Saturday, May 30, 2009

Questo e' andato...

Perché i fischi spariscono sempre dai telegiornali ?


Tuesday, May 26, 2009

Il gas delle cisterne colpisce ancora


(Video: trailer del film "Oil" di Massimiliano Mazzotta,
film che la famiglia Moratti cerca di non far divulgare)


Daniele Melis, 26 anni. Luigi Solinas, 27 anni. Bruno Muntoni, 52 anni.

Questi sono i nome dei 3 morti sul lavoro alla raffineria Saras della famiglia Moratti.

Un collega dei caduti sul lavoro ha parlato in una intervista al Tg1 di altre "morti da 1000 euro al mese". I morti della Saras di ieri sono operai di ditte appaltatrici esterne e non vanno in conto alla Saras e ai Moratti ma al signor nessuno, titolare della azienda esterna. E' un trucco vecchio e comune a tutte le raffinerie, i lavori pericolosi e gli incidenti che ne conseguono e' meglio lasciarli ad altri.

Da diversi mesi e' in circolazione il film "Oil" di Massimiliano Mazzotta che denuncia i pericoli della raffineria Saras per i lavoratori e per i cittadini di Sarroch. Risultato ? Massimiliano e' ostacolato dalla famiglia Moratti in tutti i modi possibili, si parla di sequestro, divieto di dibattiti e cosi' via. Interviste registrate sono misteriosamente sparite prima di andare in onda.

Bravi i Moratti, i morti di Sarroch e' meglio che rimangono nel paesello sardo e che non si discuta del problema della delocalizzazione delle raffinerie.

Della stampa che dire ? Ci sono voluti 3 morti per dare la prima pagina la film di Massimiliano dopo che per mesi non se lo e' filato nessuno. 3 morti per accennare al film, ma nessun giornale che dia la prima pagina al problema raffinerie. Certo fino a quando i giornali prendono notizie della Agenzia Giornalistica Italiana, posseduta al 100% dall'Eni, e fino a quando i giornalisti 'importanti' sono sul libro paga dei petrolieri con collaborazioni retribuite a peso d'oro, e' ovvio che delle raffinerie non si parla.

Nel paesello sardo si muore ma nel continente questa storia sarà presto dimenticata. Torneremo a parlare del calcio mercato dell'Inter e di festa scudetto, tutto foraggiato con i petrol-euro generati a Sarroch e sulla pelle dei Sarrochesi.

Dei 3 morti di ieri i telegiornali non potevano non parlare, ma quando vedremo in prima pagina in apertura di telegiornale una inchiesta sulla morte di chi abita vicino alle raffinerie ?
Quelle sono morti silenziose di cui e' bene non occuparsi per non dare fastidio a nessun gruppo industriale del paese, quelle sono morti senza rappresentanti sindacali, morti piovute dal cielo che non vanno mai in conto a nessuno. Si dice sempre: "e' morto di cancro..." come per dire, pazienza, e' toccato a lui.

Una cosa e' chiara, in Italia, nessuno osi parlare male dei petrolieri.

Coraggio Massimiliano, vai avanti.

L'articolo di questo blog sulla raffineria Saras e il film "Oil" di Gennaio 2009 e' qui.




Questo e' il comunicato stampa sul sito della Saras.it:

Press release

26/05/2009

Sarroch, 26 May 2009 – we regret to inform that today at 13.50 C.E.T., a tragic event took place at Sarroch refinery, causing the death of three workers from the contracting company CO.ME.SA. The tragic event took place at the Mildhydrocracking 1 unit, which was idle for scheduled maintenance activities.

Company doctors reached immediately the site of the accident and performed emergency reanimation procedures, but unfortunately they could only record the death of the workers.

The authorities have been immediately informed, and all maintenance activities have been suspended.

The Chairman, the CEO and the company’s management are following the investigations to understand the dynamics of the event, together with the authorities.



Altri link:
Corriere Della Sera 1
Corriere della Sera 2
Repubblica 1

Sunday, May 24, 2009

Monday, May 18, 2009

Fratelli dell'Eni

Fratelli d'Italia, fratelli dell'Eni.

