Tuesday, March 31, 2009

Il PdL contro Kyoto. Ancora una volta.


Dell'Utri, Nania e Poli Bortone.

Secondo il trio sopra citato il global warming e l'effetto serra non esistono, e ammettendo che ci fosse, non sarebbe poi cosi' tanto grave. Insomma, pensavo di aver capito e invece oggi scopro che mi sono sbagliato. Tutto da rifare per me, tutto quello che ho letto non vale.

I 3 del PdL che evidentemente sanno di cambiamenti climatici hanno presentato una interrogazione parlamentare sul tema. Io, da povero deficiente, non so se ridere o piangere a leggerla. Dovrei ridere se fosse una barzelletta, ma vine da piangere a pensare che questa gente siede in parlamento a dibattere di documenti inutili.

La prioduzione industriale e' calata del 20% a Marzo 2009, possibile che non hanno nulla di meglio di cui occuparsi ?

L'interrogazione apre cosi':
"una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non crede che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento dell'atmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso fra 0,7 e 0,8 gradi centigradi) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all'anidride carbonica di emissione antropica".
Forse i lor signori non sanno che la differenza tra vita e morte sul pianeta terra e' di soli 5 gradi di temperatura media.

I tre proseguono: "Se pure vi fosse a seguito dell'aumento della concentrazione dell'anidride carbonica nell'atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all'ambiente, all'economia e all'incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici".
Cioe' secondo loro innalzare il livello delle acque, sciogliere i ghiacciai sarebbe un beneficio. Il premio 2009 di chi la spara piu' grossa io lo assegnerei a loro.

E poi finalmente arriva l'attacco al trattato di Kyoto, uno dei tanti di questo governo e di questa maggioranza: "Gli obiettivi intermedi e le relative sanzioni introdotte dal cosiddetto Protocollo di Kyoto e dal cosiddetto Accordo 20-20-20 si muovono in antitesi alla dinamica degli investimenti in ricerca".
Ma che vuol dire ? Quale ricerca ? Di chi ? In Italia ? Ennesima barzelleta di questo governo amico dei petrolieri, con tutte le lobby annesse e connesse. Le lobby romane dell'Eni e di altri sono discusse qui.

Chi sono i tre ? Da Wikipedia:

Domenico Nania e' un avvocato, vicepresidente del Senato con precedenti penali:
- "A 18 anni è stato arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni volontarie personali nel 1969, per scontri fisici tra studenti di destra e di sinistra (sentenza del 1977)" (Fonte: Wikipedia).
- "Nel 2004 condannato, in primo grado, per abusi edilizi della sua casa di Barcellona Pozzo di Gotto, ne è stato prosciolto in appello nel 2005 perché il fatto non costituisce reato" (Fonte: Wikipedia).

Adriana Poli Bortone e' docente di scuole superiori prima e universita' poi in pensione. Ex sindaco di Lecce, deputata in piu' legislature, ministro del primo governo berlusconi, ex deputato europeo con qualche grana legale in corso.
"Nel giugno 2008 Adriana Poli Bortone è stata rinviata a giudizio [1], insieme al sindaco di Lecce Paolo Perrone ed ad altre otto persone, con l'accusa di abuso d'ufficio. Le indagini riguardano l'inchiesta su presunti intrecci tra mafia e politica a Lecce. Secondo le accuse, nel 2002 la Poli Bortone e Paolo Perrone, affidarono in via diretta una serie di lavori pubblici ad una cooperativa legata alla Sacra corona unita" (Fonte: Wikipedia).
Sempre da Wikipedia: "Il 6 Febbraio 2009 in un intervento a Radio24 ha giustificato le sue assenze al 65% delle sedute del Parlamento Europeo con una "scomodità in quanto meridionale" ed una otite cronica a causa della quale le risulta faticoso prendere l'aereo. (Fonte: Radio 24) [2]".

Il curriculum di Dell'Utri su Wikipedia lo consiglio a tutti, troppo lungo da inserire in un blog. Lo potete trovare qui. Riporto solo la sua performance all'intervista del programma Moby Dick: "Come disse giustamente Luciano Liggio, se esiste l'antimafia vorrà dire che esiste pure la mafia. Io non sto né con la mafia, né con l'antimafia. Almeno non con questa antimafia che complotta contro di me attraverso pentiti pilotati". E poi continua: "è chiaro che io, purtroppo, essendo mafioso... cioè, essendo siciliano..".

Come dice il caro Mike: allegria.



Fonte dei virgolettati dell'interrogazione parlamentare: Repubblica.it

Sunday, March 29, 2009

Petrolio d’Abruzzo, indaga la Forestale

(Foto: Il Messaggero del 29 Marzo 2009)


Il titolo di questo post e' preso da Il Messaggero di oggi. Una buona notizia per chi vuole bene alla propria terra, alle proprie origini e vuole uno sviluppo sano e sostenibile. Per ora sono solo poche parole riportate su Il Messaggero del 29 Marzo, aspettiamo di saperne di piu'.

Una cattiva notizia invece e' in arrivo per il disastro ambientale di Bussi, la piu' grande discarica chimica - abusiva - d'Europa. Il governo Berlusconi si e' fregato i soldi che il governo Prodi aveva stanziato per iniziare la bonifica del sito. Siamo punto e a capo, abbandonati dalle istituzioni regionali e nazionali. Chiodi e Berlusconi, pappa e ciccia, cric e croc, saranno andati al congresso della nascita del PDL e dei soldi degli Abruzzesi non e' rimasta piu' traccia.
Questione di priorita'. La discarica di Bussi non fa notizia e non si perdono voti se si tolgono quei soldi, qui si e' appena votato e ci sono altre regioni da comprare inquesto momento.


Da Il Messaggero:

Petrolio d’Abruzzo, indaga la Forestale

PESCARA - Nuove indagini sui pozzi per la ricerca e la produzione di idrocarburi: il comando provinciale di Pescara della Forestale, coordinato da Guido Conti, su delega della Procura di Pescara, ha ascoltato come persone informate sui fatti Augusto De Sanctis (Wwf) e Angelo Di Matteo (Legambiente) che, a febbraio, avevano presentato un dossier sulla ricerca e la coltivazione degli idrocarburi in Abruzzo, da cui emergeva il quadro di un territorio «che da regione dei parchi si avvia a diventare regione degli idrocarburi. Al 31 dicembre 2007 erano state effettuate in Abruzzo 722 perforazioni, essenzialmente nella fascia pedemontana e collinare costiera». La Forestale ha anche acquisito tutto il materiale raccolto da Wwf e Legambiente sulla questione. Le indagini sono volte a controllare le autorizzazioni rilasciate nell'ultimo decennio, e a verificare rischi per la salute umana e per l’ambiente. Controlli anche sulle piattaforme a mare e sulle sostanze utilizzate per le perforazioni.



da Il Messaggero:

Il governo cancella i soldi per i veleni di Bussi
Azzerati i finanziamenti per la bonifica delle discariche
abusive che intossicano la Val Pescara


