Tuesday, July 28, 2009

Il petrolio nigeriano

(Foto: gas flaring nella regione del delta del Niger viste dai satelliti della U.S. Air
Force Defense Meteorological Satellite Program. I dati del 1995 sono in blue,
2000 in verde e 2006 in rosso. Il cechio bianco delimita i gas flares
in territorio Nigeriano.
Fonte: NPR.org)


Il 19 Luglio 2009 sono stati pubblicati sulla stampa italiana alcuni articoli che riguardavano presunte tangenti della Snaprogetti (gruppo Eni) in Nigeria. Secondo l'accusa il gruppo aggirava il codice etico che era stato creato dopo le inchieste di mani pulite per procurasi gli appalti nel paese africano.

Tutte le grandi multinazionali del petrolio affollano la regione del Delta del Niger, di fatto noi che viviamo cosi' lontanto non sappiamo nulla di quello che combinano. Sappiamo che usiamo il loro petrolio, e poi ? Le uniche notizie che hanno trovato grande eco nella stampa italiana sono quelle sui sequestri e dei sabotaggi delle strutture petrolifere. Possibile che questi cosi detti "ribelli" non abbiano meglio da fare ? E soprattutto, e' proprio vero che ogni volta che c'e' un dusastro ambientale collegato la petrolio in certe regioni del pianeta, si tratta sempre di un attentato ? In questo post e nei successivi cercherò di raccontare cio' che ho trovato sulla Nigeria, sul suo petrolio e il suo gas, sul disastro ambientale del delta del Niger e sulla corruzione che vi ruotano attorno. Ce ne e' cosi' tanto che un pot non basta... corruzione, inquinamento, disastri ambientali e royalties ridicole. A qualcuno fischiano le orecchie ?


Inizio dalla fine, cioè dalla notizia del 18 Luglio riportata da Reuters:

"...2 managers del vecchio gruppo Snamprogetti sono sotto indagini, riferisce la fonte. Snamprogetti e' ora parte di Saipem SpA, una sussidiaria di Eni.

Le verifiche in corso a Milano sono la porzione italiana di una indagine internazionale su 182 milioni di dollari pagati in tangenti dal 1994 al 2004 dal consorzio TSKJ per assicurarsi un contratto da 6 miliardi di dollari per la costruzione degli impianti del gas liquido in Nigeria

Il gruppo [TSKJ] era capeggiato dal vecchio gruppo KBR riconducibile alla Halliburton [la stessa di Cheney, che ha uffici e stabilimento anche a Ortona]. Il gruppo [TSKJ] includeva Sanprogetti, la francese Technip SA e la giapponese JGC Corp.

Una rappresentante dell'Eni ha detto: " Riguardo ai fatti del consorzio TSKJ precedentemente al periodo 2004, c'e' un indagine in corso da parte dei procuratori di Milano, la SEC (U.S. Securities and Exchange Commission) [equivalente Consob], e il dipartimento di giustizia delgi Stati Uniti che accerteranno i fatti e le eventualmente le responsabilità.

Inoltre aggiunge che "Eni e Saipem-Snamprogetti sono state volontariamente in contatto con gli investigatori per un certo tempo per fornire loro tutta la possibile cooperazione.

KBR si e' dichiarata colpevole a Febbraio alle accuse mossele negli Stati Uniti di aver pagato 180 milioni di dollari nello schema delle tangenti pagate in Nigeria a alti ufficiali.
KBR ha inoltre accettato di pagare una multa da 402 milioni di dollari, di cui la casa madre Halliburton ha accettato di pagare 302 milioni di dollari. Halliburton si e' anche accordata con la SEC per rigettare 177 milioni di dollari in profitti dal proprio bilancio per risolvere le accuse criminali."


