Tuesday, September 30, 2008

Lettera ai petrolieri


Cari petrolieri,

avete visto? Sembrava fatta per la raffineria e per l'operazione Basilicata 2 e invece... il consiglio regionale oggi vi ha rifilato una bella bastonata, si sentono ancora gli echi delle urla che arrivano dai vostri uffici. Per favore, abbassate la voce.

Il consiglio regionale che prima viveva e agiva per interesse dell'imperatore Ottaviano oggi e' libero e finalmente ha fatto il suo dovere che e' legiferare tenendo conto della volonta' popolare. Ah, se non ve ne siete accorti, quello che prima diceva nel consiglio regionale, o si fa cosi o tutti a casa... beh oggi a casa ci sta lui. E' ai domiciliari mentre quelli che sono rimasti nel consiglio vi hanno mandato il benservito. Vi siete incazzati oggi e' ? Dai dite la verita'...

La regione che avete classificato un tempo come a bassa resistenza vi sta tirando qualche brutto scherzetto ultimamente .. o no ? Nella nuova classifica penso che ci dovete mettere di diritto al primo posto tra i piu testardi e rompiscatole, ma del resto bastava chiedere in giro per sapere che siamo cocciuti.

A proposito, quel documento alla SEC dove dite che entro il 2009 dovevate estrarre il petrolio a Ortona... non vi dimenticate di mandare la rettifica alla SEC, sapete com'e', al New York Stock Exchange ci tengono a queste cose, e non vi scordate di mensionare le leggi regionali perche' le ultime volte non lo avete fatto e non e' bello.

Per quanto riguarda quei 10 terreni acquistati non vi scordate di raccogliere l'uva, forse non lo sapete ma e' di ottima qualita'. Portatela a Roma negli uffici di Piazza Mattei e vedrete che i dipendenti saranno contenti. Secondo me piacera' pure al presidente e al CEO.

Siccome gli Abruzzesi sono cocciuti di natura perche' non fate un favore a tutti e ve ne andate dalla nostra regione ? Non c'e' trippa per gatti, non ci sono agnelli sacrificali per il vostro lupo, chi avuto ha avuto, chi ha dato ha dato... mo 'jetevene, e quando uscite non sbattete la porta, grazie. La strada la conoscete.

Dovreste cambiare anche il vostro simbolo, il lupo a sei zampe ormai non rende bene l'idea nella nostra regione, non e' meglio il cane bastonato ?

Giacche' ci siete, mentre che ve ne andate, portatevi pure i 3 fedeli servitori del comune di Ortona che non ne possiamo piu' di leggere e sentire le loro dichiarazioni, oltretutto sono politicamente finiti nella nostra regione.

Uno diceva che in Irak aveva da fare... vedete se lo vogliono li. Sono sicuro che anche gli altri due si troveranno benissimo in Irak: sai quanti porti con enormi petroliere che caricano petrolio potranno trovare?
Mandateci delle cartoline, e non a spese del destinatario.

Mi raccomando non scordatevi i sindacalisti del settore petrolchimico, anche loro avranno da fare in Irak, bisogna organizzare anche li un sindacato forte che si faccia rispettare che dica che il petrolio fa bene e che sia dalla parte della gente.

Saluti e baci dalla regione Abruzzo.

PS Non c'e' bisogno che ci tornate a trovare, ce la caveremo benissimo senza di voi.

Stanno fuori...

Tommaso Cieri con l'uscita di oggi e' in netto vantaggio su Di Martino e Fratino nella speciale classifica su chi le spara piu' grosse... leggere sotto per credere:


da Il Messaggero del 30 settembre

ORTONA - Il Comune di Ortona chiede che lo Stato devolva la sua parte di royalties, derivanti dalla coltivazione degli idrocarburi in contrada Feudo, alla regione Abruzzo. Oltre a questo chiede che il monitoraggio dell'impianto sia svolto di concerto dall'Eni con l'Università abruzzese.
«E' notorio che questo sia un periodo di magra per gli enti locali - spiega il consigliere comunale ed esponente del Pdl ortonese Tommaso Cieri - una maggiore disponibilità economica creerebbe i presupposti per un rilancio dell'economia locale ed uno sviluppo. Da qui la nostra proposta di distribuire diversamente le royalties, chiedendo allo Stato di girare quelle di sua competenza alla Regione che avrà l'obbligo di investire queste risorse sul territorio, coinvolgendo anche i comuni limitrofi».
La proposta dell'amministrazione comunale è articolata ed investe anche la tutela dell'ambiente: «Premesso che il monitoraggio costante dell'impianto è stato garantito dalla società petrolifera - precisa Cieri - chiediamo che i controlli siano assicurati dall'Eni di concerto con il mondo universitario abruzzese a maggiore garanzia per i residenti».
Sempre sul caso Centro Oli, Cieri infine attacca il presidente della Provincia Coletti e il sindaco di Lanciano Filippo Paolini intervenuti contro l’impianto. (D. Ces.)