di FLORIANA BUCCI

I fondi per la bonifica della discarica abusiva di rifiuti tossici di Bussi, la più grande d'Europa, sono spariti. L'allarme viene dal dipartimento ambiente, territorio, salute e sicurezza della Cgil. Allarme e, allo stesso tempo, denuncia di una situazione che si fa sempre più drammatica. «I tre miliardi di euro per la bonifica dei siti industriali inquinati, stabiliti con delibera Cipe 166 del 21 dicembre 2007, nell'ambito del quadro strategico nazionale 2007-2013 attraverso un progetto strategico speciale a valere sul fondo Fas - scrivono Mimì D'Aurora e Paolo Castellucci - non esistono più. Persino i residui 1100 milioni di euro rimasti dopo gli interventi del ministro dell'economia, con delibera Cipe del 6 marzo scorso, sono stati interamente allocati nel fantomatico fondo strategico per il paese nella disponibilità della presidente del consiglio». Per Bussi, da luglio scorso riconosciuto Sito di bonifica di interesse nazionale, nemmeno un centesimo dai fondi Fas, dirottati tutti oltre il fiume Tronto. Ma la beffa va anche oltre.
«Ci sono solo 50 milioni di euro - continuano D'Aurora e Castellucci - che saranno autorizzati per la spesa, con decreto da emanare entro una decina di giorni, per la bonifica dei siti immediatamente operativi. Ne sono stati individuati solo tre: Fidenza (4 milioni di euro), Massamortara (2,5 milioni) e Ravenna con 23 milioni, mentre i rimanenti 20,5 milioni andranno alle spese di assistenza tecnica. Se aggiungiamo che 500 mila euro del ministero e 1,5 milioni di euro della protezione civile, assegnati al Commissario Goio, non hanno dato ancora avvio alla messa in sicurezza d'emergenza del sito, possiamo avere un quadro della drammaticità della situazione». Gravissimo, secondo il sindaco di Bussi Chella e il presidente della Provincia Giuseppe de Dominicis: «La decisione di azzerare i fondi messi a suo tempo a disposizione dal governo Prodi oltre a preoccupare sul fronte della sicurezza dei cittadini, getta una luce sinistra anche sui progetti di reindustrialzizazione dell’area».
Il governo si chiama fuori dalla soluzione dell'emergenza e la Montedison, alla quale il commissario Adriano Goio ha imposto con decreto la messa in sicurezza del sito inquinato, contesta davanti al Tar del Lazio la responsabilità del disastro ambientale. A due anni esatti dal sequestro delle discariche, l'unica certezza è che il 9 luglio i 30 imputati del disastro e del conseguente inquinamento dell'acquedotto del Giardino, tutti vertici e tecnici di Montedison, Aca e Ato dovranno comparire davanti al gup Luca De Ninis. I veleni, intanto, restano dove sono, nascosti alla vista. E lontani dall'acquedotto del Giardino, che dopo la scoperta della discarica di Bussi e dei veleni nei pozzi di Castiglione è stato potenziato con il campo pozzi del Tirino, in fase di ultimazione. «Ognuno conosce - ricorda la Cgil - quale micidiale pericolo costituisca per la salute della Val Pescara il permanere di una discarica che continua ad inquinare le falde acquifere ed il fiume Pescara. Gli interventi di bonifica, oltre a restituire pezzi di territorio a nuovi insediamenti produttivi ed evitare danni alla salute, possono essere un moltiplicatore di possibilità occupazionali. E l'area di Bussi ne ha un grande bisogno».
Di bonifica hanno un gran bisogno anche a Piano D'Orta, dove, a seguito della scoperta, sempre nel 2007, dell'arsenico nelle falde dell'area ex Montecatini, è nato un comitato cittadino che oggi terrà la sua prima assemblea pubblica. All'ordine del giorno proprio la bonifica dell'area inserita nel Sito di bonifica nazionale. Inserita e dimenticata, come Bussi. Alle fabbriche "gemelle", che hanno scritto la storia della chimica, restano oggi solo i veleni.

Friday, March 27, 2009

Assoturismo per Gianni Chiodi e Mauro Febbo



Dopo la conferenza stampa stile "io parlo, voi giornalisti scrivete e non fate domande difficili ", arrivano altre risposte a Gianni Chiodi e Mauro Febbo, rispettivamente presidente della regione Abruzzo e assessore regionale all'agricoltura.

Della conferenza stampa ci siamo gia' occupati sul questo blog (leggi qui) e, come notato da moltissimi altri blogger, Chiodi e Febbo sembrano gli unici due a non capire cosa significhera' per questa reigone l'arrivo delle trivelle.
Le trivelle distruggeranno la nostra salute, la nostra agricoltura, il nostro turismo, la nostra vita, il nostro futuro. I colpevoli hanno nomi e cognomi, Febbo e Chiodi sono tra loro.

Si cominciera' nel 2010 con Ombrina Mare, prima trivella ad alto impatto sul turistico che sara' posizionata davanti a San Vito Marina per i prossimi 15-20 anni. Inutile dire che nessun turista verra' al mare se davanti sotto il naso c'e' una trivlela che emana idrogeno solforato.

Quella che riporto sotto e' la presa di posizione di Assoturismo-Confesercienti da TuttoAbruzzo.it. Altre prese di posizione contro la petrolizzazione sono state spresse sul web: qui, qui, qui, qui e qui.



da TuttoAbruzzo.it (la notizia e' stata segnalata da Giosue' sul blog di MR):

Petrolio: allarme nel settore turistico

PETROLIO: CRESCE L’ALLARMISMO NEL SETTORE TURISTICO. ALBERGATORI, BALNEATORI E AGENTI DI VIAGGIO CHIEDONO CHIARIMENTI ALLA GIUNTA REGIONALE. Assoturismo-Confesercenti: "Temiamo le disdette, la Regione intervenga".

Cresce la preoccupazione fra gli operatori turistici per il rischio che l’Abruzzo venga trasformato in un distretto petrolifero. Assoturismo-Confesercenti, la federazione del turismo che riunisce albergatori, stabilimenti balneari, agenti di viaggio e tutte le professioni legate al turismo, denuncia infatti un clima di crescente preoccupazione anche sui mercati esteri. E proprio per prevenire e contrastare i segnali negativi e le disdette nelle prenotazioni che un allarmismo può generare, chiede subito dei chiarimenti alla giunta regionale.

«Chiediamo una posizione netta e trasparente anche contro le 4 istanze accolte dal Ministero per lo Sviluppo Economico per la ricerca e l’estrazione del petrolio in provincia di Teramo e contro la trasformazione della Regione in distretto petrolifero» dice il presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti Daniele Zunica, «perché la preoccupazione cresce di giorno in giorno con il diffondersi delle informazioni sul reale stato dei fatti, come dalle ultime notizie, solo a titolo di esempio, riportate ieri dalla stampa abruzzese e dai comitati di cittadini, dello sviluppo delle nuove attività della Mediterranean Oil and Gas attraverso la piattaforma Ombrina Mare 2, in mare, tra Ortona e San Vito, il cui inizio lavori è previsto per il 2010. Nonostante tutte le parole, ufficialmente, dal primo gennaio 2010, l'Abruzzo sarà dunque un campo aperto per i petrolieri. Quasi la metà del territorio abruzzese è interessato da attività legate alla ricerca, all'estrazione e lo stoccaggio di idrocarburi. Sono coinvolti 221 Comuni, di cui 52 sono interessati da concessioni di coltivazione, a rischio di trivellazione». La situazione, secondo Assoturismo, è già oltre il livello di allarme. «C’è un provvedimento del Consiglio dei Ministri del 27 giugno che definisce l'Abruzzo territorio destinato alle attività di ricerca e di estrazione del petrolio in mare e a terra. Se non bastasse, il disegno di Legge 1441 sottrae alle Regioni la valutazione di impatto ambientale per le concessioni di estrazione petrolifera» sottolinea Zunica «escludendo i Comuni da ogni possibilità di decidere in materia. Si consente, in tal modo, al governo centrale di decidere da solo, contro la volontà degli abruzzesi, se dare vita agli impianti previsti».

Ma il presidente dell’associazione di categoria va anche oltre. «Il Turismo costituisce il perno dell’economia regionale, e con grandi sforzi gli operatori stanno investendo da anni nella valorizzazione della vocazione naturalistica della Regione garantendo la qualità del mare e dei servizi, le Bandiere Blu, promuovendo la regione come la più verde d’Europa. Il prossimo mese» sottolinea Zunica «si terrà a Montesilvano Ecotur, la fiera del turismo natura, che giunta alla XIX edizione con grande successo, richiamerà migliaia di operatori stranieri convinti della ricchezza del patrimonio verde d’Abruzzo. Come giustificare con loro quanto è stato pianificato? Come prospettare questi cambiamenti nello sviluppo? Mare, collina, borghi e montagne quale appeal potranno mantenere ai loro occhi? Non ritengo che far passare sotto silenzio quanto sta accadendo possa contrastare il calo nelle prenotazioni. Perché cosa accadrebbe realmente dopo la realizzazione degli impianti?» Tutti gli sforzi e i risultati raggiunti nel corso degli anni, dice Zunica, «verrebbero completamente annullati dal proseguimento degli intenti del governo centrale e delle multinazionali del petrolio, in cambio dell’ottenimento di pochi spiccioli e poche decine di impieghi garantiti, ma con la devastazione del territorio, la perdita delle produzioni di eccellenza dei prodotti tipici (non solo vini, ma anche oli, paste, farro, ecc) e mettendo a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini. Siamo ancora e per poco tempo nella condizione di bloccare un progetto di impatto devastante che, per quanto deciso nelle stanze del potere romano, può e deve essere impedito dai nostri rappresentanti regionali e nazionali, come già accaduto in altre regioni italiane, più a nord e forse ritenute meno povere e più capaci di reagire. In questa occasione è necessario però superare ogni interesse partitico e mettere insieme tutte le forze politiche, imprenditoriali e sociali più sane del nostro territorio e collaborare alla costituzione di un fronte compatto contro questo abuso di potere». Per il presidente di Assoturismo-Confesercenti «non bastano delle rassicurazioni verbali ma servono risultati concreti per restituire la tranquillità del lavoro a tutta la cittadinanza, in un momento oltretutto già difficile per la crisi internazionale in atto».


