Wednesday, April 29, 2009

PdL Abruzzo senza vergogna

Vergogna senza fine nelle fila del PdL Abruzzese. Di tutte le belle promesse di Chiodi e soci sulla riduzione dei costi della politica si e' persa traccia.

Parole, tante parole quelle di Chiodi ma a fatti il nostro caro Gianni sta ancora a zero.




Da Il Messaggero.it del Mercoledì 29 Aprile 2009

Bocciati gli emendamenti taglia-stipendi e vitalizi
di LILLI MANDARA

PESCARA - A Maurizio Acerbo gliel’avevano chiesto due giorni prima: ritira quell’emendamento, per favore. Lui però in aula l’ha portato lo stesso per vederlo poi finire nel cestino, stessa fine toccata ad altri due emendamenti presentati da esponenti dell’opposizione. Tutte proposte per ridurre le indennità dei consiglieri regionali, in cantiere già da alcuni mesi prima del terremoto ma adesso diventati urgentissimi. Niente da fare: «Il centrodestra taglia tutto tranne le indennità», commenta il consigliere regionale pd Caludio Ruffini. No, la maggioranza di centrodestra non ha intenzione di ridurre stipendi, vitalizi e benefit. «La scusa ufficiale - racconta Acerbo - è che vogliono presentare un progetto di riduzione più organico, ma sono mesi che lo dicono». E l’assurdo è che comuni piccolissimi, anche stranieri, e Province, Regioni, hanno stanziato fondi a favore del terremoto. Solo l’Abruzzo manca all’appello e persino la Regione Lazio ha inserito nell’esercizio finanziario del 2009 cinque milioni di euro per l’Abruzzo.
«Togliamo ai poveri per dare ai ricchi, è evidentemente il loro motto, senza neanche un po’ di vergogna - dicono Ruffini e il capogruppo Pd Camillo D’Alessandro - nel Consiglio regionale del 24 aprile scorso è stata scritta una delle pagine più brutte di questa istituzione; in un momento così difficile per gli abruzzesi, con una Regione finita sotto le macerie, la maggioranza di centro destra ha bocciato la proposta del Pd che riduceva indennità e vitalizi dei consiglieri regionali, ponendoli tra i più bassi d’Italia». Ma non finisce qui. «Il centro-destra si è presentato in aula con delle “norme vergogna” ritirate solo grazie alla netta opposizione del centro-sinistra. Nel momento più drammatico,tra crisi economica e terremoto, la maggioranza ha portato in aula tre proposte: 1) la sanatoria dei sottotetti con l’Udc che non ha perso l’occasione di proporre che scantinati e garage diventassero abitabili; 2) la possibilità di recintare le concessioni demaniali, cioè gli stabilimenti balneari, coprendo vista ed accesso al mare; 3) modifiche alla legge sul commercio che consentissero la trasformazione della destinazione d'uso dei capannoni da industriali o artigianali in commerciali». E dulcis in fundo, il centrodestra secondo D’Alessandro, voleva occuparsi anche di suini: «La vera nota paradossale - spiega D’Alessandro - è che in questo momento si volevano occupare anche di maiali. Per la maggioranza la priorità era aumentare la possibilità di macellazione per uso personale di suini: dai tre attuali a cinque...povero Abruzzo».Ma il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano fa presente che la Regione Abruzzo ha fatto già tanto, «con la costituzione di una Fondazione senza scopo di lucro denominata ”Fondazione l’Abruzzo Risorge Onlus” il cui scopo è favorire il rientro nella normalità della popolazione colpita dal sisma assicurandole ogni possibile tipo di soccorso e di assistenza». La fondazione in particolare erogherà fondi per assicurare l’assistenza socio-sanitaria, il sostegno all’istruzione e alla formazione scolastica, la ricostruzione, la conservazione ed il restauro degli immobili pubblici. E che ciascun consigliere e assessore contribuirà con 5 mila euro.

Thursday, April 23, 2009

La Buonefra non conosce crisi


(Video: Dichiarazioni di Fratino sulla raffineria)

*TESTO AGGIORNATO in data 24/4/2009 visto che gli appalti sono 2*

Nonostante i disastri dell'Aquila e provincia dovuti al terremoto bisogna tornare a parlare, ancora una volta, di Abruzzo e petrolio. Ci sono stati morti e distruzione sulla parte montana della regione ma la zona costiera e' ancora minacciata dalle trivelle. Certo l'Eni poteva darci un po' di tregua, una specie di cessate il fuoco temporaneo, ma niente. Il progetto dell'Eni va avanti e se loro non si fermano, non possiamo fermarci nemmeno noi.

Cosa c'è di nuovo ? Nulla. Infatti chi faceva affari con l'Eni a Ortona e dintorni continua a farne. I legami economici tra il sindaco Fratino e le industrie petrolifere sono noti a tutti, ma di cifre fino ad ora non si e' mai parlato esplicitamente, almeno che io sappia.

Cercavo tutt'altro questa sera e invece mi sono imbattuto nei rapporti economici che intercorrono tra la impresa portuale Buonefra srl e l'Eni. Ripeto, non e' cosa nuova ma ora' ci sono le cifre, e ancora peggio la data del 12 Marzo 2009.