Thursday, September 25, 2008

Ortona: comune o filiale Eni SpA (NYSE:E) ?

(Foto da NoCentroOli)

Il comune di Ortona ormai e' una filiale dell'Eni SpA, un possedimento privato dove l'Eni comanda, i cittadini sono gli schiavi e alcuni schiavi sono eletti al rango di servitu'. Il capo dei servi e' il sindaco di Ortona, Nicola Fratino che parla alla stampa per rilasciare dichiarazioni aziendali dell'Eni. Non c'e' piu' nessuna differenza tra il comune e l'Eni. Il futuro della citta' e' dettato dai tempi e dalle volonta' dell'Eni. La politica aziendale dell'Eni si discute adesso nelle sale del comune di Ortona.

Fratino non rappresenta nessuno eccetto se stesso, i suoi interessi al porto, e l'Eni. E' il portavoce dell'Eni oltre che l'uomo firma-tutto, acconsenti-tutto. Fratino adesso si fa carico anche di informare la stampa delle nuove riorganizzazioni interne dell'Eni.... sembra sorprendente ma dopotutto e' cosi' pappa e ciccia (infatti mangiano dallo stesso piatto sporco di petrolio) che sono un tutt'uno: Eni e comune di Ortona che differenza c'e'?. Manca solo che davanti al palazzo del comune mettano una targhetta con quel lupo deformato che uccide tutti e tutto. Come dire, vi ammazzo tutti.. anzi no la famosa frase era 'vi sparo a tutti' se non mi sbaglio.

Nel suo comunicato stampa per conto dell'Eni, il sindaco dice che i politici nel SETTEMBRE 2001 si impegnavano per mantenere l'Eni nel territorio e a un generico rilancio dell'attivita' nel territorio. Quel documento che i politici firmarono non parla di nessun centro oli, non dice che ci volevano fare diventare come la Basilicata.

Come poteva l'Eni pensare di andarsene dall'Abruzzo se a FEBBRAIO 2001 dichiarava sul suo sito di aver trovato 40/50 milioni di barili di petrolio ? E' evidente che gli serviva la copertura politica per trasformarci nella Basilicata 2.

E adesso usano quel documento del settembre 2001 per giustificare il centro oli ? Quel documento e' frutto di un piano ben articolato: faccio finta che me ne voglio andare e mi voglio disimpegnare dall'Abruzzo cosi' mi faccio autorizzare a fare quello che voglio e cioe' il centro oli e quant'altro.

Ma per certa gente e' troppo difficile fare 2+2 figurarsi a capire certe cose. Il problema e' che poi questi sono quelli che decidono per tutti.

Come diceva un mio amico... it's all fucked up!



Aiuta il comitato a comprare gli ultimi 2 terreni per evitare che li compri l'Eni.
Ortona, Fabrizia: 329/1574549 o a Lanciano, Diana: 335/5392058 oppure

Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
Conto: 064 - 330 - 0080876
Coordinate bancarie: IT73 B060 5077 890C C064 0080 876






da Il Messaggero


ORTONA - Incontro in Comune tra i vertici Eni e gli amministratori ortonesi per il nuovo piano aziendale della multinazionale. «L'Eni - spiega il sindaco Nicola Fratino - ha in programma un progetto di ristrutturazione che prevede sul territorio nazionale due distretti: uno a Ravenna, che avrà competenza per il centro-nord, e uno a Viggiano per il centro-sud. Il distretto di Ortona sarà trasformato in polo operativo, con competenze per Abruzzo, Molise e parte della Puglia». Al momento non dovrebbero esserci contraccolpi all'occupazione. Si tratterebbe solo di una riorganizzazione degli uffici senza alcuna perdita di posti di lavoro. Ma per il primo cittadino la strategia dell'Eni deve comunque portare a fare una riflessione. «Ad Ortona - dice - ci sono tantissime aziende che ora rischiano la crisi. Nel 2001, quando tutte le forze politiche sono scese in campo in difesa del distretto Eni , è stata operata una scelta circa la vocazione di questa città. Ora è necessaria responsabilità e coerenza da parte di tutte le forze politiche». (D. Ces.)

Wednesday, September 24, 2008

Diamoci da fare


Il TAR si e' espresso contro il popolo abruzzese, senza dare troppe spiegazioni in merito, e dicendo che il petrolio da' piu' introiti che l'agricoltura. A me questo parrebbe abbastanza comico se invece fosse qualcosa che ci tocca da vicino. Non credo che il TAR sia stato interpellato per giudizi economici o agricoli, quanto invece per valutare l'iter legale dei permessi. La sentenza doveva uscire gia' il 16 dicembre 2007, e invece esce proprio lo stesso giorno in cui i petrolieri vanno a minacciare i contadini per vendergli le terre. Ci sono tuttora macchine dell'ENI fisse, in agguato, sotto casa dei contadini!! Che bassezza, che squallore, che metodi. Pensare che hanno dato a me della terrorista.

