Thursday, February 26, 2009

Un rospo in Adriatico, altri in arrivo

(Foto: da internet)

La Edison ha presentato nel Dicembre 2008 la domanda ai ministeri competenti per la "Variazione programma di lavori nell'ambito della concessione di coltivazione B.C8.LF". La Edison intende infatti perforare nuovi pozzi per estrarre ancora piu' petrolio e adeguare gli impianti esistenti nel giacimento offshore "Rospo mare".

I virgolettati che seguono sono un po' di fatti riguardanti Rospo Mare e sono estratti da uno dei documenti (pubblici) presentati dalla Edison al ministero.

"Rospo Mare è ubicato a circa 20 km dalla costa abruzzese, in profondità d’acqua compresa tra i 65 e gli 80 metri. Il giacimento è situato ad una profondità media di 1.300 m slm e presenta una mineralizzazione ad olio pesante (11.5° API) nei calcari carsificati della piattaforma Apula."

L'indice API misura la leggerezza o pesantezza del petrolio rispetto all'acqua (API acqua = 10). Il petrolio migliore al mondo ha indice 40-45 API ed e' il piu' costoso.
Il petrolio si dice leggero quando l'API e' maggiore di 31.1, medio quando l'API e' tra 22.3 e 31.1, pesante quando e' compreso tra 10 e 22.3. Chiaramente piu' l'indice API e' basso, piu' il petrolio vale meno sul mercato.
Quando l'API e' sotto 10 non si parla piu' di petrolio ma di bitume o petrolio extra pesante. Mentre il petrolio galleggia, il bitume affonda nell'acqua.

E Rospo Mare ? L'indice API per Rospo Mare e' 11.5. Cioe' sono li a bucare l'Adriatico da 27 anni per estrarre la 'munnezza' del petrolio, ai confini col bitume. Ricordo solo che il petrolio peggiore al mondo ha indice 8 ed e' nello stato dell'Alberta in Canada. Allegria, siamo un pelino sopra gli ultimi.

Altre cifre:
"Il campo è stato avviato alla produzione nel 1982 raggiungendo un picco massimo di produzione di circa 6.000 m3/g ...ad oggi il campo ha prodotto c.a. 13,9 milioni di m3 di olio ...allo stato attuale il campo è in produzione con 28 pozzi orizzontali e 3 verticali, perforati dalle 3 piattaforme RSM-A, RSM-B, RSM-C ...l’attuale portata complessiva di olio è dell’ordine dei 770 m3/g con condizioni di erogazione a testa pozzo di 5-7 bar di pressione e 50-60°C di temperatura, mentre i due nuovi pozzi realizzati, RSM 121 e 122d, dopo un picco iniziale, producono globalmente 371 m3/g."

"La produzione del campo viene processata sulla piattaforma RSM-B ed inviata sulla nave di stoccaggio FSO Alba Marina. L’intero campo è operato da remoto attraverso una sala controllo ubicata presso la Centrale di S. Stefano. Al fine di migliorare lo sfruttamento del campo, Edison, in qualità di Operatore, ha individuato un possibile scenario per l’esecuzione di nuovi pozzi di “infilling” e drenare riserve altrimenti non producibili ed intende esplorare una soluzione, nell’ambito dei possibili scenari di sviluppo, consistente nella perforazione di tre + uno nuovi pozzi orizzontali, ciascuno in un’area del giacimento verificata raggiungibile dalla attuale piattaforma. La perforazione di questi nuovi pozzi può essere realizzata o da una nuova piattaforma RSM-D da installare in posizione baricentrica rispetto agli obiettivi, o dalla esistente piattaforma RSM-B utilizzando la tecnologia ERD (Extended Reach Drilling)"

Insomma altre piattaforme in arrivo targate Edison, altri rospi in mare senza che la regione dica nulla. Chiodi dove sei ? Febbo che dici adesso ?

Tuesday, February 24, 2009

Energy, health care, education

Questa sera il presidente Obama ha parlato alla nazione per spiegare la situazione economica al paese e per esporre i primi provvedimenti della sua amministrazione a riguardo.

Si e' parlato di banche, di mutui e piani pensionistici e di tutte le misure messe in atto per cercare di stabilizzare i mercati finanziari. Accanto alle manovre di breve periodo l'amministrazione Obama si sta impegnando in un piano di sviluppo di lungo periodo che possa garantire la leadership degli USA nel ventunesimo secolo. Leadership, che a dire del Presidente USA, passa attraverso 3 aree fondamentali: energia, sanita' e istruzione.

A molti petrolieri devono aver fischiato le orecchie. Purtroppo per loro, si parla di energie rinnovabili e non di petrolio.
Piu' pannelli solari e pale eoliche, meno pozzi di petrolio.
Piu' dipendenza da vento e solo, meno da oro nero.

Mentre gli USA si preparano alla prossima grande sfida rappresentata dalla conoscenza e supremazia nel campo delle energie rinnovabili, in Italia ci si continua a prostrare ai piedi dei petrolieri consegnandogli regioni quali l'Abruzzo e la Basilicata per condannarle a morte certa. Morte da avvelenamento da idrocarburi, sia per la popolazione che per le produzioni agricole di qualita'.

Obama punta sulle universita' per risollevare l'America. Le universita' italiane, e la scuola italiana in generale, cadono a pezzi senza che i politici se ne preoccupino.
Purtroppo per noi siamo governati per lo piu' da mezze cartucce, purtoppo per noi piu' in alto arrivano e piu' sono incapaci.
Piu' in alto arrivano e piu' preferiscono circondarsi di gente incapace e di 'yes man'.

Un leader, per definizione, si circonda di persone che lo mettono sempre in discussione e che sono pronte a fare obiezioni. Il leader non ha paura delle proprie idee e non si lascia scrivere la propria agenda delle priorita' dalle lobby e dai poteri forti. E ancora, il leader ha una visione d'insieme, sa dove si trova oggi e dove vuole essere tra X anni. Un leader sa infondere fiducia nella gente ammettendo quelle che sono le difficolta' e avendo un piano per affrontarle.