Ricordiamo che la Buonefra, come spiegato nel sito ufficiale della societa', "è nata nel 1974 da un progetto promosso e realizzato da Giuseppe Buontempo, dai fratelli Nervegna e Giuseppe Fratino che operavano rispettivamente come Trasportatore (1930), Agente Marittimo Spedizioniere Doganale (1950) ed Impresa Costruzioni (1955). L’Azienda è ora condotta dalla seconda generazione". La seconda generazione comprende anche l'attuale sindaco Fratino di Ortona la cui maggioranza ha approvato la costruzione della raffineria di Ortona.

Il sito dgMarket riporta dati e cifre di una gara d'appalto indetta dall'Eni e vinta da diverse societa', tra queste figura la Buonefra srl di Ortona.

Alla Buonefra sono toccati 300.00 euro, IVA esclusa, per "Servizi di noleggio autogrù con operatore da effettuarsi nell'ambito delle attività del distretto di produzione DICS (Distretto Centro Settentrionale) principalmente zona Ortona e sue dipendenze". Si sa anche che quella della Buonefra e' l'offerta vincitrice su altre 18 offerte ricevute, tutto scritto su dgMarket. Cosa ci sia da movimentare per quella cifra non c'è scritto ma sappiamo invece che per la Buonefra la crisi non sembra esserci.

Sempre alla Buonefra sono toccati altri 800.000 euro, IVA esclusa, il giorno 19 Novembre 2007 per "Servizi di facchinaggio e noleggio a caldo mezzi di sollevamento nell'ambito delle attività' dell'ENI s.p.a. nel porto di Ortona (CH)".

Il tipo di procedura seguito in tutti e due i casi e' molto semplice e spalanca le porte a innumerevoli pensieri, nessuno dei quali molto positivo: "Negoziata senza indizione di gara".

Chiodi e la maggioranza del consiglio regionale vogliono rassicurarci e metterci a tacere. Nel frattempo l'Eni appalta lavori alla Buonefra per 1.100.000 euro fino a un mese fa. Ognuno creda quello che vuole, ma io credevo, e credo ancora di più, che i lavori per trasformare la regione Abruzzo in distretto petrolifero non si sono mai fermati.

Le chiacchiere di Chiodi, Febbo e compari se le porta il vento. I fatti dell'Eni e soci restano.

Quanto a Fratino, cosa di dire ? Basta vedere il video riportato sopra, lui dice che crede alla buona fede dell'Eni. Ma ci crede davvero o gli fa comodo crederci perché l'Eni procura appalti sostanziosi alla Buonefra ? I cittadini come possono fidarsi ?




I dettagli presi dal sito dgMarket:


Appalto del Marzo 2009 :

V.1) AGGIUDICAZIONE E VALORE DELL'APPALTO: APPALTO N. 003
TITOLO Servizi di noleggio autogrù con operatore da effettuarsi nell'ambito delle attività del distretto di produzione DICS (Distretto Centro Settentrionale) principalmente zona Ortona e sue dipendenze.
V.1.1) Data di aggiudicazione: 12.3.2009.
V.1.2) Numero di offerte ricevute: 18.
V.1.3) Nome e indirizzo dell'operatore economico aggiudicatario: Buonefra SrL, via Poerto, 64, I-66028 Ortona. Tel. +39 0859066604. Fax +39 0859067594.
V.1.4) Informazione sul valore dell'appalto: Valore finale totale dell'appalto
Valore: 300 000 EUR. IVA esclusa.
V.1.5) È possibile che il contratto venga subappaltato: No




Appalto del 2007:

V.1) AGGIUDICAZIONE E VALORE DELL'APPALTO: APPALTO N. 001
TITOLO Servizi di facchinaggio e noleggio a caldo mezzi di sollevamento nell'ambito delle attività' dell'ENI s.p.a. nel porto di Ortona (CH).
V.1.1) Data di aggiudicazione: 19.11.2007.
V.1.2) Numero di offerte ricevute: 002.
V.1.3) Nome e indirizzo dell'operatore economico aggiudicatario: BUONEFRA s.r.l. (CH), via Porto, 64, I-66028 Ortona(CH). E-mail: info@buonefra.com. Tel. 08 59 06 66 04. Fax 08 59 06 75 94.
V.1.4) Informazione sul valore dell'appalto: Valore totale inizialmente stimato dell'appalto
Valore: 800 000 EUR. IVA esclusa.
V.1.5) È possibile che il contratto venga subappaltato: Sì

Wednesday, April 22, 2009

Tutto come prima

(Foto: pilastro dell'Ospedale San Salvatore dell'Aquila
dopo il terremoto. Fonte e altre foto: Kataweb)



Terremoti, morti e feriti, lacrime, telegiornali, momento di unita' nazionale, buoni propositi, baruffe destra contro sinistra e .... tutto come prima ! In Italia non cambia mai niente, il copione e' sempre lo stesso ed e' destinato a ripetersi ad ogni tragedia "IMPREVEDIBILE".

L'Ospedale San Salvatore dell'Aquila che e' stato nominato da tutti come uno dei simboli degli sprechi e della inefficienza delle istituzioni, presto tornerà ad essere agibile. E' un miracolo tutto Italiano. Un ospedale aperto senza certificati di agibilità che e' stato dichiarato inagibile dopo il terremoto, torna magicamente ad essere agibile. Ovviamente fino alla prossima scossa di terremoto.

