Sunday, November 30, 2008

Impregilo e i ponti made in Italy


Questo articolo e' tratto da Repubblica.it.

Avvertenze: E' consentito mettersi le mani nei capelli durante la lettura, mandare parolacce a chi volete. Potete mandare a quel paese chi vuole fare il ponte anche se l'autostrada per arrivare al ponte fa schifo. Potete anche mandare a quel paese tutti coloro che vogliono tagliare fondi alla ricerca universitaria, tanto chi doveva rimettersi i capelli se li e' rimessi, e le verifiche per il ponte sullo stretto non servono.

da Repubblica.it:
L'UOMO del Ponte si chiama Remo Calzona. Al dipartimento di ingegneria strutturale e geotecnica della Sapienza di Roma tutti lo conoscono. E anche a Reggio Calabria. Decine e decine di sopralluoghi tra Scilla e Cariddi e viaggi in tutto il mondo. Figura illuminata a cui prima l'Anas (1986) poi il governo (2002) hanno affidato la presidenza del comitato tecnico-scientifico per la verifica della fattibilità della grandiosa opera del Ponte sullo Stretto.

"La soluzione progettuale mi appare oggi assai costosa e per nulla immune da crisi strutturali".

Ahi, casca il Ponte?
"Bellissima domanda alla quale rispondo con Popper (ho rubato al suo pensiero il titolo del mio ultimo lavoro): La ricerca non ha fine".

L'uomo è fallibile.
"In Danimarca il ponte sullo Storebelt ha patìto il fenomeno del cosiddetto galopping. Il nastro d'asfalto si è andato deformando, tecnicamente è una deformazione ortogonale alla direzione del vento".

Su e giù, come fosse un grosso serpente.
"Esattamente così. Una deformazione, dovuta al fluido dinamico che impone di bloccare per motivi di sicurezza il passaggio di cose e persone. Ma il ponte si realizza proprio per permettere il transito ininterrotto".

Se soffia il vento a Scilla, ponte chiuso.
"Anche cento giorni all'anno".

Lei propone di ridurre l'ampiezza delle campate da 3300 a 2000 metri.
"Ci siamo accorti che la riduzione azzera quel fenomeno".

Ma nel 2002 era di diverso parere.
"Bellissima considerazione: mi viene in aiuto ancora Popper. La scienza misura i suoi passi sui propri errori".

I ponti si costruiscono ma ogni tanto cadono.
"Hai voglia se cadono! Nel secolo scorso abbiamo conosciuto il collasso provocato dalla fatica dei materiali".

Come un asinello che si stanca e stramazza al suolo.
"Carichi ripetuti sulla medesima struttura, fatica sviluppata fino al punto di insostenibilità".

Crash.
"Con la crisi del ponte di Tacoma, sopra Los Angeles, ci siamo accorti di un altro elemento destabilizzante, chiamato fletter. Sempre causato dal vento".

Il vento eccita, maledetto lui.
"Eccita".

Adesso siamo di fronte al galopping.
"Fare un ponte e spendere tanti quattrini per vederlo chiuso che senso ha?".

Ne ha parlato con la società dello Stretto di Messina?
"Pensi che l'amministratore delegato, l'ingegner Ciucci, mi ha persino diffidato a pubblicare il libro che documenta le mie nuove ragioni".

E perché?
"E che ne so! Uno gli dice che si può fare un ponte con meno della metà dei soldi e più sicuro e si sente trattato in questo modo".

Lo deve dire a Gianni Letta.
"Io scrivo e riscrivo. Soprattutto a Letta: guarda che così non va".

Ma Impregilo, la ditta costruttrice, ha il suo progetto. Chiederà penali.
"Chiamassero me: la metterei in ginocchio".

Professore: e se tra tre anni, o cinque o dieci lei scova qualche altro errore?
"Bellissima domanda: rispondo ancora con Popper. Lavoriamo sugli errori e sull'esperienza per fornire una soluzione progettuale che riduca il rischio di collasso della struttura entro limiti convenuti".

Limiti convenuti.
"Io non sono un mago".

Saturday, November 29, 2008

Federalismo all'italiana: Disegno di legge 1441 del 2008

Da PrimaDaNoi.it:


ROMA- Potranno essere rilasciati senza l'Intesa Stato-Regione, bensì con un procedimento unico in capo all'amministrazione dello Stato, i permessi di ricerca e le concessioni per l'estrazione di idrocarburi.

Da poche settimane la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge n.1441 che estromette le Regioni dalle procedure di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione alla perforazione per la ricerca di idrocarburi.
Questa valutazione viene affidata all’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia.
In sostanza, la volontà della regione potrà essere totalmente scavalcata dallo Stato. Stessa sorte toccherà anche ai Comuni; infatti, il disegno di legge prevede che qualora le opere relative alla perforazione di un pozzo esplorativo ed alla costruzione degli impianti comportino variazione degli strumenti urbanistici, il rilascio dell’autorizzazione da parte dell’Ufficio Territoriale Minerario ha effetto di variante urbanistica.