La foto di questo post e' la contrada Feudo ripresa dall'alto. Immaginate voi lassu' quattordici ciminiere fisse a sputare veleni.

Intanto Remo di Martino, il vice sindaco di Ortona stoltamente esulta. Sara' felicissimo il nostro galantuomo. Ma al massimo potra' gioire con il suo compare Nicola Fratino. Chi altro potra' stare dalla loro parte? Mi risulta che Remo di Martino, a parole, e' un cattolico devoto. Mmh. Ma come la mettiamo con il fatto che anche la chiesa dice che questa cosa fa male? E come la mettiamo con il fatto che tre settimane fa il nostro eroe firmava il documento dei sindaci della costa teatina contro il petrolio? Un campione di coerenza! Un uomo tutto di un pezzo! Una presona da prendere ad esempio!

Chissa perche' nessun giornalista e' andato ad intervistare il presidente del TAR per chiedergli il perche' di quella sentenza e a fargli le domanda difficili. Chissa' perche' nessun giornalista va a filmare i modi gentili e delicati dell'ENI in contrada Feudo. Chissa perche' nessun giornalista e' andato a Di Martino a chiedergli effettivamente qual'e' la sua posizione? La sappiamo tutti, ma deve uscire dalla sua bocca e deve essere svergognato davanti a tutti.

All'ENI che legge il mio blog tutti i giorni (.. mi arrivano hits da un inequivocabile eni.it...) dico: siete la vergogna dell'umanita', dal primo all'ultimo dei vostri dirigenti. Non c'e' rispetto di nulla, della gente, della scienza, della chiesa. Come fate ad andare a dormire la sera tranquilli con la vostra coscienza?

Ad oggi il nostro ente nazionale e' proprietario di 10 ettari di terreno in contrada Feudo. Gliene mancano due, proprio al centro del sito scelto per la raffineria, che due eroici contadini si rifiutano di vendergli. Sono davvero degli eroi quei due signori, e quando, un giorno, questa battaglia finira' e avremo vinto, occorrera' davvero celebrarli e volergli bene.

Intanto e' arrivata l'ora di darsi da fare, e questo inzia dal nostro tempo e dal nostro portafoglio. C'e' un detto americano secondo cui "you put your money where your mouth is", cioe' metti i soldi nello stesso posto in cui sta la bocca. I vari gruppi locali stanno raccogliendo del denaro per comprare quelle terre dai contadini. Fra penali e spese di acquisto, mi dicono, occorrono 250,000 euro. Ne hanno gia' raccolto circa 100,000. Sono tanti soldi per un singolo individuo certo, ma se in tutta la provincia di Chieti duemilacinquecento persone mettono cento euro, ce l'abbiamo fatta.

Sicuramente qualcuno dira', ma non serve a niente, ma e' stato gia' tutto deciso, ma che spreco di denaro. Oppure che lo mettessero gli Ortonesi quei soldi. Io credo che in questa circostanza occorre essere uniti, fare poche chiacchere ed essere attivi. Non possiamo aspettare i controricorsi al TAR, la commissione europea, Beppe Grillo o il signore Dio che scende dal cielo. Facciamo la nostra parte, contribuiamo al meglio che possiamo, senza troppe polemiche. E' solo denaro e nulla piu', che se ci pensiamo bene e' anche il motore trainante delle ragioni dei petrolieri. Rinunciamo a qualcosa e comperiamoci un pezzetto d'Abruzzo.

Il Comitato Natura Verde ha messo a disposizione un conto bancario con questi estremi:

Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
Conto: 064 - 330 - 0080876
Coordinate bancarie: IT73 B060 5077 890C C064 0080 876

Per chi vuole invece dare dei soldi direttamente ci sono vari referenti locali. A Lanciano si puo' contattare Diana D'Orsogna 335/5392058, lei e' mia cugina e vi prometto che non una lira verra' usata per scopi diversi se non quello di comprare la terra. Verranno ovviamente registrati tutti i nomi e le cifre donate. Nessuna donazione e' troppo piccola, ma se abbiamo mezzi economici ora e' il tempo di usarli per uno scopo nobile.

Occorre poi manifestare, io naturalmente non ci sono, ma prima si inizia e meglio e'. Facciamolo prima che arrivi il freddo, quando l'autunno e' ancora dolce. Se qualcuno si volesse fare avanti per organizzare, lo faccia, mi mandi recapiti e contatti e lo metto sul blog. Appena so cosa propone il CNV per i prossimi giorni, lo scrivo. Ma le iniziative possono anche partire dagli individui.