Guardate il nostro governo, nazionale e regionale: per lo piu' una banda di ignoranti, senza una visione d'insieme, messi li per ordine di partito, sempre pronti a prostituirsi ai poteri forti e sempe pronti a manipolare dati e fatti per far contento qualcuno che li ha messi su quella poltrona.



Quella che segue e' la traduzione di alcune parti del discorso di Obama. Ho tradotto le parti centrati sul tema dell'energia, il testo completo in inglese puo' essere preso qui.

Il peso di questa crisi non determinera' il destino di questa nazione. Le risposte ai nostri problemi non sono al di fuori della nostra portata. Esistono nei nostri laboratori e universita'; nei nostri campi e nelle nostre fattorie; nell'immaginazione dei nostri imprenditori e nell'orgoglio dei piu' grandi lavoratori della Terra. Possediamo ancora in grande misura quelle qualita' che hanno fatto dell'America la piu' grande forza di progresso e prosperita' nella storia umana. uello che e' richiesto a questa nazione e' di unirsi, confrontare apertamente le sfide ci atendono, e assumerci la responsabilita' del nostro futuro ancora un avolta.

Adesso, se siamo onesti con noi stessi, ammetteremo che per troppo a lungo, non abbiamo sempre confrontato queste responsabilita', come governo e come popolo. Io dico che questo non e' il momento di incolpare o guardare dietro, ma solo perche' e' solo capendo come siamo arrivati a questo punto che saremo capaci di tirarci fuori da questa situazione.

Il fatto e' che non e' che la nostra economia e' caduta in declino in una notte. E nemmeno tutti i nostri problemi sono iniziati quando il mercato della case e' collassato o la borsa e' affondata. Abbiamo saputo per decenni che la nostra sopravvivenza dipendeva dal trovare nuove sorgenti di energia. Nonostante cio' importiamo piu' petrolio oggi che mai prima. Il costo della sanita' erode sempre di piu' i nostri risparmi ogni anno, e ancora continuiamo a rinviare una riforma. I nostri bambini dovranno competere in una economia globale e troppe nostre scuole non li preparano abbastanza. E sebbene tutte queste sfide fossero irrisolte siamo comunque riusciti a spendere piu' soldi e innalzare il debito, sia come individui che come governo, piu' di prima.

In altre parole, abbiamo vissuto attraverso un era dove troppo spesso, i guadagni a breve periodo sono stati premiati sulla prosperita' di lungo periodo; dove abbiamo fallito nel guardare dietro il prossimo pagamento, il prossimo semestre, o la prossima elezione. Un avanzo di bilancio e' diventata una scusa per trasferire il benessere ai benestanti invece che una opportunita' per investire nel futuro.

Regolamentazioni sono state stracciate a vantaggio del profitto immediato e a spese di un mercato salutare. La gente ha comprato case quando sapevano che non potevano permettersele e le banche e finanziatori spingevano ugualmente per quei prestiti. E nel frattempo, discussioni critiche e decisioni difficili venivano rinviate per altri tempi in altri giorni.

Bene, il giorno del giudizio e' arrivato, e il tempo di prendere il comando del nostro futuro e' arrivato.

...Continua su economia USA ....

Noi siamo una nazione che ha visto promesse in mezzo ai pericoli, che ha tratto opportunita' da test difficili. Dobbiamo essere quella nazione ancora una volta.
Ecco perche', anche se taglia alcuni programmi di cui non abbiamo bisogno, il budget che sottomettero' al congresso investira' in tre aree che sono assolutamente critiche alla nostra economia del futuro: energia, sanita' e educazione.

Comincia con l'energia.

Sappiamo che la nazione che detiene il potere sull'energia pulita e rinnovabile guidera' il 21esimo secolo. E nonostante cio', e' la Cina che ha lanciato il piu' grande sforzo nella storia per fare loro l'economia dell'energia efficiente. Noi abbiamo inventato la tecnologia solare, ma nella sua produzione siamo finiti dietro nazioni come la Germania e il Giappone. Le nuove macchine ibride ricaricabili escono dalle nostre catene di montaggio, ma cammineranno grazie alle baterie fatte in Corea.

Bene, io non accetto un futuro dove i posti di lavoro e le industrie di domani hanno le radici al di fuori dei nostri confini, e lo so voi neppure. E' tempo per l'America di guidare ancora.

Grazie al nostro piano di recupero, raddoppieremo l'offerta di energia rinnovabile nei prossimi 3 anni. Abbiamo anche fatto il pi' grosso investiemto in ricerca di base della storia americana, un investimento che stimola non solo nuove scoperte energetiche, ma scoperte in medicina, scienza e tecnologia.

Presto costruiremo migliaia di chilometri di nuove linee elettriche che possono portare la nuova energia a nuove citta' e paesi attraverso la nazione. E metteremo gli americani al lavoro per fare le nostre case e i nostri edifici piu' efficienti in modo da risparmiare bilioni di dollari sulle nostre bollette elettriche.

Ma per trasformare la nostra economia, proteggere la nostra sicurezza, e salvar eil pianeta dalla devastazione dei cambiamenti climatici, dobbiamo assolutamente rendere l'energia pulita e rinnovabile profittabile. Quindi chiedo a questo congresso di mandarmi una legge che stabilisca un limite alle emissioni di inquinamento da carbone e che guidi la produzione di energia piu' rinnovabile in America. E per sopportare quell'innovazione, investiremo 15 bilioni di dollari all'anno per sviluppare tecnologie come l'eolico e il solare, biocarburanti d'avanguardia, carbone pulito e macchine e camion piu' efficienti costruiti qui in America.

...continua su scuola e altri temi.

Monday, February 23, 2009

Tanto fumo

(Foto: da internet)

L'articolo riportato di seguito da PrimaDaNoi.it parla di un piccolo, timido passo, della nuova giunta regionale contro i petrolieri che vogliono, e stanno gia' invadendo l'Abruzzo.

Per ora sembra piu' un contentino a tutti coloro che si battono contro le multinazionali del petrolio. Ricordiamci che nell'ultima campagna elettorale Chiodi era piuttosto confuso sul centro oli di Ortona e che per capire la posizione ufficiale del Pdl abbiamo dovuto aspettare il parere di sua Maesta' Silvio. Chiaramente Silvio si disse contrario dopo che un sondaggio rilevo' la contrarieta' dell'80% degli Abruzzesi al centro oli di Ortona.