AMARA SORPRESA PER L’ ASSOCIAZIONE “IMPRONTE”

L’Associazione Impronte di Giulianova lancia un grido dall’allarme sul nuovo disegno di legge che prevede l’applicazione delle nuove disposizioni anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del disegno di legge, eccetto quelli per i quali sia completata la procedura per il rilascio.
Di conseguenza, come fa notare l’Associazione, lo stato potrà decidere quasi in perfetta solitudine senza consultare l’amministrazione regionale sui siti di Villa Mazzarosa, Corropoli, Cipressi, Villa Carbone e Colle San Giovanni, in provincia di Teramo,

…MA TUTTI I CANDIDATI ASSICURAVANO IL “NO” ALLA PERFORAZIONE

I cittadini riuniti in comitati ed associazioni erano riusciti a scucire un’importante promessa a tutti i candidati alla presidenza della regione Abruzzo.
Si erano fatti assicurare il loro impegno affinché la Regione venisse risparmiata da un processo di devastazione che produrrebbe effetti disastrosi in termini sia economici sia di sicurezza ambientale e personale. Ma tutto ciò non è bastato a fermare le perforazioni.
Eppure, tra i candidati alla presidenza, c’è chi aveva anticipato qualche indiscrezione sull’esistenza di questo disegno di legge. Qualche settimana fa, Carlo Costantini, infatti, aveva dichiarato che il governo era pronto ad approvare una legge che dovrebbe servire a superare la volontà delle regioni e delle popolazioni regionali.
«Una legge che dovrebbe servire a realizzare il Centro Oli di Ortona e a superare le resistenze degli abruzzesi e delle stesse istituzioni regionali».

NON C’E’ FEDERALISMO IN MATERIA AMBIENTALE

Per l’associazione Impronte balza subito agli occhi che «il disegno di legge 1441 potrebbe essere in evidente contrasto con il processo federalista in atto nel paese» e che «è in atto il tentativo di ridisegnare in modo illegittimo le competenze che la Costituzione assegna alle Regioni in materia di ambiente, tutela del territorio ed energia».
Se la competenza per le concessioni passerà nelle mani dello Stato sarà più difficile per i cittadini far valere le proprie istanze e riuscire a fare pressione sui politici a livello nazionale. I cittadini saranno inevitabilmente più lontani dai tavoli decisionali.
Ora il disegno di legge è al vaglio del Senato e sembra che sia già statop raggiunto un accordo di maggioranza per cui èmolto probabile che il provvedimento passerà.
«Ma cosa faranno i Senatori eletti in Abruzzo presenti nelle varie commissioni per far sentire la voce dei cittadini abruzzesi? Quali le iniziative?».
Questi i due quesiti che domanda a gran voce l’associazione di Giulianova auspicando una risposta attiva dei politici abruzzesi seduti nell’assise parlamentare.

Lettera ai candidati


(Clicca su immagine per leggere)

Monday, November 24, 2008

Vergogna !

Siamo arrivati al voto di scambio ? A quanto pare si, basta leggere PrimaDaNoi.it e vedere lo scandaloso spot elettorale di Gianni Chiodi. Spot che chiaramente e' stato ritirato dal comitato elettorale ma che invece qualcuno ha prontamente salvato e circola ancora in rete.

"Ti invito al censimento della formazione e dell'imprenditorialità. Dal 22 al 23 Novembre vai alla bancarella di Gianni, che sarei io, nella tua città e iscriviti al tuo futuro. Fai cosi'."

"Comincieremo cosi': 1 nome e cognome, 2 titolo di studio, 3 attività attualmente svolta, 4 aspiraziopne professionale, 5 ambito di lavoro desiderato, 6 attitudine al lavoro di equipe, 7 breve curriculum, 8 residenza, 9 firma per l'utilizzo dei dati personali."

"Con questo atto non esprimi una preferenza politica (DAVVERO ? NON MI DIRE...)ma stai prenotando un incontro di selezione e di formazione e avviamento al lavoro imprenditoriale. Entro il 31 Gennaio 2009 sarai convocato per la selezione e per il programma di formazione"

"Il 30 Novembre e il 1 Dicembre vota Gianni Chiodi il presidente della rinascita"

Non ho che dire. Che schifo, vergogna.

Il video e' stato rimosso dal comitato elettorale di Chiodi da YouTube ma e' possible vederlo in ottima qualita' su Abruzzo24ore.tv cliccando qui o in qualita' inferiore qui sotto.

Avanti verso il futuro.

Saturday, November 22, 2008

Inceneritori si, inceneritori no in Abruzzo

(Foto: Inceneritore di Ca'del Bue da Riflessioni Mondo Moderno)

Avevo deciso di non occuparmi piu' di Chiodi e infatti leggevo tutt'altro. Invece mi sono trovato davanti agli occhi un'altra affermazione contraddittoria del Sig. Chiodi, a conferma che certe conversioni dell'ultimo minuto sembrano davvero sospette (vedi post precedente).

Se la matematica non e' una opinione e 2+2 fa 4, entro 100 giorni dall'elezione di Chiodi avremo il primo via libera della regione per un inceneritore MADE in ABRUZZO.

GianniChiodi.com riporta le affermazioni fatte durante un incontro promosso da Confindustria, la stessa Confindustria che sappiamo bene essere favorevole alla raffineria di Ortona (centro oli non esiste sul vocabolario), presidente Marrollo in testa.

Si parla di una task force per la semplificazione amministrativa e di un osservatorio per il credito bancario, riforma di Fira e Aptr e sistema sanitarrio. E fin qui nulla da dire.

Poi ci regala la perla: " ...entro 100 giorni verrà rimosso il vincolo del 40% regionale di raccolta differenziata per la realizzazione di impianti di alta tecnologia per lo smaltimento dei rifiuti e per il recupero energetico."

Un complicato giro di parole per dire che sotto il suo governo si inizieranno a costruire termo valorizzatori, che chiamati con il nome giusto sono degli inceneritori.
(Il piano energetico regionale attuale invece prevede infatti che prima di poter fare un inceneritore in Abruzzo si deve raggiungere una quota del 40% di raccolta differenziata)

Mi chiedo se certe affermazioni bisogna andare a sentirle alle riunioni che organizza Confindustria o se il candidato PDL avrà la bonta' di dirle anche in piazza.

