bottiglia per dare una miseria ai contadini.




Da Il messaggero 28/2/2008

ORTONA - Ottaviano Del Turco al contrattacco, dopo un Consiglio regionale mostratosi pressochè compatto nel dire “no” al progetto del Centro oli ortonese, di fatto lasciando solo il governatore nella battaglia per la realizzazione dell’impianto dell’Eni. Ieri Del Turco era, neanche a farlo apposta, a Ortona, per l’inaugurazione dell’impianto fotovoltaico del gruppo Maccaferri. «Io penso ad un Abruzzo proiettato verso il futuro, che guarda allo sviluppo ed all'innovazione tecnologica. Confesso che non mi entusiasma affatto l'immagine bucolica di una regione votata soltanto a sagre, bande musicali e feste di vendemmia. Tuttavia, non è certo mia intenzione mettere a repentaglio la salute dei cittadini di Ortona e dintorni. Se le analisi in corso sull'impatto ambientale del Centro oli dovessero rivelare rischi, sarà la Regione stessa a non consentire che l'impianto venga realizzato. Ma se gli accertamenti dovessero escludere criticità e danni per l'uomo e l'ambiente, i contestatori del progetto dovranno uscire allo scoperto spiegando quali sono le reali ragioni alla base del no. Se a protestare sono gli stessi agricoltori che negli anni hanno venduto le terre dei vigneti all'Eni...Ma, ripeto, se ci sono le giuste motivazioni scientifiche sarò il primo a rimettere in discussione la cosa, mica sono Hitler o Stalin». E ancora: «Sulla zona di Ortona stanno venendo fuori gli interessi veri: vogliono farci il vino? Bene. Vogliono fare un nuovo Chianti? Ottimo. Ma sia chiaro che se fosse stata una fabbrica pericolosa la stessa Regione Abruzzo sarebbe intervenuta. A me l'ambiente e il vino vanno bene, ma vorrei poter avere come compagni di viaggio anche Finmeccanica, Fiat, Confindustria. Non credo che l'Abruzzo debba ritornare alle feste patronali. A Collellongo, dove inaugurerò un altro impianto fotovoltaico, se penso all'eolico penso al comitato guidato da mio nipote che non vuole le pale perchè ci sono gli orsi...». Insomma, contestazioni anche in casa, per il governatore. Ma le contestazioni maggiori arrivano dal mondo dei produttori vinicoli e olivicoli, che non hanno affatto gradito il riferimento a una regione votata solo alle sagre e alle feste patronali. Le maggiori cantine abruzzesi sono insorte: vedono minacciati anni di investimenti per creare una produzione d’eccellenza da un insediamento petrolchimico. E se molte aziende vinicole sono già da tempo nella lista del fronte del “no” all’insediamento Eni, molto effetto ha fatto e fa l’intervento di Gianni Masciarelli, nume tutelare del vino abruzzese, subito dopo il mitico Valentini. Masciarelli si oppone con tenacia al Centro oli, sostenendo come la vera vocazione del nostro territorio sia turistica ed enogastronomica, e non petrolchimica.

1 comment:

maria rita said...

purtoppo e' tutto vero, specie il fatto che occorre promuovere il marchio e non aspettare che i nostri prodotti si conscano "per caso" come accade per il Montepulciano. Ora anche i cinesi volgiono imparare a fare il vino, se non ci diamo una mossa siamo fritti...

grazie danilo
ciao - maria rita