Monday, April 6, 2009

Un cumulo di macerie

(Foto: Prefettura a Piazza della Repubblica 11, 67100 L'Aquila,
dopo il terremoto del il 6 Aprile 2009)



E' difficile trovare l'attacco giusto per questo post. Un disastro immenso ha colpito l'Abruzzo, ci sono morti e feriti, c'è il dolore delle famiglie, dei parenti e degli amici.

Non sono vicino abbastanza per portare un aiuto concreto quindi continuo a girovagare per la rete. Cerco di capire ma io stesso so che c'è poco da capire. La terra ha tremato, L'Aquila e i paesi limitrofi sono rasi al suolo.

Tra tutte le foto e i vari filmati che ho visto mi ha colpito molto la foto che ho riportato sopra. Il cumulo di macerie che si vede in quella foto e' tutto ciò che rimane del palazzo della Prefettura dell'Aquila, in piazza della Repubblica 11. Quello era il palazzo che a L'Aquila rappresentava lo Stato, il "palazzo del governo". Quel palazzo non c'è più', e' crollato insieme a tutto il resto.

Il Carabiniere cammina con la testa bassa preso dalla sua conversazione. Lo Stato a cui ha giurato fedeltà e' sparito, e' crollato alla sua sinistra e ora e' solo un cumulo di macerie.

Questa sera mi chiedo perché in Italia siamo sempre li a correre ai ripari. Perché c'è sempre una emergenza da affrontare: gli immigrati, la monnezza, la sanità, le pensioni, la disoccupazione, i trasporti, la giustizia. Tutto e' emergenza, siamo sempre li a correre dietro agli eventi a cercare di metterci una toppa. Inseguiamo gli eventi invece di cercare di prevenirli e di essere pronti ad affrontarli qualora si verificassero. Cerchiamo di pararci dalle "botte" come meglio possiamo eppure pensiamo (o sogniamo?) in grande.

Le chiamano le "grandi opere" o "opere strategiche". Con questi paroloni i nostri governanti ci si lavano la bocca troppo spesso. L'alta velocità ferroviaria, i trafori sotto le alpi, l'Expo di Milano, le olimpiadi, i giochi invernali e il ponte sullo stretto di Messina. Sogniamo nuove grandi opere ma tutto il resto e' vecchio e decadente.

Sono stanco di sentir parlare di cose grandiose. Basta con queste pagliacciate, apriamo gli occhi.
L'Italia, al momento, non e' cosi' grande come ci illudiamo. Siamo vicino alla bancarotta e con fortissimi problemi in moltissimi settori. Non voglio sentir parlare più di opere grandiose perché non ce lo possiamo permettere e perché abbiamo altre priorità.

Voglio invece sentir parlare di piccoli, se non piccolissimi progetti. Invece di spendere tutte le risorse economiche in 4-5 progetti che inizieremo oggi e non si sa quando finiremo, spendiamo quegli stessi soldi per piccoli progetti sparsi su tutto il territorio nazionale. Distribuiamo lavoro, ricchezza e soprattutto i benefici su tutta la penisola.

Invece di cotruire un ponte inutile in Sicilia, che crollera' pure quello al primo terremoto, adeguiamo tutti gli edifici pubblici affinche i servizi essenziali rimangano in piedi dopo le catastrofi. L'Aquila e' una citta' accartocciata su se stessa. Edifici pubblici importanti tra cui ospedali, caserme, questure, scuole e univerista' sono inagibili al pari di tutti gli altri edifici ad uso civile. Come fai ad aiutare la tua gente se tu stesso non hai piu' nulla ?

Se devo andare da Roma a Milano ci posso andare anche con la bassa velocità, molti di noi su quei treni veloci non ci saliranno mai. Ci preoccupiamo di dare più servizi ad un manipolo di manager - a spese della collettività - mentre milioni di Italiani sono cavie umane abbandonate a se stesse e alla misericordia degli eventi. Le grandi opere possono aspettare, e poi chi dovrebbe usufruirne ? Una popolazione che invecchia viaggia poco e consuma poco. Certo non vuole scorrazzare sui treni a 300 all'ora.

Ci sono cose semplici che si possono fare e invece vogliamo complicarci la vita. Si potrebbe iniziare dai camion dei pompieri per esempio. Magari e' tempo di comprarne dei nuovi visto che alcuni di questi sono vecchissimi e si sono piantati sulle autostrade mentre i vigili del fuoco di tutta Italia cercavano di raggiungere le zone disastrate. Ma no, l'importante e' fare il ponte sullo stretto anche se e' in una zona di massima sismicità.