Nell'attesa di qualcosa di grande, facciamo altre manifestazioni, piccole o grandi che siano, coinvolgiamo i giovani, le scuole, tutti. Ad Archi ci sara' una mattinata informativa sul problema petrolio nei prossimi giorni per le scuole e la cittadinanza. Alla Stralanciano, la corsa podistica della citta' di Lanciano che si tiene la prima domenica di ottobre, ci sara' uno stand del gruppo Nuovo Senso Civico in piazza Pietrosa. Il NSC e' una specie di equivalente lancianese del Comitato Natura Verde,
in modo da rendere capillare l'attivismo e lavorare assieme da sedi diverse. In questo stand sara' distributo di nuovo materiale informativo, magliette, si raccoglieranno soldi, e dove si puo' anche fermarsi solo per manifestare il proprio affetto per la causa.

La causa, siamo noi stessi.

Sunday, September 21, 2008

AbruzzoEnergia e le centraline inutili


Da Wikipedia:

"Gissi è un comune di 3.050 abitanti in provincia di Chieti: fa parte della Comunità montana Medio Vastese. Sorge su un colle panoramico a 499 metri sul livello del mare tra i torrenti Ferrato e Morgitella, affluenti di destra del fiume Sinello. Il suo territorio si estende su un'area di media e alta collina. Il borgo, compatto e ingentilito da pregevoli edifici quali il Palazzo Carunchio, si staglia su una dorsale nei pressi del fiume Sinello, tra colline ricoperte di frutteti, vigne e piccoli boschi."

Arroccato su un colle, pieno di frutteti, vigne e piccoli boschi....un sacco di belle parole ma la realtà di Gissi e' diversa.

A Gissi c'è una centrale turbogas da 800 megawatt che produce particelle ultra fini (PM 0,1) e un sacco di altro sostanze inquinanti. Gissi ha 3000 abitanti e la qualità' dell'aria di una città' da centomila; potenza della delocalizzazione: produco energia a Gissi e la porto a Milano e Brescia.
E quelle non sono citta' scelte a caso.

La centrale di Gissi e' di proprietà' di Abruzzo Energia, societa' registrata a Lucca e detenuta al 89.84% da A2A. La A2A a sua volta e' nata nel 2007 dalla fusione delle municipalizzate di Milano e Brescia, la ASM e AEM. AbruzzoEngineering quindi non ha nulla di Abruzzese, eccetto la terra su cui sorge sopra e l'aria che inquina. Ancora una volta un nome di facciata come l'ormai famoso 'centro oli' dell'Eni a Ortona che invece e' una raffineria.

Come parte del progetto, AbruzzoEnergia ha installato 2 centraline per la rilevazione della qualità' dell'aria. Dalla foto pubblicata sopra si capisce che le hanno installate si, ma tanto per dire che ci sono perché' fino ad ora non ne viene fuori nulla di utile ai cittadini. I dati se pure esistono, se li tengono per loro.

Invece che di un monitor collegato al computer con numeri, statistiche e grafici hanno installato un tabellone pubblicitario a 3 righe, 2 delle quali servono a dire "AbruzzoEnergia" e "centrale di Gissi". Come se uno e' a Gissi con la centrale a un tiro di fucile e non lo sapesse.

La presa per il c.lo e la totale inutilità della centralina arriva al terzo rigo. Il 'tabellone pubblicitario' riportata la data del 17 Settembre anche se la foto e' stata scattata il 21 Settembre, quindi non viene aggiornato quotidianamente. Ammesso pure che lo fosse, li saranno indicati solo le medie giornaliere, un altra piccola fregature vista che la media dice tutto e niente (la varianza la conoscono quelli di AbruzzoEnergia?). Valore medio o no, il tabellone e' ancora inutile visto che l'unica scritta che passa e' 'prove tecniche'. Come dire, durante le prove tecniche non c'è bisogno di rilevare la qualità dell'aria, fidatevi che e' tutto a posto.

Ci piacerebbe invece sapere cosa hanno rilevato quelle centraline il primo giorno che hanno acceso l'impianto, quando la vallata si e' riempita di fumo.

Tuesday, September 16, 2008

-74 giorni: no panic !



Mancano solo 74 giorni alle prossime elezioni regionali e ancora una volta c'e' poco da stare allegri per le sorti dell'Abruzzo. Gli avvoltoi della politica sono sempre li che ci girano intorno. E' cambiato molto ma temo che alla fine sara' cambiato davvero poco se andremo a votare sempre le stesse facce, le stesse mentalita' ottuse e ignoranti, schiave di giochi di potere e inciuci romani e locali.

Certo Ottaviano Del Turco, Lamberto Quarta e i loro compagni di merende sono occupati nelle varie aule di tribunale e cercano ancora di spiegare i famosi equivoci (Video). Vedremo come andra' a finire e se perlomeno loro saranno spariti dalla scena politica attiva.

