Saturday, August 30, 2008

Italia e Libia, pappa e ciccia.

(Foto da Repubblica.it: Berlusconi in
visita da Gheddafi nel 2004)


Dopo ripetuti viaggi in Libia e un tira e molla che va avanti da diversi anni, Berlusconi e Gheddafi si mettono d'accordo sul valore del maxi-risarcimento che l'Italia pagherà alla Libia: 5 miliardi di dollari in 25 anni, come se non avessimo già problemi di bilancio. Con quei soldi costruiremo tra le altre cose una autostrada che unirà da est a ovest la Libia, siccome ne abbiamo abbastanza di autostrade nostre e non abbiamo problemi di bilancio le andiamo a fare pure in Libia.

A quanto pare Gheddafi esige quei soldi per il risarcimento dei danni del colonialismo. A me non risulta che pagheremo lo stesso risarcimento all'Albania e nemmeno all'Etiopia. Anzi, un mio amico Etiope dice che ci sono ancora grati per le strade e scuole che si ritrovano ancora oggi, pur condannando l'occupazione. Non mi risulta nemmeno che la Germania ci abbia risarcito per avere occupato l'Italia durante la seconda guerra mondiale. E vogliamo parlare dei danni fatti dall'impero romano ? Assurdo.

A cosa servono allora quei soldi ? A mio avviso quei soldi non solo sono una montagna di soldi pubblici che l'Italia paga alla Libia in cambio di diversi favori per i soliti noti, i soliti pochi.

Chi sono i soliti noti ? Sempre loro, l'ente nazionale idrocarburi: ENI (NYSE:E).

Nell'Ottobre 2007 l'Eni ha esteso i suoi diritti minerari fino al 2047 in Libia e a Luglio ha iniziato i lavori per costruire il gasdotto 'Green Steam' ('vapore verde', che fantasia, ormai e' tutto verde!), per il trasporto di 8 miliardi di metri cubi di gas l'anno su una distanza di 520 km che separano Mellitah e Gela. Adesso questo maxi-risarcimento. Strane tempistiche nel Mediterraneo dunque.
All'Eni fa molto comodo dunque che l'Italia sia in buoni rapporti con la Libia.

Altre ripercussioni si aspettano poi sulla questione degli immigrati clandestini. La Libia e' a tutti gli effetti una dittatura e nulla accade per caso da quelle parti. Si parla da anni di questo accordo, e da anni il fenomeno dell'immigrazione clandestina dalla Libia e' in crescita. Sara' una coincidenza pure questa. E chissà se per un altra coincidenza o per magia il numero degli immigrati scenderà. Il governo di Silvio avrà' quindi un altro motivo di vanto da spendere nelle varie campagne elettorali, anche lui qualcosa ci guadagna.

Gheddafi si ritroverà a spese del contribuente italiano: scuole, un autostrada che unisce Marocco e Egitto, borse di studio per l'Italia, pensioni. Anche Gheddaffi ci guadagna.

Da questa storia insomma ci guadagnano in molti: l'immagine del governo, Gheddafi, l'Eni. A perdere siamo sempre noi visto che tutto e' a spese del contribuente italiano che prima paga la maxi-tangente con soldi pubblici, poi le bollette energetiche che aumentano continuamente.

Avanti Italia.

Fonti: Eni in Libia, Eny's Way, articolo del Corriere della Sera, articolo di Repubblica.

PS L'articolo del Corriere non cita neanche gli 'effetti collaterali' per l'Eni, repubblica dice: "Con la conclusione delle trattative sui risarcimenti l'Italia si aspetta da Tripoli, tra l'altro, una maggiore severità nel contrasto dell'immigrazione clandestina e l'attuazione dell'intesa sul pattugliamento congiunto delle coste libiche. Berlusconi conta poi di far diventare l'Italia il partner di riferimento della Libia in campo energetico-commerciale, con l'Eni già al centro delle relazioni petrolifere."

Wednesday, August 27, 2008

Gli oleodotti esplodono. Ogni tanto.

Il problema mica e' il castello Aragonese che e' costato una fortuna ristrutturarlo e che e' una eccezionale testimonianza storica, il problema e' l'oleodotto da raffreddare che altrimenti fa il botto e fa saltare per aria Ortona. Dopo che la seconda guerra mondiale e' passata qualche rudere era rimasto, dopo che passa l'Eni (NYSE:E) che ci rimane ?