Quanto tempo ci vuole a rimettere in sesto l'ospedale ? Poco, ma proprio molto poco a sentire il direttore della struttura Roberto Marzetti: "Entro trenta giorni, un terzo dell’ospedale tornerà a funzionare". Tutto facile, ma questo era lo stesso direttore che inauguro' la struttura senza i certificati. Marzetti pero' continua: "L’obiettivo è una sistemazione della struttura ospedaliera secondo le norme di sicurezza antisismica, con la massima garanzia possibile. Penso, in questo modo, entro tempi brevi, di recuperare anche cento posti letto".

Bah... strana questa cosa. Fino a ieri per assolvere i costruttori dell'ospedale e Impregilo si diceva che era il progetto fatto 30 anni fa che era obsoleto. Oggi scopriamo invece invece bastano 30 giorni per adeguare le strutture dal punto di vista sismico e ripristinare un terzo dei locali. Qualcosa non torna: se era il progetto che era fatto male a partire da fondazioni e colonne, come si puo' adeguare tutto in 30 giorni ? Mistero.

Propongo allora di dare un elmetto da muratore a ogni paziente che entra nella struttura, non si sa mai...

Ma in questi giorni e' la fiera delle stupidaggini. Leggo che il presidente provinciale dell'Associazione Nazionale dei Costruttori, un tale Filiberto Cicchetti, ha chiesto di "ricostruire una giusta immagine dopo il fango gettato dai media". Certo, adesso il fango gettatovi addosso vi da fastidio. Immaginate quanto danno fastidio i calcinacci caduti addosso ai morti, a loro e a i loro parenti. Perché non avete denunciato gli imbroglioni che si celano tra di voi invece di frignare adesso? Le colonne crollate hanno rilevato la mancanza di tondini di ferro nel punto giusto e ruggine. Visto che la ruggine si forma dal sale presente nella sabbia di mare abbiamo capito che sabbia hanno usato.

Continua anche la passerella di ministri e politici vari. Onna e' il nuovo luogo di tendenza dove farsi vedere. Franceschini e Berlusconi arriveranno infatti a Onna per celebrare il 25 Aprile. Vediamo se l'anno prossimo pure si ricordano di Onna.

Wednesday, April 15, 2009

Vauro e la vignetta sui cimiteri

(Foto: vignetta di Vauro sull'aumento della cubatura
dei cimiteri per la trasmissione Annozero)


Ecco quale e' il nuovo problema dell'Italia. Dopo il terremoto che ha reso inagibile il 50% delle case di pastafrolla, dopo quasi 300 morti, Vauro e le sue vignette sono il problema.

Allora eccoci qui al solito copione all'Italiana che si ripete puntuale per ogni tragedia.
L'Aquila tremava (e continua a tremare) da almeno 3 mesi ma nessuno si e' sentito in dovere di preparare una esercitazione o di preparare dei piani di emergenza. Tranquillizzare tutti era la parola d'ordine.

Nel frattempo il governo era alle prese con un decreto legge che per stimolare l'economia voleva aumentare le cubature del 30%. Nel decreto si parlava anche di autocertificazioni e semplificazioni amministrative in zona sismiche. Tutto normale, il malaffare continua in tutta Italia come al solito, con tangenti, corruzione e ruba di qui ruba di la.

Ricordiamoci che aumentare le cubature del 30% significa aumentare il peso sulle fondamenta della casa, ma questi dettagli nessuno li considera in Italia. E' più importante aumentare i metri quadrati disponibili cosi' sale il prezzo della casa e possiamo fare più speculazione.



Poi il disastro arriva perché prima o poi arriva sempre: un terremoto, una valanga una alluvione. E allora ecco che scatta il clima da unita' nazionale segnato dal clima alla "volemose bene", "siamo tutti aquilani". Nei giorni seguenti il terremoto quando tutta la stampa nazionale e mondiale punta gli opcchi su L'Aquila e' VIETATO parlare fuori dal coro. Tutti dicono che va tutto bene, Bertolaso e' un eroe, in tv vanno in onda solo i complimenti dei terremotati a Berlusconi. Chi lo prende a male parole non viene mostrato in tv. Tutto bene, saremo fuori dall'emergenza presto.

Il siggillo ufficiale al clima da tarallucci e vino arriva niente di meno che dal Presidente della Repubblica che dice: "nessuno e' senza colpe". Eccoci qui, il verdetto arriva dalla poltrona piu' alta. Siamo tutti colpevoli che e' come dire, nessuno e' colpevole di nulla. Caro presidente ti sbagli, i colpevoli sono pochi e quelli che sono morti e sono rimasti senza casa sono tanti. Io non ho fatto leggi indecenti, io non ho costruito case senza cemento, io non ho fatto profitto con quelle case, io non ho fatto le leggi sui condoni edilizi, io non hoho una casa condonata. Io non sono colpevole di quelle morti come molti altri. Alkcuni dei colpevoli di quelle morti oggi si spacciano per i salvatori della patria e degli sfollati. Che schifo.

Il problema numero uno e' in istituzioni moralmente e finanziariamente corrotte, nell'incapacita' generalizzata di chi comanda. Personaggi che sono stati seduti nelle poltrone delle istituzioni per decenni hanno sguazzato nel potere facendo. Hanno fatto leggi indecenti per favorire amici degli amici anziche' i cittadini. I nome e i cognomi si possono trovare, a patto che si voglia. Ma chi vuole veramente ?