Nulla sembra essere cambiato per gli altri invece, quelli che c'erano e non avevano visto nulla, o che non hanno voluto vedere nulla.

Il partito democratico dopo la serie di arresti non ha praticamente nessuna possibilita' di vincere, eppure continua a cercare il candidato. Questa volta sono sicuri pero', "adesso si cambia" dicono.
E per forza, si sono rubati l'impossibile e l'inimmaginabile. E questo e' quello che sappiamo dal settore della sanita', e se ci fosse stato dell'altro ? Risparmiate energie, non candidate nessuno che e' meglio, questo giro non e' per voi.

Il Pdl invece conta di avere gia' piantato la bandiera blu sulla nostra regione. Sfortuna tua, fortuna mia insomma. Se il Pd e' a soqquadro, loro contano di raccoglierei voti di protesta e stravincere. Peccato che si dimenticano che in questa storia di tangenti c'e' anche la vecchia giunta Pace di mezzo; la mazzetta Abruzzese non guarda in faccia a nessuno. I vertici pero' hanno fiutato il malcontento e Berlusconi stesso che il giorno dell'arresto di Del Turco aveva detto: "Serve riforma radicale della giustizia" oggi si complimenta con i magistrati tramite l'onorevole Daniele Toto. Cosa non tocca sentire sotto campagna elettorale.
Le liti vanno avanti intanto dentro il Pdl e hanno cosi' tanti candidati che non sanno chi scegleire, segno tangibile di aria di vittoria.

E Casini che fine ha fatto ? Anche lui si interessa dell'Abruzzo e fa visita a Pescara dicendo: "Ci alleeremo per una disocntinuita' seria e per il cambiamento"...e questo e' uno che e' nel parlamento da una vita. Cosa non bisogna inventarsi per una manciata di voti in piu'.

L'unico che ha trovato il suo candidato e' Antonio Di Pietro con la sua Italia dei Valori che dice "noi non ci sporcheremo le mani". Staremo a vedere ma intanto erano appena entrati nel rimpasto del governo Del Turco prima che cadesse. Il candidato dell'Italia dei Valori e' Carlo Costantini, un avvocato pescarese di 46 anni ma sul web non e' ancora reperibile un programma ufficiale.

Tutti alla caccia del voto degli elettori Abruzzesi anche se fino ad ora si vedono piu' liti interne di partito che programmi e idee. Che tradotto per gli elettori significa ancora una volta, piu' lotte per le poltrone che volonta' di fare il bene dell'Abruzzo.

Vista la drammaticita' della situazione in Abruzzo ci piacerebbe anche sapere in anticpo la lista degli eventuali assesori regionali collegati a ogni candidato regionale. Non vogliamo dare il voto a un presidente di regione che porti con se una squadra di scarpari al seguito. Sbagliando si impara e noi di fregature ne abbiamo avute fin troppe negli ultimi 15-20 anni.

Ovviamente i lor signori politici possono fare con calma, i presidenti, gli assessori e i programmi non li pretendiamo a 74 giorni dalle elezioni, c'e' tempo per l'Abruzzo. Non e' successo nulla negli ultimi 15-20 anni, figuriamoci se bisogna fare tutto ora. Possiamo aspettare ancora, ci sono prima le lotte interne ai partiti, gli assetti nelle coalizioni da decidere e le poltrone da spartire.

Con calma Abruzzo, no panic!

Buongiorno Paolini, sindaco di Lanciano

(Foto: Giulio Oliva GNU FDL)

Non si sa se sia stato il clima delle feste lancianesi o forse il fatto che ormai e' di moda essere contro il centro oli, fatto sta che il sindaco di Lanciano Filippo Paolini si e' svegliato sulla questione del centro oli e della petrolizzazione dell'Abruzzo. Paolini ha detto no, forte e chiaro al centro oli a Settembre 2008.

Che dire, meglio tardi che mai. Buongiorno Paolini!


da PrimaDanoi.it:

Turismo religioso:in 68 mila al Miracolo Ecauristico ma incombe il Centro Oli


LANCIANO. Dal 1° gennaio al 31 agosto 2008 sono stati 68.411 i pellegrini che hanno visitato il Santuario del Miracolo Eucaristico.
Il sindaco Paolini ha però confermato che non investirà nel settore turistico fino a quando non verrà detto un secco no al Centro Oli di Ortona.

