Tuesday, August 11, 2009

Turisti fai da te contro il petrolio

(Foto: Villeggianti contro catrame nella spiaggia di Secchetto, nella punta
sudoccidentale dell'isola d'Elba. Fonte: Repubblica.it )



Come e' ridotta male l'Italia, i turisti e i bagnanti si devono dare da fare per proteggere le loro spiagge. Qualche petroliera ha deciso di dare una lavatina alle proprie cisterne e ha scaricato in mare, come da prassi, gli scarti dei serbatoi. E ai turisti in vacanza all'Isola D'Elba non rimane altro da fare che mettersi al lavoro per salvare la propria spiaggetta.

La maggior parte degli articoli parla di 'catrame' ma il catrame e' fatto da idrocarburi e altre sostanze. Si tratta di danni dovuti alle attività di trasporto e lavorazione del petrolio, anche se quella parola con la 'p' sembra che nessuno la voglia usare. Il petrolio quanto meno lo si nomina meglio e'.

Il lavaggio delle petroliere in mare e' ILLEGALE, ma e' una operazione di prassi. Ecco come commenta la faccenda il professor Ugo Bilardo dell'Università di Roma in una intervista sul sito dell'Enel:

"Assolutamente illegali, ma praticate in tutte le acque del mondo. Ad esempio sulle navi che trasportano petrolio risulta più conveniente lavare le stive a mare, anziché aspettare nei porti il proprio turno per eseguire queste operazioni in condizioni di sicurezza. Ma bisogna aggiungere, purtroppo, che anche nei porti, compresi quelli italiani, le strutture riservate alle operazioni di lavaggio delle stive e di prelievo delle acque oleose, ammesso che siano in funzione, non sempre sono adeguate al ritmo degli attracchi. Da non trascurare il fatto che le soste del naviglio in porto o in attesa in rada sono molto costose, anche in relazione al fermo delle navi e dell’equipaggio.
Oltre a ciò, rilasci di petrolio in mare avvengono anche attraverso le semplici operazioni di carico e scarico. Che sono operazioni piuttosto complesse, con perdite che in qualche modo potremmo definire “inevitabili”, dovuti al fatto che si maneggia una materia liquida. Ma qui esistono regole severe, atte a contenere i possibili versamenti; solo che bisognerebbe applicarle con il “pugno di ferro” e questo non sempre avviene".


Il lavaggio delle cisterne rilascia ogni anno nel Mediterraneo qualcosa come 100-150 mila tonnellate di greggio secondo le stime ufficiali, mentre secondo gli ambientalisti le tonnellate sono 800 mila. Ognuno creda a chi vuole ma in un caso o l'altro si tratta sempre di sempre dell'equivalente di diverse petroliere (Fonte: qui e qui) .

I petrolieri, ministeri e capitanerie dicono di essere sempre pronti ad eventuali emergenze. Che i turisti in costume dell'Isola d'Elba facciano parte dei piani di emergenza ? Siamo alle comiche.

Quali sono i piani di difesa delle coste ? Perché non vengono resi pubblici ? L'Adriatico e' un mare stretto e chiuso ma nonostante ciò diventa sempre di più una autostrada del mare. Petroliere che vanno e vengono dalle raffinerie e dalle piattaforme, navi per il trasporto del gas liquido verso i rigassificatori, navi cisterna ferme e collegate ai vari pozzi di petrolio per lo stoccaggio temporaneo, piattaforme da schivare, navi mercantili e per finire da pesca e turismo.

A quando un nuovo incidente e sversamento di petrolio sulle coste adriatiche ? Il precedente di Falconara del 2007, uno dei tanti, si trova qui: guarda le foto.

Ma l'Italia e' sempre uguale, tiriamo a campare, raccattiamo 2 turisti in spiaggia e ci facciamo dare una mano. La rossa ministro del turismo, tale Brambilla, cosa dice del lavaggio delle petroliere in mare davanti alle nostre coste ?

Poi quando succede qualcosa di serio e di grosso ci pensiamo, ci indigniamo, facciamo i titoloni sui tg e sulle prime pagine dei giornali... x dice che non sapeva, y dice che non pensava, z dice che pensava che x e y ci dovevano pensare... l'ente j dice che non ha fondi perché l'organo di governo k ha tagliato i fondi, e k aveva dato ascolto alle compagnie petrolifere che avevano detto: NON C'E' PROBLEMA! QUISS NIN CAPISC NIENTE. Il signor t, che crede di comandare dentro k (ma sara' vero?), aveva pure detto che non e' vero niente, che e' tutta una allucinazione collettiva, che il problema non esiste e che tra 10 anni non sarà successo nulla.

L'orologio fa tic-tac, poi vediamo. Certo e' che ad incrociare le dita per 10 anni la vedo lunga...







-----------------------------------------
Altre cifre sul Mediterraneo e il petrolio
-----------------------------------------
Nel 2003 queste erano le cifre per il Mediterraneo:
"Sono 200 mila le navi che ogni anno attraversano il Mediterraneo, e ogni giorno sono 300 le petroliere che lo solcano. Il trasporto mondiale di petrolio passa per il 20% proprio dal Mediterraneo e sono circa 600 mila le tonnellate di petrolio che ogni anno finiscono nel nostro mare, che costituisce appena lo 0,7% della superficie di tutti i mari del pianeta, ma dove si concentra il 30% della spesa turistica mondiale. Una tonnellata di petrolio può coprire fino a 1000 ettari di mare e inquinare un chilometro di spiaggia" (Fonte: qui e qui).

Altre cifre relative al Mediterraneo:
"nel Mediterraneo operano 82 porti petroliferi e circa altrettante raffinerie attraverso le quali vengono lavorati 8,7 milioni di barili di greggio al giorno, valore corrispondente ad oltre il 10% della capacità di raffinazione mondiale. E al centro di questo sistema si pone proprio l’Italia che si presenta dotata di 14 porti petroliferi e 17 raffinerie"(Fonte: qui).

1 comment:

maria rita said...

negli anni scorsi cera una ditta chiamata castalia che andava in giro a ripulire tutti gli scarti di catrame.

Ora per problemi di budget, hanno tolto questo servizio.

E cosi adesso tutto e' lasciato alle capitanerie di porto che spesso non hanno i mezzi, e, come dici tu, ai turisti fai da te.

Che paese di furbi!