L'Aquila nel 1983 e' stata declassata dalla Regione Abruzzo da zona a massimo pericolo a zona a pericolo medio di terremoti (Fonte: qui). Ci sarà pure qualche firma su quei documenti. E la protezione civile non ha avuto nulla da dire quando la regione ha compiuto quella mossa scellerata ? Quali costruttori e gruppi di interesse hanno guidato quella scelta ? Chi ci ha mangiato ? Abbassare la pericolosità sismica vuol dire costruire con meno cemento e meno ferro, con regole meno severe. In altre parole vuol dire fare più profitto.

In mezzo a tutto questo schifo il governo deve venire a L'Aquila a rompere le scatole a chi sta lavorando per fare un consiglio dei ministri straordianrio. Elicotteri e macchinoni porteranno a spasso i ministri tra le macerie con le scorte e tutto quanto ne consegue. Altri soldi buttati per dire" "io c'ero" mentre agli sfollati diamo al massimo 400 euro al mese per famiglia.

E il problema sono le vignette di Vauro e Annozero ? Non sono neanche un fan di Vauro e tanto meno di Santoro, ma rimane il fatto che sono gli unici che hanno avuto il coraggio di dire una cosa diversa da tutti gli altri.

E poi il nostro presidente del consiglio non era il grande esperto di televisioni ? Se fosse davvero esperto saprebbe anche che e' il pubblico a giudicare. Santoro e' li perché fa i suoi milioni di ascoltatori e la Rai ne trae profitto. Un po' strano il concetto di capitalismo di Berlusconi e del PDL. Fino a quando gli conviene e' il mercato che decide, in altre circostanze e' meglio passare a metodi da dittatura fascista. Avete presente i filmati dell'Istituto Luce ?

Cosa c'e' di cosi' offensivo nella vignetta ? Perche' tutti i giornali ne parlano ma nessuno la mostra ? Tutti i giornali sono occupati a fare il lavaggio del cervello agli italiani sul fatto che Vauro vada cacciato e Annozero chiusa. Nessuno pero' che mostri la vignetta e lasci decidere a chi legge se era indecente o meno. Quando chi deve fare informazione e vigilare e' colluso con chi e' al potere si e' in dittatura. Questa e' dittatura.



Ecco le altre vignette di Vauro (cliccare per ingrandire).




















































Wednesday, April 8, 2009

Mappa sismica d'Italia

(Foto: Mappa della Classificazione Sismica del 2004 scaricata dal sito della protezione civile il giorno 8/4/2009, 3 giorni dopo il devastante terremoto dell'Aquila. Perché L'Aquila non e' segnata come da massimo rischio vista anche la sua storia sismica? Clicca su foto per ingrandire)



La mappa che vedete sopra e' presa dal sito web ufficiale della protezione civile (Fonte: qui). Ecco come commenta la protezione civile i diversi colori:

Zona 1 - Rossa -E' la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti. Comprende 708 comuni.

Zona 2 - Arancio - Nei comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti. Comprende 2.345 comuni

Zona 3 - Giallo - I Comuni interessati in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti. Comprende 1.560 comuni.

Zona 4 - E' la meno pericolosa. Nei comuni inseriti in questa zona le possibilità di danni sismici sono basse. Comprende 3.488 comuni.

Basta un'occhiata veloce alla mappa per capire che qualcosa non quadra. In Abruzzo c'è un buco in cui cadono L'Aquila e diversi comuni limitrofi. Come e' possibile ? Chi e' il responsabile che ha elaborato quella mappa ? Quale inciucio c'è sotto ? Forse Bertolaso e soci dovrebbero andare tutti a casa. Questo perlomeno succederebbe in una nazione seria, certo non succederà in Italia. Loro sono gli eroi e i pensatori positivi, tu che punti il dito a qualcuno o qualcosa sei quello che pensa negativo e pessimista.

A nessuno sembra invece passare per la mente che e' ora di cominciare a puntare il dito contro chi ha sbagliato o cosa non funziona non per essere pessimisti, ma per capire dove si sbaglia e iniziare a fare le cose meglio. Purtroppo, imparare dai propri sbagli e cercare di non ripeterli non sembra essere una caratteristica del DNA italiano.

L'elenco dei comuni della provincia dell'Aquila e relativa pericolosità sismica e' riportato sotto, i dati sono sempre quelli ufficiali presi dal sito della protezione civile (Fonte: file .xls). I comuni segnati con 1 sono quelli a massimo rischio, con 2 quelli a medio rischio. L'Aquila città ha un valore 2 di media pericolosità nonostante dal 1300 al 1700 ci sono stati 7 grandi terremoti. Certo il fatto che l'ottavo sia arrivato nel 2009 dopo circa 300 anni può indurre a pensare che, tutto sommato, non si poteva prevedere. Per un cittadino ci può anche stare come ragionamento, ma chi ha compilato quella mappa doveva forse considerare che per la storia del pianeta dire 300 anni e adesso sono la stessa cosa. Allora forse c'era da aspettarselo che prima o poi, oggi o tra 100 anni, sarebbe ricapitato.

Certo, elevare la pericolosità da media a alta sicuramente avrebbe comportato norme più severe per i costruttori e quindi costi maggiori. Mettere i tondini di ferro nel cemento armato con un diametro maggiore costa, usare tondini rinforzati al carbonio costa, mettere più cemento e colonne costa pure quello. Nel frattempo incrociamo le dita.

