Wednesday, February 27, 2008

ENI - DEL TURCO - FRATINO: la sentite la vocina?









Da Il Messaggero del 27 Feb. 2008

di LILLI MANDARA

PESCARA - Tocca alla fine all’assessore all’ambiente Franco Caramanico dire che la Regione è contraria. Lo dice in un’aula dove la tensione è alle stelle, perchè sono quattro ore che aspettano gli allevatori gli imprenditori i vitivinicoltori le mamme i papà e i cittadini di Ortona, megafono alla mano striscioni ammainati, la rabbia che sta per esplodere e la pazienza pure, un’invasione pacifica e rumorosa la loro, e sotto che aspettano persino la somarella Valterina e una vitellina, spot in carne e ossa della protesta degli allevatori dell’Aquila. Quelli che dall’estate scorsa si dannano l’anima per gli strascichi degli incendi.
La manifestazione contro il Centro oli invade il Comune di Pescara e blocca il consiglio regionale. Sono quasi le tre quando Caramanico alla fine prende la parola, «la Regione è contraria», dice: lo confermano le leggi approvate e i provvedimenti assunti, l’ultimo quello sulle energie rinnovabili, «con cui la Regione dichiara chiusa l’era del petrolio». E si assume la responsabilità politica di sconfessare il presidente della Regione Ottaviano Del Turco: quando Odt si proclama a favore del Centro Oli lo fa a titolo personale, personalissimo. Parla insomma da privato cittadino: perchè la maggioranza di centrosinistra soltanto ieri ha affrontato l’argomento, e si è dichiarata contraria al Centro oli. Un no che prenderà forma con un rinvio al consiglio regionale straordinario di martedì prossimo all’Aquila.
E’ un’assemblea che si apre e viene sospesa subito quella che si celebra a Pescara: la protesta contro il Centro oli, l’assenza di Del Turco e le defezioni nella maggioranza costringono quel che resta del centrosinistra a convocare una riunione a porte chiuse. Sul tavolo c’è la proposta di legge firmata da Fabrizio Di Stefano di An che propone di sospendere per un anno le autorizzazioni per il Petrolchimico d’Abruzzo. Tutti d’accordo, solo i socialisti frenano, nei corridoi rimbalza l’ennesima minaccia di dimissioni di Odt che arriva via cellulare. Ma arrivano anche le urla dei manifestanti, gli echi degli striscioni, ”dimissioni subito”, ”non rovinatemi il paradiso”, ”Del Turco lascia la salute ai nostri figli”, ”non vogliamo morire per i 4 soldi che vi siete presi”, o quelli che si prenderanno con le royalty, e il vantaggio è tutto qui. Basterebbe vedere cosa è successo in Basilicata, per capire meglio. Imbufaliti i cittadini del comitato, Roselli minaccia di sgomberare l’aula, «vogliono occupare dodici ettari a Ortona tra Francavilla, Tollo e Miglianico, un territorio ad alta vocazione vitivinicola, dove si produce il miglior vino d’Abruzzo: danni alla salute e all’immagine irre-pa-ra-bili» dice Gabriele Di Clerico che punta il dito contro i responsabili, «la triade Bersani-Del Turco-Fratino». Ma c’è anche Angelo Tiberio, da quando era bambino che dedica la sua vita all’ambiente e adesso ha messo su il rifugio degli asinelli, ne ha cinquanta a 4 km dall’area in cui dovrebbe nascere il Centro oli, «una tradizione e un territorio da salvaguardare», dice. E lo dice Vittorio Benvenuto, che ha lavorato nella Protezione civile di Francavilla, «il nostro territorio va difeso e tutelato, sia per il benessere della popolazione che per lo sviluppo del turismo», e Carmine Rabottini, «perderemo aziende e fatturato».
E dopo quattro ore di attesa, se ne escono con un rinvio. I manifestanti sentono puzza di bruciato, ma ci pensa Camillo D’Alessandro a rassicurarli presentando la richiesta di convocazione urgente per un consiglio straordinario il 4 marzo, prima del piano sanitario. Il centrodestra insiste per votare subito, ma la maggioranza vuole un provvedimento rigoroso, che non venga impugnato. Di Stefano grazie a Caramanico smaschera Del Turco, «non è il presidente della Regione, lui si comporta come il padrone dell’Abruzzo». Anche Caporale viene fischiato, gli ortonesi vogliono un impegno subito, gli applausi li beccano solo De Matteis Castiglione e Di Stefano, «braviiii», neppure Evangelista che vive a tre km da lì. In serata anche Stefania Misticoni del Pd dice che la scelta del Centro oli «è sbagliata perchè in netta contraddizione con lo sviluppo locale e perchè rimetterebbe in discussione uno sviluppo basato sull’agricoltura di qualità e il turismo. Non si tratta di ambientalismo del No, ma di una posizione ragionata e autorevolmente documentata». Un messaggio chiaro per Del Turco.

2 comments:

maria rita said...

Ciao - dove hai trovato le fotografie? Chissa' che alla fine non ce la facciamo! Anche se occorre non fermarsi ne con le promesse di un anno di fermo ne con due. Il centro oli non si deve fare, ne ora ne mai
e questo deve essere scritto nero su bianco! Ciao e grazie al popolo. Ora appuntamento a l'Aquila il 4 marzo.

wanadobee said...

sono su il messaggero online.

l'unica vittoria e' l'eni fuori dall'abruzzo, tutto il resto e' un compromesso.

Altra soddisfazione sara' vedere che fine fanno fratino-di martino-del turchetto quando si rivota....