(Audio: NPR radio sulla condanna del CEO della KBR, Jack Stanley)

La Snamprogetti era dunque in societa' con la KBR e quest'ultima ha ammesso che le tangenti sono state pagate. In seguito all'ammissione il CEO della KBR, Albert "Jack" Stanley ha patteggiato 7 anni di reclusione per corruzione internazionale in Nigeria e da Giugno 2009 sta collaborando con gli inquirenti e non e' scluso che si arrivi a pezzi piu' grossi della catena di comando della Halliburton.

Il documento con cui Stanley si dichiara colpevole e' disponibile su internet e si puo vedere qui. Negli States li hanno colti con le mani nel sacco, ora e' tutto alla luce del sole, tutto chiaro per il cittadino. In Italia vedremo come finirà il ramo dell'inchiesta che riguarda l'Eni.

3 comments:

wanadobee said...

si mette male:

http://uk.reuters.com/article/idUKL743780720090807

MILAN, Aug 7 (Reuters) - Italian energy group ENI (ENI.MI) said on Friday it could not exclude an "adverse" conclusion to a probe being conducted by Milan prosecutors into alleged improper payments made by the TSKJ group to certain Nigerian officials.

The investigation is the Italian portion of an international probe into $182 million in bribes paid from 1994 to 2004 by the TSKJ consortium to secure contracts to build Nigerian liquefied natural gas facilities. [ID:nLI439188]

The group was headed by former Halliburton Co (HAL.N) unit KBR, which pleaded guilty in February to U.S. charges that it paid $180 million in bribes to Nigerian officials in the scheme.

The group also included Snamprogetti, a unit of Eni now controlled by its Saipem (SPMI.MI) subsidiary, France's Technip SA (TECF.PA) and Japan's JGC Corp (1963.T).

Eni said that an adverse outcome "may have a significant impact on the company's result," but that "it is not possible at this time to reasonably quantify the potential losses."

The comments were published in notes to the company's half-year statements. Eni said a hearing had been scheduled for Sept. 22.

Eni said prosecutors were investigating whether Eni and Saipem were liable as legal entities "from offences involving international corruption charged to two former managers of Snamprogetti".

Eni reiterated that it was cooperating with the relevant authorities and added that it would "promote all legal measures for protecting the company's interests and reputation, in case the responsibility of its employees or collaborators is verified". (Reporting by Jo Winterbottom; editing by Karen Foster)

Anonymous said...

ENI, "codice etico" e Servizi Segreti
 
Notizia tratta dal portale  Indymedia al  link:
 
http://piemonte.indymedia.org/article/5520
 
In una surreale seduta Straordinaria del Consiglio di Amministrazione dell'ENI (che trovate trascritta ed in originale) evocato il nome d'un fantomatico giornalista (Altana Pietro) e dei nostri Servizi Segreti Italiani
 
Stà  scritto lì, nero su bianco,  nel  verbale  del C.d.A. dell'E.N.I.:

"... l'11  giugno 2004 Abb denuncia alcuni manager dalla sua filiale  milanese  di occultamento di perdite  di 70 milioni di euro e  rassegna  al  PM Francesco Greco due nomi di propri dipendenti, tali  Carlo Parmeggiani  e Piarantonio Prior, che  sarebbero  coinvolti   anche anche in una tangente al manager di Enipower Larenzino Marzocchi.Mi chiedo  per quanti anni ancora sarebbe andata avanti tale forma e genere di crimine se non ci fosse stata nel marzo 2004 l'indagine  del  professionista della stampa Altana Pietro (fonte ritenuta  vicina ai Servizi Segreti) che  ha  fatto indagini su Enichem, Enipower, ABB;  se non ci fosse stata la denuncia al Magistrato da parte di Abb, mi chiedo come possa essere motivato  una tale procrastinazione di delittuoso  comportamento, per altro  verso una pluralità di commissionari, senza che, in più anni e sistemi di controllo aziendali interni siano riusciti ad intercettare  alcunché...".
 