La mappa in uso dalla protezione civile che ho riportato in alto e' in pieno contrasto in diverse aree con quella elaborata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nel 2006. Tanto per cambiare, la scienza dice una cosa e la protezione civile, politica e tutti gli organi politicizzati dicono altro. Competenza e serietà da una parte contro opportunismo, favoritismi, affari e tornaconti personali dall'altra parte.

Come si può vedere dalla mappa della pericolosità sismica elaborata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia TUTTA la zona montana dell'Abruzzo e' segnata come da massimo pericolo, L'Aquila e provincia inclusa.

L'incongruenza tra la mappa elaborata dalla politica e quella elaborata dalla scienza e' stata discussa sul blog di Emergenza Ambiente Abruzzo dal Prof. Francesco Stoppa dell'Università d'Annunzio di Pescara. Il 4 Aprile 2009, solo un giorno prima del sisma che ha portato morte e distruzione, Stoppa avvisava che gli edifici non erano pronte a reggere un sisma "vero". Sfortunatamente Stoppa ha avuto ragione, L'Aquila e' un cumulo di macerie.

Ancora una volta, l'informazione seria era nascosta su un blog di gente che non aveva nulla da guadagnarci a dire la verità. I grandi giornali e le istituzioni minimizzavano tutto invece di invitare alla prudenza. Potevano ad esempio dire ai cittadini di tenere le porte aperte con delle zeppe visto che quando l'edificio si deforma (prima di crollare del tutto) le porte rimangono incastrate nei telai e di fatto non riesci nemmeno a lasciare la tua stanza da letto.

Questo e' l'elenco ufficiale sul rischio di pericolosità della protezione civile per i comuni della provincia dell'Aquila (1- alto rischio, 2- rischio medio). Chi abita nei comuni segnai dal 2 farebbe bene a preoccuparsi e ad invitare il proprio sindaco a verificare se quella sia la giusta designazione.

A
Acciano 2, Aielli 1, Alfedena 2, Anversa degli Abruzzi 1, Ateleta 1, Avezzano 1

B
Balsorano 1, Barete 1, Barisciano 2, Barrea 2, Bisegna 1, Bugnara 1

C
Cagnano Amiterno 1, Calascio 2, Campo di Giove 1, Campotosto 2, Canistro 1, Cansano 1, Capestrano 2, Capistrello 1, Capitignano 1, Caporciano 2, Cappadocia 2, Carapelle Calvisio 2, Carsoli 2, Castel del Monte 2, Castel di Ieri 1, Castel di Sangro 1, Castellafiume 1, Castelvecchio Calvisio 2, Castelvecchio Subequo 1, Celano 1, Cerchio 1, Civita d'Antino 1, Civitella Alfedena 2, Civitella Roveto 1, Cocullo 1, Collarmele 1, Collelongo 1, Collepietro 2, Corfinio 1

F
Fagnano Alto 2, Fontecchio 2, Fossa 2, Gagliano Aterno 2

G
Gioia dei Marsi 1, Goriano Sicoli 1

I
Introdacqua 1

L
L'Aquila 2, Lecce nei Marsi 1, Luco dei Marsi 1, Lucoli 2

M
Magliano de' Marsi 1, Massa d'Albe 1, Molina Aterno 2, Montereale 1, Morino 1

N
Navelli 2

O
Ocre 2, Ofena 2, Opi 2, Oricola 2, Ortona dei Marsi 1, Ortucchio 1, Ovindoli 1

P
Pacentro 1, Pereto 2, Pescasseroli 1, Pescina 1, Pescocostanzo 2, Pettorano sul Gizio 1, Pizzoli
1, Poggio Picenze 2, Prata d'Ansidonia 2, Pratola Peligna 1, Prezza 2,

R
Raiano 1, Rivisondoli 1, Rocca di Botte 2, Rocca di Cambio 2, Rocca di Mezzo 2, Rocca Pia 2, Roccacasale 2, Roccaraso 2

S
San Benedetto dei Marsi 1, San Benedetto in Perillis 2, San Demetrio ne' Vestini 2, San Pio delle Camere 2, San Vincenzo Valle Roveto 1, Sante Marie 1, Sant'Eusanio Forconese 2, Santo Stefano di Sessanio 2, Scanno 2, Scontrone 2, Scoppito 2, Scurcola Marsicana 1, Secinaro 2, Sulmona 1

T
Tagliacozzo 2, Tione degli Abruzzi 2, Tornimparte 1, Trasacco 1

V
Villa Santa Lucia degli Abruzzi 2, Villa Sant'Angelo 2, Villalago 2, Villavallelonga 1, Villetta Barrea 2, Vittorito 1



Monday, April 6, 2009

Un cumulo di macerie

(Foto: Prefettura a Piazza della Repubblica 11, 67100 L'Aquila,
dopo il terremoto del il 6 Aprile 2009)



E' difficile trovare l'attacco giusto per questo post. Un disastro immenso ha colpito l'Abruzzo, ci sono morti e feriti, c'è il dolore delle famiglie, dei parenti e degli amici.

Non sono vicino abbastanza per portare un aiuto concreto quindi continuo a girovagare per la rete. Cerco di capire ma io stesso so che c'è poco da capire. La terra ha tremato, L'Aquila e i paesi limitrofi sono rasi al suolo.

