Wednesday, January 14, 2009

L'Eni in Basilicata su Linea Verde (RaiUNO)

(Foto: Sequestro in seguito al rilevamento di liquido rossastro e oleoso dell'area attrezzata a picnic di Acqua dell'Abete. Coincidenza vuole che nelle immediate vicinanze opera l'Eni con il pozzo Cerro Falcone 2. Fonte: OLA)


L'11 Gennaio 2009 e' andato in onda un "Nuovo imperdibile appuntamento con Linea Verde. Questa settimana lo storico programma di Rai Uno, svela le bellezze della Basilicata." (Fonte: Linea Verde)

Quali sono secondo Linea Verde le bellezze della Basilicata ?
A vedere il servizio con Massimiliano Ossini non ci sono dubbi: i pozzi di petrolio, le trivelle, le ampolle piene di petrolio, il centro oli della Val d'Agri e gli oleodotti sono le bellezze della Basilicata. Per essere ancora piu' espliciti il servizio lo hanno chiamato: "Torre di perforazione Eni in Val d'Agri".

Linea Verde ai tempi di mio nonno si occupava di agricoltura e la conduzione era affidata a un certo Federico Fazzuoli. Certo aveva qualche chilo di troppo, certo non catturava il pubblico con la sua presenza fisica. Ma Fazzuoli si mischiava con la gente comune e parlava con loro, assaggiava i prodotti tipici e l'olio buono, quello extravergine di oliva. Ma questo era il prima e adesso c'e' il dopo.
Il dopo si chiama Massimiliano Ossini: bella presenza, palestrato e vestito da fighetto se ne va a spasso per i monti della Basilicata. Niente in contrario per carita', qualcuno in Rai avra' pensato che anche l'occhio, e soprattutto quello, vuole la sua parte. Ossini apre il servizio e parla di luogo poetico e magico dove

"la natura la fa da padrona,
dove si sente solo il rumore del vento tra le foglie,
dove si incontrano animali che pascolano allo stato brado"

che pace, che armonia... viene quasi voglia di andarci. Poi pero' aggiunge: "DOVE SI ESTRAE IL PETROLIO". In 26 parole aveva dipinto un opera d'arte e con le successive 5 parole e' come se avesse preso un secchio di vernice nera e ce lo avesse buttato sopra. Fantastico.

Il servizio continua a parlare del 'famoso oro nero' della Basilicata e decanta le doti e le virtu' (immaginarie o reali?) dell'Eni. Mi domando, tanto per cominciare, se la televisione di stato che vive del nostro canone si sia fatta debitamente pagare per offrire un maxi spot pubblicitario all'Eni di circa 8 minuti.

Linea Verde di una volta parlava di agricoltura, di contadini e di pastori; si mischiava con la gente comune per parlare con loro. Linea Verde del 2009 parla di petrolieri e petrolio, si isola sul cucuzzo di una montagna, ben lontana dalla gente comune. Gli unici intervistati sono degli stipendiati di una azienda petrolifera. Non sia mai che ti spunta uno con un cartello di protesta...

Il servizio di Linea Verde oltre ad essere un mega spot pubblicitario per l'Eni assomiglia piu' ad una favola che alla realta'. Voglio credere che il conduttore, Massimiliano Ossini, sia in buona fede e che facendo il suo lavoro abbia fatto esattamente quello che gli hanno detto di fare (e di dire). Ma Osssini che si e' occupato di TV per ragazzi a Disney Channel e Disney Club (Fonte: qui) ci puo' anche credere a certe favole, noi che siamo un po' piu' avveduti ai danni causati del petrolio no. Sappiamo che hanno raccontato una storia che non esiste.

La scena migliore del serivzio a mio avviso? Ossini che si porta vicino alla bocca una ampolla contenente petrolio per odorarla. Ho lasciato la trasmissione anni fa con Fazzuoli che odorava l'olio di oliva e la ritrovo con Ossini che odora il petrolio, una scena da incorniciare. Ci vogliono forse far credere che uno vale l'altro ? Che lavorare il petrolio e' come lavorare le olive ? Il servizio e' andato in onda all'ora di pranzo, speriamo che a casa nessuno abbia fatto confusione su cosa va sull'insalata e cosa va nel motore della macchina.

