Wednesday, July 22, 2009

Vega Oil SpA in Abruzzo

(Foto: riquadro di giornale con avviso della Vega Oil SpA
della richiesta di compatibilita' ambientale al ministero per
il pozzo Elsa 2, a 7 km dalla costa di Ortona. Grazie Nino)


La trasformazione della reigone Abruzzo in distretto minerario prosegue nel silenzio generale di una classe politica che si occupa di petrolio solo nei periodi di campagna elettorale. Dopo gli annunci del "vedremo e faremo" seguiti alle ultime elezioni regionali, il presidente Chiodi e la sua giunta non hanno fatto nulla di concreto.

La mentalita' pro-grandi-compagnie e' stata rimarcata anche dall'assessore all'ambiente della provincia di Chieti, appena eletto, che ha tenuto a precisare che BISOGNA salvaguardare gli interessi dell'Eni. Il racconto incredibile di questa storia, piccolo esempio dell'arretratezza dell'Abruzzo e dell'Italia del XXI secolo si trova qui sul blog di MR.

Mentre i nostri politici, con la sola eccezione di pochi sindaci, dicono che se ne occuperanno, che devono vedere le carte, che devono capire, che devono non si sa che... la trasformazione dell'Abruzzo a distretto minerario va avanti INDISTURBATA.

Secondo i calcoli fatti dal WWF le concessioni petrolifere riguardano il 50% del territorio e l'80% della popolazione (Fonte: qui). Per qualche imprenditore d'assalto questi numeri si trasformeranno in grossi profitti, per noi altri distruzione della salute umana e del territorio in cambio di royalties ridicole, tra le piu' basse al mondo. L'Abruzzo come lo conosciamo oggi scomparira': vedi Val d'Agri in Basilicata, Falconara, Taranto, Busalla, Sarroch e simili.

La foto riportata sopra e' la scansione dell'annuncio della Vega Oil SpA apparso sulla stampa locale. Quell'annuncio e' l'ennesima prova che la petrolizzazione avanza indisturbata. Dopo l'Eni, la Petroceltic, la MedOliGas ecco che ariva anche la Vega Oil.

La Vega Oil Spa e' una azienda detenuta al 100% dalla canadese Cygam Energy Inc. Il presidente di Vega Oil e' Giuseppe Rigo, mentre il presidente, CEO e direttore di Cygam Energy e' Dario Sodero. Nomi e cognomi italiani, studi fatti in Italia. I loro profili sono qui.

Lo sanno proprio tutti che l'Italia e' il paradiso del petroliere e nel report annuale agli investitori quelli della Cygam lo spiegano proprio bene. Da pagina 7:
Italy’s royalty structure is one of the best in the world. For offshore permits, the state royalty on oil production is only 4%, with a provision that no royalties are paid on the first 300,000 barrels of oil production per year, per field. This represents a royalty free production on the first 822 barrels of oil per day, per field. Offshore gas production is subject to a 7% royalty, but the first 1,750 MMcf per year, per field (or approximately 4.8 MMcf per day), are also royalty free. For onshore permits, the state royalty on production of both oil and gas is a maximum of 7%, with a provision that no royalties are paid on yearly production less than 125,000 barrels of oil and 700 MMcf of gas, per field (or approximately 340 bopd and 1.9MMcf/d). The corporate tax is a maximum of 33% and there are no restrictions on repatriation of profits.

che dice piu' o meno cosi':
La struttura delle royalties in Italia e' una delle migliori al mondo. Per i permessi in mare, le roylatie sono del 4%, con la clausola che non si paga nulla per i primi 300.000 barili di petrolio all'anno, per campo. Questo significa che i primi 822 barili al giorno [51.000 litri], per campo sono gratuiti. Per il gas invece, in mare, c'e' una royalty del 7%, ma i primi 1750 MMcf [1750 milioni di cubic feet = circa 50 milioni metri cubi] per anno, per campo sono gratuiti. Su terra, le royalty statali sono al 7% e non sono dovute se la produzione annulae e' meno 125.000 barili di petrolio [circa 19 milioni di litri] e meno di 700 MMcf di gas [19 milioni di metri cubi] per campo. Le tasse sulle societa' sono al massimo del 33%.