E' quanto emerge dai dati raccolti dallo sportello del Consorzio Valsangro Promotional Tour che dal 2006 gestisce il servizio di accoglienza turistica per conto del Comune di Lanciano.
Dei gruppi ben 1387 provengono dall'Europa, 108 dall'America, 68 dall'Asia, 9 dall'Africa e 2 dall'Australia.
Del totale delle persone, invece, gli italiani sono stati 43957, gli stranieri 24454.
«E' un dato consolidato - ha commentato la presidente della Vpt Rosaria Nelli - che evidenzia come a Lanciano le presenze straniere si attestino intorno al 40 per cento del totale, a fronte di una media regionale che si aggira intorno al 15 per cento».
Tra i Paesi europei, oltre all'Italia, di provenienza dei pellegrini spiccano la Polonia (13271 presenze), la Russia (950), la Francia
(739) e la Germania (543).
Il Miracolo Eucaristico continua pero' ad essere una tappa di passaggio nei pellegrinaggi, compreso tra il Santuario di Loreto
(Ancona) e San Giovanni Rotondo (Foggia), con una permanenza dei visitatori che non supera quasi mai la mezza giornata.
«Anche se - ha aggiunto Carla Martorella della Vpt – abbiamo riscontrato alcuni tour che comprendono solo il Miracolo Eucaristico, abbinato eventualmente al Volto Santo di Manoppello».
E proprio nel giorno della bella notizia il sindaco di Lanciano Filippo Paolini (Fi) ha annunciato l'intenzione di non fare «più investimenti sul turismo se non si dirà chiaro e tondo "no" al Centro Oli di Ortona e alle piattaforme petrolifere dinanzi alla costa frentana, a soli due miglia».
«Finora - ha spiegato ieri, dopo aver illustrato i dati 2008 sull'
afflusso di pellegrini - non ho sentito nessuno dei nostri 21 parlamentari prendere posizione contro i progetti petroliferi in provincia di Chieti, che di fatto danneggiano l' intero Abruzzo».
«Del nuovo governo regionale dovranno fare parte esclusivamente persone coraggiose, che non abbiano interessi e siano contro i compromessi. Diversamente la Regione avrà buttato dalla finestra milioni di euro d'investimenti turistici fatti in questi anni. Chi dovrà mai più venire da noi - ha rimarcato Paolini - quando le piattaforme le potranno vedere anche a Falconara. Soprattutto, speriamo che nella nuova giunta regionale non ci sia qualche altro 'scienziato' che si inventi progetti personali, buttando l'intera programmazione sinergica fin qui fatta, anche tra differenti idee politiche».
Il consiglio Abruzzo in una seduta straordinaria del 4 marzo ha approvato la sospensione fino al 31 dicembre 2008 del progetto del Centro Oli - promosso dall'Eni - per permettere una serie di approfondimenti ambientali e legati all'aspetto sanitario nell'ampio comprensorio.


16/09/2008 9.29

Monday, September 15, 2008

Il 31 Dicembre arriva...


da IlMessaggero.it

Costa teatina e Centro oli l’allarme di Evangelista

di DANIELA CESARII

ORTONA - Il consigliere regionale e presidente del Movimento per l'Abruzzo, Bruno Evangelista, chiede che venga consolidata la legge approvata dalla Regione il 4 marzo scorso sulla tutela della costa teatina e che blocca, fino a dicembre, l'insediamento del Centro oli in contrada Feudo. «Il rischio che corriamo - spiega Evangelista - è quello della decadenza della legge è per questo che chiederò al presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, di inserire questo tema all'ordine del giorno della seduta di consiglio del 23 settembre meglio se dopo una ulteriore convocazione della commissione».
Il consigliere esprime il timore che in questa fase di fine legislatura il problema del Centro oli possa riemergere in tutta la sua gravità vista la scadenza del 31 dicembre quale data ultima per la sospensione della realizzazione dell'impianto: «Potremmo trovarci nella sconveniente situazione di un Consiglio regionale uscente condannato all'immobilismo e di quello subentrante che non dispone dei tempi tecnici utili ad attivare iniziative concrete per riconfermare la legge vigente che peraltro necessita di inderogabili modifiche atte a consolidarne l'efficacia. E' molto importante in questo senso che nell'ultima convocazione precedente la pausa estiva, la seconda commissione competente abbia recepito due proposte di modifica della legge, di cui una da me presentata, indispensabili a favorirne la conferma. Il parere già espresso dalla commissione è di unificare le due proposte, ritenendole assai simili, in un unico testo da portare in aula per l'approvazione».