Si e' fatto il federalismo fiscale, si vuole introdurre lo stipendio regionale e l'elezione diretta dei magistrati. Ricacciamo indietro le navi dei disperati per garantire la sicurezza dei cittadini "lumbard". Parliamo di Noemi e del suo lato B, delle telefonate distrutte di palazzo Grazioli, di corrotti senza corruttori. E poi ? Poi nulla, il vuoto assoluto mentre i decreti ammazza cittadini, comuni e regioni passano in silenzio.

La nuova legge in discussione alle camere sembra scritta dall'Eni piu' che da un normale ministero. E' solo una ipotesi, ma non cosi' fantasiosa visto che ai tempi di Mattei scrivere leggi, nominare ministri e dettare strategie di governo era del tutto normale.

Si dice che il lupo perde il pelo ma non il vizio, chissà se vale pure per il lupo a 6 zampe.


da PrimaDaNoi.it:

Petrolio, passa nuovo decreto:«tutto si decide a Roma: scavalcati i sindaci»

ABRUZZO. Lo scorso 14 maggio il Senato ha approvato il Decreto Legge 1195 che reca “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”.

Il provvedimento adesso passerà alla Camera dei Deputati per il voto definitivo che, secondo il Ministro Scajola, dovrebbe avvenire non oltre l’estate.
«Con riferimento ai permessi di ricerca e le concessioni per estrarre petrolio e metano», spiegano Enrico Robuffo, vice commissario Provinciale Teramo Udc, ed Enrico Gagliano, candidato al collegio Giulianova 2, «rispetto al testo licenziato lo scorso anno dalla Camera purtroppo non è intervenuta alcuna sostanziale variazione».
«L’unica novità di rilievo –se così si può chiamare», continuano i due, «è stata introdotta dall’articolo 27 frutto di un emendamento presentato dalla Lega Nord, e consiste nel fatto che le royalties che le società petrolifere dovranno versare allo Stato, alle Regioni ed ai Comuni per le produzioni ottenute in terraferma a decorrere dal 1° gennaio 2009 passeranno dall’attuale 7 ad un 10% e che il maggiore introito andrà a finanziare un Fondo per la riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti nelle regioni interessate dalle attività petrolifere a terra».
La notizia è stata ripresa anche dal blog di Maria Rita D’Orsogna, professoressa presso la California State University di Los Angeles che da mesi si sta battendo per una «giusta informazione» in merito alla petrolizzazione nella sua terra d’origine.
La D’Orsogna ha analizzato il testo approvato e ha mosso alcune contestazioni.
Con le modifiche al testo «si rende specifico per la prima volta», spiega, «che l'unica sede di discussione e' l'ufficio territoriale minerario, che fa capo al ministero dello sviluppo economico, che sarebbe poi Scajola».
Praticamente dicono «che e' solo Roma a decidere. Sindaci e regioni non contano più nulla. Per di più viene specificato che ai comuni gli viene solo detto alla fine che il permesso e' stato accordato, e non prima o quando l'istanza di ricerca viene presentata, cosi magari il comune può presentare un ricorso, intervenire preventivamente, o fare delle osservazioni prima che il governo gli dica si. Magari anche solo farlo sapere alla gente».
Nella prima istanza di presentazione di questa legge, la 1441 nel comma 82 c'era una frase che diceva: “Gli atti di cui al comma 77 indicano le prescrizioni e gli obblighi di informativa posti a carico del richiedente per garantire la tutela ambientale e dei beni culturali”.
«Questa frase e' stata cancellata», contesta la D’Orsogna, «nella versione finale ed e' nello stesso spirito del "facciamo glielo sapere alla gente solo alla fine". Con questa nuova legge i petrolieri non hanno nessun obbligo di rendere la gente partecipe o di informarla. Nessuno saprà niente finchè non vedremo la terra messa a soqquadro da ruspe e petrolieri. Proprio una democrazia moderna».
Infine, l'ultima osservazione e' che tutto viene fatto retroattivamente.
Prima, nella proposta 1441 si diceva che il nuovo processo era valido per tutte i procedimenti “eccetto quelli per i quali sia completata la procedura di valutazione di impatto ambientale, ovvero quelli per cui sia in corso di conclusione il relativo procedimento su dichiarazione del proponente”.
Questa frase e' stata cambiata con: “eccetto quelli per i quali sia completata la procedura per il rilascio dell’intesa da parte della regione competente”.
«Cioè la legge», commenta D’Orsogna, «e' rettroattiva per tutti, ad eccezione quelli per cui sindaci e regioni hanno già detto sì alle trivelle. Ci prendono pure in giro».
Intanto per domenica prossima, 24 maggio alle ore 16,30 a Corropoli, presso l'Abbazia Celestiniana, è stato organizzato da Abruzzo difesa Beni Comuni un incontro in cui interverranno Maria Rita D'Orsogna e il presidente della Provincia di Teramo Ermino D'Agostino, il Presidente dell'Unione dei Comuni della Val Vibrata Dino Pepe.
Si discuterà dell'autorizzazione del ministro Scaiola data alla Po Valley, a trivellazioni nel cuore del Parco del Curone, in provincia di Lecco, senza che la Provincia e le Amministrazioni Comunali ne fossero stati preventivamente.

