Thursday, July 31, 2008

Esplosione alla Iplom di Busalla

(Foto: esplosione alla Iplom di Busalla del 27/1/99: i cittadini accusarono tutti i sintomi tipici di contatto con idrogeno solforato: forte odore di zolfo anche all’interno delle proprie abitazioni, bruciore agli occhi, irritazione al naso e alla gola." Fonte: Comitato Salute Pubblica Busalla)



Busalla e' un comune in provincia di Genova di circa 6000 abitanti. Tutto quello che hanno sono 17km quadrati del territorio italiano e... un piccolo inconveniente, la raffineria della Iplom.

E ieri la raffineria ha fatto il botto, ancora una volta un incendio.

Fuoco, fumo nero, fiamme di 30 metri visibili anche a grande distanza. Evacuate 250 persone che abitavano vicino alla raffineria. Autostrada chiusa.

Tutti gli articoli in merito su Corriere della Sera, Repubblica.it e Ansa.it parlano di un caso precedente del 2005 quando ci fu un altro incendio. Evidentemente sono un po' distratti i giornalisti delle più grandi fonti di informazione d'Italia. Bastava cercare un po' su Google, standosene seduti di fronte al computer per sapere che la realtà e' molto più complessa: sono decenni che quella raffineria inquina.

Stando ad un articolo de Il Secolo XIX del 01/04/1979, già nel 1955 l'ufficiale sanitario di Busalla denunciava nauseanti esalazioni nocive per la salute umana.

Il Comitato Salute Pubblica di Busalla ha redatto un intero dossier di incidenti alla raffineria dal 1979 al 1999. Su internet c'e' tutto il dossier reperibile cliccando qui con foto, titoli di giornali e data. Le esplosioni sembrano quelle dei film di Hollywood, eccetto che sono vere.

L'elenco degli incidenti e' impressionante, l'incidente e' la norma a Busalla anche se sul sito web della Iplom sono ottimisti e dicono che loro sono "la raffineria a più basso indice di rischio d’Italia".

(Lo Scriva e' il fiume locale, in rosso ho evidenziato i segni inconfondibili dell'idrogeno solforato)

30/03/1979
Scoppio a Busalla in raffineria tre operai feriti.Inquinato lo Scrivia
(Il Secolo XIX 30/03/1979)
Cinquantamila litri di soda stanno avvelenando lo Scrivia.
(Il Lavoro 31/03/1979)

22/05/1980
Falla alla Iplom e di nuovo gasolio dentro lo Scrivia.
(Il Secolo XIX 22/05/1980)
Il petrolio nello Scrivia mette in pericolo i rifornimenti idrici.
(Il Secolo XIX 23/05/1980)
Sono settecento i quintali di gasolio finiti nello Scrivia.
(Il Secolo XIX 05/06/1980)

17/02/1982
Si spezza una tubatura della Iplom e nello Scrivia scorre benzina.
(Il Secolo XIX 17/02/1982)
Mezza Genova ha rischiato di bere nafta.
(Il Secolo XIX 17/02/1982)

18/02/1986
Salta tubatura della Iplom terribili esalazioni a Busalla. Momenti di allarme e di paura per gli abitanti della vallata.
(Il Secolo XIX 18/02/1986)

04/01/1989
Olio combustibile nello Scrivia.Gli abitanti parlano di disastro ecologico e accusano.
(Il Secolo XIX 04/01/1989)
Iplom, una minaccia continua.
(Il Secolo XIX 05/01/1989)

14/11/89
L’Iplom ancora sotto accusa.Raffica di proteste degli abitanti per i miasmi che si sprigionano dalla fabbrica."Sensibilmente diminuite le capacità olfattive della gente".
(Il Secolo XIX 14/11/1989)

20/03/1990
Aria irrespirabile per una nube gassosa. Domenica a Busalla due ore di grande preoccupazione.
(IL Secolo XIX 20/03/1990)

