Wednesday, December 10, 2008

Pecore alla diossina


A Taranto dove l'Ilva, l'Eni e gli altri petrolieri spadroneggiano con le loro raffinerie e dove l'Eni intende raddoppiare i suoi stabilimenti della morte, ogni tanto fanno delle analisi. Ma proprio ogni tanto... Oggi tocca alle pecore al sapore di diossina.

Ormai e' la regola, raffineria che trovi e comitato a difesa del territorio che trovi. A Taranto c'è il Comitato per Taranto che opera da diverso tempo e da cui ho preso un po' di numeri tanto per avere un idea ci cosa sia l'Ilva:

"Taranto. 200 mila abitanti, due mari e il più grande impianto siderurgico europeo, l'Ilva (l'ex Italsider svenduto dallo Stato al gruppo di Emilio Riva). Quello che produce il 93% di tutta la diossina italiana e l'8,8 per cento di quella europea. Ha il triste primato di città più inquinata del continente. Sì, una piccola città inquina più di una grande metropoli giapponese."

"DIOSSINA, IL TRIPLO DI SEVESO - Perché gli impianti industriali che le sono stati costruiti attorno sono più grandi della città stessa. Un problema che esiste da 30-40 anni, ma che ora sta diventando drammatico. La situazione sta degenerando, i bambini ne soffrono, le mamme hanno la diossina nel latte. Una sostanza si accumula nel tempo, e a Taranto ce n'è per 9 chili, il triplo di Seveso per intenderci (la città intossicata nel 1976)."

Forse alcuni dei nostri piu' pregiati imprenditori dovrebbero ancdare a viver li invece che rimanere in Abruzzo. A Taranto il futuro che vogliono per la nostra regione e' gia' presente. Portassero li i loro bambini e i loro nipoti a fargli respirare un po' di aria di futuro.



dal Corriere.it del 10 Dicembre:

Cresce l'allarme diossina: saranno eliminate 1.600 pecore
L'Ilva diffida dal collegare la contaminazione con il proprio stabilimento siderurgico

TARANTO - Sono state portate al macello comunale di Conversano (Bari) le circa 1.600 pecore allevate in otto masserie tra Taranto e Statte e risultate contaminate dalla diossina, prodotta da stabilimenti dell'area industriale. Le pecore saranno abbattute nelle prossime ore, probabilmente giovedì, su disposizione della Regione Puglia.

RIMBORSO - Secondo le analisi eseguite dall'Azienda sanitaria locale, gli animali avrebbero assunto veleno e le loro carni risulterebbero contaminate. Gli allevatori saranno risarciti con 160 mila euro complessivi: meno del valore di ogni animale che è di circa 133 euro lordi. L'Ilva di Taranto martedì in un comunicato ha sottolineato che «allo stato non vi è nessun elemento che possa mettere in correlazione la contaminazione degli animali con la diossina prodotta in maniera univoca dallo stabilimento siderurgico di Taranto».

1 comment:

maria rita said...

che scandalo negano pure che la diossina sia da attribuirsi all'IlVA, e a chi altri senno'? Se solo loro la producono!!

La grande esperta Stefania Prestigiacomo dice che sono a norma di legge!

Magari ci mettiamo pure lei sottoterra nei pozzi del carbon capture. Che vergogna.