Sunday, April 27, 2008

Calogero a valanga


Calogero che fine hai fatto?
Sentivamo la tua mancanza, la mancanza delle tue 'sparate'.

Forse in tempo di elezioni anche tu te ne sei stato alla finestra a guardare, ora avanti tutta....

Non solo centro oli (raffineria per essere precisi) ma anche il termovalorizzatore (inceneritore per essere precisi).

Dove c'e' da mangiare insomma, lui ha sempre qualcosa da dire...


Da Il Messaggero.it:

LANCIANO - Termovalorizzatori in Abruzzo e in particolar modo nel territorio frentano, c'è un secco "no" dell'associazione "Frentania Libera" di Lanciano all'idea di Calogero Marrollo, presidente di Confindustria, che ha invitato la Regione ad andare avanti su questa strada. «Si deve lavorare invece sulla nuova tecnologia della pirolisi - dice il presidente Walter D'Amario - tecnologia già utilizzata in Germania e proposta in Italia dalla società Enea. Sulla questione rifiuti da 4 mesi stiamo portando avanti accurati studi. Siamo fortemente contrari alla realizzazione di termovalorizzatori e ci adopereremo in tutti i modi affinchè ciò non accada, specie in Frentania che finora ha subito solo delle prepotenze ed ha pagato per gli altri, ospitando sul proprio territorio la spazzatura di tutta l'Italia. Ciò non accadrà più». «Non siamo il partito del "no" - rimarca D'Amario - ma riteniamo che i termovalorizzatori non siano la migliore soluzione perseguibile per motivi di tempi di realizzazione, di economia, visto che ci sono tecnologie avanzatissime che costano molto meno, e per la tutela della salute che non è rispettata da tali impianti». (W.B.)




di MARIO GIANCRISTOFARO

LANCIANO - Arriva un carico da novanta contro la Legge Regionale a tutela della Costa Teatina, che è nata per bloccare l'iter del Centro Oli di Ortona, ma di fatto crea problemi anche per altre attività produttive. Il presidente della Confindustria Abruzzo, Calogero Marrollo, ha scritto una lunga e dettagliata lettera al Dipartimento degli Affari Regionali (Ufficio attività giuridiche) di Roma chiedendo che si verifichi la legittimità costituzionale di tale Legge (è la n.2 del 2008) che va sotto il nome di "Provvedimenti a tutela della Costa Teatina". La nota è inviata, per conoscenza, anche al governatore Ottaviano Del Turco. Da precisare che si tratta di una legge diversa da quella per le aree di risulta lungo il litorale chietino, le cui disposizioni sono del marzo 2007.
In sostanza, Marrollo, che sottolinea di parlare a nome di numerosi imprenditori abruzzesi, sostiene che la legge in questione «prevede una serie di limitazioni e preclusioni alle attività economiche, ancorché autorizzate, su diverse aree geografiche della regione e non solo nei comuni della costa teatina, invadendo la sfera di esclusiva competenza statale in materia di tutela ambientale». Secondo Marrollo in questo modo le imprese operanti in Abruzzo sarebbero in posizione di grave svantaggio rispetto a quelle extraregionali, con evidente violazione del principio dell'uguaglianza; il rilascio, inoltre, delle autorizzazioni verrebbe ad essere vincolato ad una valutazione di tipo squisitamente politico e non solo tecnico. «Questa normativa - stigmatizza Marrollo - ha imposto di fatto, sine die, un blocco ai nuovi progetti d'investimento con immaginabili ripercussioni in termini di sviluppo e crescita occupazionale».
Un bel fronte di polemica, insomma, che già domani sarà al centro del dibattito al consiglio comunale in programma ad Ortona. Ma polemiche e contestazioni non mancano neppure sull'utilizzo dell'area di risulta lungo il litorale chietino. I Sindaci dei Comuni interessati, infatti, in attesa che si definisca il tutto, hanno chiesto in comodato d'uso aree e strutture per quattro anni, mentre le Ferrovie le vogliono concedere solo fino al prossimo 31 ottobre. «E' una proposta assurda quella delle Ferrovie - dice - il sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio - perché i Comuni dovrebbero spendere somme rilevanti per attrezzare aree ed ex stazioni per poi riconsegnarle subito dopo l'estate. Vorrà dire che i Sindaci saranno costretti ad emettere ordinanze d'urgenza per pulizia e manutenzione ordinaria delle zone interessate con costi rilevanti per le Ferrovie. Noi abbiano predisposto un verbale di consegna delle aree e degli impianti ricadenti nei vari Comuni che compendiano gli interessi di tutti. Non è possibile accettare un comodato d'uso solo fino al prossimo ottobre. In questi casi non si possono non valutare le esigenze degli Enti locali e quelli dell'intera collettività. Altrimenti ai Comuni non è consentito effettuare, a proprie cure e spese, interventi di sistemazione per rendere utilizzabili le aree e le strutture che andrebbero a prendere in comodato d'uso».

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