Saturday, August 30, 2008

Italia e Libia, pappa e ciccia.

(Foto da Repubblica.it: Berlusconi in
visita da Gheddafi nel 2004)


Dopo ripetuti viaggi in Libia e un tira e molla che va avanti da diversi anni, Berlusconi e Gheddafi si mettono d'accordo sul valore del maxi-risarcimento che l'Italia pagherà alla Libia: 5 miliardi di dollari in 25 anni, come se non avessimo già problemi di bilancio. Con quei soldi costruiremo tra le altre cose una autostrada che unirà da est a ovest la Libia, siccome ne abbiamo abbastanza di autostrade nostre e non abbiamo problemi di bilancio le andiamo a fare pure in Libia.

A quanto pare Gheddafi esige quei soldi per il risarcimento dei danni del colonialismo. A me non risulta che pagheremo lo stesso risarcimento all'Albania e nemmeno all'Etiopia. Anzi, un mio amico Etiope dice che ci sono ancora grati per le strade e scuole che si ritrovano ancora oggi, pur condannando l'occupazione. Non mi risulta nemmeno che la Germania ci abbia risarcito per avere occupato l'Italia durante la seconda guerra mondiale. E vogliamo parlare dei danni fatti dall'impero romano ? Assurdo.

A cosa servono allora quei soldi ? A mio avviso quei soldi non solo sono una montagna di soldi pubblici che l'Italia paga alla Libia in cambio di diversi favori per i soliti noti, i soliti pochi.

Chi sono i soliti noti ? Sempre loro, l'ente nazionale idrocarburi: ENI (NYSE:E).

Nell'Ottobre 2007 l'Eni ha esteso i suoi diritti minerari fino al 2047 in Libia e a Luglio ha iniziato i lavori per costruire il gasdotto 'Green Steam' ('vapore verde', che fantasia, ormai e' tutto verde!), per il trasporto di 8 miliardi di metri cubi di gas l'anno su una distanza di 520 km che separano Mellitah e Gela. Adesso questo maxi-risarcimento. Strane tempistiche nel Mediterraneo dunque.
All'Eni fa molto comodo dunque che l'Italia sia in buoni rapporti con la Libia.

Altre ripercussioni si aspettano poi sulla questione degli immigrati clandestini. La Libia e' a tutti gli effetti una dittatura e nulla accade per caso da quelle parti. Si parla da anni di questo accordo, e da anni il fenomeno dell'immigrazione clandestina dalla Libia e' in crescita. Sara' una coincidenza pure questa. E chissà se per un altra coincidenza o per magia il numero degli immigrati scenderà. Il governo di Silvio avrà' quindi un altro motivo di vanto da spendere nelle varie campagne elettorali, anche lui qualcosa ci guadagna.

Gheddafi si ritroverà a spese del contribuente italiano: scuole, un autostrada che unisce Marocco e Egitto, borse di studio per l'Italia, pensioni. Anche Gheddaffi ci guadagna.

Da questa storia insomma ci guadagnano in molti: l'immagine del governo, Gheddafi, l'Eni. A perdere siamo sempre noi visto che tutto e' a spese del contribuente italiano che prima paga la maxi-tangente con soldi pubblici, poi le bollette energetiche che aumentano continuamente.

Avanti Italia.

Fonti: Eni in Libia, Eny's Way, articolo del Corriere della Sera, articolo di Repubblica.

PS L'articolo del Corriere non cita neanche gli 'effetti collaterali' per l'Eni, repubblica dice: "Con la conclusione delle trattative sui risarcimenti l'Italia si aspetta da Tripoli, tra l'altro, una maggiore severità nel contrasto dell'immigrazione clandestina e l'attuazione dell'intesa sul pattugliamento congiunto delle coste libiche. Berlusconi conta poi di far diventare l'Italia il partner di riferimento della Libia in campo energetico-commerciale, con l'Eni già al centro delle relazioni petrolifere."

1 comment:

vitt84 said...

Allora tripoli chiede il risarcimento per i danni del colonialismo di 70-80 anni fa da parte dell'Italia...l'Italia avrebbe dovuto chiedere i risarcimenti per tutti i danni che l'Italia ha subito a causa delle carrette del mare che arrivavano dalla Libia, e questa è storia recente non di 70 anni fa!!
Però come dici tu...sono pappa e ciccia!!
Complimeti per il blog!