30/05/1990
Perdita nello Scrivia, nel mirino c’é l’Iplom.
(Il Secolo XIX 30/05/1990)
Lo Scrivia senza pace, ora é fanghiglia oleosa.
(IL Secolo XIX 31/05/1990)
Scrivia inquinato: i Carabinieri irrompono alla Iplom. Stabilimento piantonato, militari negli uffici: giornata di tensione nell’azienda petrolifera.
(Il Secolo XIX 31/05/1990)

05/02/1991
Iplom, cittadini in allarme per alcune fumate troppo nere.
(IL Secolo XIX 05/02/1991)

__/03/1991
Idrocarburi nello Scrivia.Tracce di combustibile vicino alla raffineria Iplom.
(Il Lavoro __/03/1991)
Il cambio di proprietà dopo un decennio di crisi.
(Il Lavoro 01/09/1991)

31/08/1991
Una vampata, terrore all'Iplom.Fiamme in un deposito, due feriti.Panico tra la popolazione...
(Il Lavoro 01/09/1991)
Esplosione nella raffineria Iplom , paura a Busalla.
(IL Secolo XIX 01/09/1991)
"Chiudete la Iplom" Presa di posizione della giunta di Busalla dopo l'incidente di sabato.
(La Gazzetta del Lunedì 02/09/1991)

08/06/1993
Scrivia é di nuovo onda nera.Il caldo riporta a galla olio depositato sul fondo.
(Il Secolo XIX 08/06/1993)

28/01/1998
Documentate particelle volatili nere su quartiere della citta'

10/07/1998
Lo Scrivia senza pace, ora é fanghiglia oleosa.

15/08/1998
Documentati fanghi rossi scaricati dalla Iplom nell'alveo fluviale.

12/09/1998
Fuoriuscita di fumi di varie colorazioni nonché fiamme dal nuovo impianto Iplom. Nel paese si percepiva un acre odore di zolfo irritante naso, gola e occhi.

16/09/1998
Lungo il muro d’argine tra lo Scrivia e la raffineria il deflusso dei residui petroliferi è inutilmente ostacolato da un assorbente "Elcosorb", o da un prodotto similare.

20/10/1998
Fanghi petroliferi sono visibili esattamente sotto la verticale del tubo di scarico e non a monte risalendo lo Scrivia.

28/11/1998
Copiosa e prolungata serie di fumate fuoriuscite nella nottata.

20/12/1998
Fanghi rossi e neri sono visibili esattamente sotto la verticale del tubo di scarico e non a monte risalendo lo Scrivia. E' evidente all’interno del tubo la presenza di deflusso rosso nerastro

27/01/1999
Incidente avvenuto nella sera del 27 gennaio 1999 documentato da puntuali ed inequivocabili fotografie.Dalle ore 20 alle ore 20,40 c.a. si è sprigionata da una ciminiera del nuovo impianto Iplom una consistente nube di fumo denso che ha avvolto gran parte del paese. Nelle zone interessate i cittadini hanno percepito un forte odore di zolfo anche all’interno delle proprie abitazioni, accusando disturbi e malesseri, quali bruciore agli occhi, irritazione al naso e alla gola. Verso le 21 il forte odore perdeva di intensità, ristagnando ancora in maniera considerevole solo all’interno delle abitazioni.

07/04/1999
L'incidente del 7 Aprile 1999 è del tutto analogo a quello del 27 Gennaio (sopra)


I traditori dell'Abruzzo pensano ancora che il Centro Oli (=raffineria) di Ortona e la trasformazione dell'Abruzzo a regione petrolifera siano una cosa giusta ?

5 comments:

maria rita said...

chissa perche' noi queste cose le troviamo in modo facilissimo. i nostri amministratori invece, paiono cadere dalle nuvole. pensa che qualcuno dice ancora che le raffinerie sono occasione di sviluppo!

ciao mr

wanadobee said...

1 non sanno nemmeno come si usi google e anche se lo sanno non hanno senso critico. Il corriere, la repubblica, la rai etc.. sono la loro bibbia

2 adesso c'e' la corsa alla regione, sono impegnati con i loro giochetti di potere. Le poltrone scottano ma loro non scenderanno mai da quella giostra, aspettano che si raffreddino un po.