A qualcuno delle varie amministrazioni Ortonesi che hanno sempre dato carta bianca all'Eni per fare quello che voleva deve essere sfuggito. Gli oleodotti possono esplodere:

Oil Pipeline Fire in Minnesota Kills 2 Workers, Sends Prices Soaring

Cause Of BTC Oil Pipe Explosion In Turkey Still Unknown-Botas

Massive pipeline explosion accident, says US

Crude Oil Rises After Explosion at Enbridge Pipeline to U.S.

N. Korea: Oil Pipeline Explosion in Sunchon, 110 People Dead

Avanti Ortona.



Fumo e fuoco attorno al Castello
giallo sulle cause dell’incendio
di DANIELA CESARII
da Il Messaggero.it

ORTONA - A fuoco le sterpaglie che circondano il Castello Aragonese: in fumo la vegetazione del promontorio sul mare, ma per fortuna nessun danno al maniero recentemente restaurato simbolo della città. La colonna di fumo nero dall'odore acre è stata vista salire ai lati e alle spalle del Castello Aragonese dai residenti intorno alle 14 di ieri pomeriggio, subito sul posto le pattuglie dei Vigili del Fuoco di Ortona e di Chieti e il Corpo Forestale dello Stato il cui elicottero ha monitorato dall'alto la zona. E' intervenuto anche il personale della Capitaneria di porto: dalla centrale operativa il vice comandante Angelo Capuzzimato ha avvistato le fiamme e ha disposto l'uscita della motovedetta SAR CP 885 che ha raggiunto la collina dal versante mare, mentre Vigili Urbani, Carabinieri e Protezione Civile hanno predisposto il servizio d'ordine interrompendo la viabilità per consentire l'intervento di messa in sicurezza.
Il primo intervento dei Vigili del Fuoco ha comportato il raffreddamento dei tubi dell'oleodotto dell'Eni, che scorrono sotto il promontorio, nel rispetto delle normative operative di sicurezza ambientali previste dal piano di emergenza. Come misura aggiuntiva di sicurezza, la Capitaneria di porto ha allertato il personale del deposito costiero dell'ENI e della società Servimar di servizio integrativo antincendio disponendo la sospensione della discarica di petrolio in quel momento in corso presso l'attracco Eni alla banchina nord nuova del porto. Le squadre dei Vigili del Fuoco, impegnate con due mezzi pesanti e un'auto, hanno poi proceduto allo spegnimento dei focolai, manovra resa difficile data la posizione dell'incendio in una zona scoscesa, a picco sul mare e a cui si arriva attraverso solo sentieri pedonabili. L'intervento dell'elicottero della Guardia Forestale ha avuto ragione sugli ultimi residui dell'incendio, fortunatamente il vento ha soffiato in maniera tale da soffocare e non da alimentare le fiamme che, infatti, hanno solo lambito le mura che circondano il Castello Aragonese. Restano ora da stabilire le cause dei focolai:si esclude l'autocombustione.

Monday, August 25, 2008

EV-1, la macchina del passato o del futuro ?

(Foto: EV-1)

La EV-1 e' la prima macchina completamente elettrica messa in commercio nel 1996 da una grande casa costruttrice, la General Motors. Con la EV-1 non dovevi pagare la tangente ai petrolieri ogni volta che uscivi di casa e infatti era troppo bello per durare. La EV-1 non esiste più.

La General Motors prima le ha create, poi le ha boicottate e infine le ha distrutte. Una a una, sotto la pressa, comprese quelle nuove mai usate.

La prima macchina completamente elettrica e' stata commercializzata in California e Arizona sotto il marchio Saturn. La EV-1 era una biposto prodotta dal 1996 al 1999 (1117 unita') con un motore trifase alternato da 102 kW e con una velocita' massima (bloccata) di circa 130km/h, capace di andare da 0 a 50 km/h in 3 secondi.

Le batterie assicuravano una autonomia tra 80 e 120 km e si caricavano al 100% in sole 3 ore (80% in 1.5 ore). Il costo di ricarica da rete elettrica variava da 0.45$ a 1.5$ a seconda del gestore. Un costo ridicolo paragonato alla macchina a benzina che in quei tempi avrebbe speso 5$ di carburante per la stessa distanza. Ma erano altri tempi appunto e 5$ di allora sarebbero 12$ di oggi. Non solo, la EV-1 non era soggetta alla volonta' del primo sceicco arabo che si sveglia la mattina di luna storta e chiudeva i rubinetti delle condutture. Non male vero ? Non si andava nemmeno dal meccanico a cambiare l'olio, i filtri e le candele; un'altra tangente in meno da pagare.