Thursday, March 26, 2009

Risposta alla Conferenza stampa di Gianni Chiodi e Mauro Febbo

(Foto: Mappa della concessione di Ombrina Mare. Una trivella verra messa a partira dal 2010 davanti al mare di San Vito e Ortona e rimarra' li per i prossimi 15-20 anni. Clicca per ingrandire)





COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

COMITATO NATURA VERDE
IMPRONTE

PETROLIO: PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Prendiamo atto delle perentorie dichiarazioni del Presidente Chiodi sul petrolchimico di Ortona ma, proprio perché sappiamo bene quanto la politica “ufficiale” sia stata capace di fare con il rilascio di ben più di 16 provvedimenti amministrativi pro Centro Oli, vogliamo ricordare fino allo sfinimento che la “questione petrolio” non può essere circoscritta al solo caso Ortona ma investe tutta la regione che è ormai prossima al punto di non ritorno.

Il nodo da sciogliere è un altro: è auspicabile che l’Abruzzo si trasformi in distretto minerario, mettendo a rischio le prospettive di sviluppo della regione e minacciando la sicurezza personale degli Abruzzesi?
Il tempo rimasto a disposizione dell’Abruzzo per scongiurare questa prospettiva è quasi scaduto.

L’approvazione in Consiglio Regionale della legge 14/2008 ha rappresentato l’estremo, tardivo e precario tentativo di fermare un treno in piena corsa, che ha avuto la forza di “bucare” maggioranze e minoranze di ogni tempo.
Saltato a piè pari ogni commento sul conflitto Stato-Regione in relazione alla legge 14 e sul ddl 1195 su cui torneremo in altra sede, il disegno di legge presentato dalla nuova maggioranza, in discussione alla IV Commissione del Consiglio Regionale, è ben lungi dall’essere un serio baluardo contro l’escalation petrolifera in atto nella nostra regione.

Coloro che ci rappresentano nelle istituzioni devono essere consapevoli che, aggirato l’ostacolo momentaneamente rappresentato dalla legge 14, un secondo dopo, senza che i titolari delle concessioni debbano chiedere niente a nessuno, le trivelle potrebbero iniziare a funzionare in 52 Comuni (Teramo compresa), portando lo scompiglio in un’area estesa 490 kmq. in cui risiedono 311.773 abruzzesi.
Queste non sono opinioni ma dati oggettivi ed ufficiali che nessuno mai potrà confutare (v. sotto dettaglio). Stiamo parlando evidentemente di concessioni già rilasciate a scopo estrazione.


CONCESSIONI DI COLTIVAZIONE SU TERRAFERMA AL 31.01.2009

Denominazione

Kmq.

Comuni interessati

Castel di Lama

79,90

Ancarano, Bellante, Campli, Civitella del Tronto, Controguerra, Sant’Egidio alla Vibrata, Sant’Omero, Torano Nuovo

Fiume Treste

109,60

Cupello, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, San Buono, Lentella, Monteodorisio, Palmoli

Filetto

50,01

Ari, Casacanditella, Fara Filiorum Petri, Filetto, Rapino, Roccamontepiano, San Martino sulla Marruccina, Orsogna, Vacri

Miglianico

29,30

Francavilla al Mare, Miglianico, Ortona, Ripa Teatina, Tollo

San Basile

97,56

Ari, Arielli, Bucchianico, Canosa Sannita, Casacanditella, Castel Frentano, Crecchio, Filetto, Frisa, Giuliano Teatino, Guardiagrele, Lanciano, Orsogna, Ortona, Poggiofiorito, Vacri

Santa Maria Imbaro

99,51

Altino, Atessa, Castel Frentano, Fossacesia, Lanciano, Mozzagrogna, Paglieta, Rocca San Giovanni, Santa Maria Imbaro, Sant’Eusanio del Sangro

San Mauro

25,32

Bellante, Castellalto, Giulianova, Mosciano Sant’Angelo, Teramo



Se poi a queste dovessimo aggiungere le istanze in corso di rilascio ci troveremmo di fronte a numeri ancor più pesanti.

Inoltre, da un documento esclusivo pubblicato in Inghilterra, si scopre che lo scorso gennaio a Londra ha avuto luogo la presentazione del programma industriale di sviluppo 2009-2011 della società petrolifera Medoilgas (Mog), ben attiva in Abruzzo (vedi allegati) e saldamente presente con propri uffici nel porto di Ortona.
Ebbene, nel crono-programma della Mog si vede chiaramente ed inequivocabilmente che la programmazione dell’inizio delle attività petrolifere di diversi pozzi estrattivi è prevista per l’inizio del 2010, mentre la prima piattaforma petrolifera sottocosta, “Ombrina mare 2”, tra Ortona e San Vito, inizierà l’estrazione di petrolio a partire dal 2011.
I test effettuati dalla Mog hanno confermato che il petrolio che verrà estratto da “Ombrina Mare 2” sarà una fanghiglia altamente corrosiva contenente zolfo, che non potrà essere trasportata. Avrà quindi bisogno di un processo di prima raffinazione in loco, chiamata desulfurizzazione, che comporterà l’emissione di idrogeno solforato che arriverà facilmente sulla costa, insieme al petrolio normalmente disperso in mare nella fase di imbarco sulle petroliere.
Avremo così un nuovo Centro Oli, questa volta non ad Ortona bensì in mare aperto.

Continuando ad osservare la cartina delle operazioni della Mog 2009–2011 tutti, anche i tour-operator, possono vedere chiaramente la sorte riservata alla nostra Regione: a questo punto non ci sarebbe da stupirsi, se, come afferma il nostro assessore regionale all’agricoltura, si dovessero verificare “disdette turistiche dall’estero e segnali negativi dell’export Abruzzese”. Purtroppo non si tratta di ingiustificato allarmismo ma di un “già visto” in diverse altre realtà territoriali.

Eppure, malgrado la gravità dei fatti che abbiamo esposto, non avvertiamo una diffusa e profonda consapevolezza dei rischi, non soltanto ambientali ma anche economici, a cui il “sistema Abruzzo” sta andando incontro.

Avvisiamo ancora una volta che la trasformazione della nostra Regione in Regione petrolifera graverebbe come un macigno sulla coscienza di tutti ed è dovere di tutti lavorare per scongiurare una catastrofe ambientale la cui eredità condizionerebbe la vita delle presenti e future generazioni di Abruzzesi.

Per questo chiediamo a tutti coloro che siedono a Palazzo dell’Emiciclo di varare al più presto un Piano Energetico Regionale che punti con decisione sulle energie rinnovabili e al Presidente Chiodi di opporsi con forza all’avanzata del petrolio così come altri suoi colleghi (es.: Galan) ebbero il coraggio di fare contro le trivellazioni nell’Alto Adriatico.

Prima che sia troppo tardi.

f.to
COMITATO NATURA VERDE – Nino Di Bucchianico
IMPRONTE – Enrico Gagliano

Tuesday, March 24, 2009

Il vino d'Abruzzo

(Foto: copertina di The Wine Bible, di Karen MacNeil, 2001)


Dopo le recenti dichiarazioni di Mauro Febbo secondo cui l'export della regione e' calato verso gli Stati Uniti ho deciso di indagare un pochino. Nella conferenza stampa indetta per cercare di placare gli animi di cittadini e comitati sulla questione della petrolizzazione dell'Abruzzo, Febbo ha detto che "negli Stati Uniti pensano che il Centro Oli sia già attivo e per questo hanno ridotto la domanda di vino abruzzese" (Fonte: qui) .

Visto che siamo tutti d'accordo nel ritenere che abbiamo un buono vino, cerchiamo allora di capire se e' l'allarmismo dei comitati a influire sulle vendite all'estero o se e' il 'marchio Abruzzo' ad avere dei problemi. Problemi che magari vengono da lontano e che forse andrebbero risolti da contadini, cantine e assessore all'agricoltura. Mai sentito parlare di marketing ?

Ho consultato due guide di vini che recensiscono vini e produzioni tipiche di tutto il mondo. I due volumi sono in vendita negli Stati Uniti. Per tutti coloro che riescono a leggere l'inglese e riporto alcuni passaggi più sotto.

Per gli altri: la prima recensione conclude che l'Abruzzo in teoria potrebbe offrire molto di piu' del solito Montepulciano. Inoltre, le produzioni sarebbero troppo tradizionali e non si sperimentano nuove miscele. L'altro volume conclude che pensiamo troppo alla quantità e poco alla qualità, e che e' un peccato visto che l'Abruzzo potrebbe offrire molto di più in termini di vini pregiati.