3 non ci spero nemmeno che da un giorno all'altro cambino il modo di fare: se uno nasce quadrato non puo' morire tondo.

giacinto 2000 said...

stavo facendo un po' di calcoli stasera.............

il consumo energetico abruzzese e' molto all'incirca di 3,5 gigawatt, contando tutte le attivita' umane e disumane.
una fonte minima e' questa, in cui la provincia di Pescara tocca quasi i 1000 kilowattora cadauno.

http://www2.minambiente.it
/SVS/ufficio_statistica/docs
/sintesi_istat_oac/tab3energia.pdf

se vogliamo prendere nostro il consumo maggiore e gli vogliamo ficcare dentro un aumento fino a 1500 kilowattora a testa, per 1,3 milioni di abruzzesotti sono 1,95 gigawatt. Il resto dicevamo, e' mancia per servizi , industrie, illuminazione pubblica e quant'altro. Piccolo particolare: il consumo di kilowattora e' diverso dal dire kilowatt, Esso e'esattamente il doppio, ed equivale a dire che in realta' di gigawatt gli abruzzesi ne consumerebbero poco meno di 1.

e qui viene la riflessione: la turbogas gissana e' da 700 megawatt, che tradotti in gigawatt sono 0,7, circa il 60% e passa del fabbisogno regionale.

Le unita' di misura sono disponibili qui:

http://it.wikipedia.org/wiki
/Megawatt


quindi la domandona finale: ma sbaglio o in pratica produrremo piu' di quanto ci serve, almeno per quanto riguarda le abitazioni? Ma scusate, e a Celano non ci sta gia' un'altra centrale da 400 mw, che con Gissi fa 1,1 GW?

Qualcuno mi illumini.............

wanadobee said...

Facciamo chiarezza:

La potenza si misura in W (watt).
L'energia si misura in Wh (watt-ora).

Dal link che mi hai dato ogni abitante dei comuni di Pescara, Chieti, L'Aquila o Teramo nel 2001 ha consumato circa 1000 kWh (1 10^6 Wh) di energia. Visto che il dato vale per i 4 maggiori centri urbani, e' ragionevole dire che vale per ogni cittadino abruzzese.

Quanti siamo in Abruzzo? Siamo 1316366 abitanti, stimati nel 2007.
Il consumo totale di energia annuale e' dunque di:
1.31 10^12 Wh.

In un anno ci sono 365 giorni per 24 ore: 1 anno = 8760 h.

Le centrali pero' vengono classificate con la potenza prodotta.
Che potenza serve per produrre quella eneriga?
Wh (energia) = W (potenza) * h (ore)

quindi la potenza necessaria a tutti gli abruzzesi e':

potenza=1.31 10^12 Wh / 8760 h= 150 10^6 = 150 MW

Gissi produce 760 MW che e' circa 5 volte piu' del necessario.

C'e' un grande PERO' su tutti questi conti: il consumo del tuo link e' per le utenze domestiche. le industrie sono sicuro che consumano di piu' di tutte le abitazioni messe insieme.

Spero che sia comprensibile.

wanadobee said...

ho trovato quanto consumiamo in totlae, cittadini piu' industria sul documento del piano energetico regionale:

http://www.regione.abruzzo.it/xAmbiente/docs/pianEnergetica/Capitolo_1.pdf

A pagina 9 dicono che nel 2005 abbiamo consumato 1608 ktep e 1MWh=0.24tep.

Il consumo totale di energia elettrica (abitazioni+industria) per la regione abruzzo del 2005 e' di:
1,608 10^6 / 0.24 = 6.7 10^12 Wh

I consumi sono annuali e 1 anno vale 8760 ore.

La potenza richiesta alla regione Abruzzo e' quindi di:
6.7 10^12 / 8760 = 765 MW.

La turbogas di Gissi produce 760MW.


Sorpresa delle sorprese, la potenza richiesta alla intera regione e'
prodotta dalla sola centrale di Gissi,potremmo spegnere tutte le altre centrali.

Conclcusione: sono venuti a generare energia e ad inquinare Gissi per poi esportare energia in altre regioni. Che era esattamente quello che avevo letto quando preparavo i post, da importatori siamo diventati esportatori.