Tutto molto bello ma la EV-1 non esiste più dalla fine del 2003. Le macchine che erano state date solo in 'lease' (affitto) e sono state ritirate dalla GM a fine contratto. Anche coloro che la avevano guidata la dovettero ridare indietro senza estensioni o possibilita' di acquisto. Le macchine sono state ammassate in un parcheggio prima e spedite in Arizona poi, dove le hanno prima schiacciate una a una e poi tritate fino a farle diventare polvere.

Perché e' finita cosi'? La versione ufficiale e' che costava troppo: da 33 a 43 mila dollari. E' tanto?
Era il 1996 e la GM monto' su questa macchina accessori che certo non la rendevano competitiva, alcuni di questi accessori sono di serie solo adesso: doppio airbag, lettore cd, antenna integrata nel tetto, ABS, A/C, controllo della trazione, accesso senza chiave, cerchi in lega e scocca in alluminio. Inoltre c'era molto lavoro manuale visto che era prodotta inpochi pezzi. Dunque se volevano fare una macchina costosa ci sono riusciti. La GM sosteneva anche che quella macchina non piaceva e che agli americani piacevano gli SUV, infatti abbandono' la EV-1 e si mise a fare gli Hummer. Il riusltato di quella scelta sbagliata si vede bene oggi , nel 2008. Il petrolio costa piu' di 100$ al barile, le vendite degli SUV sono a picco, la GM abbandona gli Hummer e i concorrenti della Toyota non riescono a stare dietro la richiesta delle ibride Prius.

La versione non ufficiale e' che la legge che imponeva di vendere macchine a emissione zero fu cambiata proprio sotto pressione delle case costruttrici e dei petrolieri. Le case costruttrici non avrebbero più fatto manutenzione tramite i concessionari e i petrolieri non avrebbero piu' venduto benzina alle pompe.

La macchina del futuro e' quella del passato, un futuro senza benzina non solo e' possibile, ma anzi, e' stato gia' sperimentato.

Fonti: Wikipedia, EV1 Club

Wednesday, August 20, 2008

Una bandiera blu gigante per Ortona

(Foto: Tratto del porto industriale di Ortona dal blog OrtonaCity)

La tanto desiderata bandiera blu ormai ce l'hanno tutti , come dicevo in un post precedente ormai non si nega proprio più a nessuno. O quasi....

La costa abruzzese ha ricevuto 15 bandiere blu nel 2008. Da Pescara in giù tutti i comuni hanno la bandiera blu eccetto uno: Francavilla, San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia,Vasto, San Salvo. Quello che manca e' il comune di Ortona. Con diversi fiumi inquinati che scaricano sul proprio territorio e con un porto commerciale in via di trasformazione in porto petrolchimico e' un po' difficile che ti diano una bandiera blu.

Che fare allora ? Questa bandierina blu tutti ce l'hanno e loro no.

E allora pensa e ripensa, alla fine uno dei prestigiatori locali ha tirato fuori il trucco. Invece di assegnare a ogni comune la bandiera blu individualmente, assegniamo una bandiera enorme e unica che copre tutta la costa dei trabocchi. Geniale, non c'è che dire, mi inchino davanti all'ennesimo colpo da prestigiatore. Il trucco questa volta e' di Carlo Boromeo assessore del comune di Ortona ( e dove se no?), classe 1946.

Il comune di Ortona che e' proprio al centro della costa dei trabocchi ha risolto quindi tutti i suoi problemi con un nuovo teorema: se i comuni a nord e a sud del tuo hanno la bandiera, allora tocca anche a te.

Pensare a ripulire quei fiumi inquinati e' troppo difficile, richiede tempo e impegno. Bisognerebbe andare a vedere chi scarica illegalmente le sostanze inquinanti e magari andare a rompere le scatole a qualche cittadino o industria. Meglio non disturbare nessuno, un gioco di prestigio e tutto e' risolto. La politica della scorciatoia come al solito.