Thursday, September 11, 2008

Depuratori Inutili


Articolo apparso sul Corriere della Sera:


Il depuratore che non depura: l'Abruzzo finisce sotto accusa
Costato 25 milioni, ma mai aperto. La Corte dei Conti: 14 indagati, paghino loro

MILANO — Venticinque milioni di euro (erogati dal ministero del Lavori pubblici e dalla Ue) per un potabilizzatore che non serve a niente perché l'acqua del fiume Pescara è talmente inquinata da rendere inutili i macchinari che dovrebbero trasformala in bevanda potabile. Accade in Abruzzo, a Chieti, contrada San Martino. Uno sperpero di denaro politicamente trasversale, contro il quale nessuno ha mosso un dito. Dalla giunta di centro-destra di Giovanni Pace (presidente della Regione dal 2000 al 2005) a quella di centro-sinistra di Ottaviano Del Turco «nessun politico è mai intervenuto per metter fine allo scempio», dice Guido Conti comandante della Guardia forestale di Pescara che, su «input della magistratura contabile», ha inviato un rapporto alla Procura della Corte dei Conti. Risultato? Quattordici dirigenti di enti pubblici (tutti del Partito Democratico), tra cui la Regione, la Asl, l'Azienda Consortile Acquedottistica (Aca) che comprende 64 Comuni e il cui presidente Bruno Catena (Pd) è indagato nell'inchiesta sulla discarica chimica di Bussi (la più grande d'Europa) e l'Ente d'Ambito pescarese (Ato), commissariato, si ritrovano sotto inchiesta con l'accusa di avere sperperato 25 milioni di denaro pubblico. La storia del potabilizzatore di Chieti inizia quarant'anni fa: «Il progetto risale al 1970», racconta Augusto De Sanctis del Wwf Abruzzo. Ma solo nel 1990 nasce un piccolo impianto mai entrato in funzione e costato 850.000 euro, provenienti da fondi pubblici. Nel 2000 l'accelerazione nella realizzazione del megaimpianto quando il ministero dei Lavori pubblici mette sul piatto i fondi europei per la costruzione di grandi potabilizzatori in tutta Italia. E se altrove, oggi, questi impianti funzionano a dovere, quello di Chieti no. «Questi macchinari possono potabilizzare l'acqua fino a un certo livello di inquinamento, superato il quale è impossibile utilizzarli», continua De Sanctis. Per dire: il legislatore classifica i livelli di inquinamento delle acque da 1 a 3.

Il Pescara supera abbondantemente livello 3. E ancora: se il livello massimo di idrocarburi consentito nell'acqua è pari a 1, nel fiume da potabilizzare si arriva a 67. Le analisi rilevano che «bere l'acqua del Pescara significa rischiare il cancro. Tutti hanno sempre saputo dello stato del fiume, tant'è che negli anni '90 la Provincia finanziò diverse campagne di sensibilizzazione per allertare la popolazione a non bagnarsi e non bere l'acqua». La legge prevede che le autorità competenti, su tutti la Regione, eseguano analisi sull'acqua. «Nel 2000 però — aggiunge il comandante Conti — l'Asl non fa le analisi». Eppure i lavori iniziano e proseguono lo stesso. L'Aca, che gestisce l'appalto, dal 2000 «una volta all'anno», invia una richiesta alla Regione per le analisi delle acque. Richieste alla quali l'Asl non risponde. Nel 2004, con l'impianto ormai terminato, l'Asl dà finalmente mandato all'Arta di fare le analisi. Il documento porta la data del 26 novembre. E prova l'inquinamento oltre il livello massimo. «La triangolazione delle responsabilità — prosegue Conti — si conclude con il collaudo». Operazione impossibile visto lo stato del fiume. «Ma necessaria per ottenere i finanziamenti europei». Nel 2006 il collaudo. Fatto «senza far funzionare il potabilizzatore».

Davide Milosa
10 settembre 2008(ultima modifica: 11 settembre 2008)

Tuesday, September 9, 2008

Il re e' sempre lui.



Che confusione oggi sulla stampa locale! Il centro oli (=raffineria) che l'Eni vuole costruire a Ortona continua a far discutere e continua ad avere i suoi oppositori e sostenitori.

I contrari sono tanti e sono la stragrande maggioranza. I contrari basano la loro contrarietà su pubblicazioni scientifiche e su esempi precedenti: Val d'Agri, Falconara, Busalla, Marghera.

I favorevoli sono pochi ma si fa fatica a capire cosa li faccia propendere dalla parte dell'Eni. I favorevoli dicono che non fa male alla salute ma non esibiscono prove, dicono che porterà occupazione ma i documenti ufficiali dell'Eni dicono che solo 25 persone saranno assunte. Alcuni dei favorevoli occupano posizioni pubbliche di rilievo e sono stati eletti dai cittadini per fare gli interessi della comunità. Alcuni dei favorevoli spesso hanno degli interessi personali e il loro conto in banca crescerà se il centro oli si farà.

A volte i favorevoli che sono stati eletti dai cittadini e i favorevoli che vogliono un tornaconto personale dal centro oli COINCIDONO. Uno su tutti: Nicola Fratino, sindaco di Ortona e titolare della Fratino Ship's Agency (www.fratino.com) che cura lo scarico e carico delle merci dal porto di Ortona.