Sul suo programma lo ha scritto chiaramente:
"modificare il piano rifiuti per eliminare la soglia di raccolta differenziata, in modo da progettare e realizzare immediatamente un piano di termovalorizzazione con uno o più impianti sul territorio regionale. Tale percorso sarà necessario per raggiungere gli standards di altre regioni più evolute nella gestione di questo problema, con indubbi vantaggi non solo economici ma anche ambientali"

Prendiamo atto dunque che gli inceneritori sono l'idea di evoluzione e sviluppo per una regione piu' moderna secondo Gianni Chiodi. Rimane il mistero di dove li voglia fare ma non si puo' dire adesso per non perdere voti.

All’incontro c'era anche Federica Chiavaroli candidata nel listino PDL che non deve nemmeno fare la campagna elettorale per essere eletta e che nella esperienza di presidente del Gruppo Giovani imprenditori di Pescara ha spiegato di aver accettato la proposta di Gianni Chiodi per “mettere la mia esperienza imprenditoriale al servizio della collettività”.

Per chi ha bisogno di rinfrescarsi la memoria sugli inceneritori consiglio di leggere qui.

Avanti Abruzzo, un futuro moderno ci attende.

Thursday, November 20, 2008

Miracoli d'Abruzzo


Tempo di elezioni in Abruzzo.

A seconda di come vanno a finire i vari ricorsi e appelli si vota tra pochi giorni, qualche settimana o nel peggiore dei casi tra qualche mese. Se quando si vota non lo sappiamo, di una cosa possiamo essere certi: adesso sono tutti contrari alla raffineria di Ortona.

Qualcuno ci ha messo un po' piu' degli altri a prendere posizione, qualcuno ha cavalcato l'onda da subito.

Gianni Chiodi, candidato alla guida della regione del PDL, a fine Ottobre e' ospite alla trasmissione 'Ottovolante' di Rete 8 e dichiara che il centro oli di Ortona è una straordinaria opportunità per la regione Abruzzo.

La frase non sfugge a quelli di Vastesi.com e nemmeno ad altri. Inizia il tam-tam ...

Il 6 Novembre in un comizio organizzato a Castlfrentano, il sindaco (e candidato nel PDL) si dice contrario alla raffineria ma Chiodi nel suo intervento non ne parla. A domanda diretta da parte di un cittadino risponde che e' una questione delicata, che lui personalemnte e' contrario ma che ci sono accordi trasversali e l'Eni e' molto potente....

Se questo e' un uomo mi viene da pensare.

Quel no a mezza bocca e strappato solo da una domanda di un cittadino non convince molte persone e iniziano a partire le lettere da Maria Rita D'Orsogna, da Nuovo Senso Civico, da questo stesso blog e molti altri (perdonatemi se non ho tenuto traccia esatta di tutte e altre lettere).

La raffineria di Ortona (centro oli non esiste sul vocabolario) puo' costare molti voti nella zona del Chietino ma non solo. E' tutto l'Abruzzo che e' esposto al rischio della petrolizzazione da parte di Eni, Petroceltic e Medoilgas e per essere sicuri che tutti sappiano Onlus Abruzzo Rinnovabile e Natura Verde organizzano una mega campagna pubblicitaria. Comprando pagine intere sui quotidiani e affiggono manifesti per tutta la regione.

451 manifesti da 1x1,40 metri sono stati affissi in 47 comuni della provincia di Chieti, 260 manifesti in 15 comuni della provincia di Pescara, 353 manifesti in 30 comuni nelle provincie dell'Aquila e Teramo. Oltre a questi altri 32 poster 6x3.

Intanto il 4 Novembre si inizia a parlare pure di piattaforme nel teramano tra Pineto, Silvi e Montesilvano. No buono, serve chiarezza.

E finalmente la risposta di Chiodi a Maria Rita del 14 Novembre mette tutti d'accordo: "alla luce di una rigorosa analisi della questione si ritiene che l'intervento, per i sacrifici che comporta su un territorio ad alta vocazione agricolo-turistico-ambientale, non debba essere perseguito".

Chiodi come San Paolo sulla via di Damasco verrebbe da pensare.

E intanto oggi e' il 20 Novembre e di favorevoli al centro oli non ce ne e' piu' traccia. Miracoli d'Abruzzo sotto elezioni.

Costantini che ha cavalcato da subito l'onda popolare non si illuda, ha il vantaggio di essere più votabile perché e' di colore diverso dal governo attuale. Governo che ha dichiarato l'Abruzzo come regione di interesse minerario. Governo che vuole autorizzare l'estrazione del petrolio per farci poi interrare il CO2 dell'Enel e dell'Eni. Ma gli sconti non si fanno a nessuno, gli Abruzzesi vigileranno chiunque dei due venga eletto.

NO alla RAFFINERIA di Ortona.
NO alla PETROLIZZAZIONE dell'Abruzzo.
NO al CO2 dell'ENEL e dell'ENI.

Tuesday, November 18, 2008

Kyoto all'Italiana


Che fine ha fatto il trattato di Kyoto ? Prima tanto rumore e ora ?

Secondo il trattato l'Italia doveva ridurre le emissioni di gas serra del 6.5% rispetto ai livelli del 1990 nel periodo che va dal 2008 al 2012. Il trattato e' stato firmato in Giappone, volontariamente, nel dicembre del 1997 ed e' entrato in vigore il 15 Febbraio 2005.

Nei 7 anni intercorsi tra la firma del trattato e la sua entrata in vigore l'Italia non fece nulla di concreto per prepararsi alla sua attuazione. Ma nel Febbraio 2005 il ministro dell'ambiente Matteoli assicurava:

"La sfida che si apre da mercoledì è molto impegnativa, ma e' possibile vincerla... Elimineremo entro il 2009 le auto immatricolate prima del 1996, promuoveremo l'uso dei biocarburanti, attueremo misure ulteriori per l'efficienza del traffico urbano... Espanderemo la produzione di energia da fonti rinnovabili, potenzieremo la produzione di energia dai rifiuti, e nell'industria chimica saranno completamente eliminate le emissioni di protossido di azoto. Cercheremo pure di migliorare la gestione delle aree forestali".

