Friday, January 23, 2009

L'Eni e la Basilicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno



Continua l'impressionante serie di articoli collegati alla petrolizzazione dell'Italia.

L'Eni e la Val d'Agri sono finiti a Novembre sul Financial Times (traduzione qui) e ieri sullla Gazzetta del Mezzogiorno. La petrolizzazione dell'Abruzzo e' finita su RaiUno a Gennaio. I danni provocati dalla raffineria Saras vicino Cagliari sono invece documentati nel video di Massimigliano Mazzotta descritto qui e appena rilasciato.

Quando e' che la politica si decidera' a fermare i petrolieri ? Quanta devastazione serve ancora?

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno:

Uva e frutta maleodorante, in fuga dai terreni «anneriti»

POTENZA - Protestarono fin dai primi vagiti dell’attività petrolifera in Val d’Agri. Una volta a Viggiano c’erano le vigne che producevano uva e vino di qualità, come i vicini frutteti e c’erano le «mele della Val d’Agri». Da quando si è cominciato a pompare oro nero dalle viscere della zona ci sono chicchi d’uva oleosi e maleodoranti e mele annerite. Gli agricoltori speravano, quanto meno, di dover abbandonare i propri terreni e di «riciclarsi » come tecnici e addetti alle estrazioni. Ma - come abbiamo riferito nell’edizione di ieri - l’impatto occupazionale legato al petrolio è «impalpabile» e così coltivatori e allevatori si ritrovano, nella migliore delle ipotesi, a fare i conti con frutta al... greggio.

Di fronte a questa situazione che si aggrava con il passare degli anni, un comitato chiede che si destini un quota delle royalty del petrolio all’indennizzo, a prezzi correnti e non degli anni Ottanta, degli oltre 200 ettari agricoli abbandonati. Duecento ettari di aziende agricole, a coltura intensiva, per lo più a conduzione familiare che rappresentavano una sorta di esempio di qualità dei prodotti ortofrutticoli della valle. Oggi in contrada «Le Vigne» di Viggiano, dove è in funzione il Centro olii Agip, è rimasto solo il nome «Le Vigne». Da qui la «battaglia» che il Csail (Comitato per lo Sviluppo delle Aree Interne Lucane) che intende rilanciare perché gli agricoltori di Viggiano siano «almeno indennizzati». La storia risale agli anni a cavallo tra gli Ottanta e Novanta. I responsabili del Centro Oli Agip di Viggiano e i dirigenti dell’Eni hanno da sempre «assicurato» gli agricoltori che le attività del Centro non avrebbe provocato alcun danno di inquinamento.

Ma dopo il primo raccolto di chicchi d’uva oleosi e maleodoranti, e di mele annerite, gli agricoltori hanno dovuto abbandonare la coltivazione. «Non si contano più – evidenzia il presidente del Csail Filippo Massaro – gli incontri e i conseguenti solenni impegni assunti da funzionari-dirigenti di Agip-Eni e dagli amministratori regionali. Solo chiacchiere. Non sono seguiti i “fatti”: nessun titolare di azienda e di terreni ha mai ricevuto un soldo, mentre sempre nell’area industriale di Viggiano più di qualche produttore è costretto per “campare” a chiudere un occhio rispetto ad una situazione di impatto ambientale derivante dal Centro Oli che è evidente ad occhio nudo e a “naso”».
È evidente - ribadisce il Csail - che i sistemi di monitoraggio ambientale, le centraline installate dalla Provincia, gli studi dell’Arpab e quelli di fonte diretta dell’Eni non sono efficienti e né sufficienti a garantire il rispetto dell’impatto ambientale. Tra l’altro, sempre secondo quanto denuncia il Csail, in alcuni casi «le centraline sono state installate volutamente al posto sbagliato».

Il comitato intende rivendicare una soluzione immediata al problema evidenziato: si destini una quota delle royalty del petrolio all’inde - nizzo dei terreni abbandonati. «L’agricoltura della valle – dice il responsabile del Csail – non può continuare ad essere penalizzata da u n’attività che assorbe poche decine di posti di lavoro (peraltro non tutti locali) a fronte di centinaia di aziende. Lo spopolamento dei centri della valle è anche per questa causa e purtroppo non si arresta coinvolgendo in particolare l’abbandono dell’agricoltura. [ma.bra.]

3 comments:

maria rita said...

E a chi le raccontano piu' le balle adesso? Spero che questo articolo faccia il giro d'Abruzzo.

wanadobee said...

non finisce qui, si parla anche di lobby del petrolio al piu' presto, il post e' in arrivo

Viler said...

Su YouTube il servizio di Ambiente Italia sulle trivelle petrolifere nel Parco nazionale della Val d'Agri.
http://it.youtube.com/watch?v=y9eqXsCCZP4