Saturday, July 5, 2008

In mano a chi siamo ?

Ieri sera c'è stato un incontro tra il Comitato Natura Verde e i politici Abruzzesi per discutere non solo del centro oli che l'Eni vuole costruire a Ortona, ma anche di come ci si appresta a trasformare l'Abruzzo in una regione petrolchimica.

L'Abruzzo ha decine di rappresentanti tra senatori e deputati ma i presenti si potevano contare sulle dita di una mano. Impegni istituzionali per gli altri, cosi' si dice. Possibile che sono tutti istituzionalizzati di Venerdi' sera alle 18.30 ? Come fa il cittadino comune a non dubitare?
Su un'altra mano si potevano contare i rappresentanti del consiglio regionale.

Prima di iniziare un parlamentare comincia già a dare segni di impazienza e chiede quale e' l'ordine del giorno perché se e' roba vecchia lui ha da fare e fa il gesto con la mano di uno che se va.

Il comitato si e' presentato con una relazione attenta, precisa e documentata sullo stato delle concessioni petrolifere in Abruzzo:

- 18 permessi per trivellare in mare lungo tutte le coste della regione a 5 km dalla costa
- 2500 km quadarti di concessioni in mare al costo ridicolo di 4 euro al metro quadro
- permessi per trivellare a terra con nomi da presa per il culo che richiamano i nostri vini locali

e cosi' via... loro cadevano dal pero e non ne sapevano nulla dopo che si parla di petrolio in Abruzzo da piu' di un anno.

Di una decina che ce ne erano, una sola persona prendeva appunti mentre il comitato snocciolava nomi e numeri impresisonanti. Un altra sola e' stata a sentire tutto il tempo. Gli altri entravano e uscivano dalla stanza, parlavano tra di loro, rispondevano al telefono.

Dopo la relazione di Natura Verde tutti si sono tutti iscritti a parlare a a dire la loro e qui iniziano le comiche: quello che sta a Roma dice che secondo lui la regione può fare di più in termini legislativi, quello che sta a L'Aquila invece dice che ormai e' una questione nazionale, che poi sulle trivelle in mare loro non hanno nulla a che fare e perciò non ne sapevano nulla.
Lo scarica barile di petrolio e' stato generalizzato.

E' stato davvero triste e desolante vedere come operano i nostri governanti: sono venuti in pochi, hanno quasi tutti ascoltato distrattamente e se ne sono andati dopo il loro intervento senza aspettare le conclusioni del comitato. Qualcuno ha parlato il politichese citando leggi e provvedimenti. Nessuna decisione operativa e' stata presa, nessuno che abbia detto: faccio questo domani nonostante fossero tutti scioccati dai dati di Natura Verde. Nessuno che abbia detto: vi faccio sapere tra X giorni come procede.

Verso l'ora di cena le telefonate si sono intensificate e gli impegni istituzionali pure. Per le 20.00, a sentire le conclusioni del comitato c'erano solo 2 del consiglio regionale, gli altri se ne erano andati, chi salutando chi sgusciando via in silenzio.

Ormai e' tutto alla rovescia: dovrebbero essere i politici che ci rappresentano a informare noi cittadini per dirci cosa succede nel nostro territorio. Dopotutto sono pagati con stipendi d'oro per fare quello. Invece deve essere un comitato spontaneo di cittadini ad informare loro sperando che facciano qualcosa. I cittadini volenterosi si fanno il culo e gli mettono su un piatto d'oro informazioni pesantissime e importantissime per le sorti della regione e loro se ne vanno prima della fine, per non parlare di quelli che non sono nemmeno venuti a sentire perché evidentemente avevano impegni istituzionali più importanti mentre si discute dell'industria petrolchimica in Abruzzo.

In altre nazioni si spengono i cellulari prima della riunione, si prendono appunti, si ascolta senza parlare, si ascolta senza entrare e uscire dalla stanza, si prendono decisioni su chi fa e cosa e ci si organizza, si stabilisce quando ci si rincontra per valutare i progressi raggiunti. Questo lo posso dire per esperienza personale, per aver partecipato a meeting di multinazionali quotate in borsa
all'estero. A questi nessuno affiderebbe il comando di nessuna azienda se non per farla fallire come infatti si appresta a fare l'azienda Italia.

Il comitato Natura Verde che sperava di passare la palla ai parlamentari e di alleggerirsi del suo carico non ha ottenuto nulla eccetto tante pacche sulle spalle e complimenti per il lavoro svolto. Ma credo che sapessero già di aver fatto un buon lavoro e non e' quello che cercavano.

L'Italia e l'Abruzzo con essa sono in caduta libera, possibile che i nostri politici non lo capiscano ?

9 comments:

maria rita said...

non sono neanche ancora arrivata e gia mi sento il sangue ribollire nelle vene.

questa gente ha solo da vergognarsi di esistere e di mangiare pane a tradimento.

mario franco basilico said...

Professoressa Maria Rita, Il comportamento dei nostri politici, per me non è una sorpresa, pure per il caso della centrale di Gissi, il metodo e l'atteggiamento è stato lo stesso, alla fine, loro il risultato lo hanno ottenuto, da pochi giorni la centrale è in funzione.
In questi pochi giorni che si recherà in Abruzzo, farò il possibile di partecipare a qualche iniziativa dove sarà presente anche Lei.

Anonymous said...