Tra tutte le foto e i vari filmati che ho visto mi ha colpito molto la foto che ho riportato sopra. Il cumulo di macerie che si vede in quella foto e' tutto ciò che rimane del palazzo della Prefettura dell'Aquila, in piazza della Repubblica 11. Quello era il palazzo che a L'Aquila rappresentava lo Stato, il "palazzo del governo". Quel palazzo non c'è più', e' crollato insieme a tutto il resto.

Il Carabiniere cammina con la testa bassa preso dalla sua conversazione. Lo Stato a cui ha giurato fedeltà e' sparito, e' crollato alla sua sinistra e ora e' solo un cumulo di macerie.

Questa sera mi chiedo perché in Italia siamo sempre li a correre ai ripari. Perché c'è sempre una emergenza da affrontare: gli immigrati, la monnezza, la sanità, le pensioni, la disoccupazione, i trasporti, la giustizia. Tutto e' emergenza, siamo sempre li a correre dietro agli eventi a cercare di metterci una toppa. Inseguiamo gli eventi invece di cercare di prevenirli e di essere pronti ad affrontarli qualora si verificassero. Cerchiamo di pararci dalle "botte" come meglio possiamo eppure pensiamo (o sogniamo?) in grande.

Le chiamano le "grandi opere" o "opere strategiche". Con questi paroloni i nostri governanti ci si lavano la bocca troppo spesso. L'alta velocità ferroviaria, i trafori sotto le alpi, l'Expo di Milano, le olimpiadi, i giochi invernali e il ponte sullo stretto di Messina. Sogniamo nuove grandi opere ma tutto il resto e' vecchio e decadente.

Sono stanco di sentir parlare di cose grandiose. Basta con queste pagliacciate, apriamo gli occhi.
L'Italia, al momento, non e' cosi' grande come ci illudiamo. Siamo vicino alla bancarotta e con fortissimi problemi in moltissimi settori. Non voglio sentir parlare più di opere grandiose perché non ce lo possiamo permettere e perché abbiamo altre priorità.

Voglio invece sentir parlare di piccoli, se non piccolissimi progetti. Invece di spendere tutte le risorse economiche in 4-5 progetti che inizieremo oggi e non si sa quando finiremo, spendiamo quegli stessi soldi per piccoli progetti sparsi su tutto il territorio nazionale. Distribuiamo lavoro, ricchezza e soprattutto i benefici su tutta la penisola.

Invece di cotruire un ponte inutile in Sicilia, che crollera' pure quello al primo terremoto, adeguiamo tutti gli edifici pubblici affinche i servizi essenziali rimangano in piedi dopo le catastrofi. L'Aquila e' una citta' accartocciata su se stessa. Edifici pubblici importanti tra cui ospedali, caserme, questure, scuole e univerista' sono inagibili al pari di tutti gli altri edifici ad uso civile. Come fai ad aiutare la tua gente se tu stesso non hai piu' nulla ?

Se devo andare da Roma a Milano ci posso andare anche con la bassa velocità, molti di noi su quei treni veloci non ci saliranno mai. Ci preoccupiamo di dare più servizi ad un manipolo di manager - a spese della collettività - mentre milioni di Italiani sono cavie umane abbandonate a se stesse e alla misericordia degli eventi. Le grandi opere possono aspettare, e poi chi dovrebbe usufruirne ? Una popolazione che invecchia viaggia poco e consuma poco. Certo non vuole scorrazzare sui treni a 300 all'ora.

Ci sono cose semplici che si possono fare e invece vogliamo complicarci la vita. Si potrebbe iniziare dai camion dei pompieri per esempio. Magari e' tempo di comprarne dei nuovi visto che alcuni di questi sono vecchissimi e si sono piantati sulle autostrade mentre i vigili del fuoco di tutta Italia cercavano di raggiungere le zone disastrate. Ma no, l'importante e' fare il ponte sullo stretto anche se e' in una zona di massima sismicità.

A L'Aquila ci sono stati 7 grandi terremoti dal 1300 al 1700. Il solito esperto di turno ha perciò concluso che per questo L'Aquila non era considerata a rischio. E se invece fosse stato proprio il contrario ? Se 7 grandi terremoti sono accaduti in 400 anni, forse l'ottavo e' molto in ritardo e proprio per questo L'Aquila era da considerare fortemente a rischio. Forse era meglio avere l'ospedale in una struttura antisismica invece che stare trainquilli.

Arriva il terremoto su paesi che già erano sulla via dell'estinzione: tolgono le scuole, gli autobus e l'ufficio postale. Internet spesso non e' mai arrivato. Chi dovrebbe andare ora a ricostruire quei paesi ? Gli anziani ? O i giovani che se ne sono già andati da un pezzo ? Costruiamo strutture per prenderci cura degli anziani visto che siamo una nazione che invecchia sempre di più. Costruiamo asili nido e la popolazione tornerà a crescere.

Ma torniamo alla foto e a tutte le incongruenze di questa nazione. Perché mi ha colpito ? Da quel palazzo della Prefettura si sarebbero dovuti coordinare i soccorsi per il dopo terremoto. E allora guardo quella foto e non capisco. Possibile che nessuno abbia mai pensato che per coordinare i soccorsi bisogna prima resistere al terremoto ?