La Puglia per limitare i danni ambientali dalle acciaierie Ilva ha fatto una propria legge regionale che ridefinisce i valori massimi di immissione di diossina dell'aria. La nuova legge determinera' di fatto la chiusura dell'Ilva.

Il nuovo disegno di legge abruzzese vuole alzare le royalties al 15%, mentre in tutto il mondo si pagano il 50% di royalties. C'e' una bella differenza. Inoltre quelle royalties servono per "ripristinare lo stato dei luoghi" dopo che il danno e' fatto.
Anche il piu' deficiente di tutti dovrebbe accorgersi della contraddizione. Se le compagnie petrolifere accettano di pagare queste royalties allora ammettono che andranno ad alterare lo stato dei luoghi, e visto che si parla di petrolio non sono danni che si risolvono in breve.

Perche' non hanno incluso nella legge regionale un limite alle emissioni di H2S di 0.005 ppm, cosi' come fissato dall'organizzazione mondiale della sanita' ? In Italia il limite per i petrolieri e' di 30ppm. Portiamo quel limite a 0.005 e monitoriamo l'idrogeno solforato (H2s), 24h/24h, vicino a tutti i pozzi estrattivi e impianti petroliferi. Colleghiamo quei sensori ad internet di modo che ogni cittadino possa accertare in un attimo quale e' lo stato dell'H2S nella regione. Con internet a disposizione e con i software moderni ci vuole un attimo anche se puo' sembrare una cosa difficilissima a chi non e' addetto del settore.


Da PrimaDaNoi.it:
Ecco il disegno di legge che ferma il Centro Oli

ABRUZZO. Un disegno di legge regionale che disciplina la localizzazione di nuove infrastrutture energetiche e che pone fine alla deregulation nel settore.

Uno strumento normativo che, con le sue previsioni, rende, di fatto, impraticabile l'ipotesi di realizzazione del Centro Oli di Ortona.
Stamane il disegno di legge è stato presentato dall'assessore all'Agricoltura, Mauro Febbo, dal senatore Fabrizio Di Stefano e dal consigliere regionale, Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl all'Emiciclo, nel corso di una conferenza stampa.
I firmatari del disegno di legge, con Febbo e Giuliante, sono i consiglieri regionali Luigi De Fanis, Emilio Nasuti e Nicola Argirò.
«La finalità del disegno di legge è duplice - ha spiegato l'assessore Febbo - infatti la prima finalità della nuova disciplina proposta è quella di rendere gli enti locali compartecipi delle decisioni relative alla costruzione e all'ampliamento degli stabilimenti di lavorazione e stoccaggio degli oli minerali, laddove invece la disciplina vigente non impone la partecipazione alla conferenza dei servizi dei Comuni confinanti con quello nel quale è ubicato l'impianto, mentre la seconda finalità è quella di subordinare lo sfruttamento di idrocarburi nel territorio regionale al versamento di un contributo integrativo in favore degli enti territoriali».
La disciplina riguardante il rilascio dell'autorizzazione all'installazione ed esercizio di stabilimenti di lavorazione e stoccaggio di oli minerali e l'ammontare ed i criteri di ripartizione tra gli enti interessati delle misure compensative alle quali può essere subordinata legittimamente la coltivazione di idrocarburi nel territorio regionale, spetterà alla Regione.
Il contributo compensativo a titolo di ristoro ambientale, spettante non solo al Comune del territorio di localizzazione degli impianti ma anche ai Comuni dei territori confinanti, sarà determinato nella misura massima prevista dalla legge, pari al 15% delle aliquote di prodotto estratto spettanti alla Regione ed al Comune. «Già nella scorsa legislatura il centrodestra, all'epoca all'opposizione, aveva presentato analogo disegno di legge - ha ricordato l'assessore Febbo - adesso mi auguro che su questa proposta converga l'unanime consenso del Consiglio regionale, accelerando i tempi di approvazione ed entrata in vigore della nuova disciplina di questo settore».
23/02/2009 13.23

Tuesday, February 17, 2009

Memorie di un disastro

(Foto da internet: fuoriuscita di petrolio per 11 giorni dal pozzo
della Union Oil al largo di Santa Barbara, USA)


Quando il caso peggiore diventa' realta'.

Riporto di seguito la traduzione dall'inglese di un articolo di William Welch per il quotidiano USA Today sul disastro del 1969 a largo di Santa Barbara. Non semrpe lo scenario migliore e' quello che ci si presenta davanti, alcune volte e' il peggiore che bussa alla porta.

E se uno scenario del genere si materializzasse davanti alle coste dell'Abruzzo ? L'Adriatico e' un mare praticamente chiuso. Se i 12 milioni di litri che fuoriuscirono davanti alle coste di Santa Barbara dovessero fuoriuscire davanti alle coste Abruzzesi ? Che ne sara' del nostro mare ? Del turismo ? Della pesca ? Delle giornate passate al mare sotto l'ombrellone ? Dei tuffi in mare ?

I petrolieri cosa dicono? Loro minimizzano sempre.
A fronte di 12 milioni di litri di petrolio sversati in mare e 56 chilometri di costa inquinata, Fred Hurtley, presidente della Union Oil che causo' il disastro di Santa Barbara disse: "non mi piace chiamarlo disastro perche' non ha causato la perdita di vite umane. Sono sorpreso di tutta la pubblicita' data alla perdita di pochi uccelli".


Memorie persistenti di un disastro

SANTA BARBARA, California — Quasi 40 anni dopo, James "Bud" Bottoms non può dimenticare il giorno in cui le onde del Pacifico si sono calmate, gli uccelli sono spariti, e un denso strato di una sostanza nera e appiccicosa e' scivolata attraverso la spiaggia bianca e il porto sottostante la sua finestra.

"Abbiamo pensato che il mondo stesse finendo", dice Bottoms. "La gente andava alla spiaggia e piangeva. Niente onde. Solo quello strato denso e appiccicoso sull'acqua piatta".

