Wednesday, April 1, 2009

Il PdL Abruzzo in fuga dalle proprie responsabilita'




Il 31 Marzo 2009 si e' consumato l'ennesimo atto di vigliaccheria e di codardia da parte del PdL ai danni dell'Abruzzo. Continuano a prenderci in giro e a portare a casa soldi nostri.

La risoluzione presentata da Caporale (Verdi) chiedeva al presidente Chiodi di verificare l’eventuale decadenza dei permessi rilasciati all’Eni in contrada Feudo di Ortona. I permessi rilasciati sono quelli necessari per costruire la raffineria di Ortona, perno centrale di tutta la petrolizzazione dell'Abruzzo.

Il PdL invece di discutere in aula e votare ha preferito darsi alla fuga. Questa maggioranza e' fatta da gente piccola piccola che non ha le palle nemmeno di prendersi le proprie responsabilità. Nemmeno il coraggio di affrontare un voto o una discussione. Che schifo che fanno.

L'unico rimasto in aula del PdL dice che sono "costretti ad abbandonare l'aula per un problema di diatriba". Chi se ne frega della vostra diatriba ? Ai noi cittadini delle vostre pagliacciate non interessa nulla, vi paghiamo una montagna di soldi al mese per fare cosa ? Per abbandonare l'aula per problemi di diatriba ? Andate dove pensate che noi vi stiamo mandando.

Andate a lavorare sul serio, per 800 euro al mese e da precari invece di incravattarvi come dei fighetti.

E chi e' il regista della ritirata/fuga davanti al voto e alle proprie responsabilita' ? E' sempre lui, il super assessore all'agricoltura Febbo che invece di aiutare i contadini a fermare i petrolieri si schiera dalla parte di questi ultimi.

Ovviamente in aula e' mancato il numero legale e la mozione non e' stata approvata.
L'Abruzzo intero ringrazia Febbo, Chiodi e il PdL per la loro vigliaccheria. Si poteva fare qualcosa di concreto che andasse oltre le solite chiacchiere e invece no, hanno preferito tradire la loro terra e la loro gente.



Un altra versione della stessa storia si può leggere qui.

Fonte: PrimaDaNoi.it, Abruzzo24Ore.it




Stessa storia racccontata da Il Messaggero:

di GIANCARLO DE RISIO

L’AQUILA-Duro scontro sul Centro Oli di Ortona ieri mattina in Consiglio regionale. Su invito dell’assessore Mauro Febbo, la maggioranza di centro-destra ha infatti deciso di lasciare l’aula nel momento in cui avrebbe dovuto discutere una risoluzione sull’insediamento petrolifero presentata dai Verdi. Il documemento, molto articolato, sosteneva che con la decadenza delle concessioni, la mancanza dei requisiti ambientali e di salubrità, sarebbe stato opportuno attivare gli uffici regionali per la revoca di tutte le autorizzazioni date a suo tempo per la realizzazione del Centro. Febbo ha prima mostrato la sua contrarietà a discutere la risoluzione («abbiamo presentato un adeguato progetto di legge, l’opposizione fa propaganda»), poi ha invitato i consiglieri della sua parte ad abbandonare l’aula. Vivace la protesta del capigruppo dell’opposizione Acerbo, Costantini, D’Alessandro e dello stesso Caramanico. Acerbo ha parlato di «fuga della destra». Costantini non è stato tenero con Chiodi: «continua a fuggire le proprie responsabilità». Lo stesso ha fratto Franco Caramanico. Per Camillo D’Alessandro e gli altri «l’abbandono dei lavori dell’assemblea non è che la conferma della politica favorevole agli insediamenti petroliferi portata avanti dalla maggioranza di centrodestra che non ha mantenuto l’impegno di presentare ricorso alla Corte Costituzionale per difendere la legge contro il Centro Oli votata nella precedente legislatura e impugnata dal governo Berlusconi». D’Alessandro ha detto ancora che «l’aver evitato la discussione dimostra la volontà del centrodestra di trasformare per sempre il volto della nostra regione». Ed ha poi aggiunto che è pronto «un piano energetico elaborato dal Pd e di cui sarà relatore il consigliere Franco Caramanico». Insomma, secondo l’opposizione, le intenzioni della giunta Chiodi sarebbero ben diverse da quelle manifestate pubblicamente, perché «da una parte si evita il confronto sul problema del Centro Oli e dall’altra si insiste nella politica di trasformazione dell’Abruzzo da regione verde a regione petrolifera». E a conferma è stato citato l’avviso di evidenza pubblica, reso noto ieri, per la valutazione di impatto ambientale richiesta dalla società Edison per la perforazione a mare nel tratto di costa antistante i comuni di Vasto e di Ortona.
Il Consiglio regionale ha anche discusso un’interpellanza all’assessore regionale ai Trasporti, Morra, sul dragaggio del porto di Ortona, azione che consentirebbe – si dice- l’immediato sviluppo delle attività portuali, con conseguenti ricadute economico e occupazionali. D’Alessandro ha detto di prendere atto della decisione di Morra che ha posto il problema al governo nazionale per reperire i fondi.

1 comment:

maria rita said...

sottoscrivo ogni parola. lo schifo ci avvolge. questi sono personaggi viscidi e indegni dell'Abruzzo.