Monday, February 25, 2008

L'opinione di Marcello De Cecco

Immagine dal satellite di falconara


Come al solito sono stati i migliori che se ne sono andati dalle terre d'Abruzzo e gli arrampicatori sociali e ignoranti (purtroppo coincidono...) sono rimasti a comandare. Questa l'opinione di Marcello De Cecco:


Da Il Messaggero del 25/2/08
di MARCELLO GIANCRISTOFARO

LANCIANO - «L'Abruzzo è una regione privilegiata e può diventare un laboratorio d'avanguardia di sviluppo economico non in contraddizione con la salute ambientale. Di tutto ha bisogno fuorché di un agglomerato di raffinerie esteso per 12 ettari nel bel mezzo di un distretto di produzione vitivinicola». Così l'economista Marcello De Cecco, lancianese, docente alla Normale di Pisa, fra i più convinti oppositori al progetto per la realizzazione di un Centro Oli a Ortona. De Cecco è stato, recentemente, autore di un applaudito quanto "ruvido" intervento al convegno organizzato al Palazzo degli Studi di Lanciano dall'associazione "Ecovie", culminato nella dettagliata relazione di Maria Rita D'Orsogna, studiosa dell'università della California di origine lancianese, sulle nefaste conseguenze dell'immissione nell'aria dell'idrogeno solforato: un composto chimico che si sviluppa dagli impianti per la lavorazione del petrolio con ricadute su una vasta area. Sulla vicenda interviene anche Antonio Bianco, 28 anni, economista del gruppo di lavoro "Ecovie" del Pd di Lanciano, facendo riferimento alla protesta attuata nei giorni scorsi dagli operatori locali. «I lavoratori delle cantine hanno perfettamente ragione a parlare di "follia industriale": non sta in piedi alcun discorso che sostiene che una raffineria sia compatibile con l'agricoltura d'avanguardia, né che rinunciarvi vorrebbe dire perdere una possibilità di sviluppo. Con in tasca i denari dell'Eni ci troveremmo a parlare di recessione e di involuzione del territorio, di certo non di sviluppo. I pochi che avranno il coraggio di continuare a fare il vino faranno concorrenza al vino cinese, lasciando definitivamente la ruota degli chateaux dei terroirs francesi. La tutela del territorio è una scommessa economicamente vincente e non si capisce perché noi che abbiamo tutte le carte in regola per giocarci questa partita dovremmo invece abbandonare il tavolo sedotti da una fonte di energia che tra 20 anni sarà da archeologia industriale. Il tutto per una somma di 15 milioni di euro spalmati in un arco di 15-20 anni, equivalente ad un decimo del mercato annuale coperto dal vino prodotto nei soli dintorni della prevista raffineria. In Abruzzo ci vogliono infrastrutture come le Ecovie, non raffinerie e trivelle».

Questa la biografia di De Cecco:

Marcello de Cecco, laureato in Legge a Parma e in Economia a Cambridge, è professore ordinario di Storia della Moneta e della Finanza alla Scuola Normale Superiore di Pisa. E’ stato “professorial Fellow” al St.Antony’s College di Oxford e al Royal Institute of International Affairs di Londra. Ha tenuto la cattedra “A.Giannini” nella Facoltà di Economia dell’ Università di California a Berkeley. E’ stato fellow dell’ Institute for Advanced Study di Princeton, del Center for International Affairs e del Center for European Studies della Università di Harvard. Nel 1994 è stato “visiting scholar” al Fondo Monetario Internazionale di Washington e “guest lecturer” al seminario congiunto Harvard-MIT. Nel 1999-2000 è stato Fellow del Wissenschafts Kolleg zu Berlin. ecc......

La domanda sorge spontanea: perche' a noi ci governa uno con la terza media alle serali (Ottaviano Del Turco) ?

1 comment:

maria rita said...

il 26 gennaio manifestazione contro il nuovo pozzo petrolifero alla Gagliarda.
10 am, Pescara, sede della provincia.

Del Turco - vorrei tanto stendere un velo pietoso, ma il fatto incredible e' che e' lui che comanda!