Hai perfettamente ragione , la parte più deludente è stata la disattenzione e l'incapacità di fornire qualsiasi contributo valido alla discussione , nessun impegno concreto.
Quando abbiamo fornito tutti quei dati , ci aspettavamo tutt'altra reazione . Sapere che metteranno una piattaforma anche davanti a Pescara , perchè è cosi , oppure qualcuno pensa che questi signori della Mog & Petroceltic , scherzino spendendo 300.000 dollari al giorno , tanto costano le piattaforme da ricerca , per poi non mettere le piattaforme definitive che dovremmo tenerci per 15 anni.Stesso discorso per la stampa.
La situazione è veramente deludente e desolante. ninodb

ltibs said...

Si salvi chi può, questo è l'mperativo, ognuno secondo la propria prospettiva temporale.

Salvarsi ad ogni costo, anche se ciò comporta mistificare o doverlo fare (quasi sempre) a discapito di altri.

Questo è l'elemento principale che accomuna i vari attori sulla scena locale, regionale, certamente nazionale e sicuramente anche internazionale.

Lo sanno tutti....ma non si dice.

giacinto2000 said...

ciao caro,
se ti puo' interessare, il fratello della Mercegaglia, presidentessa COnfindustriale, Antonio, ha patteggiato 11 mesi per tangenti date all' ENI. IN particolare nel 2003, infatti, Marcegaglia Spa pagò una mazzettona di 158 mila euro al manager Enipower Lorenzo Marzocchi per un appalto di caldaie di 127 milioni. Loro facevano le caldaie ( la Marcegaglia e' un' industria siderurigica) , e lui intasco'. La sentenza e' arrivata nel 2008. SOno buone informazioni riguardante il modus operandi che l'ENi potrebbe mettere in atto rispetto la questione ortonese. Non escludo infatti già che qualcuno abbia gia' ricevuto regalini ingenti e qualcuno potrebbe riceverne..........
Stiamo molto attenti anche su questo versante.

wanadobee said...

questa dei marcegaglia che pagano tangenti mi mancava, grazie per l'informazione.

Quanto al modo di operare dell'eni non mi sorprende affatto. Anche io immagino che qualcuno abbia ottenuto qualcosa, soprattutto visto la difesa ad oltranza messa su per il centro oli che ormai si e' capito nessuno vuole eccetto i 3 o 4 che contano. Il comune di ortona poi ha ricevuto dall'eni l'incompiuta della postilli-riccio, la strada del deserto inutile che non e' neanche finita. Come si spiega adesso che Ortona si e' beccata la strada e il centro oli non si fa? Se chiedono i soldi indietro ?

giacinto2000 said...

conosciamoli meglio. Sergio Morandi. Tradotto alla buona direttamente dal sito MOG si viene a sapere che:

Il signor Morandi ha 27 anni di esperienza nell' esplorazione del gas e del petrolio, gestione operativa, valutazione e studio dei dati sismici.Egli ha prestato servizio per ENI, Coparex, ELF, Enterprise Oil, Shell Italia E&P and Shell International E&P. Dal 1997 al 2003 è stato, presso l' universita' degli studi dela BAsilicata, conferenziere di sismologia applicata e nel 2002 e 2003 membro nell' Assomineraria.



http://www.medoilgas.com/corporate/board-members/

wanadobee said...

sergio morandi cerca di fare il solavoro alla fine che e' quello di fare soldi per se stesso e e per i suoi azionisti. contenti loro....

Mi meraviglia e mi fa incazzare che nessuno dice nulla tra chi governa gli rilasciano permessi come caramelle. Poi devono venire a lezione dal comitato per sapere quello che succede come se fosse la cosa piu' naturale.

giacinto2000 said...

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/elenco.asp?tipo=PRM&ord=A

Questo e' decisamente il link piu' importante in assoluto. Ricordiamo che le istanze che ci interessano sono da D492 a D502. Quella piu' bella e' sicuramente la D499. Che carina. Informo inoltre che sono previste circa 80 altre piattaforme che scorazzeranno libere fra le isole Tremiti e Martinsicuro per un totale di circa 160 km di costa. Visto che il comune di Vasto e' stato cosi' sollecito a mettersi contro delle pale eoliche che, ricordiamolo, avrebbero fatto risparmiare ai nostri polmoni qualcosa come :

420 mila tonnellate di CO2 (anidride carbonica)
- 600 tonnellate di SO2 (anidride solforosa)
- 800 tonnellate di NOX (ossidi di azoto)
- 43 tonnellate di polveri sottili
- 90 mila tonnellate di petrolio

Dati deliberatamente arrubati proprio da codesto blog:=)
.,...........ci si aspetta dunque un altrettanto azione energica di massiccia campagna informativa sulla popolazione. L'ordine del giorno discusso nel recente consiglio comunale non basta piu'. E non si tratta solo di essere contrari al centro oli, ma e' un progetto molto piu' ampio che le multinazionali del petrolio stanno attuando sull' Adriatico,nel tentativo di estrarre il cosidetto petrolio non convenzionale. Oggi il barile era quotato a 138 dollari. Diversi milioni attendono impazienti e gioiose di essere estratte dal fondo marino. La Northen Petroleum in Emilia ne vuole estrarre 700 milioni. Ed e' paradossale, grottesco e tragicomico che, proprio i comuni che hanno rigettato le torri della Effeventi, ora si dovranno sorbire le piattaforme, Termoli compresa. E sarebbe anche meglio non far sapere alla Petroceltic del porto di Vasto, senno' questi non ci mettono neanche niente a finanziare un progetto di raddoppio. Altro che RO-RO, il rischio, cosi' prospettato, e' di una nuova Porto Marghera de noialtri.......
A nostro rischio e pericolo.