Il servizio parla di oleodotti interrati ma non dice nulla delle autocisterne che ogni giorno (a centinaia) viaggiano sulle strade strette e tortuose della Basilicata. E siccome gli incidenti capitano a tutti, capitano pure alle autobotti piene di petrolio che vanno e vengono dal pozzo di Cerro Falcone mensionato nel servizio di Linea Verde. "Il 4 Maggio 2004 alle ore 19.00 in agro di Abriola, c.da Ponte Marsicano un autobotte per il trasporto del greggio dai pozzi “Cerro Falcone 1 e 2” diretto al Centro Oli di Viggiano si ribalta e finisce fuori della sede stradale riversando un enorme quantità di greggio sui terreni di un azienda agricola" (Fonte: OLA).
Alcuni degli altri numerosi incidenti causati dalle autobotti dell'Eni in Basilicata si possono trovare cliccando qui.

L'addetto Eni per la sicurezza ambientale intervistato nel servizio di Linea Verde dice che va tutto bene e ci tiene a specificare che le falde acquifere non vengono contaminate dai fanghi estrattivi o dal petrolio. Siamo sicuri ? Ma proprio sicuri ? Nessun dubbio ?
Se lo dice l'Eni "ci dobbiamo credere"(Citazione storica da Nicola Fratino, sindaco di Ortona).

Invece di fidarsi della favola propagandistica trasmessa da Linea Verde ho fatto una breve ricerca su Google per indagare un po' sui pozzi estrattivi di Cerro Falcone.

Il Giornale di Calvello di Dicembre 2008 riporta a pagina 2 (Fonte: qui) che "uno dei posti piu' suggestivi e belli di Calvello" noto come l'Acqua dell'Abete e' stato posto sotto sequestro dal Nucleo di Polizia Ambientale e Forestale del Corpo Forestale dello Stato. L'Acqua dell'Abete e' una area attrezzata dal comune anche per fare picnic all'interno del Parco Nazionale della Val d'Agri e dell'Appennino Lucano. Il sequestro e' stato fatto in seguito ad una segnalazione che riferiva di "uno strano liquido rossastro e oleoso affiorante nei pressi del ponte di legno vicino alla fontana". Il materiale rinvenuto sarebbe stato catalogato come CER 170503, cioe' "materiale, terreno e rocce provenienti da scavi, nonche' fanghi di drenaggio provenienti da scavi".

Lo stesso tipo di denuncia fu fatta ai Carabinieri nel 2004 ma dopo che le carte passarono alla Procura della Repubblica di Potenza non se ne seppe piu' nulla.... e intanto i picnic andarono avanti per 4 anni. Sai che acqua buona che si sono bevuti. Il Giornale del Calvello riferisce anche "a qualche decina di metri sopra il luogo sequestrato svetta in splendida solitaria altezza la torre di un pozzo Eni. Dal rumore si sente e si capisce che e' ancora in funzione".

Staremo mica parlando di uno dei pozzi Eni di Cerro Falcone ? Non puo' essere, l'addetto all'ambiente Eni ha detto che non ci sono problemi, tutto a posto....

E invece il sito della Organizzazione Lucana Ambientalista (OLA) in merito al sequestro del parco precisa: "A poche centinaia di metri più a monte (dell'area sequestrata), infatti, è presente il pozzo Cerro Falcone 2 dell'Eni mentre, sempre nell'area, si stanno effettuando lavori connessi "al progetto di Sviluppo Val d'Agri", sempre dell'Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), consistenti in posa nel terreno di oleodotti, reti di reinezione e nuove postazioni petrolifere".

Il Giornale del Calvello e il servizio di Linea Verde concordano sul fatto che siamo "in presenza di un area incontaminata in mezzo a splendidi boschi a 1200 metri sul livello del mare". Incontaminata si, eccetto per l'Eni manovra nella zona tra la costruzione di oleodotti e estrazione di petrolio.

Se 2+2 fa 4, ognuno tragga le proprie conclusioni o propri dubbi sui danni provocati dall'estrazione del petrolio e sul servizio di Linea Verde.



Ecco il servizio intitolato "Torre di Perforazione Eni in Val d'Agri" andato in onda su Linea Verde dell'11 Gennaio 2009



4 comments:

Anonymous said...

Wanadobee come sempre cogli l'essenza delle cose; se continua così vedo un futuro in stile lucano sempre più vicino.

Anonymous said...

Shame on you! Sig Massimiliano Ossini. Sii coerente :si trasferisca in Basilicata vicino al centro oli, le propieta* sono a buon mercato.

Anonymous said...

ma ci sono o ci fanno?

Anonymous said...

Peccato non averla vista (la trasmissione intendo), pensare che noi Calvellesi siamo orgogliosi di questa nuova produzione "VERDE" che continua a togliere " futuro" al nostro paesino, senza dare nemmeno un buon "presente" (ad eccezione di pochi lavoratori e non ) ...
E la BEFFA , gli permettiamo anche di prenderci in giro con queste "USCITE" pubblicitarie e noi ... Non riusciamo nemmeno più a riempire di carburante le nostre auto ....