Sunday, April 5, 2009

Friday, April 3, 2009

L'odore dell'inchiostro



"...anche le cronache locali dei quotidiani subiscono un ferreo controllo. La figura del giornalista che cerca le notizie, di fatto, e' sparita. Ormai si pubblicano solo i comunicati ricevuti in redazione. I cronisti locali spesso arrotondano il magro stipendio con incarichi da addetto stampa affidatigli proprio da quegli enti su cui dovrebbero scrivere".

Come non essere d'accordo con tale affermazione ? La frase non e' mia ma tratta da "L'Odore dell'inchiostro", un filmato di 45 minuti su cui mi sono imbattuto per caso su internet.

Il film di Haydir Majeed racconta di un Abruzzo che non ti aspetti, di un Abruzzo vitale, fatto da persone che mosse dalla semplice passione si mettono a stampare dei giornali locali, in migliaia di copie. C'è chi ne stampa qualche centinaio e chi decine di migliaia, tutto senza scopo di lucro, autofinanziato. Sono contento di essermi imbattuto in questo filmato, e' una piccola speranza.
La speranza che forse non tutto e' perso e che c'è qualcuno che crede nelle proprie idee e si batte per quelle senza guardare in faccia a nessuno.

- A Pescina viene pubblicato "Il Martello del fucino", un giornale regolarmente registrato e distribuito gratuitamente in 800 copie. Diretto da Franco Massimo Botticchio, il foglio A3 viene distribuito in piazze e bar.

- A San Benedetto dei Marsi, il ciclostilato "La Vanga" e' un giornale locale di un solo foglio distribuito da Paolo Di Cesare dal 2001.

- Nella frazione Petogna di Luco dei marsi, c'e' la sede di Site.it: da 45.000 a 90.000 copie con una decina di inserti ciclostilati. Il direttore e' Angelo Venti e il giornale viene distribuito in 30 comuni marsicani e altri centri della provincia dell'aquila. I costi ? 30 euro 1.000 copie

- "j'alistr" viene distribuito ad Aielli in 400 copie di pagine. Autofinanziato e senza pubblicita', il giornale esce, per loro scelta, solo quando si ha qualcosa da dire. Come non essere d'accordo ?

- A Tagliacozzo il ciclostilato "Sherwood" viene distribuito in 500 copie tra taverne e locali pubblici del paese dall'associazione Robin Hood. Il nome del giornale viene dall foresta dove
Robin Hood si nascondeva e a qunato pare Tagliacozzo e' altrettanto pericolosa dal punto di vista politico.

In questa regione abbiamo visto e continuiamo a vedere di tutto. Qualche buona nuova notizia ci voleva.

Sindaci che si fanno regalare pc e ville, assessori che firmano atti dovuti, assessori all'agricoltura favorevoli al petrolio, un presidnete del parco della Maiella favorevole a qualche pozzetto di petrolio dentro il parco nazionale, sindaci che tramano alle spalle dei cittadini per installare raffinerie, trivelle che spuntano in mare a 5 km dalla costa, di fronte agli ombrelloni dei turisti. Centrali turbogas costruite sul greto del fiume, discariche abusive di tutti i tipi, chimiche e non, fiumi inquinati: tutti, nessuno escluso. E ancora, presidenti di regione che non mantengono gli impegni elettorali, eccetto quello di andare a cena con Berlusconi, lotte di partito per spartirsi le poltrone, elezioni farsa dove uno deve venire da Roma a parlare su una scala in mezzo a piazza Salotto a Pescara. E poi i debiti della sanita', le statue di plastica che si spaccano col freddo.

Abruzzo, di tutto di piu'.

Thursday, April 2, 2009

Tutti a Pescara

(Foto: Locandina dell'incontro a cui parteciperanno
Chiodi, Marrollo e Gaspari. Clicca per ingrandire)


Venerdi' 3 Aprile 2009 tutti alla Facolta' di Economia a Pescara: Viale Pindaro, 42, 65127 Pescara PE, Italy


Calogero Marrrollo, Remo Gaspari e, udite udite, sua eccellenza, illustrissimo presidentissimo Gianni Chiodi.

E' abbastanza per andare tutti a Pescara a fare da guasta feste ai personagi che sono peggiore espressione dell'Abruzzo vecchio e marcio. I tre si rinchiuderanno insieme ad altri nella'aula magna della facolta' di economia di Pescara per discutere di, attenzione attenzione:

L'Economia Abruzzese tra Trasformazione e Crescita

Quale trasformazione hanno in mente i 3 ? Quella a regione petorlifera? Quale crecia vedono per i cittadini in tale scenario ? Andiamo a sentire le cavolate che devono dire, ANDIAMO A FARE I GUASTA FESTE, andiamo a registrare con telecamere e regitratori portatili tutto quello che devono dire i 3 campioni d'Abruzzo. Interveniamo, facciamo domande difficili.

Se le cantano e ricantano tra di loro. Che coraggio. Si rinchiudono dentro l'universita'. PErche' non vengono nelle piazze aparlare o in sale comunali nela zona del chietino ? Chiodi, viene a parlare di sviluppo e crescita a Tollo, vieni ce ti facciamo noi le domande poi.

Ricordo che Chiodi non si e' presentato a Pescara quando l'arcivescovo di Pescara Valentinetti conseggno il documento "Al servizio del bene COMUNE".
"Il politico deve tralasciare gli interessi personali e vedere tutte le sue azioni nell’ottica del bene comune, ...Basta con le campagne elettorali perenni, venite eletti dovreste assumere un atteggiamento di responsabilità" (Fonte: qui).
Evidentemente la via di Pescara Chiodi la conosce solo quando gli conviene.