Bene, almeno avevamo un piano potremmo dire. Ma come e' andata a finire ?

Corrado Clini, capo della delegazione Italiana di esperti a Kyoto tira le somme e dice chiaramente a Bloomberg.com il 14 Novembre 2008 che "E' chiaro che gli obbiettivi non sono possibili" e che il governo italiano utilizzerà il sistema dei crediti per compensare la mancata riduzione dei gas ad effetto serra.

Il governo Italiano conta di comprare il 25% dei crediti necessari e fare un regalo alle aziende inquinanti di 1.82 miliardi di euro. Il restante 75% dei crediti invece lo pagheranno le aziende inquinanti, cioè ancora noi cittadini attraverso le bollette e l'aumento dei costi.

Si poteva fare qualcosa ? A giudicare dai dati forniti dalla United Nations Framework Convention on Climate Change: si. La Germania dal 1990 al 2004 ha ridotto le emissioni di gas serra del 17% mentre l'Italia le ha aumentate del 12%. Dobbiamo commentare ?

I più grandi produttori italiani di CO2, il gas a effetto serra per eccellenza sono nel settore termoelettrico: ENEL, EDISON, ENDESA, EDIPOWER, ENIPOWER, TIRRENOPOWER. Nella produzione del cemento: ITACEMENTI, BUZZI UNICEM, COLACEM. Nella raffinazione: ENI, ERG SARAS. Nella produzione di acciaio: ILVA e LUCCHINI.

Eni ed Enel sono due delle aziende che dovrebbero portare il nome dell'Italia nel mondo e vengono spesso citate ad esempio. Anche Silvio nazionale consiglia di comprare le loro azioni durante le conferenze stampa (Tranquilli si puo' fare, la CONSOB dorme, non vede e non sente; la turbativa del mercato e' una favola).

L'Enel e' il maggior produttore di CO2 in Italia con 46 milioni di tonnellate nel 2007, l'Eni e' al terzo posto con 20.4 milioni di tonnellate.
Perché non si sono dati da fare per tempo ? Lo sanno che il loro non fare negli anni passati andrà a ripercuotersi sulle tasche dei cittadini ? O forse contano di aumentare il prezzo di luce, gas e benzina per comprare i crediti necessari ? Ci racconteranno ancora le solite barzellette dell'alto costo del petrolio e/o del dollaro forte per giustificare i rincari ?

A sentire le parole dei loro amministratori delegati si capisce perché fino ad ora hanno fatto poco o nulla. Paolo Scaroni, CEO dell'Eni, ha dichiarato a Radiocor il 10 Novembre che "Kyoto e' una pura follia". Fulvio Conti, CEO dell'Enel, e' sulla stessa scia di pensiero e dichiara al World Energy Congress: "Kyoto si e' dimostrata totalmente inefficace dal punto di vista pratico", "tanto rumore per nulla".

Forse se tutti avessero rispettato il protocollo qualche effetto pratico si sarebbe visto, non trovi caro Fulvio ? Vai a spiegare ai tedeschi che hanno ridotto le emissioni del 17% che Kyoto e' tanto rumore per nulla. Facciamoli ridere ancora. Cosi' come ridono ancora del nostro statista che fa cucu' alla Merkel. Lo stesso statista che ha fatto ridere pure Obama e il mondo dicendo che e' "bello, giovane, e abbronzato".

Voi continuate a far ridere tutti, gli italiani continuano a pagare i vostri errori e la vostra miopia aziendale e intanto il mondo ride di noi. Mi sembra un piano perfetto per tutti. E vabbe', il contribuente medio italiano tanto si lamenta sempre chi se ne frega giusto ?

Evviva l'Italia.




Fonti:
Repubblica.it
Wikipedia.com

Corrado Clini
Bloomberg 1
Bloomberg 2
Reuters
United Nations Framework Convention on Climate Change
Tabella emissioni di CO2 in Italia

Saturday, November 15, 2008

Abruzzo (e)saudito ?


Per chi crede al miraggio dello sviluppo petrolifero consiglio di leggere questo articolo dal Corriere della Sera.



La mia Lucania (e)saudita
Con le royalties del petrolio sognavamo di diventare ricchi come arabi. Invece ci ritroviamo al posto d’onore nella classifica della povertà
di Gaetano Cappelli

Vita sociale in Basilicata prima del petrolio. Quanti anni saranno passati da quella sera? Dieci, ma forse quasi vent’anni. Eravamo giovani, questo me lo ricordo bene, e ce ne stavamo seduti al solito ristorante del sabato secondo l’uso meridionale: uomini da una parte, donne dall’altra; s’era iniziato a dividerci per gioco, poi sarebbe diventata un’onesta abitudine essendo le chiacchiere degli uomini diverse dalle chiacchiere delle donne. Ma, quella sera, l’argomento era e non poteva che esser uno: in Basilicata avevano appena scoperto il petrolio e noi, nel nostro fondo di provincia, ci sentivamo improvvisamente al centro della nazione, dell’Europa, del mondo!

Lucania Saudita. Come ci ripetevamo entusiasti, si trattava del giacimento più immenso d’Europa. Grosse grasse somme di danaro, sotto forma di royalties, ci avrebbero reso, noi basilischi, i più poveri tra i poveri terroni, ricchi come arabi e non più bisognosi di sovvenzioni ma al contrario pronti a dispensarne; né più saremmo emigrati ma casomai avremmo ora aperto noi le porte della Lucania Saudita ai bisognosi. Quella sera, una ragguardevole quantità di Aglianico aveva riempito i nostri bicchieri e ce ne tornammo a casa pieni di sogni e desideri anche se poi nessuno tra noi si arricchì col petrolio; nessuno proprio in generale, se è per questo, visto che i lucani sono oggi più poveri.