Avanti Abruzzo, avanti a tutti i prestigiatori. Attenzione pero', ogni tanto il trucco non riesce...


P.S. E visto che la bandiera blu non si nega a nessuno ho una proposta: anch'io vorrei la mia, da mettere vicino la vasca da bagno.





ORTONA - La bandiera blu deve essere data a un territorio e non più a un solo comune. L'idea, presentata dall'assessore all’ambiente Carlo Boromeo in un recente incontro organizzato dal comune di San Vito, ha trovato il parere positivo sia di Roberto Riccioni, presidente della FEE che degli altri comuni della costa teatina.
«Con gli altri comuni della costa teatina abbiamo avuto un incontro con il presidente nazionale della Fee, Riccioni, e con il delegato regionale della fondazione, Giuseppe Leonzio - spiega Boromeo - Abbiamo ottenuto la possibilità di allargare il riconoscimento della Bandiera blu all'intero territorio definito costa dei trabocchi. Questa possibilità ci è data grazie alla nuova iniziativa avviata a livello europeo denominata Eco21. E' un riconoscimento che va oltre la Bandiera blu ed è già stato sperimentato in altre nazioni come ad esempio la Spagna e il Portogallo».
Ragionare in termini di territorio consentirebbe anche ad Ortona di ottenere il riconoscimento, cosa che finora non è mai stata possibile a causa dei problemi legati alla presenza di otto foci di fiumi e di torrenti lungo il litorale ortonese che rendono non praticabile la balneazione. Ma non finisce qui, perché in ballo ci sono importanti progetti da realizzare in concerto con la Provincia. «Tra qualche mese presenteremo le varie iniziative che verteranno sulla valorizzazione dell'ex tracciato ferroviario. La nostra idea è quella di coinvolgere nel progetto anche i comuni dell'asse della Marrucina - aggiunge Boromeo - Pensiamo alla possibilità di realizzare percorsi naturalistici che coinvolgano i comuni fino a Guardiagrele».

Sunday, August 17, 2008

"Sviluppo economico" a perdere

(Foto: Ecco come si presenta la pista di atterraggio agli aerei diretti ad Albenga. La pista e' quella striscia dritta di cemento in fondo alla vallata. I punti rossi sulla foto indicano la posizioni di luci rosse che aiutano nell'avvicinamento. (e ce ne vuole di aiuto visto come sta messo!))


E' estate, tempo di vacanze e di mare e il nostro ministro "dello sviluppo economico", Claudio Scajola, ne ha fatta un'altra. Parliamo sempre dello stesso Scajola, quello che disse che Marco Biagi era un rompipalle, che salvera' l'Italia facendo le centrali nucleari (pronte tra 15-20 anni), che vuole bypassare le autorizzazioni locali per trivellare ovunque.

Forse pensava che nessuno se ne sarebbe accorto visto che siamo tutti al mare. E invece sul Corriere della Sera e' spuntato un trafiletto di poche righe sullo stanziamento di 1 milione di euro per il volo Albenga-Roma. L'aeroporto di Albenga e' vicino a Imperia (Liguria) e Scajola guardacaso e' di Imperia.

Il volo Albenga-Roma e' stato già proposto per ben due volte, da Alitalia e Air One. In entrambi i casi e' stato un fiasco TOTALE e la tratta e' stata abbandonata perché non remunerativa. Scajola in entrambi i casi era stato il promotore di quella tratta e ne parla orgogliosamente nel suo sito personale (2004):

"L'orario del ritorno cambiava a seconda del tramonto del sole perché l'aeroporto non era abilitato al volo notturno e questo creava disaffezione negli utenti che, durante la settimana, dovevano di volta in volta cambiare l'ora del ritorno. In inverno era effettivamente troppo presto, la giornata romana diventava troppo corta. C'erano poi le note difficoltà della compagnia di bandiera ...."

"...E allora la ricerca di un nuovo vettore, la disponibilità di Carlo Toto, di AirOne, e così si è arrivati alla ripresa del volo di linea con Roma, che sta dando un risultato lusinghiero in termini di passeggeri, che riesce già quasi ad essere economico senza un'attività promozionale particolare."

Mentre lui parla e scrive sul blog gli italiani pagano e attendono di sapere quanto durerà la tratta Albenga-Roma. Guardate la foto sopra e le altre, l'aeroporto e' circondato da montagne e ha una sola pista alla fine di una lunga vallata occupata da altre costruzioni, l'Enac ha deciso che non si puo' atterrare di notte in quell'aeroporto.