Per i residenti di lungo tempo di questa comunità benestante sul mare a nord di Los Angeles la devastante perdita di petrolio in mare del 1969 e' stato un evento galvanizzante. Oltre a far consolidare l'opposizione all'industria del petrolio in California, ha attratto l'attenzione mondiale ai pericoli della produzione di petrolio in caso di incidenti e ha aiutato a far nascere un movimento nazionale.

La moratoria su nuove perforazioni in mare puo' tracciare la sua origine all'opposizione che si e' accesa con lo sversamento di Santa Barbara del 1969. Secondo uno studio del 2002 di due ricercatori geografici dell'Universita' della California di Santa Barbara lo sversamento e' stato da stimolo alla creazione nel 1970 della Enviromental Protection Agency (EPA) e del Clean Air Act. Lo sversamento ha inoltre portato la California a creare il suo proprio direttivo per la qualita' ambientale, regolamentazioni federali piu' severe per l'industria del petrolio, la nascita di gruppi ambientali e del primo Earth Day.

"Ci piace pensare a noi stessi come l'inizio del movimento ambientale, a causa di quella fuoriuscita", dice il sindaco Marty Blum, che si trasferi' nellla citta' proprio 2 mesi prima del disastro.

Circa 3.4 milioni di galloni (= 12.8 milioni di litri) di petrolio furono dispersi, estendendosi per 800 miglia quadrate (=1200 chilometri quadrati) di oceano e rovinando 35 miglia della costa (=56 chilometri). E' stato il peggior rilascio di petrolio fino a 20 anni dopo quando la Exxon Valdez colpi' una scogliera e perse circa 11 milioni di galloni (41 milioni di litri).

Lo sversamento di Santa Barbara fu dovuto ad una fuga incontrollata (blowout) da un pozzo profondo 3500 feet (1 chilometro) sotto la piattaforma A operata dalla Union Oil, a 5 miglia (8 chilometri) dalla costa. La pressione causo' delle spaccature sul fondale marino vicino al pozzo mentre i lavoratori estraevano una tubatura e il petrolio venne su per 11 giorni prima che i lavoratori riuscissero a tappare la perdita. Secondo un rapporto dell'universita', la compagnia petrolifera aveva ottenuto un lasciapassare dal governo federale per usare un rivestiemento piu' corto di quanto prescritto dalle norme federali, una mossa che contribui' alla catastrofe.

Bottoms, 80 anni, fu uno dei primi a sapere della perdita incontrollata (blowout) alle 10.45 del 28 Gennaio 1969. Artista e padre dell'attore Timothy Bottoms, era indignato e disse al suo capo "Dobbiamo cacciare il petrolio", ricorda adesso. E per la fine del giorno avevano organizzato un gruppo chiamto Get Oil Out, or GOO. (Nota: "goo" in inglese vuol dire sostanza densa e appiccicosa e il termine viene spesos usato come sinonimo di petrolio)

Gli industriali ammettono che la perdita di Santa Barbara fu un disastro per le loro attività. Joe Sparano, presidente della Western States Petrleum Association, una associazione petrolifera, dice che i limiti sulla produzione in mare sono "assolutamente connessi con la tragedia di 40 anni fa".

L'industria del petrolio dice che la tecnologia e' migliorata enormemente nei quarant'anni successivi allo sversamento e che le possibilita' di un altra perdita sono diminuite. "La tecnologia che esiste oggi e' nettamente superiore a quella che esisteva nel 1969" dice Sparano.

I veterani di quello sversamento sminuiscono queste affermazioni e il Presidente Bush invoca più pozzi. "Ho imparato che il caso peggiore e' quello più probabile" dice Charlie Eckberg, un membro del GOO.

— William M. Welch, USA TODAY

Fonti: USA Today, The Santa Barbara Oil Spill: A Retrospective
Immagini del disastro del 1969: Los Angeles times

Monday, February 16, 2009

Total in Basilicata: STOP !



Dalla Gazzetta del Mezzogiorno e da da SwissInfo.ch del 16/2/2009 due notizie sulla petrolizzazione e distruzione della Basilicata. Grazie Ivo.

La stessa notizia e' riportata anche sui siti di Financial Times e di Reuters. Come al solito certe notizie, un po' scomode, hanno piu' risalto all'estero che in Italia. Su Corriere.it e Repubblica.it si parla di stupri e votazioni in Sardegna da diversi giorni.

Da SwissInfo.ch del 16/02/2009:

Italia: tangenti; gip Potenza ferma Total per un anno

POTENZA, 16 feb (AWP/ats/ansa) La "Total Italia Spa" dovrà sospendere per un anno le attività di produzione di idrocarburi in Basilicata, dove è titolare della concessione "Gorgoglione": la sospensione è stata decisa dal giudice per le indagini preliminari (gip) di Potenza, Rocco Pavese, applicando una misura cautelare (sulla base di una legge statale del 2001) su richiesta del ministero pubblico, Henry John Woodcock, nell'ambito dell'inchiesta su presunte tangenti sugli appalti per l'estrazione del greggio in Basilicata.

La concessione della Total riguarda anche la costruzione di un centro oli, i cui lavori di realizzazione sono cominciati in novembre, nell'ambito del progetto "Tempa rossa" (uno dei più grandi giacimenti lucani che, secondo le previsioni della Total, dovrebbe andare in produzione nel 2012).

La misura cautelare che prevede la sospensione delle attività, si legge nel provvedimento del gip, "è adeguata all'eccezionale gravità del caso", e "consente di porre termine alle sistematiche pratiche illegali poste in essere dalla Total Italia nell'ambito delle attività legate allo sfruttamento della concessione Gorgoglione".

La società petrolifera infatti, secondo il gip, avrebbe messo in atto "pratiche di corruzione e di clientelismo in vista di profitti enormi"; tra l'altro avrebbe lucrato, allo stato attuale, "un risparmio nell'ordine di grandezza di (almeno) una decina di milioni di euro", in particolare attraverso un meccanismo che riguarda l'acquisto o l'esproprio delle aree per la realizzazione del centro oli con "una determinazione dolosamente falsa del valore" dei terreni, ceduti alla Total a un prezzo più basso di quello del mercato.

Gli illeciti, quindi, avverrebbero "in danno del libero mercato - prosegue il gip - e della collettività", anche attraverso "appalti 'pilotati'". Il gip ha accolto parzialmente le richieste del ministero pubblico, che aveva sollecitato nei confronti della Total Italia l'interdizione dall'esercizio di tutte le attività.