Controsenso karmico. Circa centomila barili di greggio vengono estratti ogni giorno dal nostro fondo di provincia. Sì, non s’è prodotta una grande occupazione — richiedendo gli impianti pochi addetti — e fissare le royalties a un misero 7 per cento non è stato il grande affare che si credeva ma lo stesso nelle casse della Regione s’è creato quel gettito di centinaia di milioni di euro che avrebbe dovuto incentivare nuove attività e imprese. Invece, secondo l’ultimo recentissimo rapporto Istat, i lucani occupano il posto d’onore sul podio dei poveri d’Italia insieme ai siciliani.

Ma com’è mai possibile visto che oltretutto siamo quattro gatti — seicentomila, meno di un quartiere di Roma — e possediamo ogni pensabile risorsa? Il petrolio certo, ma anche acqua talmente buona che è venuta a comprarsela la Coca-Cola, e il sontuoso Aglianico; e peperoni di Senise, fagioli di Sarconi nonché il meraviglioso pecorino di Moliterno — diffidate dell’imitazione sarda, prego! — e spiagge, come si dice, incontaminate, e Maratea, uno-dei-dieci- facciamo-trenta-più-bei-posti-del-mondo? Come si spiega allora, eh?, come si spiega che continuiamo a esser poveri, anzi che diventiamo sempre più poveri?

Scarso senso degli affari, ancora più scarsa capacità progettuale, si dirà: visto che una buona parte delle royalties destinate alle nuove imprese rimangono inutilizzate. Strano però che i lucani, appena fuori dai confini regionali, si trasformino in fior fior di imprenditori. Ma non sarà, per caso, una maledizione?

Ricco come un texano. Così qualcuno potrebbe esser tentato di rivolgersi a una delle nostre celebri masciare come, negli anni Sessanta, fece il latifondista Michelantonio dell’Arco, il quale fiutando che il metano, allora scoperto, invece di renderlo ricco come un texano, sarebbe stata la causa stessa dell’espropriazione delle sue amate terre, si rivolse alla potente strega Lia la Bavosa. Lia gli s’inginocchiò davanti, gli denudò i piedi e dopo aver fatto un bolo di saliva... be’, lasciamo perdere. Fatto sta che da miserabile Re del Gas lo tramutò in ricco Re della Gassosa; noi, da Sovrani del Parco Energetico, potremmo chiederle di farci tornare a esser gli arcadici Sovrani dei Parchi Naturali secondo la vecchia freddura: «Scusi lei è lucano?», «No lu cano è là sotto. Io so’ lu pastore!». Ma chi, oggi, si sottoporrebbe al terribile rituale della Bavosa? No, signori, indietro non si torna. Rimbocchiamoci le maniche piuttosto. D’altra parte siamo in tempo: ci sono ancora ben 465 milioni di barili da estrarre, per un valore astronomico di 50 miliardi di dollari con la conseguente magnifica percentuale in royalties che ci spetta — davvero un gran pacco di soldi! E per una volta che la fortuna ci arride, be’ cerchiamo di meritarcela.

Monday, November 10, 2008

Caccia al petrolio a Teramo e provincia


dedicato agli amici del teramano....


da Il Tempo del 8/11/08

«Oltre che dalla istanza della Petroceltic per la ricerca in mare di petrolio e metano nelle acque di Pineto, Silvi e Montesilvano - scrive il presidente di "Impronte" Enrico Gagliano - la provincia di Teramo è interessata da altre sei richieste di concessione per la ricerca di idrocarburi sulla terraferma: Colle San Giovanni, Villa Carbone, Colle dei Nidi, Villa Mazzarosa, Cipressi e Corropoli. Tra queste, l'istanza "Villa Carbone" coinvolge i territori di Canzano, Castellalto, Notaresco, Mosciano; la "Colle dei Nidi" attraversa i Comuni di Mosciano, Tortoreto, Sant'Omero, Nereto, Ancarano, Corropoli, Colonnella e Controguerra; la "Villa Mazzarosa" investe in pieno Roseto; la "Cipressi", infine, si sviluppa tra le province di Teramo e Pescara. La "Corropoli", va detto, attraversa tutto il territorio costiero, Giulianova compresa». Gagliano precisa come l'istanza sia stata inoltrata dalla società Mog, probabilmente controllata da Eni. Una conferenza dei servizi sulla "Corropoli" si è tenuta giusto ieri: in quella sede, qualora presenti, i comuni di Alba, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Mosciano, Nereto, Roseto degli Abruzzi e Sant'Omero, dovrebbero aver espresso il loro parere «basandosi - polemizza Gagliano - su informazioni incomplete e senza neppure essersi preventivamente confrontati con le comunità locali». Ci si chiede, soprattutto, cosa sia stato già deciso a nostra insaputa e cosa ne pensino le istituzioni locali, visto che l'estrazione di idrocarburi porta rapidamente, come accaduto in numerose zone d'Italia, al fenomeno della subsidenza, cioè dell'abbassamento del livello di intere aree. Incomberebbe inoltre la possibilità, non tanto remota, che debba essere proprio il teramano ad ospitare una copia del Centro Oli di Ortona.
M.T.