CHE FUTURO HA UN SIMILE AEROPORTO ? PERCHE' DOBBIAMO FINANZIARE CON SOLDI PUBBLICI UN AEROPORTO SENZA FUTURO ? QUESTO E" UNO SVILUPPO ECONOMICO A PERDERE.

Come ministro "dello sviluppo economico" non c'è davvero male, ha dimostrato che lui e l'economia... beh insomma, ci siamo capiti. E questo signore qui e' il promotore del ritorno al nucleare ? Rassicurante.

Riporto qui sotto l'articolo dal Corriere Della Sera online. In altre nazioni questa notizia sarebbe da prima pagina e a sei colonne, per noi un trafiletto solo. In una nazione seria una notizia del genere solleverebbe uno scandalo gigantesco e le conseguenti dimissioni del ministro.

In Italia e' tutto nomrale. Tutti al mare, tutti in vacanza, ad Agosto si possono autorizzare questi voli inutili. E se scoppia una guerra come quella in Georgia i nostri ministri hanno diritto di rimanere al mare su qualche isola sperduta, vero Frattini?

Scajola e il milione di euro
stanziato per il volo Albenga-Roma

ROMA — Torna il volo tra Albenga e Roma. La notizia, comparsa su La Stampa e rilanciata da Dagospia, è stata comunicata a Pietro Balestri, presidente della società che gestisce l'aeroporto (Ava) dal gabinetto del ministro Scajola. «Mi ha telefonato Giuseppe Guerrera, il segretario del ministro — ha detto Balestri —, per comunicarmi che, grazie allo stanziamento di un milione di euro, il ripristino del collegamento era cosa fatta. Aveva ricevuto la notizia ufficiale da Silvano Manera, dg dell'Enac».

Soddisfatto il vicesindaco di Villanova, che ringrazia il ministro Claudio Scajola, che abita nella vicina Imperia, per il milione di euro stanziato per il suo aeroporto: «Spero di poter velocizzare l'iter burocratico in ogni modo», cosicché, «prima di dicembre si torni a decollare verso la capitale». Ma ha senso un collegamento aereo Albenga-Roma? La tratta è stata già inaugurata due volte, nel 2002 e nel 2004 e per due volte soppressa. Ora il finanziamento consente di ripartire. Questa volta però l'Alitalia non c'entra, fanno sapere dall'entourage del ministro, è un finanziamento dato all'aeroporto di Albenga. Tratto dal fondo destinato agli aeroporti in fase di start up. C'è da dire però che il volo Albenga-Fiumicino è già stato ripristinato, con dei Charter, il 14 luglio scorso, assieme a quello per Malpensa, Bastia (Corsica) e Tortolì (Sardegna). Sono Atr da 66 posti che non riscuotono enorme successo. Secondo fonti aeroportuali non sono rari i voli per Fiumicino con 8-10 passeggeri.


Post precedenti su Scajola: qui e qui.

Wednesday, August 13, 2008

Ci mancava solo la 'buonuscita'


Secondo il quotidiano Libero ogni componente della giunta regionale Abruzzese prenderà un indennizzo di 24 mila euro per la decadenza anticipata del consiglio regionale. Certo, si ritroveranno disoccupati da un giorno all'altro. Ai 'castaroli' regionali 24 mila euro, ai comuni mortali niente.

Sempre secondo Libero gli indagati, Del Turco incluso, hanno lasciato le loro cariche ma sono pur sempre consiglieri regionali, quindi la buonuscita tocca pure a loro.

Avanti Abruzzo.



Del Turco ai domiciliari con 24mila euro. Più un milione alla Giunta
dal quotidiano Libero del 12/08/08

Se lo scandalo che ha travolto la giunta regionale abruzzese, dopo l’arresto di presidente, assessori e consiglieri, mostra ancora molti lati di incertezza (dalla data delle prossime elezioni, all’esito della vicenda giudiziaria), qualche elemento certo invece esiste. Quando sarà perfezionata la decadenza del consiglio regionale, lo stesso presidente (dimessosi dalla carica di governatore ma non da quella di consigliere), gli stessi assessori e gli stessi consiglieri coinvolti nell’inchiesta, oltre a quelli ad essa totalmente estranei, percepiranno una “buonuscita” di 24mila euro per uno e un vitalizio che va dai tre ai seimila euro. Moltiplicando la cifra per il numero di quaranta consiglieri, il calcolo è presto fatto e ci si avvicina molto al milione di euro. Una cifra che graverà non poco sul bilancio regionale, attualmente con un buco di un miliardo di euro, causato proprio dai debiti accumulati nella sanità. Ieri, intanto, Ottaviano Del Turco è tornato nella sua abitazione di Collelongo. L’aveva lasciata con un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ci rientra con un’ordinanza che dispone gli arresti domiciliari.....

