Tuesday, February 17, 2009

Memorie di un disastro

(Foto da internet: fuoriuscita di petrolio per 11 giorni dal pozzo
della Union Oil al largo di Santa Barbara, USA)


Quando il caso peggiore diventa' realta'.

Riporto di seguito la traduzione dall'inglese di un articolo di William Welch per il quotidiano USA Today sul disastro del 1969 a largo di Santa Barbara. Non semrpe lo scenario migliore e' quello che ci si presenta davanti, alcune volte e' il peggiore che bussa alla porta.

E se uno scenario del genere si materializzasse davanti alle coste dell'Abruzzo ? L'Adriatico e' un mare praticamente chiuso. Se i 12 milioni di litri che fuoriuscirono davanti alle coste di Santa Barbara dovessero fuoriuscire davanti alle coste Abruzzesi ? Che ne sara' del nostro mare ? Del turismo ? Della pesca ? Delle giornate passate al mare sotto l'ombrellone ? Dei tuffi in mare ?

I petrolieri cosa dicono? Loro minimizzano sempre.
A fronte di 12 milioni di litri di petrolio sversati in mare e 56 chilometri di costa inquinata, Fred Hurtley, presidente della Union Oil che causo' il disastro di Santa Barbara disse: "non mi piace chiamarlo disastro perche' non ha causato la perdita di vite umane. Sono sorpreso di tutta la pubblicita' data alla perdita di pochi uccelli".


Memorie persistenti di un disastro

SANTA BARBARA, California — Quasi 40 anni dopo, James "Bud" Bottoms non può dimenticare il giorno in cui le onde del Pacifico si sono calmate, gli uccelli sono spariti, e un denso strato di una sostanza nera e appiccicosa e' scivolata attraverso la spiaggia bianca e il porto sottostante la sua finestra.

"Abbiamo pensato che il mondo stesse finendo", dice Bottoms. "La gente andava alla spiaggia e piangeva. Niente onde. Solo quello strato denso e appiccicoso sull'acqua piatta".

Per i residenti di lungo tempo di questa comunità benestante sul mare a nord di Los Angeles la devastante perdita di petrolio in mare del 1969 e' stato un evento galvanizzante. Oltre a far consolidare l'opposizione all'industria del petrolio in California, ha attratto l'attenzione mondiale ai pericoli della produzione di petrolio in caso di incidenti e ha aiutato a far nascere un movimento nazionale.

La moratoria su nuove perforazioni in mare puo' tracciare la sua origine all'opposizione che si e' accesa con lo sversamento di Santa Barbara del 1969. Secondo uno studio del 2002 di due ricercatori geografici dell'Universita' della California di Santa Barbara lo sversamento e' stato da stimolo alla creazione nel 1970 della Enviromental Protection Agency (EPA) e del Clean Air Act. Lo sversamento ha inoltre portato la California a creare il suo proprio direttivo per la qualita' ambientale, regolamentazioni federali piu' severe per l'industria del petrolio, la nascita di gruppi ambientali e del primo Earth Day.

"Ci piace pensare a noi stessi come l'inizio del movimento ambientale, a causa di quella fuoriuscita", dice il sindaco Marty Blum, che si trasferi' nellla citta' proprio 2 mesi prima del disastro.

Circa 3.4 milioni di galloni (= 12.8 milioni di litri) di petrolio furono dispersi, estendendosi per 800 miglia quadrate (=1200 chilometri quadrati) di oceano e rovinando 35 miglia della costa (=56 chilometri). E' stato il peggior rilascio di petrolio fino a 20 anni dopo quando la Exxon Valdez colpi' una scogliera e perse circa 11 milioni di galloni (41 milioni di litri).

Lo sversamento di Santa Barbara fu dovuto ad una fuga incontrollata (blowout) da un pozzo profondo 3500 feet (1 chilometro) sotto la piattaforma A operata dalla Union Oil, a 5 miglia (8 chilometri) dalla costa. La pressione causo' delle spaccature sul fondale marino vicino al pozzo mentre i lavoratori estraevano una tubatura e il petrolio venne su per 11 giorni prima che i lavoratori riuscissero a tappare la perdita. Secondo un rapporto dell'universita', la compagnia petrolifera aveva ottenuto un lasciapassare dal governo federale per usare un rivestiemento piu' corto di quanto prescritto dalle norme federali, una mossa che contribui' alla catastrofe.

Bottoms, 80 anni, fu uno dei primi a sapere della perdita incontrollata (blowout) alle 10.45 del 28 Gennaio 1969. Artista e padre dell'attore Timothy Bottoms, era indignato e disse al suo capo "Dobbiamo cacciare il petrolio", ricorda adesso. E per la fine del giorno avevano organizzato un gruppo chiamto Get Oil Out, or GOO. (Nota: "goo" in inglese vuol dire sostanza densa e appiccicosa e il termine viene spesos usato come sinonimo di petrolio)

Gli industriali ammettono che la perdita di Santa Barbara fu un disastro per le loro attività. Joe Sparano, presidente della Western States Petrleum Association, una associazione petrolifera, dice che i limiti sulla produzione in mare sono "assolutamente connessi con la tragedia di 40 anni fa".

L'industria del petrolio dice che la tecnologia e' migliorata enormemente nei quarant'anni successivi allo sversamento e che le possibilita' di un altra perdita sono diminuite. "La tecnologia che esiste oggi e' nettamente superiore a quella che esisteva nel 1969" dice Sparano.

I veterani di quello sversamento sminuiscono queste affermazioni e il Presidente Bush invoca più pozzi. "Ho imparato che il caso peggiore e' quello più probabile" dice Charlie Eckberg, un membro del GOO.

— William M. Welch, USA TODAY

Fonti: USA Today, The Santa Barbara Oil Spill: A Retrospective
Immagini del disastro del 1969: Los Angeles times

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