Saturday, November 8, 2008

No all'Abruzzo petrolchimico



La classe POLITICA abruzzese deve prendere una posizione netta e agire per il bene della nostra TERRA

ABRUZZO RINNOVABILE ONLUS MOVIMENTO D’OPINIONE CONTRO L’ABRUZZO PETROLCHIMICO

Consorzio tutela Vini d'Abruzzo, Confesercenti Abruzzo, CIA Abruzzo, CNA Abruzzo, Confcooperative Abruzzo, Associazione Cantine Sociali Abruzzo, ANCI Abruzzo, Unione delle Colline Teatine, Slow Food Abruzzo, Lega Agroalimentare Abruzzo, Coldiretti Abruzzo, Citta' del Vino, Confederazione Produttori Agricoli, Consorzio Agrario Chieti-Pescara, WWF, Legambiente, Comitato Natura Verde, Abruzzo in Movimento

Sono con noi le Province di Chieti e Pescara e i Comuni di: Chieti, Pescara, Alba Adriatica, Archi, Ari, Bellante, Canosa Sannita, Casacanditella, Casalbordino, Casalincontrada, Casoli, Castelfrentano, Crecchio, Fara Filiorum Petri, Fara San Martino, Filetto, Fossacesia, Francavilla al Mare, Frisa, Giuliano Teatino, Guardiagrele, Lanciano, Lettopalena, Loreto Aprutino, Miglianico, Mozzagrogna, Notaresco, Orsogna, Paglieta, Palena, Pineto, Pretoro, Roccamontepiano, Rocca S. Giovanni, Roseto, Sant’Eusanio del Sangro, San Giovanni Teatino, San Martino sulla Marruccina, San Salvo, San Vito Chietino, Scerni, Silvi, Spoltore, Tollo, Torino di Sangro, Tornareccio, Torricella Peligna, Treglio, Vacri, Vasto, Villamagna

e inoltre: Pastorale Sociale Arcidiocesi Lanciano-Ortona, Emergenza Ambiente Abruzzo, Nuovo Senso Civico, Associazione Medici per l’Ambiente

Friday, November 7, 2008

Lettera a Gianni Chiodi


Pubblico il testo di una email inviata a Gianni Chiodi 3 giorni fa. Nessuna risposta ancora.

Invito inoltre a leggere su NuovoSensoCivico le ultime dichiarazioni di Chiodi a Castelfrentano in cui parla di non meglio precisati interessi trasversali e del fatto che l'Eni e' molto potente ????!!!???


Gentile Sig. Chiodi,

Ho sentito parlare lei e alcuni suoi sostenitori di questo progetto 'casa Abruzzo', in cui la nostra regione dovrebbe essere una specie di 'laboratorio' per il PDL, per costruire un modello da esportare in tutte le altre regioni.

Sig. Chiodi, da cittadino le dico che gli Abruzzesi non si sentono dell'umore giusto per fare esperimenti o da cavia per conto di nessuno. Non dopo tutto lo schifo e il marcio che e' venuto fuori recentemente:acqua inquinata, discarica di Bussi, leggi fogna, sanita', raccomandazioni e sprechi.

Vogliamo gente preparata, e credo che lei lo sia. Ma vogliamo anche e soprattutto persone -trasparenti- al governo della nostra regione. Vogliamo inoltre eleggere i nostri rappresentanti non in base alla spartizione delle poltrone e ai listini, ma in base ai programmi: semplici, chiari e comprensibili a tutti.
Niente più giochetti e decisioni prese a porte chiuse; gli elettori sono stati traditi troppe volte da questo o quel candidato, destra o sinistra che siano stati.

Nel suo schieramento si e' dibattuto per 3 mesi sulla spartizione delle poltrone e adesso ci si viene a raccontare (negli ultimi 20 giorni) la storiella della 'casa Abruzzo'.

Sig. Chiodi, qui abbiamo bisogno di chiarezza, coerenza e idee da mettere in pratica, non di favole. Chiarezza su come intende sviluppare la nostra regione, su come intende valorizzare il turismo, l'agricoltura, la pesca, i parchi, che tipo di industria vuole per la sua regione.

Gli elettori vogliono anche sapere cosa pensa della raffineria di Ortona ('centro oli' non esiste su nessun vocabolario). A tal proposito si rincorrono tante voci e nessuna certezza.

Si dice che sia stato invitato sulla collina del Feudo ma non sia andato.
Si dice che abbia nella sua lista accaniti sostenitori della raffineria.
Si dice che abbia nel suo listino ci siano persone in ambito Confindustria.
Si dice che abbia declinato l'invito di una emittente locale quando ha saputo che si sarebbe parlato di centro oli.
E poi ci risulta una sua frase pronunciata in televisione "Il centro oli e' una grande occasione di sviluppo" di cui vogliamo sapere di più.

Sig. Chiodi, la invito a fare chiarezza attraverso un annuncio ufficiale che dica una volta per tutte quale e' la sua posizione in merito. La invito a usare il suo sito web non solo per diffondere la sua biografia (impeccabile) ma per farci sapere cosa vuole fare una volta eletto. A venti giorni dalle elezioni tutto quello che si legge su giannichiodi.com e': "in costruzione". Da tre mesi a questa parte che programma avete elaborato per la regione ?

Sig. Chiodi noi le chiediamo quale sia la sua posizione riguardo la raffineria di Ortona e dei pozzi di petrolio in Abruzzo. Lo deve ai suoi potenziali elettori in nome della trasparenza e della correttezza che troppe volte sono state tradite in questa regione.
Volgiamo sapere cosa intende fare alla scadenza della legge regionale, vogliamo sapere se si impegna ad una moratoria ventennale alla petrolizzazione dell'Abruzzo.