Monday, August 11, 2008

Questione di immagine



La campagna '30percento' promossa dal video serve per promuovere il risparmio energetico ed un uso piu' consapevole dell'energia. I consigli sono i seguenti (Fonte: 30precento.it):

1. Non lasciare gli elettrodomestici in stand-by
2. Usare lampadine a basso consumo
3. Installare i riduttori di flusso dell’acqua
4. Installare valvole termostatiche sui termosifoni
5. Usare la lavatrice a temperature basse (40/60ºC)
6. Usare la lavastoviglie solo a pieno carico
7. Isolare il cassonetto degli avvolgibili
8. Non utilizzare l’asciugatura ad aria calda nella lavastoviglie
9. Sostituire il vecchio frigorifero con uno nuovo più efficiente
10. Sostituire la vecchia lavatrice con una nuova più efficiente
11. Sostituire lo scaldabagno elettrico con uno a gas
12. Scegliere una caldaia più efficiente
13. D’inverno tenere in casa una temperatura di 20º C
14. D’estate ridurre l’uso del condizionatore in casa
15. Usare correttamente l’aria condizionata in auto
16. Mantenere una velocità moderata in autostrada
17. Mantenere un’andatura regolare in città
18. Utilizzare le marce alte
19. Evitare di riscaldare il motore a veicolo fermo
20. Controllare la pressione dei pneumatici almeno una volta al mese
21. Scegliere pneumatici "Fuel Saver"
22. Scegliere lubrificanti "Fuel Economy"
23. Non utilizzare accessori che penalizzino l’aerodinamica dell’auto
24. Evitare carichi superflui in auto

Il video sulla Val d'Agri ci racconta tutta un altra realta'.



E proprio vero che l'immagine e' tutto.

Thursday, August 7, 2008

Emissioni di CO2 in Italia

EMISSIONI DI CO2 2007-2006
SETTORI INDUSTRIALI SOGGETTI A DIRETTIVA EUROPEA
SULL’EMISSION TRADING (ETS)
dati in milioni di tonnellate di CO2

2007 2006

Emissioni Quote* Emissioni Quote*

di CO2 assegnate di CO2 assegnate
TERMOELETTRICO 146,6 121,9 149,0 124,7
ENEL 46,7 39,9 51,6 40,6
EDISON 24,3 18,1 20,3 16,2
ENDESA 12,5 10,0 14,1 10,3
EDIPOWER 12,5 9,8 12,7 10,2
ENIPOWER 11,9 9,9 10,5 9,1
TIRRENO POWER 6,6 5,2 7,1 5,3
altri impianti 32,1 28,9 32,7 33,0





PRODUZIONE CEMENTO 31,4 28,9 27,9 26,2
ITALCEMENTI 8,1 7,7 8,2 7,7
BUZZI UNICEM 5,4 5,2 5,1 5,2
COLACEM 4,8 4,2 4,6 4,2
altri impianti 13,1 11,8 10,0 9,1





RAFFINAZIONE 26,0 26,9 25,3 27,3
ENI 8,5 8,2 4,5 4,6
ERG 6,3 6,2 3,6 5,1
SARAS 4,1 5,1 6,2 6,1
altri impianti 7,1 7,5 11,0 11,5





PRODUZIONE ACCIAIO 13,9 14,8 13,7 14,8
ILVA 10,7 11,4 10,8 11,4
LUCCHINI 1,7 2,2 1,6 2,2
altri impianti 1,5 1,2 1,3 1,2





PRODUZIONE CARTA 5,0 4,9 5,0 4,9
PRODUZIONE CALCE - - 2,7 2,7
PRODUZIONE VETRO 2,9 3,0 2,9 3,0
PRODUZIONE CERAMICA 0,6 0,6 0,6 0,7





TOTALE ETS 226,4 201,0 227,1 204,3
GRANDI EMETTITORI 164,1 143,1 160,9 138,2
Fonte: Elaborazione Greenpeace su dati Registro europeo CITL e Registro italiano GRETA, aggiornati
al 07/07/2008su dati Commissione europea (CITL)

(*) assegnazioni impianti nuovi entranti non conteggiati, in quanto non disponibili al 07/07/2008

Fonte: Greenpeace

Sunday, August 3, 2008

Una turbogas a Ortona ?


