Thursday, December 11, 2008

La fabbrica della morte: Ilva

(Foto: Ilva a Taranto)

A Taranto hanno annunciato 2 giorni fa che 1600 pecore saranno abbattute perché sono state esposte dalla diossina. L'Ilva ha subito messo le mani avanti, ancora prima di essere chiamata in causa: noi non ne sappiamo nulla.

Possibile che non ne sappiano nulla ? Vediamo: l'Ilva produce il 93% della diossina italiana, a Taranto ha uno dei suoi più grandi stabilimenti, le pecore sono di Taranto e pascolano a Taranto... E LORO NON NE SANNO NULLA ?

Se a Taranto le pecore che mangiano l'erba si ammalano, cosa succede ai 'cristiani' che mangiano ortaggi, verdure e frutta ? Mistero.

Ieri un operaio polacco di 54 anni e' morto all'Ilva di Taranto: sono 3 dall'inizio dell'anno, 44 da meta' anni '90. Il poveraccio di ieri e' caduto da 14 metri di altezza al suo ultimo giorno presso l'Ilva. All'operaio morto a inizio anno era andata peggio con una caduta da 17 metri dopo che aveva lavorato per 8 ore di fila.
Ad ogni morto seguono le indagini, il sequestro dei cantieri etc... e poi nulla cambia. Si ricomincia. E se sopravvivi al turno di lavoro ti 'gassano' con la diossina e tutti gli scarti della lavorazione.

Vogliamo parlare degli scarti della lavorazione dell'Ilva derivati dagli alti forni ? Vogliamo parlare di traffico illecito di rifiuti ? Facciamolo allora, aggiungiamo un altro pezzo al puzzle dell'Ilva.
Anche in questo caso possono dire che non ne sanno nulla ma questa volta devono convincere la magistratura e non solo i cittadini. Speriamo che trovino le parole giuste per spiegare un deposito illegale di 100 mila tonnellate di rifiuti speciali senza creato senza autorizzazione. Sarei curioso di sapere se possono spiegare anche questo o se come per la diossina delle pecore loro non c'entrano nulla.

E i sindacati che fanno ? Uno scioperuccio di 24 ore, tutto qui. Invece di fare uno sciopero ad oltranza si fermano 24 ore e poi tutto come prima ancora una volta. I leader dei sindacati nazionali dove sono ? A gia' dimenticavo, saranno impegnati in qualche salotto romano o a fare qualche trattativa per gli sfaticati e maleducati dell'Alitalia. Perché non si occupano dell'Ilva dove gli operai non possono neanche scioperare ? Ad Aprile in occasione dell'altro operaio morto hanno scioperato e hanno perso per quel giorno 150 euro sulla busta paga. E' normale tutto cio' ?

Possibile che l'Ilva da sola produca l'8% della diossina europea ? Possibile che siamo nel far-west della diossina in Italia ? A quanto pare si.
Il limite di legge attuale prevede una concentrazione massima di diossina di 1o mila nano grammi per metro cubo. E' tanto o e' poco ? E' TANTISSIMO. Basta pensare che FINALMENTE la regione Puglia sta per approvare una legge che impone un tetto a 2.5 nanogrammi entro l'Aprile 2009 e a 0.4 nanogrammi entro il 2010.

Nel 2007 l'Ilva ha registrato utili per 878 milioni di euro, nel 2006 utili per 600 milioni di euro. Come può una fabbrica della morte fare cosi' tanti utili in uno stato che pretende di considerarsi moderno ? Perché quel politicante giullare di corte non si occupa di queste cose invece di andare a sabotare l'accordo di Kyoto e gli accordi europei sul clima ? All'Ilva pagano gli operai con uno stipendio da fame mentre fanno profitti record e emettono una montagna di CO2 ogni anno. Perché i cittadini devono pagare le multe per non aver rispettato Kyoto se queste aziende portano morte, stipendi da fame e fanno profitti record ?

In Puglia nel 2010 la concentrazione massima di diossina sarà di 25mila volte di meno del valore massimo consentito dallo Stato Italiano. Questo grazie ad una legge regionale.

Yes, we can. Se la Puglia può ridefinire i valori degli inquinanti ad un livello 25.000 volte più basso di quello nazionale, anche l'Abruzzo può farlo. Diamoci da fare per fermare i petrolieri e gli industriali d'assalto.

2 comments:

maria rita said...

La monnezza dell'ILVA di Genova invece viene da noi:

Dal corriere della sera:

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ABRUZZO, 5 ARRESTI - I carabinieri liguri hanno agito in accordo con i colleghi del Noe di Pescara che hanno disarticolato un’organizzazione dedita allo smaltimento illecito di rifiuti con base in Abruzzo e diramazioni in diverse regioni. Le persone denunciate all’autorità giudiziaria sono 36 per associazione a delinquere, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, truffa, falso in attestazioni analitiche e certificazioni ambientali e frode processuale. Il gip ha anche emesso 5 ordinanze di custodia. L'indagine, durata quasi due anni, ha svelato un imponente traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi, che venivano smaltiti illecitamente in compiacenti discariche nazionali, con la cooperazione di trasportatori, impianti di gestione di rifiuti, intermediari, laboratori analitici e produttori. I responsabili del traffico, attraverso il simulato trattamento chimico-fisico dei rifiuti e la falsificazione dei documenti analitici e di trasporto, per anni hanno illecitamente smaltito ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi caratterizzati dalla presenza di inquinanti nocivi per l'ambiente e la salute umana, tra cui sostanze irritanti, cancerogene, tossiche, nocive, mutagene, diossina, mercurio, cadmio, piombo. L'operazione ha portato anche al sequestro dell'impianto di trattamento rifiuti di Chieti Scalo.

Vorrei sapere chi e' questa bella gente - nomi e cognomi...

wanadobee said...

I nomi e cognomi ci sono e come, c'e' anche uno che adesso lavora per l'arta !
Bella roba, immagino la sua etica professionale...

da primadanoi:

In carcere sono finiti:
Walter Bellia responsabile Seab srl;
Angelo Fabrizio Bellia, responsabile e socio Seab
Maurizio Minichilli, avvocato pescarese, residente a Manoppello e consulente Seab

Due sono agli arresti domiciliari:
Simone Batilde, ex responsabile del laboratorio analisi della Seab e attualmente dipendente dell'Arta di Chieti
Massimo Colonna, consulente esterno Seab.