Nell'ambito del procedimento penale in dicembre erano state arrestate numerose persone tra cui l'amministratore delegato di Total ed il responsabile del progetto "Tempa Rossa".

Secondo quanto si è appreso da fonti vicine alla Procura, sono state anche effettuate perquisizione in sedi di altre società coinvolte a vario titolo nello stesso procedimento penale.

AWP



Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 16/2/2009:

Total Basilicata ferma per un anno

POTENZA - I carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e personale della Squadra Mobile di Potenza stanno notificando alla società «Total Italia S.p.a.» la misura cautelare di sospensione per un anno della concessione denominata «Gorgoglione» per la coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi. Contestualmente, sono in corso anche perquisizioni in sedi di altre società coinvolte a vario titolo nello stesso procedimento penale, che lo scorso dicembre ha portato all’arresto di numerose persone tra cui l’amministratore delegato ed il responsabile del progetto «Tempa Rossa» (denominazione di uno dei più grandi giacimenti della Basilicata) nell’ambito di un’inchiesta diretta dal pm Henry John Woodcock della Procura di Potenza per tangenti sugli appalti per l’estrazione di petrolio in Basilicata.

GLI ARRESTI DI DICEMBRE
Tra le 11 persone arrestate lo scorso 16 dicembre nell’ambito dell’inchiesta coordinata da Woodckock, ci sono lo stesso amministratore delegato della Total Italia 'Esplorazione e produzione', Lionel Levha e il responsabile del progetto Tempa Rossa, Jean Paul Juguet, insieme a loro collaboratori, amministratori locali e faccendieri, oggi quasi tutti ai domiciliari.
Un’ordinanza di custodia cautelare aveva raggiunto anche il parlamentare del Pd Salvatore Margiotta, ma il Tribunale del Riesame ha annullato il provvedimento. Lo stesso Tribunale, che ha fatto cadere pure l’originaria accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, ha invece confermato i «gravi indizi» per singoli episodi di corruzione relativi ad appalti di vario genere e di concussione in danno dei proprietari dei terreni da espropriare.

La sospensione di oogi della concessione «Gorgoglione» alla Total è stata decisa dal gip di Potenza, Rocco Pavese. L’udienza per la discussione per la richiesta interdittiva a carico della società petrolifera francese era cominciata nel gennaio scorso. La misura è stata applicata in considerazione di quanto previsto da una legge statale del 2001. La concessione alla Total riguarda la costruzione di un grande centro oli: la spesa prevista da «Tempa Rossa» è pari ad alcune decine di milioni di euro.

LE MOTIVAZIONI DEL GIP: PRATICHE ILLEGALI E PROFITTI ENORMI
La misura cautelare di sospensione per un anno della concessione per la produzione di idrocarburi in Basilicata inflitta dal gip di Potenza alla Total «è adeguata alla eccezionale gravità del caso» e «consente di porre termine alle sistematiche pratiche illegali poste in essere dalla Total Italia Spa nell’ambito delle attività legate allo sfruttamento della concessione 'Gorgoglione'», in provincia di Potenza, nell’ambito della quale la società sta realizzando il progetto Tempa Rossa. E' quanto afferma lo stesso gip, Rocco Pavese, nel provvedimento che è in corso di esecuzione a cura della squadra mobile di Potenza, diretta da Barbara Strappato, e dai carabinieri del Noe, coordinati dal colonnello Sergio De Caprio (il 'capitano Ultimo' che arrestò Totò Riina).

Nella vicenda delle presunte tangenti per gli appalti legati all’estrazione del petrolio in Basilicata la Total avrebbe messo in atto «pratiche di corruzione e di clientelismo (nell’occasione anche di concussione) in vista di profitti enormi», si legge ancora nel provvedimento del gip di Potenza, «illeciti che avvengono in danno del libero mercato e della collettività. La possibilità di ottenere indebiti favori (in primis, gli appalti pilotati) lede gravemente il principio della libera concorrenza, che è fondamento del sistema economico e presupposto per la crescita complessiva, anche occupazionale, di un Paese moderno».
Sempre secondo il giudice, inoltre, «è da escludere che gli indagati abbiano agito per proprio esclusivo interesse, essendo palese che i reati sono stati commessi nell’interesse e a vantaggio della società, che inoltre ne ha tratto un rilevante profitto». Non solo: «l'enorme portata degli interessi in gioco induce a ritenere che essi abbiano agito di intesa (se non nei dettagli, certamente nella metodologia) anche con la Casa madre».


I lavori per la realizzazione del Centro Oli Tempa Rossa sono cominciati lo scorso novembre, mentre il giacimento dovrebbe andare in produzione nel 2012: il condizionale è d’obbligo, considerati gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria. Il gip tuttavia ha deciso di non nominare un commissario anche perché, si legge nel provvedimento cautelare, l’attività di realizzazione delle opere finalizzata alla futura estrazione degli idrocarburi «ben potrà essere proseguita dalle società contitolari» della concessione (si tratta di altre due società petrolifere); le opere in questione, inoltre, «sono appena iniziate (con i lavori di sbancamento dell’area) e non si ravvisano allo stato rilevanti ripercussioni sull'occupazione».

Il gip Pavese ha accolto parzialmente le richieste del pm Woodckock, che aveva sollecitato nei confronti della Total Italia l’interdizione dall’esercizio di tutte le attività.

16/2/2009

Thursday, February 12, 2009

Vederci chiaro


Le notizie riportate di seguito sono di PrimaDaNoi.it:

Concorsi truccati:si indaga per corruzione. Polizia all'Arta, Arit, Regione, Asl

PESCARA. Agenti della polizia sono da questa mattina negli uffici di viale Marconi dell’Arta Abruzzo, l’agenzia regionale per la tutela ambientale. Perquisizioni e acquisizioni di documenti in tutta la regione.

