Thursday, January 8, 2009

Manovre sotterranee


Pronti, partenza... via!

Il neoeletto presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi, si e' insediato alla guida della regione. Grandi interviste, cerimonie e tante chiacchiere ma le parole di Gianni ci lasciano gia' molto perplessi su alcni temi. Primo su tutti il problema della petrolizzazione dell'Abruzzo.

Negli ultimi mesi tutti quelli che erano a favore del petrolio in Abruzzo si sono misteriosamente convertiti al NO, Gianni fa parte di quella schiera. Ora pero' le elezioni sono passate, i proclami di Silvio Superstar che dispensa saluti dalla scaletta in piazza Salotto a Pescara sono un ricordo ed e' tempo di iniziare a fare i fatti.

Dire no al centro oli (raffineria) di Ortona e' diventato ormai uno slogan senza significato, una frase per rassicurare tutti. In realta' come il nostro caro Gianni sa benissimo, qui si parla di 'petrolizzare' tutta la regione. Il nostro presidente e' questo il nodo che deve sciogliere, questo il problema che deve risolvere.

Chi comanda in regione ? Comanda Confindustria ? Comanda l'Eni? Comanda Silvio? O comanda Gianni? Io dico che deve comandare Gianni. E gli interessi di chi vogliamo fare ? Forse Di Confindustria ? Dell'Eni? Della MOG? Di Petroceltic? Dei petrolieri ? Dei costruttori di raffinerie ? O della gente comune ? Io dico che Gianni deve fare gli interessi dei cittadini.

Serve una moratoria trentennale per bloccare il petrolio in Abruzzo. Il nostro petrolio e' poco e di scarsa qualcita'. Visto che non siamo in grado di cambiare il prezzo mondiale del greggio e' meglio che ce lo teniamo sottoterra. Il petrolio andra' ad esaurirsi e costera' sempre di piu', gli ultimi ad averlo lo venderanno ad un prezzo che oggi non siamo neanche in grado di immaginarci. Estrarre quel petrolio oggi significa fare un regalo all'Eni che paga solo il 7% di royalties, divisi tra stato e regione (in altri paesi non si scende mai sotto il 50%).

E se mai ce ne dovesse essere bisogno tra 50 o 100 ci saranno con molta probabilità tecniche migliori e meno pericolose per la salute umana. E' un dato certo, scientifico e incontestabile che vicino le raffinerie si muore molto di più di cancro che in altre parti. L'idrogeno solforato, gli atri inquinanti emessi a tonnellate ogni giorno penetrano nel terreno, nelle falde, negli ortaggi e nel corpo umano.

Le parole rilasciate da Gianni Chiodi in occasione del suo insediamento sembrano dimostrare ancora una volta il tipico parlare a mezza bocca di chi sa e non vuole dire, di chi ha gia' deciso ma non vuole dire, di chi sa che qualcosa di impopolare bolle in pentola.
Sul petrolio e sulle politiche energetiche della regione dice: “So bene che la sfida sul futuro è nel campo energetico... l’Abruzzo farà la sua parte nello scenario nazionale che deve ridare autonomia energetica all’Italia” (Fonte: Abruzzo24ore.tv). Ancora una volta sembra che tutto sia stato deciso o che si stia definendo senza che il cittadino sappia nulla.

Vogliono fare un centro oli nella piana di Navelli ? O da qualche altra parte ? Vogliono portarci una centrale nucleare ? Quante trivelle vogliono autorizzare ?

E il mare come lo intendono difendere ? Sono in arrivo una valanga di piattaforme da installare da Pineto a Vasto che la regione non può fermare. Il nostro presidente della regione alzerà la cornetta per chiamare Silvio e dirgli che non le vogliamo ? Che vogliamo andare al mare a fare il bagno senza vederci le piattaforme davanti agli occhi e senza respirare idrogeno solforato?

Misteri d'Abruzzo. Mistero di Gianni.

2 comments:

maria rita said...

spero che gianni chiodi mostri di avere il coraggio di un uomo e non la riverenza di un suddito

Anonymous said...

E!vero noi italiani siamo oil addict.Mentre altrove si parla di energia pulita, noi ci ostiniamo a trivellare.Spero che i nostiri politici siravvedino.