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Una centrale turbogas a Ortona ? Sorpresa, c'è già ed e' della Odoardo Zecca.

Questa mi mancava davvero. Da più di un anno ormai si parla di raffinerie Eni, pozzi di petrolio targati Eni, Petroceltic e Mediterranean Oil & Gas. E la Zecca che fa ? Loro se ne stanno 'quatti quatti' (=zitti zitti) magari sperando che nessuno si accorga di niente.

La centrale secondo il sito del Zecca e' installata nella zona industriale di Ortona (zona Tamarete)con una potenza di 5.5 MegaWatt, di tipo turbogas. A contrada Tamarete tra l'altro sono anche in buona compagnia tra Agip e Eni (Fonte: Google Maps), un bel club.

Che effetto ha una centrale a ridosso del centro abitato di Ortona?
L'Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente (ARTA Abruzzo) in un documento (Fonte: qui)sullo stato delle emissioni nocive in Abruzzo dice che: "Il dato più significativo del comune di Ortona è senza dubbio la presenza di un elevato contenuto di polveri nelle emissioni, confrontabile solo con quello del comune di Atessa. Rilevante è altresì il quantitativo di NOx dovuto alla presenza nel territorio di una centrale turbogas. (Odoardo Zecca)" . E ancora: "Le emissioni di NOx sono riconducibili a 8 sorgenti e la quasi totalità è emessa da un’unica sorgente, Odoardo Zecca (centrale turbogas)".

La centrale della Zecca emette 2500 Kg al giorno di nitrati, la seconda e' la De Cecco con meno di 200 Kg al giorno. Il comune di Ortona chiaramente non si sente in dovere di avere delle centraline per rilevare la qualità dell'aria. ci sono altre priorità. Il porto, sempre il porto, solo il porto petrolchimico.

Cosa sono i NOx ?
Gli ossidi di nitrogeno reagiscono con altri composti organici con la luce e producono smog e ozono, producono piogge acide ed sono uno dei principali responsabili del surriscaldamento globale (Fonte: qui).
I nitrati sono 'senza odore', questo vuol dire che chi abita vicino la centrale non si accorge di nulla, non sa che lo stanno avvelenando. I NOx causano problemi respiratori quali asma, enfisema, bronchiti e danneggia i polmoni (Fonte: qui e qui).

Non finisce qui pero'. Alla Zecca non gli bastava e allora hanno avviato il processo per espandere la loro centrale: da 5.5 MW a 104 MW, 19 volte più grande. Per la provincia non ci sono problemi, tutto autorizzano con decreto 122, 22.6.2005. Al Ministero per l'Ambiente invece le cose sono andate diversamente e hanno dato parere negativo, almeno per ora.

Le motivazioni del no sono a dir poco da ridere.
Le Zecca pretendeva di valutare la qualità dell'aria di Ortona presentando i dati di di Atessa, San Salvo e Chieti rispettivamente a 50, 60 e 37 km di distanza da Ortona. Pretendevano di sapere la qualità dell'aria dopo aver monitorato Ortona per 2 settimane nel 2004 e nel 2006 con una postazione mobile. Pretendevano di calcolare la dispersione dei fumi usando i dati del vento dell'aeroporto di Pescara a piu' di 30 km. Il ministero dice anche che ci sono metodi (DryLowNox) per ridurre 'sostanzialmente' la produzione dei NOx e che quindi quella centrale potrebbe inquinare molto meno se solo al Zecca volesse. (Fonte: qui)

Tutto finito dunque dopo il parere negativo del ministero ? Non si può dire. Io non ci giurerei, quali siano i piani della Zecca non si sa. Certo e' che sul loro sito web scrivono ad Agosto 2008: "L’azienda ha in avanzato stato di definizione l’ampliamento della capacità produttiva sino alla potenza di 104 Mw".