Se vivessimo in una stato giusto loro pagherebbero piu' royalties (50% come in altri paesi?) e noi meno tasse sulla benzina alla pompa. Ma siamo in Italia, paradiso del petroliere e purgatorio del citttadino senza santi in paradiso.

Se i ministeri competenti autorizzeranno la Vega Oil ci sara' a SOLI 7 KM dalla costa di Ortona, in acqua profonda 33 metri, una piattaforma a partire dalla seconda meta' del 2010. Secondo i dati del ministero dello sviluppo economico la Vega Oil e la Petroceltic detengo i diritti della concessione al 60% - 40% (Fonte: qui). Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei ?

Abruzzesi e politici sveglia: la spiaggia a 5 minuti da casa con l'acqua ancora decentemente pulita e l'aria buona non durano per sempre.

Per concludere riporto una mappa dalla presentazione agli investitori del 2008 della Cygam Enegy. Quella che si vede sotto e' la costa Abruzzese, zona di Ortona, San Vito e Francavilla. Quante decine di migliaia di persone vivono in quel lembo di terra mostrato in figura ? Quanti appezzamenti di terreno sono coltivati e danno da vivere a intere famiglie ?
Sulle mappe dei petrolieri le citta' non ci sono mai, per uno seduto in un ufficio in Canada o a Roma puo' sembrare un dettaglio, per noi altri no.

(Foto: concessione Br268RG dalla presentazione Cygam Energy Inc agli investitori)




Testo del comunicato della Vega Oil S.p.A. apparso sul quotidiano il Centro del 20 Luglio 2009:

RICHIESTA DI PRONUNCIA DI COMPATIBILITÀ AMBIENTALE
Al MINISTERO DELL 'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
E DEL MARE E Al MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
Pozzo per ricerca dl idrocarburi liquidi e gassosi "Elsa 2"

La Società Vega Oil S.p.A., con Sede legale e Uffici in Rama, Via Romeo Romei, 27 ( CAP 00136), titolare del Permesso dl Ricerca " B.R268.RG ", situato nel mare Adriatlio, zona "B ", rivolge istanza al Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ai sensi dell'art.23 del D.Lgs. n.152 del 3 aprile 2006, come modificato dal D.Lgs. n.4 del 16 gennaio 2008, per la pronuncia di compatibilità ambientale relativa al progetto di " Perforazione del pozzo per idrocarburi Elsa 2 ", ubicato nel Mare Adriatico allargo delle coste abruzzesi, circa 7 km allargo di Ortona (provincia di Chieti). II progetto consiste nella perforazione di un pozzo della profondità di circa 4700 m per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi a mezzo di un impianto di perforazione di tipo "jackup". L'attività avrà una durata di circa tre mesi. II progetto e lo Studio d'Impatto Ambientale comprensivo della sintesi non tecnica sono depositati per la pubblica consultazione presso:
• Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione Salvaguardia Ambientale, via Cristoforo Colombo, 44 (00147) ROMA; .
• Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per la Qualità e Tutela del Paesaggio e l'Arte Contemporanea, via San Michele, 22 (00153) ROMA.
Ai sensi dell'art.23 del D.Lgs.n.152 del 3 aprile 2006, come modificato dal D.Lgs.n.4 del 16 gennaio 2008, chiunque abbia interesse può presentare, nel termine di 60 giorni dalla data di questa pubblicazione, istanze, osservazioni 0 pareri in forma scritta a: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione Salvaguardia Ambientale, via Cristoforo Colombo,44 (00147) ROMA.

5 comments:

giosuè said...

il titolo minerario BR 268 RG e spartivo sia dalla Vega Oil e dalla Petroceltic Elsa, per i dettagli:
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/dettaglio.asp?cod=671

ciao!

wanadobee said...

grazie, dopo lo aggiorno

giacinto2000 said...

dove possiamo scaricare dal web il malloppone della Vega? se nojn è disponibile on line e devono mandar eil cartaceo, alora ci deve essereuna proroga per i tempi tecnici postali.come funge?

supertramp said...

posso riportare la scansione del ritaglio di giornale sul mio blog?
ciao!
giosuè

wanadobee said...

non c'e' problema, viene da il centro, e' di dominio pubblico.

altri documenti vega dovrebbero essere sul sito del ministero ambiente