Dalle 8.30 alcuni agenti stanno lavorando all’interno degli uffici alla ricerca di documentazione da acquisire e sequestrare. Dalle prime indiscrezioni emerse sembrerebbe che si tratti di una inchiesta su recenti concorsi banditi dall’Arta sui quali probabilmente qualcuno ha segnalato presunte irregolarità.
Gli agenti sarebbero stati per molti minuti chiusi a colloquio con il direttore Gaetano Basti. Ma al momento dalla direzione non intendono parlare né fornire chiarimenti e non si conoscono ulteriori particolari.

Tra gli ultimi mesi del 2008 e le prime settimane del 2009 sono stati molti gli esami banditi dall’Arta. Tra le posizioni aperte con bando pubblicato il 2 gennaio 2009 vi sono quelle di 1 posto di Collaboratore Tecnico Professionale - Informatico a tempo indeterminato.(Cat. D – Fascia Economica Iniziale); 3 posti di Collaboratore Tecnico Professionale - Ingegnere Ambientale a tempo indeterminato.(Cat. D – Fascia Economica Iniziale); 1 posto di Collaboratore Tecnico Professionale - Ingegnere Civile a tempo indeterminato.(Cat. D – Fascia Economica Iniziale); 4 posti di Collaboratore Tecnico Professionale Chimico Industriale a tempo indeterminato, categoria D, fascia economica iniziale - CCNL Comparto Sanità.

12/02/2009 11.12

IPOTIZZATI REATI DI CORRUZIONE

La Digos della questura di Pescara ha acquisito questa mattina documentazione su uno dei concorsi banditi dall'Agenzia per collaboratore amministrativo.
Sul fronte delle indagini al momento si sa che il tutto sarebbe scaturito da una denuncia risalente a qualche mese fa.
Il titolare dell'inchiesta e' il pm Gennaro Varone che ravviserebbe reati contro la pubblica amministrazione e di corruzione.
Gli indagati sarebbero quattro o cinque. Al momento le perquisizioni sarebbero diverse e si sarebbero spostate altrove ma non è stato possibile sapere dove.

Dopo il controllo il direttore generale dell'Arta, Gaetano Basti, si è detto tranquillo ed ha ribadito che «sono stati fatti concorsi a decine e si e' sempre agito con massima trasparenza. Le commissioni hanno sempre avuto totale autonomia e io mi fido dei componenti delle commissioni, che sono persone serie. Siamo tranquilli - ha aggiunto - e riteniamo che sia normale che qualcuno che non ha vinto possa aver sollecitato dei chiarimenti».
Basti ha anche garantito «massima collaborazione».

12/02/2009 11.55

«DECINE DI CONCORSI TRUCCATI»: PERQUISIZIONI IN REGIONE, ARIT, ARPA, ASL


Ha tutta l’aria di essere una nuova maxi inchiesta quella di cui si ha contezza oggi.
Infatti in mattinata sono state operate numerose perquisizioni da parte della Digos coadiuvata anche dal reparto aquilano.
La polizia infatti ha perquisito ed acquisito atti anche negli uffici della Regione Abruzzo a L'Aquila (settore risorse umane e concorsi), negli uffici della Regione di Pescara (direzione agricoltura di via Catullo), negli uffici dell'Arit di Tortoreto e negli uffici dell'Arpa di Chieti e della Asl di Avezzano.
Al centro dell’interesse degli agenti sempre concorsi ma evidentemente che riguardano molti enti che gravitano intorno alla Regione.
Si parla di una decina di procedure concorsuali, forse di più.
Sembrerebbe, inoltre, secondo l’agenzia Agi, che si stia indagando su presunti aiuti assicurati ai concorrenti da parte di alcuni dirigenti.
Stamane sono stati anche perquisiti l'abitazione e l'ufficio di un dirigente della Regione.

12/02/2009 13.23

Saturday, February 7, 2009

La politica della camomilla

(Foto da internet)


PETROLIO, SILENZI & BUGIE

Mentre la maggior parte degli enti locali ancora fatica a prendere atto che la campagna petrolifera d’Abruzzo è cosa fatta, il nostro territorio viene continuamente preso d’assalto a suon di carte da bollo e decreti.
In una recente intervista l’Ing. Ezio Faieta, Dirigente del Servizio Attività Estrattive e Minerarie della Regione Abruzzo, ha minimizzato con queste parole il pericolo trivelle: “La mobilitazione in atto in provincia contro trivelle e piattaforme sarebbe ingiustificata, visto che a Roma non c’è alcuna concessione, nemmeno per la ricerca”.
Purtroppo per il futuro dell’Abruzzo, l’Ing. Ezio Faieta è stato immediatamente smentito dai fatti visto che a Roma un permesso di ricerca c’è: si chiama CIVITAQUANA ed interessa un’area di 615.37 kmq, spalmata tra le provincie di Teramo, Pescara e Chieti, ed interferisce con i Parchi Nazionali del «Gran Sasso-Monti della Laga» e della «Maiella».
Il permesso di cui parliamo è stato conferito il 24 luglio 2007 (con scadenza il il 24 luglio 2013) alla VEGA OIL ed alla PETROCELTIC.
L’intero procedimento amministrativo, avviato il 30 maggio 2001, si è concluso per l’appunto il 27 luglio 2007 con il decreto ministeriale di conferimento n.°83 che dà conto di tutto quanto accaduto e di tutto ciò di cui si sono rese protagoniste, in termini negativi o di disinteresse, le amministrazioni dello Stato e le strutture tecniche della Regione.
Per quanto riguarda il ruolo avuto in questa vicenda anche dall’Amministrazione Provinciale di Teramo, segnaliamo il parere n.°50 (di compatibilità parziale) espresso dalla S.U.P. nella seduta del 20 giugno 2006, nel corso della quale fu dato analogo parere anche per la più celebre “Corropoli”.
Per facilitare la lettura del decreto ministeriale di conferimento, allegato alla presente, abbiamo evidenziato in grassetto le parti più salienti che si commentano da sole in merito all’impegno dimostrato dai nostri solerti amministratori nella difesa del territorio abruzzese.
Ma non basta, mentre il “partito della camomilla” tace o al più si sforza di tranquillizzare gli abruzzesi sul rischio trivelle, l’ENI e le altre compagnie petrolifere straniere continuano a spartirsi l’Abruzzo ignorando totalmente le labili prese di posizione verbali dei politici, degli amministratori e dei funzionari regionali.