Faccio notare che queste guide sono state pubblicate nel 2005 e nel 2001, prima che su America Oggi venisse pubblicato l'articolo sulla petrolizzazione dell'Abruzzo. Che sia vero o meno, questo e' quello che scrivono di noi, questo e' quello che gli americani leggono se vanno ad informarsi sull'Abruzzo e i suoi vini.

Forse sarebbe meglio iniziare a curare seriamente l'immagine dei nostri prodotti all'estero invece di preoccuparsi di fare leggi per aiutare i petrolieri e di continuare a parlare di giochi del mediterraneo.




The Sotheby's Wine Encyclopedia
4th Edition, by Tom Stevenson, 2005

East-Central Italy

This area comprises the regions of Emilia Romagna, the Marches, the Abruzzi, and Molise. The best quality wines come from the Marches and Abruzzi, but the best known is Emilia Romanga's lollipop wine, Lambrusco, which is exported in vast quantities.

Climate: The influence o the Mediterranean provides generally hot and dry summers, which become progressively hotter as one travels south, and cool winters. In hilly regions microclimates are created by the effects of altitude and aspect.

Soil: The soil is mostly alluvial, with some outcrops of granite and limestone.

Abruzzo:
Although its hills have a variety of soils and microclimates, and should be capable of producing many fine wines, the Abruzzi offers only one - Montepulciano d'Abruzzo. But winemakers are conservative here and only one producer, Santoro Corella, is experimenting with different grape varieties.


AVERAGE ANNUAL PRODUCTION
Abruzzi: 2.7 milion cases - 250.000 hl (DOC),
50 milion cases - 4.5 milion hl (TOTAL PRODUCTION)

Percentage of total Italian wine production: Abruzzi 6%

MONTEPULCIANO D'ABRUZZO
This is the Abruzzi's only fine wine and there are two distinct styles. Made from Montepulciano with up to 15% Sangiovese, both are very deep in color but one is full of soft, luscious fruit, theoter is firmer and more tannic. A lighter style called cerasuolo exists for cherry-pink wine with fresh fruit, but it is seldom as exciting.




The Wine Bible
by Karen MacNeil, 2001

Abruzzi:
With its simple sunshine, dry climate hilly terrain, and coastal breezes off the Adriatic sea, Abruzzi appears tailor -made for vineyards, and indeed, this region in central Italy is one of the most productive in the country. Unfortunately, almost all of the production is simple characterless red and white table wines based on graped grown at staggeringly high yields. But this is pheraps not truly surprising. As one moves farther south into Italy's poorer and more rural regions, quantity not quality is the central theme of winemaking. The situation might not be so regrettable if it were not for the fact that Abruzzi certainly 'could' produce higher quality wines (all the physical requirements of climate and soil are there), and besides, the region has a wonderfully vivid and hearty local cuisine that begs for something delicious to drink.
That said, one of the Abruzzi's wines can be pretty delicious and that's Montepulciano d'Abruzzo. Lots of this mouthfilling red is now being exported, and it's among the country's top good-value wines. Unlike, say, a superexpensive Chianti, which will tend to be thin and hollow, or inexpensive Nebbiolo, which will tend to be thin and tannic, Montepulciano d'Abruzzo is solidly built with a soft texture and good, thick fruit flavors in the middle. Rustic it is, but the price is right, so don't be afraid to try the whatever you see on the shelf.
Montepulciano d'Abruzzo is made from the grape variety also known as montepulciano.
It should not be confused with Vino Nobile de Montepulciano, one of the leading wines of Tuscany and a wine primarly from sangiovese grapes. The wine Montepucliano d'Abruzzo is made throughout Abruzzi, and though montepulciano grapes also grow in all the neighboring regions, it is in Abruzzi that the grape variety is turned into the most notable and robust wines.
The best known white wine of Abruzzi is trebbiano d'Abruzzo, a blend dry inexpensive
quaffer that is drunk liberally with the region's many fish dishes. Trebbiano d'Abruzzo,
despite its name, is not made from trebbiano but rather from a neutral-testing grape
variety called bombino.

Confronto tra Abruzzo e Toscana: Abruzzo 1/2 pagina, Toscana 12 pagine.


Monday, March 23, 2009

Conferenza stampa di Chiodi e Febbo

(Foto: Mappa delle concessioni petrolifere in Abruzzo. Chiodi e Febbo parlano ancora
del Centro Oli di Ortona mentre il problema riguarda l'intera regione. Conoscono i due questa mappa?)



Chiodi e Febbo hanno tenuto una conferenza stampa per parlare del centro oli di Ortona. I due assicurano che "Il Centro Oli non esiste e non esisterà" (Fonte: qui e qui).
Questi qui sono ancora fermi al centro oli di Ortona, ma dove vivono Chiodi e Febbo ?

Sanno Chiodi e Febbo che la petrolizzazione della reigone riguarda 221 comuni su un totale di 305 comuni ?

Sanno Chiodi e Febbo che tutte le provincie sono interessate al problema ? Il 77,7% del territorio della provincia di Chieti, il 71% della provincia di Pescara, 67,5% della provinia Teramo e il 21,9% della provincia dell'Aquila.

Sanno Chiodi e Febbo che nelle tre province costiere il 90% della popolazione e' interessato dalle estrazioni di petrolio ?

Sanno Chiodi e Febbo che al 31 dicembre 2007 sono state eseguite in Abruzzo 722 perforazioni, concentrate prevalentemente nella fascia pedemontana e collinare costiera ?

Sanno Chiodi e Febbo che a partire dal 2005-2006 il numero di istanze e concessioni è aumentato e che siamo ai primissimi posti tra le regioni italiane per le attività legate allo sfruttamento di idrocarburi (Fonte: qui)?

Questi sono ancora fermi la Centro Oli di Ortona. Complimenti vivissimi, siete proprio in sintonia con i cittadini.

Il comunicato stile "4 righe" riportato sul sito della Regione continua con una frase rivelazione che la dice lunga su come viene amministrata questa regione. I due dicono:

" il Centro Oli non si farà anche perché non rientra più nei piani dell'Eni".

Bravi, quella frase dice tutto. Dice che e' l'Eni che decide e non voi. Dice che voi non avete fatto nulla di concreto per fermare i petrolieri.

L'unico atto di questo governo regionale in materia petrolifera e' la famosa proposta di legge Febbo che serve solo a stabilire come spartire la 'torta' delle royalties tra regione e comuni. Per il resto non ferma nessuna compagnia petrolifera.

Febbo lancia un GRIDO D'ALLARME nel corso della conferenza. Ecco cosa dice Mauro:
"Ci arrivano segnalazioni dai territori di disdette di prenotazioni turistiche soprattutto da turisti stranieri. Segnali negativi arrivano anche dall'export abruzzese: negli Stati Uniti pensano che il Centro Oli sia già attivo e per questo hanno ridotto la domanda di vino abruzzese. Un allarmismo ingiustificato, che intendiamo combattere e debellare per il bene delle nostre aziende".

Caro Febbo, non nascondere la mano quando lanci la pietra. Se ti riferisci a qualcuno in particolare fai nomi e cognomi, tira fuori cifre e dati. Sicuro che le disdette non arrivnao per via della crisi economica mondiale ? Che significa: "negli Stati Uniti pensano che il Centro Oli sia già attivo", a cosa si riferisce in particolare?

Caro Febbo, non ci raccontare che il danno lo fa chi cerca di fermare i petrolieri, e' una storia che non esiste e che non fa presa su nessuno. Il danno lo fa chi installa le trivelle, non chi cerca di evitarlo.

E danni ancora maggiori li fanno certi personaggi compiacienti ai petrolieri. Certi personaggi - e politici - che potrebbero fare e non fanno. Certi personaggi - e politici - che invece di fermare i petrolieri li aiutano.

Ma Febbo poi non doveva occuparsi di agricoltura ? Come e' strano questo governo regionale.
Mi sarei aspettato un assessore all'agricoltura che dicesse che il petrolio e l'agricoltura non sono compatibili (come ampiamente dimostrato da scienza e esempio di altre regioni) e invece cosi' non e'.
Mi sarei aspettato un assessore all'ambiente, tale Daniela Stati, che dicesse qualcosa sul petrolio. E invece la sua voce fino ad ora non si e' sentita.
Mi sarei aspettato che Gianfranco Giuliante, presidente del Parco della Maiella che siede anche in consiglio regionale, fosse contrario al petrolio. E invece e' favorevole a qualche 'pozzetto' dentro i parchi nazionali. Vedere per credere su YouTube cliccando qui.