PS. E' attivo un nuovo sito http://regioneabruzzo.blogspot.com che raccoglie i link altri siti, blog, video e documenti sulla petrolizzazione delll'Abruzzo.



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Wednesday, April 1, 2009

Il PdL Abruzzo in fuga dalle proprie responsabilita'




Il 31 Marzo 2009 si e' consumato l'ennesimo atto di vigliaccheria e di codardia da parte del PdL ai danni dell'Abruzzo. Continuano a prenderci in giro e a portare a casa soldi nostri.

La risoluzione presentata da Caporale (Verdi) chiedeva al presidente Chiodi di verificare l’eventuale decadenza dei permessi rilasciati all’Eni in contrada Feudo di Ortona. I permessi rilasciati sono quelli necessari per costruire la raffineria di Ortona, perno centrale di tutta la petrolizzazione dell'Abruzzo.

Il PdL invece di discutere in aula e votare ha preferito darsi alla fuga. Questa maggioranza e' fatta da gente piccola piccola che non ha le palle nemmeno di prendersi le proprie responsabilità. Nemmeno il coraggio di affrontare un voto o una discussione. Che schifo che fanno.

L'unico rimasto in aula del PdL dice che sono "costretti ad abbandonare l'aula per un problema di diatriba". Chi se ne frega della vostra diatriba ? Ai noi cittadini delle vostre pagliacciate non interessa nulla, vi paghiamo una montagna di soldi al mese per fare cosa ? Per abbandonare l'aula per problemi di diatriba ? Andate dove pensate che noi vi stiamo mandando.

Andate a lavorare sul serio, per 800 euro al mese e da precari invece di incravattarvi come dei fighetti.

E chi e' il regista della ritirata/fuga davanti al voto e alle proprie responsabilita' ? E' sempre lui, il super assessore all'agricoltura Febbo che invece di aiutare i contadini a fermare i petrolieri si schiera dalla parte di questi ultimi.

Ovviamente in aula e' mancato il numero legale e la mozione non e' stata approvata.
L'Abruzzo intero ringrazia Febbo, Chiodi e il PdL per la loro vigliaccheria. Si poteva fare qualcosa di concreto che andasse oltre le solite chiacchiere e invece no, hanno preferito tradire la loro terra e la loro gente.



Un altra versione della stessa storia si può leggere qui.

Fonte: PrimaDaNoi.it, Abruzzo24Ore.it




Stessa storia racccontata da Il Messaggero:

di GIANCARLO DE RISIO

L’AQUILA-Duro scontro sul Centro Oli di Ortona ieri mattina in Consiglio regionale. Su invito dell’assessore Mauro Febbo, la maggioranza di centro-destra ha infatti deciso di lasciare l’aula nel momento in cui avrebbe dovuto discutere una risoluzione sull’insediamento petrolifero presentata dai Verdi. Il documemento, molto articolato, sosteneva che con la decadenza delle concessioni, la mancanza dei requisiti ambientali e di salubrità, sarebbe stato opportuno attivare gli uffici regionali per la revoca di tutte le autorizzazioni date a suo tempo per la realizzazione del Centro. Febbo ha prima mostrato la sua contrarietà a discutere la risoluzione («abbiamo presentato un adeguato progetto di legge, l’opposizione fa propaganda»), poi ha invitato i consiglieri della sua parte ad abbandonare l’aula. Vivace la protesta del capigruppo dell’opposizione Acerbo, Costantini, D’Alessandro e dello stesso Caramanico. Acerbo ha parlato di «fuga della destra». Costantini non è stato tenero con Chiodi: «continua a fuggire le proprie responsabilità». Lo stesso ha fratto Franco Caramanico. Per Camillo D’Alessandro e gli altri «l’abbandono dei lavori dell’assemblea non è che la conferma della politica favorevole agli insediamenti petroliferi portata avanti dalla maggioranza di centrodestra che non ha mantenuto l’impegno di presentare ricorso alla Corte Costituzionale per difendere la legge contro il Centro Oli votata nella precedente legislatura e impugnata dal governo Berlusconi». D’Alessandro ha detto ancora che «l’aver evitato la discussione dimostra la volontà del centrodestra di trasformare per sempre il volto della nostra regione». Ed ha poi aggiunto che è pronto «un piano energetico elaborato dal Pd e di cui sarà relatore il consigliere Franco Caramanico». Insomma, secondo l’opposizione, le intenzioni della giunta Chiodi sarebbero ben diverse da quelle manifestate pubblicamente, perché «da una parte si evita il confronto sul problema del Centro Oli e dall’altra si insiste nella politica di trasformazione dell’Abruzzo da regione verde a regione petrolifera». E a conferma è stato citato l’avviso di evidenza pubblica, reso noto ieri, per la valutazione di impatto ambientale richiesta dalla società Edison per la perforazione a mare nel tratto di costa antistante i comuni di Vasto e di Ortona.
Il Consiglio regionale ha anche discusso un’interpellanza all’assessore regionale ai Trasporti, Morra, sul dragaggio del porto di Ortona, azione che consentirebbe – si dice- l’immediato sviluppo delle attività portuali, con conseguenti ricadute economico e occupazionali. D’Alessandro ha detto di prendere atto della decisione di Morra che ha posto il problema al governo nazionale per reperire i fondi.