Il tempo del voto basato sulla fiducia e' finito, gli elettori ne hanno le scatole piene della fiducia. Evitare l'argomento petrolio non funzionerà visto che tante persone ne discutono.
Nel Chietino e nel Pescarese DECINE di MIGLIAIA di persone sono state sensibilizzate al problema del petrolio dall'instancabile lavoro di tanti cittadini e associazioni spontanee. E il numero delle persone informate cresce di giorno in giorno, di questo può esserne sicuro. Di fronte all'evidenza dei fatti presentati nei vari incontri/dibattiti, nessuno dei cittadini presenti esce indifferente. Le chiacchiere propagandistiche dei petrolieri si sgretolano sotto l'evidenza di dei dati SCIENTIFICI e INDIPENDENTI presentati ai cittadini che non sono stupidi e capiscono la differenza. Basta che lei stesso partecipi ad uno solo degli incontri per rendersene conto. Evitare l'argomento può servirle forse nella zona del Teramano dove le organizzazioni sono arrivate meno e la gente crede ancora alla favola dello sviluppo legato all'industria petrolifera. Da Pescara in giu' la storia e' diversa, mi creda.

Sig. Chiodi, alla luce di quanto scritto sopra, la esorto e la prego vivamente di fare chiarezza verso gli elettori su quale sia la sua posizione riguardo al petrolio in Abruzzo. In mancanza di una sua dichiarazione in merito alla raffineria di Ortona saremo costretti a considerare veritiere le voci che circolano da diversi giorni, e a considerare il suo silenzio come un SILENZIO ASSENSO al petrolio in Abruzzo.

Abbiamo il diritto di sapere cosa pensa riguardo a un tema cosi' importante il candidato alla guida della regione. Non le pare ?

Cordiali saluti,
-Un cittadino abruzzese

Thursday, November 6, 2008

Una cava da 400 ettari ?

Cosa centri una cava da 400 ettari e una fabbrica di cemento altamente inquinante con il Parco Nazionale non lo so.

da PrimaDanoi.it:

PACENTRO. L'associazione Tulipano ha chiesto al sindaco di Pacentro di fissare la data per un consiglio comunale straordinario nel quale si affronti il problema della mega cava che verrà realizzata in località Colle Macerre.


Nel Bura del 5 settembre scorso è stato pubblicato l'avviso della società Toto per la campagna di ricerca mineraria per il reperimento di bauxite e marna di cemento. Il tutto sarebbe finalizzato alla realizzazione di tre progetti che l'associazione definisce «enormemente impattanti»: cava, cementificio e deposito per manutenzione aerei.
Sebbene dalla pubblicazione sul Bura ci siano 45 giorni di tempo per poter presentare osservazioni l'associazione denuncia che il Comune «non ha ufficialmente assunto posizioni contrarie alle richieste della società, nonostante lo statuto comunale dica chiaramente che l'amministrazione pubblica si debba muovere per difendere l'ambiente, rappresentare gli interessi della propria comunità e garantire il diritto alla salute».
Per Mario Nepi, presidente dell'associazione «una mastodontica cava di 400 ettari e una fabbrica di cemento realizzata alle porte del Parco Nazionale non risolleveranno le sorti occupazionali di Pacentro». A chi giova quindi? Il ritorno economico sarà superiore agli svantaggi?
Il rischio, secondo l'associazione, è quello di perdere la propria vocazione turistica: «a che serve far parte dei Borghi più belli d'Italia, a cosa è servito includere il 90% del territorio al parco della Maiella?»
I 45 giorni a disposizione sono ormai passati: «le richieste di cittadini e comitati sono rimaste inascoltate», chiude Napi.
L'ultima possibilità (fuori tempo massimo) resta quella di un consiglio straordinario dove almeno il Comune spieghi le sue ragioni.

Wednesday, November 5, 2008

Risse da bar o politica ?

Ecco cosa succede a pensare alle poltrone e non ai programmi. Tutti contro tutti, anche dentro le coalizioni.

Guardiamo e ridiamo.. per non piangere.

Monday, November 3, 2008

Il programma elettorale di Gianni Chiodi (PDL)



Nei 2 post precedenti avevo parlato del PDL e del suo candidato Gianni Chiodi, di come si fossero occupati solo di poltrone e niente altro, tanto da avere anche irregolarità' anche nei documenti presentati per ufficializzare l'elenco dei candidati.

Oggi mi devo ricredere, effettivamente un programma elettorale lo hanno sviluppato e include un solo punto: Abruzzo petrolifero. Siamo alle solite, i piani per il futuro della nostra regione si sono decisi in incontri riservati e clandestini, telefonate oscure e raggiri sottobanco. Al cittadino mandano ancora il solito fumo negli occhi, le chiacchiere sulle poltrone.

Berlusconi ha scelto Gianni Chiodi e c'e' da scommettere che lui gliene sara' riconoscente. Peccato che Chiodi si e' lasciato sfuggire la seguente dichiarazione sul canale televisivo Rete8: "La realizzazione del Centro Oli di Ortona è una straordinaria opportunità per tutta la regione Abruzzo" .

Chiodi ha buttato la maschera e ha fatto capire chiaramente quale e' il suo programma per la regione: petrolio. Se 2 giorni fa sul mio post era solo un sospetto dettato dal fatto che persone in ambito di Confindustria facevano parte della sua squadra di governo adesso e' una certezza. Chiodi e' favorevole al centro oli. Ma non lo puo' dire troppo forte.

Se sul mio precedente post non avevo nulla contro Chiodi, ora si che ho qualcosa da dire, forte e chiaro: non si puo' votare Ciodi perche' e' favorevole alla raffineria di Ortona. Alla fine annunciata dell'agricoltura per le decine di migliaia di persone che vivono con il nostro vino DOC e il nostro olio, quello di oliva di cui andiamo fieri.