A L'Aquila ci sono stati 7 grandi terremoti dal 1300 al 1700. Il solito esperto di turno ha perciò concluso che per questo L'Aquila non era considerata a rischio. E se invece fosse stato proprio il contrario ? Se 7 grandi terremoti sono accaduti in 400 anni, forse l'ottavo e' molto in ritardo e proprio per questo L'Aquila era da considerare fortemente a rischio. Forse era meglio avere l'ospedale in una struttura antisismica invece che stare trainquilli.

Arriva il terremoto su paesi che già erano sulla via dell'estinzione: tolgono le scuole, gli autobus e l'ufficio postale. Internet spesso non e' mai arrivato. Chi dovrebbe andare ora a ricostruire quei paesi ? Gli anziani ? O i giovani che se ne sono già andati da un pezzo ? Costruiamo strutture per prenderci cura degli anziani visto che siamo una nazione che invecchia sempre di più. Costruiamo asili nido e la popolazione tornerà a crescere.

Ma torniamo alla foto e a tutte le incongruenze di questa nazione. Perché mi ha colpito ? Da quel palazzo della Prefettura si sarebbero dovuti coordinare i soccorsi per il dopo terremoto. E allora guardo quella foto e non capisco. Possibile che nessuno abbia mai pensato che per coordinare i soccorsi bisogna prima resistere al terremoto ?

8 comments:

@enio said...

non pensi che qualcuno ha forse pensato a rimpinguarsi le tasche invece di mettere in sicurezza le strutture!Negli ultimi venti anni qualsiasi governo regionale, di qualsiasi colore politico è stato sempre trovato a nascondersi i soldi per il paretito nei vari paradisi fiscali.

wanadobee said...

quando ho scritto il post non avevo ancora letto questo articolo:

http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_07/bluff_palazzi_anti_sismici_mario_porqueddu_4d073e7e-233c-11de-aefc-00144f02aabc.shtml

A quanto pare l'spediale vecchio di 15 anni e' al 90% inagibile. Qui si sono mangiati, ancora una volta, l'impossibile.

Che tristezza.

Anonymous said...

Hai ragione a dire che c'è da essere tristi , purtroppo solo nelle emergenze riusciamo ad essere lucidi e capaci di grandi cose , ma la solidarietà di questi giorni , la consapevolezza che più di qualcuno non ha fatto il suo dovere anche se profumatamente pagato e che dovrebbe pagare , sparirà purtroppo molto presto.
Oltre al cordoglio per le povere persone che hanno perso i loro cari ed i loro averi , dovremmo avere anche la forza di cambiare una buona volta testa.
ninodb

maria rita said...

hai ragione su tutto. sei lucido e chiaro. intanto continuiamo cosi, di emergenza in emergenza mentre il paese va inesorabilmente a picco.

wanadobee said...

gia', ma se solo chi e' dentro il paese se ne accorgesse che sta andando a picco.

Nessuno che e' in una posizione di comando in Italia e' capace di prendere una decisione pensando al futuro, tutto subito, tutto alla meno peggio. Chi viene dopo si arrangi. Oggi un terremoto, domani un alluvione.

maria rita said...

nemmeno gli italiani pare che se ne accorgano. siamo sempre troppo meglio degli altri per perdere tempo in esercitazioni sismiche, per controllare che gli edifici siano fatti bene, per controllare emissioni industriali, sempre tutto alla carlona. pero' il vestito all'ultima moda si.

la solidarieta e' bella, ma un paese civile per davvero si adopera PRIMA dei danni.

wanadobee said...

e' proprio vero che siamo campioni di solidarieta' ma il fatto e' che ci siamo allenati!

Voglio vedere tra un mese che fine faranno tutti i buoni propositi e se la stampa si ricorderà dell'Abruzzo.

Bisogna aumentare le cubature del 20-30% cosi' da appesantire ancora di piu' le strutture portanti fatte gia' male cosi come sono ora. Cosi' quando ti casca la casa sopra ci sono ancora piu' macerie da spostare.

Aveva ragione quello che faceva ridere la gente, e' tutto alla rovescia, tutto al contrario.

wanadobee said...

SENZA PAROLE:

da un commento sul video di youtube: http://www.youtube.com/watch?v=kGAau6jPTfs


"Ho studiato e lavorato a L'Aquila per 10 anni in mezzo a tutto questo orrore posso far presente che l'ospedale ora inagibile al 90% è stato realizzato con criteri "antisismici" dall'IMPREGILO ex COGEFAR IMPRESIT

la stessa che dovrebbe realizzare il PONTE DI MESSINA"

Aggiungo io, questi sono anche quelli dei termovalorizzatori in campania e della gestione dei rifiuti