Friday, April 4, 2008

Di Martino e i suoi teatrini.


Il duo Fratino-DiMartino non sa piu' che pesci pigliare. La raffineria diventa sempre piu' un miraggio, le decine di migliaia di posti di lavoro immaginati nella loro mente si allontanano sempre di piu'. Tutti 'voti di riconoscenza' persi.

Che fare? Il braccio destro mette su il suo teatrino: incontra i sindacalisti. E c'e' da ridere su quello che si dicono.

Da Il Messaggero ecco il virgolettato di Di Martino:
«Nel caso in cui il centro oli non venisse realizzato, l'occupazione legata all'indotto Eni sarebbe in pericolo - spiega Di Martino - Il pericolo di crisi occupazionale è strettamente collegato alla recente approvazione della legge regionale che blocca la nascita dell'insediamento Eni in contrada Feudo e limita enormemente tutte le attività caratteristiche del territorio. Per questo ribadiamo la necessità di rivedere la legge in questione».

Non ancora nemmeno la costruiscono la raffineria e gia' ha paura per i posti di lavoro che si perderanno. Ma quale indotto del centro oli? Se neanche esiste ? Come si possono perdere dei posti di lavoro non ancora creati?

Di Martino incontra i sindacalisti preoccupati per un indotto che non c'e'. Perche' non incontra gli agricoltori? Quelli si che ci sono, sono tanti, grossi, cattivi e incazzati.

Che dire dei sindacalisti, i signori Sanvitale, D'Anniballe e Nervegna che hanno partecipato al teatrino?. Grossi sindacalisti fanno grossi casini, vedi Alitalia, piccoli sindacalisti fanno casini piccoli. A ognuno il suo.
Come al solito, gli unici lavoratori che difendono sono quelli che hanno la loro tessera e lavorano in fabbrica. Forse per loro i contadini non sono lavoratori abbastanza, eppure gli operai lavorano otto ore al giorno mentre i contadini molto di piu'. Ma che ne sanno loro? La fabbrica e' il loro mondo, oltre quello nulla.

2 comments:

maria rita said...

ma questi dovrebbero solo stare zitti - giusto per curiosita', qual'e' l'indotto del centro oli di Viggiano?

I servizi televisivi di Rai tre sono stati chiarissimi: la gioventu' emigra da Viggiano. C'e' ancora da discutere???

Solo in Italia. Si fa una legge e dopo tre giorni si discute se tenerla o no.... intanto il paese si avvicina sempre piu' al collasso.

Anonymous said...

caro Wanadobee, ti copio il post del blog di Maria Rita:
la notizia è arrivata sul Messaggero di oggi già vecchia. E' infatti del 1° aprile, ma non è un pesce d'aprile, purtroppo, questo è il malcostume di un paese del terzo mondo (con tutto il rispetto per quelle popolazioni martirizzate proprio dalle multinazionali del petrolio e della morte). Il "bello" è che per riportare "anche" la nostra "lettera aperta ai sindacalisti Eni" (pubblicata sul blog del Comitato Natura Verde)
hanno DOVUTO riportare nuovamente per esteso questa loro ridicola e vergognosa richiesta apparsa su Il Centro del 1° aprile, appunto, che non mi sembra abbia mai pubblicato la nostra risposta: questo è il livello di informazione nella nostra regione (e nel nostro intero paese, purtroppo).
Questo, tanto per capire, a dimostrazione che la lotta è dura e non finirà molto presto. A mio parere dobbiamo concentrare la nostra battaglia sul mare e sul porto: è da lì che torneranno per attaccare di nuovo la terraferma (Ortona ha sempre dovuto difendersi dagli attacchi saraceni dal mare...)
Ciao e, nonostante tutto, VIVA L'ITALIA!