Un ulteriore brutto capitolo di questa spartizione riguarda l’Adriatico Abruzzese dove le istanze di concessione per estrarre petrolio sono diventate due. Dopo la prima, presentata dall’ENI e che interessa circa 59 kmq., ecco spuntare magicamente anche la seconda di fronte Ortona-San Vito, per mano di MEDOILGAS ITALIA, più sotto costa rispetto alla precedente e con un raggio d’azione tre volte superiore (145 kmq.).
Purtroppo quando nel giugno dello scorso anno andammo alla presentazione della MOG, da cui discende la Medoilgas, l’Amministratore Morandi l’aveva detto a chiare lettere: “Entro fine anno presenteremo l’istanza di coltivazione”. Detto, fatto!
L’istanza è stata presentata il 18 dicembre 2008 e pubblicata sul B.U.I.G. di gennaio.
Questo significa che molto presto ci saranno sottocosta le piattaforme fisse per l’estrazione di petrolio greggio e ce le terremo per decenni.
Queste piattaforme, dichiarava l’Ing. Morando durante la conferenza stampa, faranno l’attività di desolforazione in mare perché il petrolio Abruzzese (classificato API 12, un po’ meglio del bitume) è praticamente non trasportabile!
La Medoilgas è una società a responsabilità limitata, di fatto di proprietà della Mediterranean Oil & Gas australiana, il che vuol dire che nel caso di incidente (evenienza molto probabile nelle piattaforme offshore) risponderà soltanto del suo (esiguo) capitale sociale perché non risulta che siano state fatte assicurazioni o fideiussioni a favore della regione Abruzzo.

Abruzzo, 6 febbraio 2009

Firmato
Comitato Natura Verde – Presidente , Lino Olivastri
Impronte – Enrico Gagliano
Nuovo Senso Civico – Antonello Tiracchia

Si associano ai firmatari:
Abruzzo in Movimento
Abruzzo No-Triv
Abruzzo Rinnovabile
Abruzzo Sostenibile
Apocalisse Italia
Emergenza Ambiente Abruzzo
No al Centro Oli dalla California
No Centro Oli

Thursday, February 5, 2009

Tremonti a Davos. Bella figura!

A Davos-Klosters (Svizzera) dal 28 Gennaio al 1 Febbraio 2009 si e' tenuto il World Economic Forum. Per l'Italia c'erano Mario Draghi in qualità di governatore della banca d'Italia, il ministro dell'economia Giulio Tremonti e Letizia Moratti, sindaco di Milano.

Il ministro Tremonti intervistato dalla MSNBC, incredibile ma vero, prende e se ne va senza dare spiegazioni quando gli chiedono degli aiuti che il governo si appresta a dare a Unicredit.

Forse i nostri politici non sono abituati a domande scomode, a giornalisti veri. O forse era sorpreso che un giornalista americano, sui monti svizzeri, sapesse degli aiuti di stato alle banche. Mistero.

Fatto sta pero' che il giornalista della MSNBC ha fatto ridere mezzo mondo mandando in onda il filmato. Per chi non lo sapesse, MSNBC e' un canale televisivo FINANZIARIO, non e' canale 5, non e' il Tg1, non e' Porta a Porta o Ballaro' dove Tremonti si destreggia con molta sicurezza.

Qualche milione di persone stava sicuramente guardando il servizio, cosa deve aver pensato un possibile investitore dell'Italia ? Che siamo il paese delle barzellette come minimo, ma anche che tutto ommato e' meglio andare altrove, non vi pare ?

Avanti Italia, avanti popolo.



Wednesday, February 4, 2009

Sempre i soliti


Si parla di enrgia, si parla di possibili imbrogli. Ognuno pensi ad una azienda energetica nazionale, attiva nel campo del gas e del petrolio. Abbiamo pensato la stessa cosa ? Penso di si. Certo che hanno proprio una brutta 'annominata' quei signori li, quelli del cane...

Questa volta pero' non sono soli e con loro ci sono anche Butan Gas e Liquigas, e si parla di Gpl in particolare.

Secondo quanto riportato da Repubblica.it, l'Antitrust ha deciso di estendere a tutto il territorio nazionale un inchiesta riguardante un possibile cartello nazionale del prezzo del Gpl ad uso domestico. "La decisione è stata adottata alla luce di una dettagliata segnalazione pervenuta all'Autorità garante della concorrenza e del mercato secondo la quale le società Butan Gas, Eni e Liquigas, principali operatori attivi in Italia, avrebbero partecipato a un'intesa volta alla determinazione congiunta dei listini dei prezzi al pubblico del Gpl sfuso e in bombole su tutto il territorio nazionale". (Fonte: Repubblica.it)
E ancora: "Secondo la segnalazione - spiega l'Autorità in una nota - l'accordo, che si sarebbe realizzato attraverso incontri a livello di vertice, sarebbe stata finalizzato alla determinazione congiunta dei listini dei prezzi al pubblico del Gpl sfuso e in bombole su tutto il territorio nazionale".

Ecco forse perche' il prezzo delpetrolio scende al livello mondiale e in Italia rimane tutto come prima. Ecco perche' le aziende che fanno buisiness in Italia son sempre le stesse. nessuno fallisce, ma non si permette neanche a nessuna altra azienda di nascere. Tutto manipolato, tutto anestetizzato, tutto sotto controllo dei soliti 3 o 4 che gestiscono tutto.

Evviva l'Italia.

Tuesday, February 3, 2009

Missing in Action


A Davos-Klosters (Svizzera) dal 28 Gennaio al 1 Febbraio 2009 si e' tenuto il World Economic Forum. Per l'Italia c'erano Mario Draghi in qualità di governatore della banca d'Italia, il ministro dell'economia Giulio Tremonti e Letizia Moratti, sindaco di Milano.

Berlusconi ? No, lui non c'era ma sono sicuro che gli altri partecipanti non hanno sentito la mancanza. I primi ministri che invece sono andati a Davos sono di: Albania, Australia, Belgio, Danimarca, Irlanda, Giappone, Kenya, Marocco, Mozambico, Olanda, Pakistan, Cina, Polonia, Corea del Sud, Qatar, Federazione Russa, Svezia, Thailandia, Turchia e Gran Bretagna. Per non parlare della folta delegazione di presidenti di verse nazioni.

