Monday, February 23, 2009

Tanto fumo

(Foto: da internet)

L'articolo riportato di seguito da PrimaDaNoi.it parla di un piccolo, timido passo, della nuova giunta regionale contro i petrolieri che vogliono, e stanno gia' invadendo l'Abruzzo.

Per ora sembra piu' un contentino a tutti coloro che si battono contro le multinazionali del petrolio. Ricordiamci che nell'ultima campagna elettorale Chiodi era piuttosto confuso sul centro oli di Ortona e che per capire la posizione ufficiale del Pdl abbiamo dovuto aspettare il parere di sua Maesta' Silvio. Chiaramente Silvio si disse contrario dopo che un sondaggio rilevo' la contrarieta' dell'80% degli Abruzzesi al centro oli di Ortona.

La Puglia per limitare i danni ambientali dalle acciaierie Ilva ha fatto una propria legge regionale che ridefinisce i valori massimi di immissione di diossina dell'aria. La nuova legge determinera' di fatto la chiusura dell'Ilva.

Il nuovo disegno di legge abruzzese vuole alzare le royalties al 15%, mentre in tutto il mondo si pagano il 50% di royalties. C'e' una bella differenza. Inoltre quelle royalties servono per "ripristinare lo stato dei luoghi" dopo che il danno e' fatto.
Anche il piu' deficiente di tutti dovrebbe accorgersi della contraddizione. Se le compagnie petrolifere accettano di pagare queste royalties allora ammettono che andranno ad alterare lo stato dei luoghi, e visto che si parla di petrolio non sono danni che si risolvono in breve.

Perche' non hanno incluso nella legge regionale un limite alle emissioni di H2S di 0.005 ppm, cosi' come fissato dall'organizzazione mondiale della sanita' ? In Italia il limite per i petrolieri e' di 30ppm. Portiamo quel limite a 0.005 e monitoriamo l'idrogeno solforato (H2s), 24h/24h, vicino a tutti i pozzi estrattivi e impianti petroliferi. Colleghiamo quei sensori ad internet di modo che ogni cittadino possa accertare in un attimo quale e' lo stato dell'H2S nella regione. Con internet a disposizione e con i software moderni ci vuole un attimo anche se puo' sembrare una cosa difficilissima a chi non e' addetto del settore.


Da PrimaDaNoi.it:
Ecco il disegno di legge che ferma il Centro Oli

ABRUZZO. Un disegno di legge regionale che disciplina la localizzazione di nuove infrastrutture energetiche e che pone fine alla deregulation nel settore.

Uno strumento normativo che, con le sue previsioni, rende, di fatto, impraticabile l'ipotesi di realizzazione del Centro Oli di Ortona.
Stamane il disegno di legge è stato presentato dall'assessore all'Agricoltura, Mauro Febbo, dal senatore Fabrizio Di Stefano e dal consigliere regionale, Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl all'Emiciclo, nel corso di una conferenza stampa.
I firmatari del disegno di legge, con Febbo e Giuliante, sono i consiglieri regionali Luigi De Fanis, Emilio Nasuti e Nicola Argirò.
«La finalità del disegno di legge è duplice - ha spiegato l'assessore Febbo - infatti la prima finalità della nuova disciplina proposta è quella di rendere gli enti locali compartecipi delle decisioni relative alla costruzione e all'ampliamento degli stabilimenti di lavorazione e stoccaggio degli oli minerali, laddove invece la disciplina vigente non impone la partecipazione alla conferenza dei servizi dei Comuni confinanti con quello nel quale è ubicato l'impianto, mentre la seconda finalità è quella di subordinare lo sfruttamento di idrocarburi nel territorio regionale al versamento di un contributo integrativo in favore degli enti territoriali».
La disciplina riguardante il rilascio dell'autorizzazione all'installazione ed esercizio di stabilimenti di lavorazione e stoccaggio di oli minerali e l'ammontare ed i criteri di ripartizione tra gli enti interessati delle misure compensative alle quali può essere subordinata legittimamente la coltivazione di idrocarburi nel territorio regionale, spetterà alla Regione.
Il contributo compensativo a titolo di ristoro ambientale, spettante non solo al Comune del territorio di localizzazione degli impianti ma anche ai Comuni dei territori confinanti, sarà determinato nella misura massima prevista dalla legge, pari al 15% delle aliquote di prodotto estratto spettanti alla Regione ed al Comune. «Già nella scorsa legislatura il centrodestra, all'epoca all'opposizione, aveva presentato analogo disegno di legge - ha ricordato l'assessore Febbo - adesso mi auguro che su questa proposta converga l'unanime consenso del Consiglio regionale, accelerando i tempi di approvazione ed entrata in vigore della nuova disciplina di questo settore».
23/02/2009 13.23

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