Tuesday, December 16, 2008

Musica maestro !


Leggo delle tangenti e degli arresti in Basilicata, dei parlamentari coinvolti, dei sindaci e collaboratori coinvolti, degli imprenditori coinvolti. Leggo le dichiarazioni di innocenza e di fiducia nella magistratura a valanga. Leggo del giro spaventoso di tangenti e penso alla devastazione a cui siamo arrivati in Italia.

Il petrolio in Basilicata doveva portare la ricchezza. Il petrolio doveva essere la rinascita di una regione... Si parlava di fare aderire la Basilicata all'Opec. Cosa ne e' stato di tutte le promesse ? L'unica cosa che si e' sviluppata in Basilicata e' la corruzione dopo l'arrivo del petrolio. Corruzione alle spalle dei poveri cittadini e distruzione del territorio.

E' la Basilicata di cui parlano i giornali oggi ? O dell'Abruzzo ? O di qualsiasi altra regione italiana ? Che differenza c'è? Sappiamo tutti che in Italia funziona cosi'. Le vicende di D'Alfonso e delle giunte Del Turco e Pace, di Toto ci confermano solo quello che gia' sappiamo.

Non hanno più una faccia a cui specchiarsi la mattina, non hanno più un anima a cui rendere conto. Il crocifisso pero' lo tengono li' sul muro come un accessorio. La loro coscienza e' morta da tempo, uccisa dal dio denaro, dalla voglia di essere protagonisti anche se sono mezze cartucce, dalla voglia arrivare. Dove e' finita la vergogna ? Sono tutti innocenti, tutti perseguitati.

I nomi che abbiamo letto oggi sulla stampa sono perfettamente intercambiabili con i quelli legati alla storia del petrolio d'Abruzzo. Quanti di noi leggendo quegli articoli hanno sostituito nella loro mente: Total, Basilicata e sindaco di Gorgoglione con i corrispettivi nomi Abruzzesi ? E ancora il deputato Margiotta, le società affidate al sindaco, i consorzi di costruttori per costruire gli impianti Total. La storia calza a pennello, basterebbe cambiare i nomi.

Il cortocircuito tra imprenditori e politica e' sotto gli occhi di tutti. Quando i politici diventano imprenditori di se stessi allora e' la catastrofe. L'unico che sistematicamente viene fottuto da tutti, sempre e comunque, e' il cittadino.

Gli arrestati: l'amministratore delegato di Total Italia, Lionel Levha; il responsabile Total del progetto «Tempa Rossa» Jean Paul Juguet. Il responsabile dell'ufficio di rappresentanza Lucano della Total, Roberto Pasi e il collaboratore Roberto Francini. L'imprenditore Francesco Ferrara di Policoro (Matera). Il sindaco di Gorgoglione, comune della provincia di Matera, Ignazio Tornetta.

Coinvolti anche il presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro (Popolari Udeur) e il consigliere provinciale Nicola Montesano (Pd). Il deputato e presidente regionale del PD, Salvatore Margiotta "avrebbe fatto valere il suo potere per favorire l'aggiudicazione degli appalti alla cordata capeggiata da Ferrara, si sarebbe impegnato a fornire informazioni privilegiate al gruppo di imprenditori e a fare pressioni sui dirigenti della Total". Margiotta non perde tempo a difendersi a mezzo stampa: "Sono molto amareggiato e stupito dalla gravità delle accuse". Se tu sei stupito, immagina noi!

E ancora: "Si parla di un patto da 15 milioni di euro tra i dirigenti della Total, e gli imprenditori interessati agli appalti per le estrazioni. E di duecentomila euro sarebbe la somma promessa all'onorevole Margiotta da Francesco Ferrara, uno degli imprenditori coinvolti nell'inchiesta".
Non e' forse questo un caso da manuale ? E' questo meccanismo che in gergo viene definito "spesa di ingresso nel territorio" ? Elargiscono un po' di spiccioli ai capetti locali per dargli un contentino e comprasi la loro benevolenza.

Anche nella storia della Basilicata il sindaco pensa piu' a se stesso che alla gente che lo ha votato. siamo estranei a questo concetto in Abruzzo? Anche in Basilicata il sindaco avrebbe dovuto ricevere dei benefici personali tramite una societa' privata.

Il sindaco di Gorgoglione, Ignazio Giovanni Tornetta, "avrebbe ricevuto periodiche «dazioni» di denaro in contanti, doni ed elargizioni varie, oltre a un non meglio definito «oggetto prezioso» per la sua attività di intermediazione tra i manager della Total e la cordata di imprenditori interessata agli appalti del petrolio". "L'imprenditore Francesco Ferrara avrebbe promesso di affidare ad una società di fatto gestita dal sindaco il servizio mensa per gli operai della sua impresa."

Arresti domiciliari invece per Domenico Pietrocola, dirigente dell'Ufficio tecnico della Provincia di Matera, che si sarebbe fatto dare da Ferrara 200mila euro nell'ambito di un appalto per lavori stradali in Basilicata.

Sembra la trama di un film scritto in Abruzzo ma girato in Basilicata.

Questo e' il capolavoro della Total in Val d'Agri. Chissa' che aria tira questi giorni per i colleghi dell'Eni, che effetto fa sapere quello che e' successo alla Total. Ma la sensazione di tanti cittadini che si sono informati su come i petrolieri lavorano in Italia e' che ci siano pesci piu' grandi da pescare. L'orologio fa tic-tac, speriamo che le procure non mollino ora.

Fonte per i virgolettati e i fatti della Basilicata: Corriere.it

3 comments:

nuovo senso civico said...

Il suono del tamburo che batte lentamente ma di continuo arriva da lontano. Pian piano lo sentiranno anche quelli che fanno gli indifferenti e gli spavaldi.
Terminator

maria rita said...

bellissimo post - una tragedia per il paese. sul corriere:
"salvato' ti porto 200,000 euro per il centro oli"...

mario franco basilico said...

l'italia è una repubblica fondata sulle tangenti, la costituzione è una raccolta di comandamenti dei quali un buon politico deve fare sempre il contrario e il cittadino li deve sempre rispettare a favore del politico.
i massacri del passato sono serviti per eliminare le persone più degne di rappresentare l'essere umano; i più delinquenti hanno sempre avuto la meglio