18/05/2009 9.12

Friday, May 15, 2009

Dibattito ad Ortona

"Dalla crisi... allo sviluppo"

Ortona, 15 Maggio 2009, ore 16.00

presso l'Istituto Salesiano
di via Don Bosco



da PrimaDaNoi.it:

ECONOMIA. ORTONA. Come uscire dalla crisi? Quale sviluppo dare al territorio del Distretto industriale Maiella e, più in generale, della provincia di Chieti? A queste domande cercherà di rispondere il forum «Dalla crisi... allo sviluppo», ovvero «quali opportunità per piccole e medie imprese e sistema economico locale alla luce della nuova programmazione 2007-2013?», organizzato per venerdì prossimo, 15 maggio, alle ore 16, presso l'Istituto Salesiano di via Don Bosco a Ortona (Chieti).
A promuovere l'iniziativa è la Società consortile per l'innovazione e lo sviluppo del Distretto industriale Maiella (CISM), che metterà a confronto amministratori regionali, provinciali e dei Comuni, rappresentanti delle Università abruzzesi e delle organizzazioni sindacali e di categoria.
Tra gli ospiti ci saranno il vice presidente della Giunta regionale e assessore alle Attività produttive, Alfredo Castiglione; l'assessore regionale alle Politiche agricole, Mauro Febbo; il presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti; l'arcivescovo di Lanciano-Ortona, Carlo Ghidelli.
Durante il Forum saranno presentati i risultati dell'indagine sugli effetti della crisi sulle imprese del territorio e il periodico «Il Marrucino» nella nuova veste grafica.

Wednesday, May 13, 2009

Tutti al mare


(Foto: Molo di San Vito marina, lato aperto al pubblico. Clicca per ingrandire)


Le foto che pubblico sono state scattate Domenica scorsa, 10 Maggio, a San Vito marina mentre passeggiavo sul molo. Un clima decisamente estivo ha spinto molti alla passeggiata, altri a pescare e altri a prendere il sole. Sulla sabbia qualcuno già prendeva il sole o si tuffava in mare.

Tutti contenti ? Certo, l'importante era guardare un po' più in la dal proprio naso e non soffermarsi con lo sguardo vicino al molo. In lontananza tutto e' bello, ma a guardare vicino non si poteva non pensare allo scarico a cielo aperto di una fogna. E' chiaro che e' solo una mia impressione ma basta cliccare sulle foto per farsene un'idea propria.

La cosa più curiosa e' che alcuni pescatori avevano buttato i loro ami proprio in mezzo a quella robaccia marrone. Complimenti a loro per la perspicacia e il coraggio.

Passeggiando vicino a quello schifo mi sono ricordato che San Vito questo anno non ha ricevuto la bandiera blu. Non che senza di essa non si viva e non si possa attrarre turisti, ma se un anno c'era e ora non c'è più qualcosa vorrà pur dire.

E le trivelle devono ancora arrivare a partire dall'anno prossimo per rimanere li 25-30 anni come dimostrato dal piano di lavoro della MOG. Forza San Vito!

Un'altra discussione si puo' leggere sul blog di Maria Rita.

Tuesday, May 12, 2009

Non votare Remo

Su PrimaDaNoi.it sono state pubblicate le candidature ufficiali per le prossime elezioni regionali.

Remo Di Martino, quatto quatto, si e' infilato nelle liste del PDL. Grandissimo sostenitore della raffineria di Ortona (centro oli) e vice sindaco della attuale amministrazione Ortonese, Remo si e' unito al PDL per tentare la scalata ad una poltrona in provincia.

A Maggio 2009 e' nelle liste del PDL per le provinciali ma ad Aprile 2009, cioe' solo un mese prima, scriveva nel suo blog:
"Non c’è una parte di Ortona che non viene investita dalla nostra operosità. Più mi do da fare, però, più cresce l’acrimonia interna e l’ostracismo da parte di F.I. e da A.N.". E poi: "Nel 2000 i rapporti si fanno tanto tesi con A.N. (lavorano poco e pretendono tutto)".
Che dire, evidentemente in tempo di elezioni tutte le differenze si vengono a sanare, tutti diventano dei gran lavoratori e ci si puo' candidare insieme.

Altre perle dal blog di Di Martino:
"Alle elezioni comunali del 2002 “Insieme per Cambiare” ha uno straordinario successo e prende quattro consiglieri comunali e Fratino vince al primo turno. Ottengo circa cinquecento preferenze, il primo assoluto degli eletti in consiglio comunale. Divento vice-sindaco ed è il periodo più bello per Ortona. Non ho neppure la stanza, uso quella del Sindaco e faccio delle cose mirabolanti, dal porto alla società per la trasformazione, passando per il teatro, il Ciavocco, l’Orientale ecc. ecc. Mi accusano di volermi sostituire al Sindaco, ma non è così, non faccio mai nulla senza chiederglielo, del resto faccio tutto dalla sua stanza."


Non vi voglio dire per chi votare, ma non votate Remo !

Friday, May 1, 2009

Enrico Mattei e l'Eni

(Foto: Enrico Mattei del sito Eni)


Il 29/4/2009 e' andata in onda su Rai Uno una puntata di Porta a Porta interamente dedicata a Enrico Mattei. La Rai manderà in onda uno sceneggiato in due puntate questa Domenica e Lunedì sulla vita di Mattei e Bruno Vespa non ha perso occasione per fare pubblicità alla fiction.

Enrico Mattei e' stato l'ideatore e il fondatore dell'Eni. Mattei muore il 27 Ottobre 1962 a seguito dell'esplosione dell'aereo che lo portava dalla Sicilia a Milano. L'indagine del tempo, affidata al ministero della difesa, un certo Giulio Andreotti, concluse disse che si trattava di un incidente (e ti pare ?). Al contrario, la riesumazione delle salme dopo diversi anni trovo' dei frammenti di metallo nelle ossa dei 3 morti a bordo e concluse che si tratto' di una esplosione del velivolo. Accidentale o provocata non e' mai stato chiarito.

La puntata di Porta a Porta discute di un criminale che ha fondato una azienda che ha usato anch'essa metodi criminali ma nonostante ciò sembrano tutti parlare di un eroe. Quando Vespa definisce in apertura di puntata Enrico Mattei "un corruttore di straordinaria onesta' personale"nessuno si oppone. Anche l'attuale presidente dell'Eni Roberto Poli, in collegamento con lo studio, non ha nulla da ridire. Se e' vero che chi tace acconsente...

Roberto Poli ci tiene comunque a presentare una difesa d'ufficio per Mattei: "era un visionario e un pragmatico", "era il migliore imprenditore del secolo scorso", "si e' messo troppo avanti rispetto ai suoi tempi", "e' l'uomo che ha ideato e pensato l'autostrada del sole"ed era lui che ci aveva portato sulla strada del nucleare. Il problema, lascia capire Poli, e' che "era difficile per lui far capire i suoi concetti ai contemporanei perché [Mattei] era avanti di 15-20 anni".

Concordo con Poli. Mattei stava avanti di 15-20 anni, ma cosi' avanti, che molti lo considerano essere il padre di tangentopoli con una disponibilità di fondi neri di 300-400 miliardi di lire del tempo (anni 50-60).

Un servizio di Porta a Porta ci racconta che tipo di manager era Mattei "per vedere se oggi sarebbe accettata una cosa di questo genere". Da quello che dice il servizio, l'Eni e' nata dalla mente di un criminale e di un intrallazzatore senza scrupoli. Mattei non esitava a usare qualsiasi metodo per ottenere i suoi scopi.

Per come e' dipinta l'Eni di Mattei a Porta a Porta sembra che il malaffare, la corruzione, il disprezzo delle regole, l'inciucio con la politica, il disprezzo delle popolazioni locali e la prepotenza siano scritte nel codice genetico dell'Eni. Dop aver visto la puntata di Porta aPOrta capisco tante cose anche dellEni e del suo operato in Abruzzo.


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Ecco il testo del servizio di Porta a Porta su Enrico Mattei:
Ha l'audacia e la prepotenza dei grandi costruttori. Ha un progetto e combatte per realizzarlo. A lungo sono in pochi a credere nella possibilità di sostituire carbone e petrolio con il metano: [Voce di Mattei] "Si diceva allora che anche noi stavamo sperperando il denaro pubblico e la fatica dei cercatori non era ne aiutata, e certamente, sostenuta da nessuno". Anche perché c'è' sempre il problema di come distribuirlo [il gas].

Superando allora opposizioni e resistenze Mattei crea allora rapidamente la più grande rete di metanodotti del continente: 4000 km di tubi che portano a 2000 aziende del triangolo industriale del nord il combustibile più a buon mercato d'Europa. La rete deve procedere a tutti i costi e se l'amministrazione di un comune ritarda ad autorizzare l'attraversamento del territorio, le scavatrici della SNAM arrivano di notte e prima dell'alba il tubo e' posato.

I metodi di Mattei diventano leggendari. Lui stesso si vanta di avere infranto 8000 tra leggi e ordinanze. Fra il 1955 e il 1960 estende le sue ricerche di idrocarburi al sud e ottiene una serie di concessioni petrolifere in medio oriente e Africa. Il rottame in attesa di liquidazione Agip e' ormai il colosso Eni, al decimo posto nella graduatoria mondiale delle società, praticamente un suo feudo privato.

Mattei, onesto corruttore e moralista spregiudicato non fa solo soldi. Fa affari, e facendo affari a livello internazionale fa anche politica
. Con una abilita' priva di scrupoli Mattei si appoggia ora all'una ora all'altra corrente della DC e ne fonda una propria. Ottiene che l'Eni faccia capo a un ministero autonomo "delle partecipazioni statali", e mette il ministro ai suoi ordini. Con i partiti Mattei e' generoso quanto esigente: li uso come un taxi ammette, arrivo dove voglio, pago la corsa e scendo.

Con i soldi del petrolio finanzia un quotidiano, "il Giorno", che rivoluziona nei primi anni di vita il giornalismo italiano, ma pesa sui bilanci dell'Eni con un passivo spaventoso. Mattei e' un personaggio non comune, un propagandista disinvolto capace di orchestrare campagne di opinione, un burattinaio che condiziona la vita economica e politica italiana. Si calcolano tra i 300 e i 400 miliardi di lire dell'epoca i fondi neri di cui Mattei disporrebbe in quel periodo.

Qualcuno lo considera il padre di tangentopoli ma con l'idea fissa di agire sempre nell'interesse del paese.

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In studio ci sono tra gli altri Andreotti (sempre sulla cresta dell'onda), Scajola e Enrico Letta. Andreotti schiva con una lucidità impressionante (per la sua eta') tutte le domande e cerca di parlare poco. Scajola invece fa sempre il suo figurone e non si sottrae alle domande.

Il discorso di Scajola inizia con Mattei ma ad un certo punto sembra quasi che parli della attuale situazione politica italiana.
Claudio inizia cosi' "...[il film] riesce a far vedere come nel dopoguerra c'è stato un personaggio, un grande personaggio, che ha riscattato ( e forse e' il primo riscatto) l'Italia perdente della guerra, sullo scenario internazionale presentandosi con grande orgoglio e grande capacita'". Poi corregge il tiro: "attenzione a non farne ne un santo ne un mito. Francamente era un personaggio inquietante. Era un personaggio che ha utilizzato la politica, ma questo possono farlo un po' tutti gli imprenditori " (cosa dici ministro ???) .
E poi ancora: "Ma il problema e' che [nell'] utilizzare la politica ha inserito una ingerenza che era fatta di soldi, di mezzi finanziari, di manipolazione dei media .... inquinava la vita pubblica italiana, questo credo che si debba dire."
Ma parla ancora di Mattei ?

In studio c'è anche Mario Pirani che ha lavorato con Mattei dal 1961 fino alla sua mote (1964) e poi ancora con l'Eni fino al 1970. Pirani racconta pubblicamente, come se non ci fosse nulla di male, che lui teneva le fila dei rapporti segreti tra Mattei e il governo provvisorio Algerino in esilio a Tunisi. Per fare ciò l'Eni apri un finto ufficio per i rapporti con la stampa a Tunisi, anche se la stampa a Tunisi non esisteva visto che era sotto dittatura. Secondo Pirani, l'Eni preparo' tutto l'accordo per la parte petrolifera tra l'Algeria e la perdente Francia alla fine del colonialismo.
Pirani racconta anche con piena disinvoltura come l'Eni finanziasse tutti i partiti, dall'MSI al partito comunista, tramite il finanziamento dei giornali di partiti a suon di miliardi di lire. Tutti sul libro paga dell'Eni per oliare le decisioni politiche. Tutto detto in TV come niente fosse, come se prima si faceva cosi' e tutto era lecito. Del presente nessuno parla, tutti i discorsi rimangono al passato. Pirani per sua stessa ammissione faceva parte di un sistema corrotto e corruttore. Cosa fa oggi ? L'editorialista di Repubblica. Sono sempre i migliori che vanno a fare gli opinionisti in Italia. Avanti popolo.

I metodi di Mattei e dell'Eni vengono spiattellati in tv come se niente fosse lungo il corso di tutta la puntata. Corruzione, soprusi, violazione delle leggi: tutto raccontato senza scandalo come se niente fosse. Del resto l'Italia di Mattei e' la stessa di oggi. L'Eni e l'Italia sono cresciuti insieme come una unica entità. Non c'è da stupirsi allora se anche oggi c'è spesso molta confusione tra chi e' un dirigente Eni e chi e' un esponente del governo.

Quella che segue e' una scenetta Scajola-Vespa, altro esempio della disinvoltura con cui si raccontano episodi di manipolazione dei fatti e dell'opinione pubblica attraverso la stampa. Mi chiedo se l'Eni, che e' tutt'ora proprietaria dell'AGI (Agenzia Giornalistica Italiana) abbia abbandonato o meno certi metodi. Ricordo a tutti che le news che scorrrono sul sito Repubblica.it provengono dall'AGI.

Scajola: "...[Mattei] fece credere a tutta l'opinione pubblica, e forse anche a parte della politica, che il metano che c'era in Valle Padana fosse molto di più di quello che poi era, amplificando in maniera molto forte, ecco perché' aveva bisogno dei media dei giornali, si impossesso' di un giornale importante, bellissimo, come era "Il Giorno" perché aveva bisogno di questo. Quindi fu uno che intuì, incomincio un percorso ma rimase a meta'".
Vespa: "Beh infatti poi vedremo... il Mattei manager che faceva delle cose che oggi sarebbero, purtroppo, impensabili come quelle di superare i vincoli dei comuni, mandava gli escavatori di notte e poi la mattina i tubi erano messi".

Povero Vespa. Lui non sa vivendo a Roma quello che succede per l'Italia e per il mondo. Chiedete ai lucani e agli abruzzesi.

A fine puntata Vespa chiede a Poli: "Per voi resta un esempio Mattei o una pagina archiviata ?". Poli risponde: "Non e' una leggenda da archiviare. L'Eni di oggi e' diversa da quella di allora".

Concordo, l'Eni di oggi e' diversa da quella di Mattei perché sono passati tanti anni dalla sua morte. Bisogna capire pero' se e' cambiata in meglio o in peggio.