Per tutto quanto detto, non votero' Chiodi e vi invito a non farlo. Non perche' e' di destra o di sinistra, ma perche' e' favorevole al centro oli e porta con se persone che sono favorevoli al centro oli: Chiavaroli e Lanci.

Alle prossime elezioni non ne facciamo una questione di 'destra' o 'sinistra', andiamo a votare con il centro oli e con il futuro della nostra regione in mente.


Fonte: Vastesi.com
Post collegati: Chi votare ?, Poltrone extra lusso

Sunday, November 2, 2008

Poltrone extra lusso


Lo avevo scritto nel post precedente, 3 mesi per spartirsi le poltrone ed ecco quali sono le conseguenze:

dal Corriere della Sera:

L'AQUILA - L'ufficio centrale regionale della Corte d'appello dell'Abruzzo ha escluso dalle consultazioni regionali del 30 novembre e primo dicembre prossimi la lista del Pdl, il cui presidente è Gianni Chiodi, ed altre due liste: si tratta della lista n. 4 denominata «Per il bene comune» e della lista n. 7 «Alleanza federalista».

CONVOCAZIONE - La decisione è stata presa dai giudici pace Grimaldi e Gargarella che hanno invitato in Tribunale, per lunedì mattina, le liste escluse per constatare se le irregolarità riscontrate siano sanabili o meno. Da quanto si è appreso si trattarebbe soprattutto di vizi formali, relativi all'autentica delle firme e all'annessa qualifica di chi le ha indicate. Sempre da indiscrezioni, alcune situazioni sarebbero sanabili, altre no. Ieri Teodoro Buontempo, candidato presidente alla Regione Abruzzo per La Destra aveva invitato la magistratura ad indagare con urgenza su presunti ritardi con cui il Pdl aveva presentato le sue liste al Tribunale de L'Aquila.

Saturday, November 1, 2008

Chi votare?


Tra qualche settimana si andrà a votare per eleggere il nuovo presidente della regione Abruzzo e i nuovi consiglieri regionali.

Il PD si e' finalmente deciso ad appoggiare Carlo Costantini dell'IdV, il PDL presenta Giovanni (Gianni) Chiodi. Chi scegliere dei due ? In una paese normale e in un regione normale non prenderei neanche minimamente in considerazione l'idea di fare un post su questo tema.

L'ombra del centro oli incombe pero', la legge che blocca tutto fino a Dicembre 2009 sappiamo tutti che e' una toppa messa li' per zittire gli elettori fino alla fine della campagna elettorale. Cosa succederà dopo ? Nessuno lo sa, sappiamo solo che il governo regionale che scegliamo adesso ce lo dovremo tenere per altri 5 anni, mentre i petrolieri sono li tutti i giorni che cercano di fare pressioni come possono e a TUTTI i livelli.

Chiodi vs. Costanini dunque, chi votare ? Chi ci può dare più garanzie contro la realizzazione del centro oli ?

Metto le mani avanti subito, io non appartengo a nessun partito, penso con la mia testa e non voto solo perché uno e' di destra o di sinistra. I soli concetti di 'destra' e 'sinistra' mi fanno schifo e trovo che siano un modo di catalogare, fidelizzare e dividere la gente.

Il PD si e' accartocciato su se stesso dopo il ciclone che ha colpito Del Turco e soci e dopo mesi duro lavoro ha deciso che non era il caso di presentare un candidato autonomo, adesso ripiega sull'appoggio a Costantini.

Il PDL invece ? Loro dovevano avere gioco facile e potevano iniziare a fare una campagna elettorale vera e cominciare a parlare di come risolvere i problemi della gente e della regione. Invece no, da Luglio a oggi tutto quello che hanno saputo fare e' stato litigare sulla spartizione delle poltrone. Hanno litigato cosi' tanto che ci e' voluto Berlusconi in persona per decidere che dovesse essere il candidato presidente. Dunque teniamo a mente questo fatto, Chiodi e' stato scelto da Berlusconi in persona. Ricordiamoci anche il governo Berlusconi ha anche dichiarato la regione Abruzzo di interesse 'minerario'.

Ora tutto tace per il centro oli, ma sappiamo tutti che da Gennaio l'Eni e la MOG torneranno a muovere le acque e a tirare i fili giusti. Fatico ad immaginare una conversazione in cui Berlusconi dice "il centro si deve fare" e Chiodi dice "no". Potrà Chiodi dire no a colui che lo ha messo sulla poltrona di presidente regionale ? Io la vedo difficile.

Non ho nulla contro Chiodi, ho letto la sua biografia su giannichiodi.com e mi sembra che sia impeccabile. Peccato che le elezioni si avvicinino e ilo suo sito internet risulti ancora in costruzione e che oltre la biografia non ci sia nulla. Il PDL ha presentato la lista per la spartizione delle poltrone ma del programma non ancora si sa nulla. Come dire, questione di priorità.

C'è anche un altro motivo per cui chi vuole dire no al centro oli non dovrebbe votare Chiodi. La legge regionale piu' assurda che ci possa essere, prescrive che il presidente vincente porti con se altri 7 candidati che non devono nemmeno fare campagna elettorale. Chi c'è l primo posto del 'listino' ? Chiavaroli Federica, presidente provinciale dei giovani imprenditori di Confindustria. E noi ci siamo dimenticati il presidente regionale Marrollo cosa pensa del Centro Oli? Che lui e' nell'elenco delle aziende che ci vogliono 'mangiare' con il centro oli ?

Non credo che sia nell'interesse di chi si oppone al centro oli votare per Chiodi. Abbiamo bisogno di un presidente che non sia legato a confindustria, che non sia legato al governo centrale di Roma su cui i petrolieri possono fare pressione.

Per tutto quanto detto, e non perché e' di 'destra' o 'sinistra', credo che sia meglio votare l'IdV e Carlo Costantini.