Sunday, March 15, 2009

Questa politica e' lontana dalla gente

(Foto: prima pagina de Il Messaggero Abruzzo del 15 Marzo 2009)


Guardate il titolo di apertura de Il Messaggero di oggi, Domenica 15 Marzo. Non ci sta proprio bene ? "Questa politica e' lontana dalla gente", una verita' che tutti sanno ma pochi dicono. La citazione e' dell'arcivescovo di Pescara Valentinetti che ha riunito i politici per discutere di etica e politica. Chissa' se si ricordano cosa si ala parola etica, e cosa essa voglia dire. Per molti di loro deve essere un concetto astratto, una parola ormai caduta in disuso.

I grandi assenti ? Chiodi e D'Alfonso. Tutti e due avevano, comprensibilmente, molto da fare.

Valentinetti nel suo intervento ha punzecchiato i politici anche sul tema ambientale: «Non vogliamo essere tacciati di ingerenza - premette Valentinetti - ma il nostro è un impegno nella vita sociale. Chiediamo attenzione al problema del lavoro, alla sanità pubblica, ad avanzare proposte concrete per i giovani e all'ambiente. Siamo sicuri che l'Abruzzo regione verde sia una verità e non solo uno slogan?». Chissa' se all'assessore regionale Mauro Febbo che era presente in platea gli sono fischiate le orecchie. Febbo ha presentato infatti un disegno di legge che secondo lui dovrebbe fermare i petrolieri ma che a mio avviso e' piu' un invito ai petrolieri che un ostacolo.

Non voglio rubare spazio con le mie parole e vi invito a leggere per intero l'articolo apparso su Il Messaggero di oggi a firma di Federica Gialloreto. Mi complimento con lei per aver sbattuto in prima pagina la frase di Valentinetti e per aver scritto un articolo scomodo, ne abbiamo proprio bisogno. Brava Federica, bravo Il Messaggero di oggi. Anche PrimaDaNoi.it ne ha dato conto.

E gli invitati come hanno reagito ? Ecco come commenta PrimaDaNoi.it gli interventi dei politici:
"L’atteggiamento prevalente negli interventi è stato quello del “mea culpa” in senso lato e rivolto all’intera classe politica. Il clima invocato ed ottenuto è stato quello dell’estrema serenità. Ma un’estrema serenità che talvolta ha, di fatto, sfiorato il retorico, il politichese e la frase di circostanza. Pochi sono stati gli interventi che hanno attaccato, con toni sempre pacati, il malcostume imperante in Abruzzo. Nessun nome e nessun riferimento alle vicende giudiziarie."

Come al solito non hanno capito nulla e nulla cambiera'.


Da Il Messaggero.it del 15 Marzo 2009:


«Questa politica è lontana dalla gente»
La severa lezione dell’arcivescovo Valentinetti agli amministratori pubblici


di FEDERICA GIALLORETO

Sono arrivati pure in anticipo: perchè l'importante, in certe occasioni, è esserci. Meglio ancora se in prima fila. Anche se per fare penitenza piuttosto che per una benedizione immeritata. E così uno dopo l'altro nella grande sala dell'Oasi dello Spirito baciata da un tiepido sole, sfilano i politici comunali e regionali, laici e cattolici, quelli dei paesetti e quelli della città. Non tutti: Cordoma, sindaco di Montesilvano, non si vede per tutta la mattinata. Saluti, abbracci e baciamano all'arcivescovo Tommaso Valentinetti che li ha convocati per discutere di etica e valori, per una politica davvero al servizio della gente e lontana dagli interessi personali o delle lobby. Il severo monito dei vescovi abruzzesi, giorni fa, ha avuto ieri questo momento di confronto voluto dal capo della Diocesi toccata da scandali come quelli di Pescara e Montesilvano.
La sala pian piano si riempie anche dei politici ritardatari, relegati nelle ultime file, ospiti del presule. Assenti tutti i parlamentari: manca il presidente della Regione Gianni Chiodi che ha inviato le scuse a monsignore, annunciando lo studio a livello regionale di un codice etico condiviso. Ma soprattutto manca, e si sente, Luciano D'Alfonso.
Valentinetti dopo i ringraziamenti, prendendo spunto dal documento stilato dalla conferenza episcopale abruzzese e molisana, dieci punti sul buon governo al servizio del bene comune, va subito al sodo. «La scarsissima affluenza alle urne, alle elezioni regionali, ci ha fatto riflettere molto e ci siamo interrogati su quali potessero essere le nostre responsabilità nei confronti dei cittadini - spiega parlando al plurale -. Ecco: non è possibile che il mondo della politica vada in una direzione diversa rispetto al mondo della gente. Dobbiamo costruire nuovamente una relazione, perché ciò che deve stare a cuore al cristiano è il bene comune, il progresso sociale, la verità, la pace e la giustizia».
Il buon politico deve essere anche responsabile di fronte alla gente e vivere nella logica del servizio. L'arcivescovo cita l'esempio di La Pira, che viveva nella preghiera in un monastero e scherza coi politici presenti rassicurandoli sul fatto di non volerli rinchiudere in un monastero. E poi Valentinetti rivolge un monito ai presenti: «Siamo alla vigilia di importanti scadenze elettorali - dice -. Invito tutte le forze politiche ad un confronto sereno. La nostra gente, non vuole vedervi litigare, non vuole assistere a risse: per questo è importante scambiare opinioni, condividere progetti e confrontare le idealità con la serenità necessaria per il bene comune». Per l'arcivescovo la classe politica deve avere una formazione, «non ci si deve improvvisare», deve trasmettere le competenze, senza avere prospettive a lungo termine, aggregare i giovani nel cammino politico ed essere lontana da logiche clientelari. «Non vogliamo essere tacciati di ingerenza - premette Valentinetti - ma il nostro è un impegno nella vita sociale. Chiediamo attenzione al problema del lavoro, alla sanità pubblica, ad avanzare proposte concrete per i giovani e all'ambiente. Siamo sicuri che l'Abruzzo regione verde sia una verità e non solo uno slogan?».
E poi i giovani, il cruccio di monsignore che annuncia la decisione di far rinascere qualche oratorio nelle diocesi, con percorsi educativi dedicati e scuole per i genitori. «Sentiamo l'urgenza che la famiglia torni ad essere il cardine della società» chiosa Valentinetti. I politici applaudono e uno alla volta guadagnano l'uscita col documento in mano. Il primo punto recita così: «L'uso del pubblico potere e denaro va sempre orientato per il bene comune e non per favorire affari personali e di gruppo o per creare clientele». Peccato però che c'è chi rientra nella propria utilitaria e chi sale su un'auto blu con autista costretto a tre ore di attesa. Sotto il sole.

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