Siamo conciati proprio bene.

Saturday, March 21, 2009

Chiodi e le promesse elettorali

(Foto: tabella comparativa sui costi dei consiglieri regionali e presidente
di regione, clicca per ingrandire. Fonte: Il Messaggero.it)



E adesso nessuno dica che Gianni Chiodi non mantiene le promesse elettorali. Un impegno preso in campagna elettorale il nostro Chiodi e' riuscito a mantenerlo: quello di andare a cena con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

"Un appuntamento che avevamo preso in campagna elettorale - ha commentato Gianni Chiodi - una serata molto piacevole" (Fonte: qui). Bravo Gianni, almeno un impegno lo hai mantenuto, peccato che Silvio non e' un cittadino abruzzese ma colui che ti ha messo su quella poltrona da presidente, colui che ti e' venuto a fare la campagna elettorale, colui che ti ha fatto vincere.

E gli impegni con gli abruzzesi che ti hanno votato dove li mettiamo ? Avevi detto che avresti ridotto i costi della politica in una regione che e' vicino alla bancarotta. Che fine ha fatto quella promessa ? Basta fare una legge di un rigo: "tutti i nostri compensi sono ridotti del 50%". Non ci vogliono piu' di 5 minuti, ma forse per Gianni e compari e' troppo difficile.

Mentre la cassa integrazione e' aumentata del 1.200% e la disoccupazione cresce vertiginosamente, Chiodi guadagna 13.844 euro al mese in qualità di presidente. Con quello stipendio e' il terzo più pagato d'Italia mentre il meno pagato (7.102 euro al mese) e' il presidente dell'Umbria. I numeri dello scandalo sono riportati nella tabella sopra.

Lo scandalo dei costi della politica abruzzese e' riemerso con forza dopo una serie di -ottimi- articoli di Lilli Mandara su Il Messaggero. Il 13 e il 14 Marzo Lilli sbatte in faccia a Chiodi e soci i numeri dello scandalo e il governo risponde con la vecchia strategia del fumo negli occhi. Dicono che "ci vuole una commissione, poi alcuni commissari, e poi riunioni, visite guidate, telefonate, raffronti, consulenze che dovranno essere poi illustrate a presidenti di consiglio, di giunta, di commissione, dirigenti e consiglieri". Insomma un processo da incubo che e' chiaramente teso a far passare del tempo e a far mettere a tacere la questione. Nel frattempo loro diventano ricchi alle spalle dei cittadini Abruzzesi.

A proposito, si parla di una cena a Roma con grandi chef e una quindicina di invitati tra cui i parlamentari, tutta gente che può benissimo permettersi di pagare il conto di tasca propria.
Non e' che quella cena finisce in conto ai cittadini Abruzzesi, giusto ?
Hai fatto bene invece a portare in dono Silvio un libro sull'Abruzzo. Almeno impara qualcosa della nostra storia, della nostra cultura, dei nostri parchi e della nostra natura. Spero chi sia aggiornato con le foto di trivelle, raffinerie e cisterne cosi' da dargli una anteprima del disastro che voi due state combinando per questa regione.

La promessa di fermare la petrolizzazione dellAbrzzo che fine ha fatto ? Anche quella e' stata ampiamentee disattesa. Leggete qui.

Wednesday, March 18, 2009

La brutta stagione



"La brutta stagione - Cronaca di un voto" e' il racconto/documentario dell'ultima elezione regionale abruzzese. Il filmato e' stato realizzato dagli studenti di giornalismo Stefano Buda, Fabiana Calsolaro, Pier Paolo Di Nenno, Lorenzo Dolce, Barbara Gambacorta e Francesco Paolucci.

Il trailer promette bene, andiamo a vederlo se possiamo questo Sabato 21 Marzo 2009 alle 10.30 presso il Museo Colonna di Pescara (Vedi Mappa). Alla discussione parteciperanno:

Franco Avallone - Il Tempo
Primo Di Nicola - L'Espresso
Angelo Figorilli - Tg2
Roberto Marino - Il Centro
Fabrizio Masciangioli - direttore laboratori Master in Giornalismo
Claudio Valente - Il Messaggero
Stefano Pallotta - presidente Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo

Il Del Turco che appare nel trailer si mostra in versione acida e indispettita verso un giornalista giovane e rompiscatole che evidentemente gli pone una domanda scomoda. Dopotutto, un giornalista di Termao che studia per fare un master chi se lo *aga? Nessuno. Almeno fino a quando non rispunta il tutto su un video documentario.

Il Del Turco che invece appare oggi su PrimaDaNoi.it e' in versione mielosa verso il suo amico-fratello Silvio. Ecco il virgolettato: "Neanche i miei fratelli di fronte alla montagna di accuse che mi si erano rovesciate addosso si sono comportati come Silvio Berlusconi. Non me lo aspettavo proprio che uno come lui potesse essere garantista a tutti gli effetti. Si e' comportato meglio di un fratello" (Fonte: PrimaDaNoi.it).

Vogliamo scommettere che il suo nome rispunta fuori su qualche lista elettorale del PdL per le prossime Europee, magari in qualche colleggio blindato con la vittoria assicurata ? C'e' chi invece presenta De Magistris.

E' proprio vero: dimmi con chi vai e ti diro' chi sei.


Il trailer da YouTube e' riportato qui sotto. Il video verra' rilasciato in versione integrale sul sito ufficiale del gruppo: http://www.labruttastagione.tk a partire da Domenica 22 Marzo.


Sunday, March 15, 2009

Questa politica e' lontana dalla gente

(Foto: prima pagina de Il Messaggero Abruzzo del 15 Marzo 2009)


Guardate il titolo di apertura de Il Messaggero di oggi, Domenica 15 Marzo. Non ci sta proprio bene ? "Questa politica e' lontana dalla gente", una verita' che tutti sanno ma pochi dicono. La citazione e' dell'arcivescovo di Pescara Valentinetti che ha riunito i politici per discutere di etica e politica. Chissa' se si ricordano cosa si ala parola etica, e cosa essa voglia dire. Per molti di loro deve essere un concetto astratto, una parola ormai caduta in disuso.

I grandi assenti ? Chiodi e D'Alfonso. Tutti e due avevano, comprensibilmente, molto da fare.

Valentinetti nel suo intervento ha punzecchiato i politici anche sul tema ambientale: «Non vogliamo essere tacciati di ingerenza - premette Valentinetti - ma il nostro è un impegno nella vita sociale. Chiediamo attenzione al problema del lavoro, alla sanità pubblica, ad avanzare proposte concrete per i giovani e all'ambiente. Siamo sicuri che l'Abruzzo regione verde sia una verità e non solo uno slogan?». Chissa' se all'assessore regionale Mauro Febbo che era presente in platea gli sono fischiate le orecchie. Febbo ha presentato infatti un disegno di legge che secondo lui dovrebbe fermare i petrolieri ma che a mio avviso e' piu' un invito ai petrolieri che un ostacolo.

Non voglio rubare spazio con le mie parole e vi invito a leggere per intero l'articolo apparso su Il Messaggero di oggi a firma di Federica Gialloreto. Mi complimento con lei per aver sbattuto in prima pagina la frase di Valentinetti e per aver scritto un articolo scomodo, ne abbiamo proprio bisogno. Brava Federica, bravo Il Messaggero di oggi. Anche PrimaDaNoi.it ne ha dato conto.

E gli invitati come hanno reagito ? Ecco come commenta PrimaDaNoi.it gli interventi dei politici:
"L’atteggiamento prevalente negli interventi è stato quello del “mea culpa” in senso lato e rivolto all’intera classe politica. Il clima invocato ed ottenuto è stato quello dell’estrema serenità. Ma un’estrema serenità che talvolta ha, di fatto, sfiorato il retorico, il politichese e la frase di circostanza. Pochi sono stati gli interventi che hanno attaccato, con toni sempre pacati, il malcostume imperante in Abruzzo. Nessun nome e nessun riferimento alle vicende giudiziarie."

Come al solito non hanno capito nulla e nulla cambiera'.


