Thursday, April 3, 2008

L'Italia vista da fuori.

(Foto: pubblicita' a Manhattan, negli stessi giorni le immagini
dei rifiuti di Napoli facevano il giro del mondo)


Cosa vedono gli stranieri dell’Italia ? Quale immagine trasmettiamo?

Le immagini della ‘monnezza’ di Napoli hanno fatto il giro del mondo.
Se qualcuno non le ha viste e’ perche’ e cosi’ povero da non avere la TV e ha ben altri problemi, lui non compra e non comprera' mai prodotti italiani.

I soliti ‘japs’ hanno fatto due conti: se a Napoli c’e’ quello schifo, sicuro che le mozzarelle che importiamo sono buone? Avevano ragione loro, hanno trovato la diossina. E via di nuovo, il giro del mondo dei telegiornali.

Il teatrino della politica, quello non e’ una novita’ ma fa parte del folklore italiano. Il clown Berlusconi lo conoscono tutti e non fa neanche piu’ notizia. Disse: ‘Me ne occupo io, quindi si fa” rigurado all’Alitalia. Si e’ visto come e’ andata a finire. I sindacati hanno fatto la loro parte.
Non ho mai sentito di una azienda in bancarotta che si ristruttura senza licenziare, per quanto triste e drammatico sia per certe famiglie.

Se quando accendono la TV all'estero vedono solo cose negative dell'Italia, quando decidono di venirci a trovare non gli va molto meglio. Se la prima impressi0ne e' quella che conta partiamo proprio male.
I bagni sporchi di Fiumicino e i dipendenti che fumano di fronte ai cartelli ‘vietato fumare’ sono la norma, nemmeno un bancomat che funziona la ciliegina sulla torta quando arrivi e non hai euri in tasca e non dormi da 24 ore.
Il top e' stato mentre aspettavo i bagagli: "che fa stacchi?", " si se vedemo domani" . Il tutto a 50 metri di distanza l'uno dall'altro.

Finisce qui? No, un altra valanga di notizie pessime e’ in arrivo. Se i prodotti italiani si vendono con difficolta’ a causa dell’euro e della concorrenza spietata nei tempi della globalizzazione, aspettate di vedere cosa succedera’ dopo che la nuova bomba arrivera’ ai media stranieri.

Basta leggere l’espresso:

Benvenuti a velenitaly
di Paolo Tessadri
Concimi, sostanze cancerogene, acqua, zucchero, acido muriatico e solo un quinto di mosto. Con questo miscuglio sono stati prodotti 70 milioni di litri di vino a basso costo.


Nel Brunello c'è il tranello
di Emiliano Fittipaldi
Il celebre vino fatto con altre uve. Il Chianti allungato con rosso d'Abruzzo. Il Passito sotto processo. L'olio tunisino spacciato per italiano. E l'aceto di Modena che nasce a Napoli. Così viene distrutta la credibilità dei prodotti più prestigiosi

(Nel secondo articolo si parla anche della cantina Tollo)

Speriamo che la cosa passi inosservata, anche se 70 milioni di litri di vino tossico e’ difficile che non facciano notizia all’estero.

Il suicidio di una nazione continua, intanto si vota.

3 comments:

maria rita said...

David, un mio collega californiano comprava l'olio d'oliva Toscano, perche' l'aveva visitato le colline fiorentine e se ne era innamorato.

Un bel giorno PBS (il canale pubblico americano, per cui non si paga canone e si mantiene *solo* grazie a donazioni di spettatori e di fondazioni di beneficienza) fece un servizio sull'olio di oliva italiano taroccato con olive africane. Non credo che questa notizia ebbe forte risonanza qui in America, ma lui vide questo srvizio in TV.

Da allora compra solo olio californiano - e' americano ma non scemo.

Vogliamo parlare dei manifesti che la Campania fece installare in giro per Los Angeles l'anno scorso????

Anonymous said...

Mi sto convincendo ogni giorno di più che ci sia un progetto ben preciso di colonizzazione del nostro paese. Si comincia dal sud, lo si fa colonizzare dal nord (la monnezza di Napoli è tutta del veneto ed i proventi della Turbogas di Gissi sono destinati tutti al nord). Poi si colonizza l'intero paese a beneficio dell'Europa (si porta l'Alitalia al collasso e poi la si regala alla Francia)... Ovviamente per portare le quotazionidel sistema Italia al minimo occorre sputtanarla ben bene... Quale complice migliore di una casta lasciata a saccheggiare tutto quello che ancora rimane come se fosse un esercito lasciato allo sbando? A quel punto chiunque arrivi verrebbe salutato come il salvatore... Solo che nel frattempo noi saremmo già diventati tutti schiavi... Occorre lottare adesso, finche, con uno stipendio ed un lavoro ancora in mano, possiamo ancore permetterci il lusso di lottare!
Nestore

wanadobee said...

Caro Nestore,

suquesta non sono d'accordo con te. Non c'e' un progetto di colonizazione straniero, e' solo che le grandi imprese di altre nazioni sono redditizie e quando trovano l'occasione non se la fanno passare davanti. La nostra disorganizzazione e i pasticci della nostra poltica creano le occasioni.