Dopo mesi senza rilasciare una dichiarazione alla stampa, compare oggi un virgolettato: "Ormai siamo alla farsa più totale - dice - Mi rendo conto che per mantenere desta l'attenzione dell'opinione pubblica, soprattutto in un frangente così delicato come quello della campagna elettorale per le elezioni regionali, bisogna alzare sempre più il tiro, ma il mio invito è quello di cercare di riportare tutto nell'alveo della serietà e del raziocinio. Ora mi chiedo quale sarà mai il nuovo passaggio".

Fratino commenta con quelle parole una ERRATA interpretazione attribuita dalla stampa locale ad un articolo del blog di Maria Rita D'Orsogna, laureata in Fisica e docente del dipartimento di Matematica presso l'università della California. L'articolo del Messaggero lascia credere che secondo Maria Rita a Ortona vogliono fare una centrale nucleare. Niente di più falso. Il blog invece dice che una ditta tedesca ha scritto sul suo sito web che farà tubi per una raffineria e una centrale nucleare a Ortona, ma Maria Rita stessa dice che si tratta di una 'sciocchezza' e che ha invitato i responsabili del sito a modificare quella pagina.

Chiaramente ne Fratino ne i giornalisti devono aver letto il blog perche' inrealta' tutto era molto chiaro. Ma una notizia sbagliata e' bastata a Fratino per tentare di ridicolizzare il lavoro di Maria Rita che, a meno di errori della stampa, e' inattaccabile visto che e' basato su evidenze scientifiche.

Fratino farebbe invece meglio ad aprire bocca per spigare il suo conflitto di interessi, per spiegare come fa il suo vice a firmare una dichiarazione contro il centro oli se lui lo sostiene. Fratino deve farci vedere i bilanci della sua società per eliminare ogni dubbio di conflitto di interessi e farci capire se ha fatto affari con l'Eni. Se si vogliamo sapere le cifre e deve dimettersi immediatamente.
Stesso discorso vale per le altre compagnie petrolifere che operano in zona. La Medoilgas ha trafficato non poco su quel porto pe ril suo pozzo OmbrinaMare, tant'e' che la capitaneria di porto ha emanato anche delle regole ad-hoc per le compagnie petrolifere.

Ma Fratino in fondo in fondo, ma proprio in fondo mi piace. E' uno dei furbetti d'Italia, fa i suoi affari zitto zitto, parla ogni tanto alla stampa ma solo quando gli conviene a lui ed evita le domande imbarazzanti.

Alla corte di Fratino le cose funzionano cosi', benvenuti nel medioevo del ventunesimo secolo, benvenuti a Ortona, benvenuti in Abruzzo.

Wednesday, September 3, 2008

Alla corte di Fratino


Il metodo Fratino colpisce ancora come testimonia questo articolo da Il Messaggero. Ogni occasione e' buona per alimentare il sistema clientelare, per guadagnarsi riconoscenza alle prossime elezioni e perché no, anche un po' di consenso al centro oli. E questo e' solo quello che si viene a sapere tramite la stampa, chi crede che non ci sia altro alzi la mano.

Tra le altre cose apprendiamo che il comune di Ortona ha definito una nuova modalità di assunzione: il BANDO INFORMALE. Qualcuno mi spieghi cosa e', perché' a me sembrano le classiche raccomandazioni sotto altro nome per renderle un po' più eleganti e accettabili.

Avanti Ortona, avanti Abruzzo, avanti Italia.



La Destra attacca «Poca trasparenza nelle assunzioni»
Mercoledì 03 Settembre 2008

ORTONA - Poca trasparenza nei concorsi pubblici: lo dice il gruppo consiliare de La Destra. In un duro intervento la consigliera Annarita Guarracino attacca: «Non è stata data adeguata pubblicità al concorso per educatori e inservienti all'asilo nido cittadino e andando a vedere le graduatorie i selezionati sono tutte persone vicine a questa amministrazione». E aggiunge: «Mi chiedo cosa intende fare questo governo cittadino: se è sua intenzione fare il bene di tutta la città o soltanto delle persone a loro più vicine. Lunedì,nel giorno di apertura degli asili, ho preso visione della graduatoria degli assunti come educatori e inservienti, ebbene fermo restando la capacità e le competenze di alcuni, per il resto ci sono state situazioni davvero poco chiare. La selezione poi è stata fatta senza un'adeguata pubblicità né con manifesti né tramite il web tant'è vero che nessuno era a conoscenza del bando».
L'amministrazione comunale dal canto suo risponde all'accusa spiegando i dettagli tecnici della vicenda. «Non essendo stato possibile effettuare contratti di tipo cococo, come l'anno passato, quest'anno si è proceduto attraverso le società di lavoro interinale. C'è stato un bando informale tra tutte le agenzie e la vincitrice è stata la Lavorint a cui è stata demandata la ricerca di personale necessario. E' stata la Lavorint, quindi, a stipulare i contratti e non il Comune che è totalmente estraneo». (D.Ces.)