Dove era il nostro Silvio, eroe della patria ? Il nostro primo ministro aveva probabilmente cose più importanti da fare, vedi la campagna elettorale in Sardegna. Campagna elettorale che tra le altre cose paghiamo noi cittadini e non il suo partito: le auto blindate, i servizi segreti, le scorte, gli hotel e gli spostamenti quanto ci costano?

Uno può anche pensare che tutto sommato questi meeting sono solo chiacchiere. Ma se non servono, e Silvio ha fatto bene a non andare, allora sono Tremonti e Moratti che sono dei perdi tempo. Comunque la si gira, qualcosa non torna.

A proposito di sindaci, a Davos c'era anche il sindaco di San Francisco. Chissà se la Moratti si e' fatta spiegare come si fa a fare sparire le buste di plastica dalla città e a riciclare oltre il 75% dei rifiuti, visto che a san Francisco si fa. Dal suo canto la Moratti poteva offrire consigli su come si gestisce sul territorio una raffineria stile Sarroch in Sardegna, di proprietà appunto dei Moratti.

Dunque il mondo sprofonda nella crisi e i capi di stato cercano di correre ai ripari. Silvio di cosa si preoccupa ? Lui pensa alle qualità manageriali di Soru, questi sono i suoi problemi. Le dichiarazioni rilasciate in TV, e riportate qui sotto, sono a dir poco ridicole e ancora una volta dimostrano la bassezza del soggetto.

Avanti con ottimismo, ma verso il baratro.

Cosi' parla il nostro presidente del consiglio, Silvio Berlusconi nel Febbraio 2009, nel bel mezzo della peggiore crisi mondiale dagli anni '30:

Berlusconi: «Soru un fallito in tutto e un incantatore di serpenti»

ROMA (3 febbraio) - Renato Soru «è un incantatore di serpenti, è una persona fallita in tutto quello che ha fatto, fallito come imprenditore, come politico, come governatore della Sardegna». Lo dice il premier Silvio Berlusconi in un'intervista a Studio Aperto e spiega, riferendosi a Tiscali, quotata in Borsa: «Come imprenditore ha messo su un'azienda che è riuscita ad inanellare undici anni di perdite continuative, per un totale di 3 miliardi e circa 300 milioni di perdite, di passività. Incredibile ma vero. Un'azienda che è stata quotata in Borsa e che ha raggiunto il valore per azione di oltre 100 euro, che adesso vale 38 centesimi, pensa quante persone sono state defraudate, impoverite da questa situazione».

Il presidente del Consiglio rileva inoltre che «sta dimezzando i suoi organici, ha licenziato anche recentemente oltre 250 persone». Berlusconi aggiunge: «Io credo che un imprenditore che non è riuscito a far funzionare le sue aziende non possa presentarsi come colui che potrà portare sostegno e aiuto alle aziende della Sardegna».

E riferendosi all'impegno pubblico di Soru conclude, accusandolo dell'aumento «del livello di povertà e delle persone disoccupate», che: «Come politico ha distrutto, con il suo carattere torvo, iroso la stessa coalizione di sinistra che lo sosteneva in una teatrino di risse continuative, con la farsa ultima delle dimissioni».

Fonte: Lista dei partecipanti al Forum di Davos.

Monday, February 2, 2009

Cemento selvaggio - e inutile.


Rocca San Giovanni, la Foce, ancora un bel posto, con scorci che incantano, una rara spiaggia libera dai frastuoni dei juke box e anonimi cubi di cemento dai nomi esotici.
La frequentano numerosi turisti alla ricerca di luoghi naturali e tipici, e molti abruzzesi che ricercano rari luoghi dove la propria terra non stata violentata dal pessimo gusto di quella modernità degli anni '60 '70 che ha disintegrato decine e decine di chilometri di costa .
Ma cosa fa L'amministrazione? Comunale di Rocca San Giovanni? presenta un progetto preliminare a ridosso delle festività natalizie , che interessa la fine della stupenda vallata in località Foce in prossimità mare, vicino alla riserva 'Fosso delle Farfalle', un progetto di 9.000 mc con 60 miniappartamenti, piscina, campi da tennis, teatro all'aperto, piazza pavimentata, e parcheggio sotto una bellissima pineta. 'Una operazione', per il sindaco Giovanni Di Rito 'necessaria' per salvare da 20 anni di incuria una delle nostre zone straordinarie . Ma se un luogo straordinario -e qui siamo tutti d'accordo-, perché non lo lasciano cosi come e', inoltre i torrenti per essere sanati mica hanno bisogno di piscine e campi d tennis o parcheggi, e se c'e' stata incuria, riguardo manufatti che 20 anni fa costarono alla collettività un un miliardo di vecchio conio per la costruzione mai ultimata di uno spogliatoio, un campo da tennis e uno di calcetto con recinzione e strada di accesso, non comprendiamo perche' occorre far cementificare un'area di impareggiabile bellezza proprietà del comune e quindi di tutti i cittadini.
I cittadini inoltre, sono stati informati? c'e' stata una consultazione democratica??
Perche' invece non fare una operazione turistica intelligente, con il restauro del manufatto abbandonato al miglior progetto, senza ulteriore consumo del suolo, in cambio della gestione dello stesso per numero anni da definire, incentivare il restauro delle case coloniche che possono diventare dei Bed and Brekfast, agriturismi, realizzare insomma senza ulteriore consumo del suolo quello che oggi si chiama albergo diffuso, andando verso un turismo in crescita al 20% annuo, che ricerca l'anima dei luoghi, e non il cemento gia' copioso lungo la costa dei trabocchi, un turismo che lascia ai territori l'80% del denaro speso.
Per i parcheggi basta razionalizzare quelli già esistenti, la spiaggia non chilometrica, a meno che si pensi che i bagnanti debbano stare come dentro una scatola di sardine.
La preghiamo signor sindaco, pensi un po' alle generazioni future, e a quelle attuali, siamo certi che ad un anonima piscina preferiscono quello che lei stesso definisce : un luogo straordinario .

Coordinamento Per la Tutela Della Costa Teatina