Tuesday, November 18, 2008

Kyoto all'Italiana


Che fine ha fatto il trattato di Kyoto ? Prima tanto rumore e ora ?

Secondo il trattato l'Italia doveva ridurre le emissioni di gas serra del 6.5% rispetto ai livelli del 1990 nel periodo che va dal 2008 al 2012. Il trattato e' stato firmato in Giappone, volontariamente, nel dicembre del 1997 ed e' entrato in vigore il 15 Febbraio 2005.

Nei 7 anni intercorsi tra la firma del trattato e la sua entrata in vigore l'Italia non fece nulla di concreto per prepararsi alla sua attuazione. Ma nel Febbraio 2005 il ministro dell'ambiente Matteoli assicurava:

"La sfida che si apre da mercoledì è molto impegnativa, ma e' possibile vincerla... Elimineremo entro il 2009 le auto immatricolate prima del 1996, promuoveremo l'uso dei biocarburanti, attueremo misure ulteriori per l'efficienza del traffico urbano... Espanderemo la produzione di energia da fonti rinnovabili, potenzieremo la produzione di energia dai rifiuti, e nell'industria chimica saranno completamente eliminate le emissioni di protossido di azoto. Cercheremo pure di migliorare la gestione delle aree forestali".

Bene, almeno avevamo un piano potremmo dire. Ma come e' andata a finire ?

Corrado Clini, capo della delegazione Italiana di esperti a Kyoto tira le somme e dice chiaramente a Bloomberg.com il 14 Novembre 2008 che "E' chiaro che gli obbiettivi non sono possibili" e che il governo italiano utilizzerà il sistema dei crediti per compensare la mancata riduzione dei gas ad effetto serra.

Il governo Italiano conta di comprare il 25% dei crediti necessari e fare un regalo alle aziende inquinanti di 1.82 miliardi di euro. Il restante 75% dei crediti invece lo pagheranno le aziende inquinanti, cioè ancora noi cittadini attraverso le bollette e l'aumento dei costi.

Si poteva fare qualcosa ? A giudicare dai dati forniti dalla United Nations Framework Convention on Climate Change: si. La Germania dal 1990 al 2004 ha ridotto le emissioni di gas serra del 17% mentre l'Italia le ha aumentate del 12%. Dobbiamo commentare ?

I più grandi produttori italiani di CO2, il gas a effetto serra per eccellenza sono nel settore termoelettrico: ENEL, EDISON, ENDESA, EDIPOWER, ENIPOWER, TIRRENOPOWER. Nella produzione del cemento: ITACEMENTI, BUZZI UNICEM, COLACEM. Nella raffinazione: ENI, ERG SARAS. Nella produzione di acciaio: ILVA e LUCCHINI.

Eni ed Enel sono due delle aziende che dovrebbero portare il nome dell'Italia nel mondo e vengono spesso citate ad esempio. Anche Silvio nazionale consiglia di comprare le loro azioni durante le conferenze stampa (Tranquilli si puo' fare, la CONSOB dorme, non vede e non sente; la turbativa del mercato e' una favola).

L'Enel e' il maggior produttore di CO2 in Italia con 46 milioni di tonnellate nel 2007, l'Eni e' al terzo posto con 20.4 milioni di tonnellate.
Perché non si sono dati da fare per tempo ? Lo sanno che il loro non fare negli anni passati andrà a ripercuotersi sulle tasche dei cittadini ? O forse contano di aumentare il prezzo di luce, gas e benzina per comprare i crediti necessari ? Ci racconteranno ancora le solite barzellette dell'alto costo del petrolio e/o del dollaro forte per giustificare i rincari ?

A sentire le parole dei loro amministratori delegati si capisce perché fino ad ora hanno fatto poco o nulla. Paolo Scaroni, CEO dell'Eni, ha dichiarato a Radiocor il 10 Novembre che "Kyoto e' una pura follia". Fulvio Conti, CEO dell'Enel, e' sulla stessa scia di pensiero e dichiara al World Energy Congress: "Kyoto si e' dimostrata totalmente inefficace dal punto di vista pratico", "tanto rumore per nulla".

Forse se tutti avessero rispettato il protocollo qualche effetto pratico si sarebbe visto, non trovi caro Fulvio ? Vai a spiegare ai tedeschi che hanno ridotto le emissioni del 17% che Kyoto e' tanto rumore per nulla. Facciamoli ridere ancora. Cosi' come ridono ancora del nostro statista che fa cucu' alla Merkel. Lo stesso statista che ha fatto ridere pure Obama e il mondo dicendo che e' "bello, giovane, e abbronzato".

Voi continuate a far ridere tutti, gli italiani continuano a pagare i vostri errori e la vostra miopia aziendale e intanto il mondo ride di noi. Mi sembra un piano perfetto per tutti. E vabbe', il contribuente medio italiano tanto si lamenta sempre chi se ne frega giusto ?

Evviva l'Italia.




Fonti:
Repubblica.it
Wikipedia.com

Corrado Clini
Bloomberg 1
Bloomberg 2
Reuters
United Nations Framework Convention on Climate Change
Tabella emissioni di CO2 in Italia

3 comments:

maria rita said...

bellissimo post - anche la danimarca la svezia, l'inghiterra hanno raggiunto kyoto. credo anche la francia se non erro.

chi invece non ci riuscira' (oltre noi) e' il canada, e sai perche'? perche' ora trivellano a piu non posso, e duqnue i limiti di kyoto vanno a farsi benedire.

a fare le chiacchere e' molto facile, i fatti invece...

mario franco basilico said...

Giorno dopo giorno mi convinco sempre di più che quello che sappiamo è una minima parte delle cose orrende che i nostri governanti ci fanno, il Cittadino non affiliato alla gerarchia della banda criminale rappresenta un boccone prelibato, tenuto in cambusa, disponibile in qualsiasi momento.
Gli uomini più vergognosi, con il consenso di Dio, hanno trasformata la terra in Inferno.

Anonymous said...

Bravo Apocalisse Italia:noi Italiani siamo sempre i primi a fare nueve leggi,a firmare i trattati e via dicendo.Rispettarli?Non sono affari nostri.Paghiamo le sansioni.Piu' che ridere facciamo piangere.TOTO':E IO PAGO.Saluti.