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E.N.I.  "Ethics Code" and the Secret Services
 
News from the portal Indymedia to the link:
 
http://piemonte.indymedia.org/article/5520
 
In a surreal Extraordinary Session of the Board of Directors of ENI (which you can find here and transcribed from original) mentioned the name of an elusive journalist
(Altana Pietro) and our Italian Secret Service.
 
 
 
Is written there,  black on white, in the minutes of the Board of Directors of E.N.I.:

"
... on 11 June 2004 Abb complaint some managers from its Milan branch of concealment of losses of 70 million euros and review to  PM Francesco Greco  two  names of their employees,
Carlo Parmeggiani and  Piarantonio Prior, that would be involved in a corruption to the manager of Enipower Larenzino Marzocchi. I wonder how many more years would go ahead and form this type of crime  there had not been in March 2004 the investigation of the professional press Altana Pietro (person considered near  to the Secret Service) who made inquiries at Enichem,  Enipower, ABB; if there had been a complaint to the magistrate by the Abb, I wonder how it can be reasoned that a criminal act of procrastination behavior, On the other hand a number of commission agents, without, in most years and the control systems internal business have managed to intercept any...".

Anonymous said...

Nigerian Gate: l’ENI pagherà cash 254 milioni di $ al Department of Justice USA Articolo/scoop tratto dal portale Indymedia al link:
http://piemonte.indymedia.org/article/7884

Negli Stati Uniti, dove la corruzione - specialmente quella finanziaria - si combatte per davvero e non a parole (come in Italia) per l’ENI è in arrivo una mazzata da paura. Per le tangenti in Nigeria pagate dal Consorzio TSKJ, l’ENI ha tempo fino a fine marzo 2010 per definire un’eventuale transazione, poi scattano i procedimenti giudiziari in USA e le sanzioni (pesanti). E poi ci sono anche le indagini in Italia. Ma quelle non impensieriscono nessuno.

Si decidevano le mazzette da versare ai politici nigeriani ed i destinatari nel corso di “incontri culturali”, all'ombra del Big Ben o sorseggiando un thè in quel di Backer Street a Londra. La “gang” dell'LNG (gas naturale liquefatto) meglio conosciuta come Consorzio TSKJ è purtroppo n'altra sciagurata joint venture - sarebbe meglio dire associazione per delinquere di stampo transnazionale - composta dall'italiana ENI/Snamprogetti/Saipem, l'americana KBR/Halliburton, la giapponese IGC e la francese TECHNIP.

Il Dipartimento di Giustizia USA avrebbe deciso di andare a fondo nella Nigerian Connection e punire esemplarmente tutti i corruttori del cartello. Ecco perché adesso l’ENI ha una fretta fottuta di chiudere i procedimenti americani prima che questi possano sortire effetti disastrosi. Lo scandalo come sapete ha coinvolto Snamprogetti Netherland BV (controllata direttamente dall’ENI) e ha tirato in ballo inevitabilmente l’ENI stessa, in quanto società quotata al NYSE e per “culpa in vigilando” rispetto alla sua controllata. Come ha osservato astutamente l’Avv. Massimo Mantovani - responsabile Ufficio Legale dell’ENI - in un Memorandum riservato circolarizzato ai vertici della società energetica in una recente riunione del cda (che trovate di seguito riprodotto e trascritto) l’Eni è giustamente preoccupata anche per le “… le conseguenze mediatiche e reputazionali”. Il memorandum confidential di cui trattasi titola “Nota di Aggiornamento Indagini Vicenda TSKJ – Riservato”. Paolo Scaroni, CEO ENI, l’ha letto tutto d’un fiato e ha sudato freddo. S’è gelato il sangue nelle vEni. Detto in soldEni è una cosa davvero grossa. Si tratta di scucire 240 milioni di dollari entro fine marzo 2010 al Department of Justice americano. Pena l’avvio dei procedimenti giudiziari ed il conseguente sputtanamento planetario (KBR ha già transatto con il DoJ per 600 milioni di $ cash e Technip/IDP idem con patate).

continua ...