Monday, February 2, 2009

Cemento selvaggio - e inutile.


Rocca San Giovanni, la Foce, ancora un bel posto, con scorci che incantano, una rara spiaggia libera dai frastuoni dei juke box e anonimi cubi di cemento dai nomi esotici.
La frequentano numerosi turisti alla ricerca di luoghi naturali e tipici, e molti abruzzesi che ricercano rari luoghi dove la propria terra non stata violentata dal pessimo gusto di quella modernità degli anni '60 '70 che ha disintegrato decine e decine di chilometri di costa .
Ma cosa fa L'amministrazione? Comunale di Rocca San Giovanni? presenta un progetto preliminare a ridosso delle festività natalizie , che interessa la fine della stupenda vallata in località Foce in prossimità mare, vicino alla riserva 'Fosso delle Farfalle', un progetto di 9.000 mc con 60 miniappartamenti, piscina, campi da tennis, teatro all'aperto, piazza pavimentata, e parcheggio sotto una bellissima pineta. 'Una operazione', per il sindaco Giovanni Di Rito 'necessaria' per salvare da 20 anni di incuria una delle nostre zone straordinarie . Ma se un luogo straordinario -e qui siamo tutti d'accordo-, perché non lo lasciano cosi come e', inoltre i torrenti per essere sanati mica hanno bisogno di piscine e campi d tennis o parcheggi, e se c'e' stata incuria, riguardo manufatti che 20 anni fa costarono alla collettività un un miliardo di vecchio conio per la costruzione mai ultimata di uno spogliatoio, un campo da tennis e uno di calcetto con recinzione e strada di accesso, non comprendiamo perche' occorre far cementificare un'area di impareggiabile bellezza proprietà del comune e quindi di tutti i cittadini.
I cittadini inoltre, sono stati informati? c'e' stata una consultazione democratica??
Perche' invece non fare una operazione turistica intelligente, con il restauro del manufatto abbandonato al miglior progetto, senza ulteriore consumo del suolo, in cambio della gestione dello stesso per numero anni da definire, incentivare il restauro delle case coloniche che possono diventare dei Bed and Brekfast, agriturismi, realizzare insomma senza ulteriore consumo del suolo quello che oggi si chiama albergo diffuso, andando verso un turismo in crescita al 20% annuo, che ricerca l'anima dei luoghi, e non il cemento gia' copioso lungo la costa dei trabocchi, un turismo che lascia ai territori l'80% del denaro speso.
Per i parcheggi basta razionalizzare quelli già esistenti, la spiaggia non chilometrica, a meno che si pensi che i bagnanti debbano stare come dentro una scatola di sardine.
La preghiamo signor sindaco, pensi un po' alle generazioni future, e a quelle attuali, siamo certi che ad un anonima piscina preferiscono quello che lei stesso definisce : un luogo straordinario .

Coordinamento Per la Tutela Della Costa Teatina

No comments: