Friday, May 1, 2009

Enrico Mattei e l'Eni

(Foto: Enrico Mattei del sito Eni)


Il 29/4/2009 e' andata in onda su Rai Uno una puntata di Porta a Porta interamente dedicata a Enrico Mattei. La Rai manderà in onda uno sceneggiato in due puntate questa Domenica e Lunedì sulla vita di Mattei e Bruno Vespa non ha perso occasione per fare pubblicità alla fiction.

Enrico Mattei e' stato l'ideatore e il fondatore dell'Eni. Mattei muore il 27 Ottobre 1962 a seguito dell'esplosione dell'aereo che lo portava dalla Sicilia a Milano. L'indagine del tempo, affidata al ministero della difesa, un certo Giulio Andreotti, concluse disse che si trattava di un incidente (e ti pare ?). Al contrario, la riesumazione delle salme dopo diversi anni trovo' dei frammenti di metallo nelle ossa dei 3 morti a bordo e concluse che si tratto' di una esplosione del velivolo. Accidentale o provocata non e' mai stato chiarito.

La puntata di Porta a Porta discute di un criminale che ha fondato una azienda che ha usato anch'essa metodi criminali ma nonostante ciò sembrano tutti parlare di un eroe. Quando Vespa definisce in apertura di puntata Enrico Mattei "un corruttore di straordinaria onesta' personale"nessuno si oppone. Anche l'attuale presidente dell'Eni Roberto Poli, in collegamento con lo studio, non ha nulla da ridire. Se e' vero che chi tace acconsente...

Roberto Poli ci tiene comunque a presentare una difesa d'ufficio per Mattei: "era un visionario e un pragmatico", "era il migliore imprenditore del secolo scorso", "si e' messo troppo avanti rispetto ai suoi tempi", "e' l'uomo che ha ideato e pensato l'autostrada del sole"ed era lui che ci aveva portato sulla strada del nucleare. Il problema, lascia capire Poli, e' che "era difficile per lui far capire i suoi concetti ai contemporanei perché [Mattei] era avanti di 15-20 anni".

Concordo con Poli. Mattei stava avanti di 15-20 anni, ma cosi' avanti, che molti lo considerano essere il padre di tangentopoli con una disponibilità di fondi neri di 300-400 miliardi di lire del tempo (anni 50-60).

Un servizio di Porta a Porta ci racconta che tipo di manager era Mattei "per vedere se oggi sarebbe accettata una cosa di questo genere". Da quello che dice il servizio, l'Eni e' nata dalla mente di un criminale e di un intrallazzatore senza scrupoli. Mattei non esitava a usare qualsiasi metodo per ottenere i suoi scopi.

Per come e' dipinta l'Eni di Mattei a Porta a Porta sembra che il malaffare, la corruzione, il disprezzo delle regole, l'inciucio con la politica, il disprezzo delle popolazioni locali e la prepotenza siano scritte nel codice genetico dell'Eni. Dop aver visto la puntata di Porta aPOrta capisco tante cose anche dellEni e del suo operato in Abruzzo.


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Ecco il testo del servizio di Porta a Porta su Enrico Mattei:
Ha l'audacia e la prepotenza dei grandi costruttori. Ha un progetto e combatte per realizzarlo. A lungo sono in pochi a credere nella possibilità di sostituire carbone e petrolio con il metano: [Voce di Mattei] "Si diceva allora che anche noi stavamo sperperando il denaro pubblico e la fatica dei cercatori non era ne aiutata, e certamente, sostenuta da nessuno". Anche perché c'è' sempre il problema di come distribuirlo [il gas].

Superando allora opposizioni e resistenze Mattei crea allora rapidamente la più grande rete di metanodotti del continente: 4000 km di tubi che portano a 2000 aziende del triangolo industriale del nord il combustibile più a buon mercato d'Europa. La rete deve procedere a tutti i costi e se l'amministrazione di un comune ritarda ad autorizzare l'attraversamento del territorio, le scavatrici della SNAM arrivano di notte e prima dell'alba il tubo e' posato.

I metodi di Mattei diventano leggendari. Lui stesso si vanta di avere infranto 8000 tra leggi e ordinanze. Fra il 1955 e il 1960 estende le sue ricerche di idrocarburi al sud e ottiene una serie di concessioni petrolifere in medio oriente e Africa. Il rottame in attesa di liquidazione Agip e' ormai il colosso Eni, al decimo posto nella graduatoria mondiale delle società, praticamente un suo feudo privato.

Mattei, onesto corruttore e moralista spregiudicato non fa solo soldi. Fa affari, e facendo affari a livello internazionale fa anche politica
. Con una abilita' priva di scrupoli Mattei si appoggia ora all'una ora all'altra corrente della DC e ne fonda una propria. Ottiene che l'Eni faccia capo a un ministero autonomo "delle partecipazioni statali", e mette il ministro ai suoi ordini. Con i partiti Mattei e' generoso quanto esigente: li uso come un taxi ammette, arrivo dove voglio, pago la corsa e scendo.

Con i soldi del petrolio finanzia un quotidiano, "il Giorno", che rivoluziona nei primi anni di vita il giornalismo italiano, ma pesa sui bilanci dell'Eni con un passivo spaventoso. Mattei e' un personaggio non comune, un propagandista disinvolto capace di orchestrare campagne di opinione, un burattinaio che condiziona la vita economica e politica italiana. Si calcolano tra i 300 e i 400 miliardi di lire dell'epoca i fondi neri di cui Mattei disporrebbe in quel periodo.

Qualcuno lo considera il padre di tangentopoli ma con l'idea fissa di agire sempre nell'interesse del paese.

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In studio ci sono tra gli altri Andreotti (sempre sulla cresta dell'onda), Scajola e Enrico Letta. Andreotti schiva con una lucidità impressionante (per la sua eta') tutte le domande e cerca di parlare poco. Scajola invece fa sempre il suo figurone e non si sottrae alle domande.

Il discorso di Scajola inizia con Mattei ma ad un certo punto sembra quasi che parli della attuale situazione politica italiana.
Claudio inizia cosi' "...[il film] riesce a far vedere come nel dopoguerra c'è stato un personaggio, un grande personaggio, che ha riscattato ( e forse e' il primo riscatto) l'Italia perdente della guerra, sullo scenario internazionale presentandosi con grande orgoglio e grande capacita'". Poi corregge il tiro: "attenzione a non farne ne un santo ne un mito. Francamente era un personaggio inquietante. Era un personaggio che ha utilizzato la politica, ma questo possono farlo un po' tutti gli imprenditori " (cosa dici ministro ???) .
E poi ancora: "Ma il problema e' che [nell'] utilizzare la politica ha inserito una ingerenza che era fatta di soldi, di mezzi finanziari, di manipolazione dei media .... inquinava la vita pubblica italiana, questo credo che si debba dire."
Ma parla ancora di Mattei ?

In studio c'è anche Mario Pirani che ha lavorato con Mattei dal 1961 fino alla sua mote (1964) e poi ancora con l'Eni fino al 1970. Pirani racconta pubblicamente, come se non ci fosse nulla di male, che lui teneva le fila dei rapporti segreti tra Mattei e il governo provvisorio Algerino in esilio a Tunisi. Per fare ciò l'Eni apri un finto ufficio per i rapporti con la stampa a Tunisi, anche se la stampa a Tunisi non esisteva visto che era sotto dittatura. Secondo Pirani, l'Eni preparo' tutto l'accordo per la parte petrolifera tra l'Algeria e la perdente Francia alla fine del colonialismo.
Pirani racconta anche con piena disinvoltura come l'Eni finanziasse tutti i partiti, dall'MSI al partito comunista, tramite il finanziamento dei giornali di partiti a suon di miliardi di lire. Tutti sul libro paga dell'Eni per oliare le decisioni politiche. Tutto detto in TV come niente fosse, come se prima si faceva cosi' e tutto era lecito. Del presente nessuno parla, tutti i discorsi rimangono al passato. Pirani per sua stessa ammissione faceva parte di un sistema corrotto e corruttore. Cosa fa oggi ? L'editorialista di Repubblica. Sono sempre i migliori che vanno a fare gli opinionisti in Italia. Avanti popolo.

I metodi di Mattei e dell'Eni vengono spiattellati in tv come se niente fosse lungo il corso di tutta la puntata. Corruzione, soprusi, violazione delle leggi: tutto raccontato senza scandalo come se niente fosse. Del resto l'Italia di Mattei e' la stessa di oggi. L'Eni e l'Italia sono cresciuti insieme come una unica entità. Non c'è da stupirsi allora se anche oggi c'è spesso molta confusione tra chi e' un dirigente Eni e chi e' un esponente del governo.

Quella che segue e' una scenetta Scajola-Vespa, altro esempio della disinvoltura con cui si raccontano episodi di manipolazione dei fatti e dell'opinione pubblica attraverso la stampa. Mi chiedo se l'Eni, che e' tutt'ora proprietaria dell'AGI (Agenzia Giornalistica Italiana) abbia abbandonato o meno certi metodi. Ricordo a tutti che le news che scorrrono sul sito Repubblica.it provengono dall'AGI.

Scajola: "...[Mattei] fece credere a tutta l'opinione pubblica, e forse anche a parte della politica, che il metano che c'era in Valle Padana fosse molto di più di quello che poi era, amplificando in maniera molto forte, ecco perché' aveva bisogno dei media dei giornali, si impossesso' di un giornale importante, bellissimo, come era "Il Giorno" perché aveva bisogno di questo. Quindi fu uno che intuì, incomincio un percorso ma rimase a meta'".
Vespa: "Beh infatti poi vedremo... il Mattei manager che faceva delle cose che oggi sarebbero, purtroppo, impensabili come quelle di superare i vincoli dei comuni, mandava gli escavatori di notte e poi la mattina i tubi erano messi".

Povero Vespa. Lui non sa vivendo a Roma quello che succede per l'Italia e per il mondo. Chiedete ai lucani e agli abruzzesi.

A fine puntata Vespa chiede a Poli: "Per voi resta un esempio Mattei o una pagina archiviata ?". Poli risponde: "Non e' una leggenda da archiviare. L'Eni di oggi e' diversa da quella di allora".

Concordo, l'Eni di oggi e' diversa da quella di Mattei perché sono passati tanti anni dalla sua morte. Bisogna capire pero' se e' cambiata in meglio o in peggio.





3 comments:

mario franco basilico said...

Da allora non è variato niente, loro continuano a fare grossi affari e la massa del popolo ha moltiplicato esponenzialmente i festeggiamenti per le loro disgrazie, a volte anche consapevolmente.

Anonymous said...

adesso usano metodi piu' soft: vanno nelle universita' spacciandosi per salvatori della patira per creare gente che gli e' fedele e che li asservisce.

Scaroni fuori dall'Abruzzo!

Anonymous said...

IO INVECE PENSO CHE SE PERSONE DEL CALIBRO DI ENRICO MATTEI FOSSERO IN CIRCOLAZIONE SI AVREBBE LA POSSIBILITà DI LAVORARE UN Pò DI PIù IO LAVORO PER ENI E COMUNQUE PER Mè L ENI E QUALCOSA DI DIVERSO DA TUTTO SARà PERCHè E QUALCOSA D IMMENSO IL PROBLEMA SIAMO NOI CHE SIAMO UNA MATTA D IGNORANTI E CAPRONI SPECIALMENTE I SICILIANI CHE IGNORANZA RAGAZZI E GRAVE MOLTO GRAVE