Da Il Messaggero.it del 15 Marzo 2009:


«Questa politica è lontana dalla gente»
La severa lezione dell’arcivescovo Valentinetti agli amministratori pubblici


di FEDERICA GIALLORETO

Sono arrivati pure in anticipo: perchè l'importante, in certe occasioni, è esserci. Meglio ancora se in prima fila. Anche se per fare penitenza piuttosto che per una benedizione immeritata. E così uno dopo l'altro nella grande sala dell'Oasi dello Spirito baciata da un tiepido sole, sfilano i politici comunali e regionali, laici e cattolici, quelli dei paesetti e quelli della città. Non tutti: Cordoma, sindaco di Montesilvano, non si vede per tutta la mattinata. Saluti, abbracci e baciamano all'arcivescovo Tommaso Valentinetti che li ha convocati per discutere di etica e valori, per una politica davvero al servizio della gente e lontana dagli interessi personali o delle lobby. Il severo monito dei vescovi abruzzesi, giorni fa, ha avuto ieri questo momento di confronto voluto dal capo della Diocesi toccata da scandali come quelli di Pescara e Montesilvano.
La sala pian piano si riempie anche dei politici ritardatari, relegati nelle ultime file, ospiti del presule. Assenti tutti i parlamentari: manca il presidente della Regione Gianni Chiodi che ha inviato le scuse a monsignore, annunciando lo studio a livello regionale di un codice etico condiviso. Ma soprattutto manca, e si sente, Luciano D'Alfonso.
Valentinetti dopo i ringraziamenti, prendendo spunto dal documento stilato dalla conferenza episcopale abruzzese e molisana, dieci punti sul buon governo al servizio del bene comune, va subito al sodo. «La scarsissima affluenza alle urne, alle elezioni regionali, ci ha fatto riflettere molto e ci siamo interrogati su quali potessero essere le nostre responsabilità nei confronti dei cittadini - spiega parlando al plurale -. Ecco: non è possibile che il mondo della politica vada in una direzione diversa rispetto al mondo della gente. Dobbiamo costruire nuovamente una relazione, perché ciò che deve stare a cuore al cristiano è il bene comune, il progresso sociale, la verità, la pace e la giustizia».
Il buon politico deve essere anche responsabile di fronte alla gente e vivere nella logica del servizio. L'arcivescovo cita l'esempio di La Pira, che viveva nella preghiera in un monastero e scherza coi politici presenti rassicurandoli sul fatto di non volerli rinchiudere in un monastero. E poi Valentinetti rivolge un monito ai presenti: «Siamo alla vigilia di importanti scadenze elettorali - dice -. Invito tutte le forze politiche ad un confronto sereno. La nostra gente, non vuole vedervi litigare, non vuole assistere a risse: per questo è importante scambiare opinioni, condividere progetti e confrontare le idealità con la serenità necessaria per il bene comune». Per l'arcivescovo la classe politica deve avere una formazione, «non ci si deve improvvisare», deve trasmettere le competenze, senza avere prospettive a lungo termine, aggregare i giovani nel cammino politico ed essere lontana da logiche clientelari. «Non vogliamo essere tacciati di ingerenza - premette Valentinetti - ma il nostro è un impegno nella vita sociale. Chiediamo attenzione al problema del lavoro, alla sanità pubblica, ad avanzare proposte concrete per i giovani e all'ambiente. Siamo sicuri che l'Abruzzo regione verde sia una verità e non solo uno slogan?».
E poi i giovani, il cruccio di monsignore che annuncia la decisione di far rinascere qualche oratorio nelle diocesi, con percorsi educativi dedicati e scuole per i genitori. «Sentiamo l'urgenza che la famiglia torni ad essere il cardine della società» chiosa Valentinetti. I politici applaudono e uno alla volta guadagnano l'uscita col documento in mano. Il primo punto recita così: «L'uso del pubblico potere e denaro va sempre orientato per il bene comune e non per favorire affari personali e di gruppo o per creare clientele». Peccato però che c'è chi rientra nella propria utilitaria e chi sale su un'auto blu con autista costretto a tre ore di attesa. Sotto il sole.

Tuesday, March 10, 2009

Abruzzo, dolce dormire.

(Foto: Maiella, da internet)

Abruzzo, dolce dormire.

Abruzzo, dove i petrolieri ci vogliono fare più buchi che nel formaggio svizzero. Tutti tacciono o li aiutano per spartirsi la torta, o urlano sottovoce...
Ma tand' Berluscon' 'a dett' ca 'nzi fa la raffinerij, che stem a parla' a fa' ?


Abruzzo, dove l'Eni e' cattiva, ma i soldi dei terreni me li sono messi in tasca. "Jio glielo ho detto che voi, a me, quesstto terreno ve lo state prendendo ma non e' in vendita..." e intanto firmava.
A me sembra che ha venduto, altro che le chiacchiere, e che i soldi gli sono piaciuti.

Abruzzo, dove basta che non toccate il mio orticello, va tutto bene. Si, basta che le trivelle e le raffinerie non le mettete vicino casa mia, per il resto, che me ne frega a me ?

Abruzzo, dove tutto si sistemerà da se, dove' ci penserà sempre qualcun altro. Perché devo fare io quello che può fare qualcun altro ? Che me ne frega a me, lo facesse qualcun altro.

Abruzzo, dove il cittadino quando va a votare firma le cambiali in bianco ai politici, e questi ultimi fanno quello che vogliono senza rendere conto a nessuno. Eccetto che a se stessi e il proprio portafoglio. Tanto, che me ne frega a me, alla prossima campagna elettorale raccontiamo due stronzate a tutti di nuovo, e chi si e' visto si e' visto. I fessi ci rivotano.

Abruzzo, dove il cittadino medio abruzzese si incazza per un mese ogni 5 anni, il mese che precede le elezioni. Oppure si incazza con Del Turco perché per colpa sua si deve votare in anticipo, quindi deve incazzarsi prima della fine dei 5 anni.
Per il resto, che me ne frega a me ? Tante quiss' e' tutt na guale!

Abruzzo, dove io sono santo, tu sei santo, egli e' santo, noi siamo santi, voi siete santi, essi sono santi. Gli unici due colpevoli sono Del Turco e D'Alfonso, giusto ?

Abruzzo, dove il cittadino tace e ha paura di chiedere conto ai politici del loro operato. Dove prima di parlare con un politico devi prostrarti ai suoi piedi e implorare udienza, perché' lui si crede che e' un personaggio importante e ancora peggio, tu glielo fai credere!
Invece sono quasi tutti scarpari della politica che non capiscono un cazzo, e per la stragande maggioranza sono IGNORANTI TOTALI e arrroganti pure. E' questo che devi fargli capire.

Abruzzo, dove quando vedi un politico per strada e sai che non capisce un cazzo, e che governa male, e che sta consegnando la regione e il suo futuro ai petrolieri e ai furbetti... invece di mandarlo a quel paese, ti ci vai a prendere un caffè insieme. E va a finire che paghi pure tu!
Dopotutto, che me ne frega a me, puo' sempre tornare utile: un figlio da sistemare, una carriera da inventarsi. Oggi domani... non si sa mai.

Abruzzo, dove il peggiore inquinatore e' la politica (questa non e' mia, ma e' geniale), con l'eccezione di qualche sindaco. Dove la politica e politici sono corrotti o dal denaro o dal proprio tornaconto. Oppure dal tornaconto del partito, dal tornaconto dell'amico dell'amico.
E il tornaconto della gente onesta, che lavora e produce senza santi in paradiso ? A loro non ci pensa mai nessuno.

Abruzzo, dove alla fine, tutto il mondo e' paese e ognuno ha il governo che si merita.
Perché loro possono essere colpevoli di tutto quello che vogliamo, ma noi siamo più colpevoli di loro perché glielo lasciamo fare, perché non ci scandalizziamo più di niente, non li mandiamo più a fanculo per strada, non li prendiamo a pomodori in faccia. Troppa fatica, che me ne frega a me, prendiamoci un cappuccino e cornetto al bar. Insieme.

Abruzzo, dove tutti sono amici di tutti. Dove tutti hanno paura di fare nomi e cognomi di chi e' responsabile di qualcosa di sbagliato o di male. Perché c'è la privacy e ci sono almeno 10 anni di tempo prima che un processo finisca. E allora, nessuno e' mai colpevole di nulla.

In Abruzzo e in Italia e' come un Facebook fatto realta': tutti sono amici di tutti.
La lista degli amici si allunga, e quella dei nemici invece non esiste. E quando uno che ti sta sulle palle ti chiede di aggiungerti alla lista degli amici, beh allora dici di si, sempre e comunque.
Altrimenti pare brutto, altrimenti capisce che non lo consideri proprio.

In faccia all'Abruzzo

(Foto: Toscana, da internet)

L'articolo che copio e incollo dal Corriere della Sera e' una mia dedica persoanle a Chiodi, Febbo e tutta la banda di persone che agendo poco e male, o non agendo per nulla, sta consegnando la regione in mano ai petrolieri.

In abruzzo si rilasciano permessi per trivellare mentre in Toscana portano avanti l'agricoltura e la valorizzano. Sting risiede in Toscana e produce vino, uno come tanti.

Sting parla di ecologia e vino, tanto basta per attirare l'attenzione dall'Inghilterra. Magari non capisce una mazza ne di ecologia, ne tanto meno di vino, eppure il suo nome tira il marchio Toscana.

Ecco quello che fa Sting: "Vino rosso, miele, olio extravergine di oliva, marmellate, frutta, verdura, salumi di cinta senese, tutto rigorosamente biologico e Made in Tuscany". Fa qualcosa di speciale ? No, chissa' quanti contadini fanno altrettanto e anche meglio in Abruzzo. Pero' Sting e' andato in Toscana e non in Abruzzo.

Clooney si e' comprato la villa sul lago di Como e via... la processione delle star di Hollywood sul lago.

Con tutte le trivelle e la puzza di idrogeno solforato, che da piu' fastidio della puzza di cacca, sai quanti che verranno a comprare le case in Abruzzo e a promovuore il nostro territorio.
Cominciamo a stendere i tappeti rossi... stanno arrivando. Chiodi, preparati a dare loro il benvenuto. Porta con te l'amico Febbo.


dal Corriere.it del 10 Marzo 2009:

E il contadino Sting si racconta (a Figline)
Il sindaco: «Sting? Per noi è un fattore che produce». Questa sera incontro al Teatro Garibaldi il grande musicista interverrà al convegno «Attualità e futuro della terra di Toscana»

Ci hanno provato, ma non pensavano che dicesse di sì. Sting invece ci andrà, a parlare delle sue vigne. Dunque, la star che non t'aspetti ora ha voglia di parlare di sviluppo del territorio toscano. Sting il viticultore, l'ecologista, non ha intenzione di tornare sulla polemica dell'elettrodotto, anche se gli passerà davanti a casa. E non andrà in piazza-visione per la gioia dei cittadini di Liverpool, nonostante che il sindaco della città dei Beatles abbia personalmente chiamato il Comune di Figline Valdarno per chiedere se Rtv38 trasmette anche sul satellite. Sting parlerà invece di ecologia e di vino, questa sera al Teatro Garibaldi di Figline, quando alle 21 interverrà al convegno «Attualità e futuro della terra di Toscana».

L'INCONTRO - L'incontro, trasmesso in diretta su Rtv38 (che ha sede proprio a Figline), ha già suscitato l'interesse di molti al di qua e al di là della Manica, tanto che a Figline fioccano le richieste di «pass» (l'ingresso è strettamente a inviti) dall'Inghilterra e ieri ha telefonato anche il primo cittadino di Liverpool dicendo che avrebbe volentieri trasmesso l'incontro su un maxi-schermo in piazza. Sarà un confronto tra amministratori, imprenditori, personalità della cultura e del turismo, a cui prenderanno parte anche il Presidente della Regione Toscana Claudio Martini, il candidato sindaco di Firenze Matteo Renzi, oltre allo stesso Sting in compagnia del suo fattore Paolo Rossi.

IL SINDACO - «Sting abita nel nostro territorio da diversi anni, ma solo adesso è evidente che non è solo un ospite gradito, ma anche, e soprattutto, un fattore che produce e che nell’ immediato futuro sarà ancora più attivo». Lo ha detto Riccardo Nocentini, sindaco di Figline Valdarno riferendosi all’incontro di stasera al Teatro Garibaldi. «Sting ci parlerà del suo rapporto con la nostra terra - ha aggiunto il sindaco - e quale continuerà ad essere il suo contributo alla discussione che sicuramente verterà sulla salvaguardia dell’ambiente, valorizzando la biodiversità e lo sviluppo della produzione agricola e forestale». Il Comune di Figline, in questi giorni è stato subissato da richieste di accredito giunte da tutta Europa.

LA FATTORIA DI STING - Vino rosso, miele, olio extravergine di oliva, marmellate, frutta, verdura, salumi di cinta senese, tutto rigorosamente biologico e Made in Tuscany. Benvenuti nell’azienda agricola di Gordon Matthew Sumner, 57 anni, in arte Sting. L’azienda è a Ponte agli Stolli, una frazione nel comune di Figline Valdarno a circa 30 chilometri a Sud di Firenze. Qui l’ex Police ha acquistato nel corso degli ultimi 15 anni due importanti proprietà: alla fine degli anni ’90 la Tenuta del Palagio, un centinaio di ettari per circa tre milioni e mezzo di euro dal duca Simone Velluti Zai; poi, a fine 2002, i beni confinanti dell’ex fattoria Serristori dove insistono dieci case coloniche e 200 ettari tra vigne, uliveti, pascoli e boschi. L’ex fattoria era di proprietà dell’Asl 10 di Firenze che l’aveva messa all’asta. Sting se l’è aggiudicata per 5 milioni e 750 mila euro diventando così proprietario di un’intera collina di oltre 300 ettari tra il Chianti e il Valdarno.

VINO, FIORE ALL'OCCHIELLO - Il fiore all’occhiello dell’azienda sarà il vino, ma ancora non è pronto e non ha un nome. Riposa da due anni in barrique. Sarà presentato a settembre quando saranno messi in commercio un Chianti Docg e un Igt Toscana con base Sangiovese, e percentuali variabili di Cabernet e Merlot, Canaiolo e Colorino. Per settembre saranno pronte 30.000 bottiglie del 2007. L’enologo è Paolo Caciornia. L’azienda produce poi miele di acacia, castagno e di melata, olio extravergine da olive frantoio, moraiolo e leccino, verdure di campo e salumi di cinta senesi. La maggior parte dei prodotti viene commercializzata direttamente in Inghilterra ma nei prossimi mesi sarà aperto anche un punto vendita interno. Nella proprietà toscana la rockstar di Newcastle trascorre buona parte della sua vita, insieme alla moglie Trudie Styler, i sei figli, un cane, un cavallo e una mountain bike con la quale va spesso in paese dove, ormai, è uno di casa e dove ha prestato la sua immagine per una raccolta di sangue promossa da un’associazione locale. Per muoversi in giro per il mondo, invece, ha un piccolo aereo parcheggiato all’aeroporto di Peretola a Firenze. Nella tenuta, la villa e i nuovi casolari sono stati ristrutturati e arredati dall’architetto Alan Mertens e dall’esterno si possono solo intravedere. Il colore dominante è il bianco-avorio. Oltre a una grande piscina, circondata da piante e fiori del vivaio pistoiese Piante Mati, in un ex fienile è stata costruita una moderna sala di registrazione.


10 marzo 2009

Sunday, March 8, 2009

In mano a chi siamo ?

(Foto: da internet)

"Questo esecutivo è un governo illegale, incostituzionale, eletto senza voti di preferenza. Fatto di nani, ballerine, puttanieri e ruffiani" (Fonte: qui).

Come non essere d'accordo con le parole di Beppe Grillo ? Chiunque ha abbracciato il "fai da te" dell'informazione sa che e' vero.

Prendiamo ad esempio l'illustrissimo ministro Claudio Scajola. Sentite cosa dice l'assomineraria sul suo sito: "Il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, parlando a Panorama del giorno, su Canale 5, l’8 gennaio ha specificato: Nel provvedimento sullo sviluppo approvato dalla Camera e ora in discussione al Senato, c’è proprio la revisione della clausola che bloccava le attività di produzione di idrocarburi nell’Alto Adriatico, in modo che si possa tornare a produrre l’energia che è sotto i nostri piedi. E’ importante ricordare ai cittadini che sotto il nostro territorio c’è un grande valore di energia. Si parla di 100 miliardi di Euro che abbiamo nel territorio italiano e che non andiamo a prendere. Per quanto riguarda i tempi di ripresa delle estrazioni in Alto Adriatico, Scajola ha detto: mi auguro che la condivisione con i territori possa portarci a risolvere il problema in tempi brevi." (fonte: qui)

Scajola e' un genio. Ricordo che in alto Adriatico si decise il blocco delle estrazioni perche' il terreno si stava abbassando proprio a causa delle estrazioni di petrolio e gas.
Avete presente il problema di Venezia che affonda ?

Sentite cosa scrive L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, un organo ufficiale del governo italiano: "In Italia le aree interessate da processi di subsidenza sono individuabili in corrispondenza sia della Pianura Padano-Veneta.... Ben noti e oggetto di un'attenzione particolare per la loro rilevanza economica e artistica sono i casi di Venezia e Ravenna. Qui hanno interagito negativamente, in passato, processi naturali e attività antropiche. Queste ultime sono ora sotto controllo, ma il fenomeno difficilmente si potrà arrestare del tutto, essendo connesso a processi diagenetici, tettonici e di riequilibrio isostatico." (Fonte: qui)

Mettete insieme le parole di Grillo e quelle di Scajola. Non ha forse ragione Grillo ?

Altri post su Scajola: qui e qui.

Wednesday, March 4, 2009

Edison per l'Abruzzo

( Foto: Avviso di Richiesta di compatibilita' ambientale presentata
da Edison SpA per la perforazione di nuovi pozzi petroliferi
nel giacimento di Rospo Mare B (B.CL.F8) )

Il 30 Gennaio 2009 la Edison SpA ha presentato al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali una richiesta di variazione dei lavori nell'ambito delta concessione di coltivazione -B.C8.LF.

Mentre le istituzioni regionali Abruzzesi latitano, i petrolieri vanno avanti indisturbati. Alla Edison non bastano i suoi attuali 31 pozzi e tre piattaforme, ora ne vogliono altri 4 di pozzi.
Tirano petrolio dal 1982 e ne rapporto di valutazione ambientale ostangono che e' tutto regolare, tutto a posto. Visto che gli studi internazionali sui danni all'ecosistema da parte delle piattaforme petrolifere abbondano (google: "sediment quality oil platform") mi chiedo se mai la regioen Abruzzo se ne sia interessata, se abbia inviato qualcuno a fare un controllo indipendente invece di credere ai numeri forniti dalla Edison.

Certamente i nostri amati petrolieri - Eni, Petroceltic, MOG, Edison - non si lasciano intimidire dalla proposta di legge avanzata dall'assessore all'agricoltura Mauro Febbo.
L'idea Febbo si riassume cosi': spartiamoci i soldi in piu' entita tra comuni, regione e comuni limitrofi... ma lasciamoli lavorare. Un NO secco ai petrolieri non si e' sentito e temo che non si sentira' mai da questa amministrazione regionale. Chiodi e' sempre sul NI.

Almeno Del Turco aveva il coraggio di dire davanti ad una telecamera che SI, lui era favorevole ai petrolieri. E per quanto mi riguarda, meglio uno che dice SI forte piuttosto uno che dice "ni" a bassa voce.

Stessa storia sul nucleare. L'emendamento della minoranza proponeva di scrivere nero su bianco che l'Abruzzo e' una reigone denuclearizzata e che non siamo disponibili ad ospiitre le centrali nucleari che le SS (Silvio e Scaiola) vogliono costruire. Bene, sembra una richiesta cosi' basilare che un voto all'unanimita' doveva essere scontato. Invece no, la maggioranza ha votato contro perche' come ha dichiarato Chiodi: «le sole energie rinnovabili non basteranno mai al fabbisogno» (Fonte: qui).

Un'altra perla del contorsionismo Chiodico.

Chiodi e Cappellaci. Abruzzo e Sardegna. Tutti e due eletti grazie alla campagna elettorale fatta da Berlusconi in persona. Solo che Cappellacci a dichiarato subito che la Sardegna non e' disponibile ad ospitare le centrali nucleari e che dovranno passare sul suo corpo prima che cio' accada. Gianni invece dice che le fonti rinnovabili non bastano. Come al solito risposte a mezza bocca che suonano esattamente come uno che ha una idea ben precisa ma non la puo' dire perche' troppo impopolare. Ma questo del resto e' film gia' visto e noto a tutti, come per la faccenda della petrolizzazione dell'Abuzzo.

La Edison a inviato tutte le carte anche alla reigone Abruzzo alla "Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia" e "Servizio Tutela, Va!orizzazione del Paesaggio e Valutazioni Ambienta!i -
Ufficio Valutazione Impatto Ambientale" presso Via Leonardo da Vinci (Palazzo Silone), 67100 L'Aquila. Il termine per presentare le osservazioni scade alla fine di Marzo, vediamo se si degnano di aprire quelle carte, leggerle e fare un po' di confronti incrociati per capire se e' realistico o no quello che scrivono. O i dipendenti regionali sono pagati per grattarsi il naso ?

Stessa storia per la Provincia di Chieti. Il "Servizio Urbanistico e Pianificazione" di Piazza Monsignor Venturi 4, 66100 Chieti ha ricevuto le carte. Vediamo se si stanno grattando la pancia o se produrranno delle osservazioni.

Ecco il testo completo dell'avviso Edison:

Avviso al Pubblico

RICHIESTA DI PRONUNCIA DI COMPATIBILITÀ AMBIENTALE

AI Ministero dell'Ambiente e dena Tutela del Territorio e del Mare e al MiT\istero per i Beni e le Attività Culturali

Variazione programma lavori nell'ambito delta concessione di coltivazione -B.ca.LP': perforazione di nuovi pozzi di coltivazione e adeguamento degli impianti esistenti, per l'ottimizzazione del recupero di idrocarburi dal giacimento offshore "Rospo Mare". La Società Edison Spa, con sede legale in Foro Bonaparte 31, CA? 20121 Milano, in qualità di rappresentante unico per tutti i rapporti con l'amministra,zione e con i terzi della concessione di coltivazione di idrocarburi liquidi
e gassosi 􀅕B.C8.lF", comunica di aver presentato in data odierna domanda di espressione del giudizio di compatibilità ambientale ai sensi deH'art. 23 del D.Lgs 3 aprile 2006 n. 152 come modificato dal D.Lgs. 16 gennaio 2008 n. 4 per la variazione del programma lavoro all'Interno della concessione di coltivazione"S.C8.LF- consistente nella perforazione di nuovi pozzi di coltivazione e l'adeguamento degli impianti esistenti, nel giacimento offshore "Rospo Mare".

Il .progetto di perforazione e messa in produzione di nuovi pozzi nel giacimento di Rospo Mare prevede:

• L'adeguamento dell'esistente piattaforma offshore "Rospo Mare B" (RSM B) per consentire la perforazione di nuovi pozzi di sviluppo utilizzando un impianto di perforazione' offshore del tipo jack-up.
• La perforazione di tre nuovi pozzi direzionati nel giacimento di Rospo Mare a partire dall'esistente piattaforma RSMB.
• L'eventuale perforazione, a partire dall'esistente piatlaforma RSM B, di un quarto pozzo direzionato, previa l'analisi dei risultati minerari dei predetti pozzi di sviluppo.
• L'adeguamento degli impianti di produzione esistenti per consentire la messa in produzione dei nuovi pozzi al fine di ottimizzare il recupero degli idrocarburi dal giacimento di Rospo Mare.

Gli impianti produttivi del giacimento di Rospo sono ubicati nell'offshore adriatico tra le Regioni Abruzzo e Molise; essi giacciono al largo in corrispondenza della costa dei comuni di Vasto in Provincia di Chieti e di Termoli in Provincia di Campobasso.

La società Edison Spa comunica che la documentazione relativa agli elaborati di progetto, allo studio di impatto ambientale ed alla sintesi non tecnica è depositata, in copia a disposizione 'del pubblico per la consultazione, presso:

• Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Direrione Generale per la Salvaguardia Ambientale
Via Cristoforo Colombo 44, 00147 Roma
• Regione Abruzzo
Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia
Servizio Tutela, Va!orizzazione del Paesaggio e Valutazioni Ambienta!i
Ufficio Valutazione Impatto Ambientale,
Via Leonardo da Vinci (Palazzo Silone), 67100 L'Aquila
• Regione Molise
Ser vizio Conservazione e Tutela dell'Ambiente e Valutazione d'Impatto Ambientale
Via D'Amato 3H, 86100 Campobasso (CB)
• Provincia di Campobasso
Ufficio VIA - 10 settore, 40 servizio - Ambiente
Via Roma 47, 86100 Campobasso
• Provincia di Chieti
Servizio Urbanistico e Pianificazione
Piazza Monsignor Venturi 4, 66100 Chieti

Tale documentazione è anche consultabile sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (www.minambiente.it) nell'area di libera consultazione dei progetti.
Ai sensi dell'art. 24 comma 4 del D.Lgs 3 aprile 2006 n. 152 come modificato dal D.Lgs. 16 gennaio 2008 n. 4, chiunque abbia interesse può presentare in forma scritta, nel termine di 60 (sessanta) giomi dalla data della presente pubblicazione, istanze, osservazioni o pareri al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Edison Spa
Sede in Milano- Foro Buonaparle, 31
Capitale sociale euro 5.291.700.671,00 Lv.
Registro delle Imprese di Milano e
Codice Fiscale 06722600019