Tuesday, September 29, 2009

Crotone

A Crotone, la Pertusola Sud produceva montagne di ferro misto a cadmio, arsenico e zinco (Cubilot) come risultato delle loro attivita' industriale.

Cosa ne hanno fatto del Cubilot che e altamente inquinante e pericoloso per la salute umana?
I dirigenti della Pertusola che facevano anche i costruttori non si sono fatti molti problemi e lo hanno usato per fare i riempimenti di palazzi, strade e piazzali di Crotone su cui sorgono anche delle scuole. E intanto i bambini giocano in strada e a scuola, si ammalno e muiono di tumori "strani".

Il pm che indaga ha valtato che fino al '96 erano stoccati non meno di 200.000 metri cubi di robaccia, pari a 400.000 tonnellate. Quella robaccia era ammassata all'aperto, esposta a sole, pioggia e vento. Questa e' l'Italia negli anni 2000.


L'articolo riportato sotto e' tratto da Il Fatto Quotidiano (30/9/09) ed e' l'ultimo di una serie (per ora) che riguarda il caso dei bambini delle scuole di Crotone.

Vi risparmio l'articolo di ieri che parlava di bambini malati e morti di tumore, questo invece parla un po' più in generale di dove potrebbero essere cercate le responsabilità.

Guarda caso, qualcuno ha iniziato a tirare fuori il nome dell'Eni che tramite Enirisorse ha controllato per un certo periodo la Pertusola Sud. E ancora una volta, dove c'è un disastro ambientale in Italia, salta fuori il nome dell'Eni... che coincidenza!



Crotone, silenzio sui veleni

TUTTI SAPEVANO, NESSUNO HA AGITO
dall’inviato

Enrico Fierro

Ora che la bomba è scoppiata a Crotone nessuno deve parlare. Chi sa non deve dire agli operai dell'Enichem e della Pertusola, ai genitori dei bambini delle scuole costruite su una montagna nera di detriti tossici, che per anni hanno respirato veleno. Il dottor Franco Rocca ha parlato con il nostro giornale e con il quotidiano regionale “CalabriaOra”, ha spiegato, illustrato dati, ha suggerito le cose da fare subito. Ed è stato richiamato all'ordine dai suoi superiori con una lettera dai toni perentori. Vogliono sapere, e subito, perché, in base a quali dati certi, ha parlato di un aumento dei tumori a Crotone. Il dottor Rocca è responsabile dello Spisal (una brutta sigla che sta per Servizio prevenzione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro), conosce bene la sua città e le sue fabbriche. L'Enichem e la Pertusola Sud, soprattutto. Non ha fatto altro che mettere insieme i dati che l'Organizzazione mondiale della sanità ha messo nero su bianco sulla mortalità per malattie tumorali nelle città italiane. Crotone è al primo posto, più di Brindisi, più di Gela e Augusta (altre città devastate dall'industria petrolchimica) per l'incidenza della mortalità per tumori alla trachea, ai bronchi, ai polmoni, per la crescita dei tumori alla vescica. Nessuno lo ha ascoltato. Neppure i suoi superiori. Ma è l'impatto dei veleni prodotti dalla Pertusola con la catena alimentare ad allarmare. A Crotone hanno costruito caseifici, industrie della catena del freddo, finanche il mercato ortofrutticolo vicino ad inceneritori, concerie, aziende che producono ceramiche. Già nel 2003, l'Azienda regionale per la protezione ambiente della Calabria, analizzando dei campioni di grano prodotto nelle campagne di Crotone rilevò una inquietante presenza di piombo e cadmio. Stesso risultato per un campione di barbabietole da zucchero. Piombo a volontà e al di sopra dei limiti fissati dalla legge.

“La verità è che qui le multinazionali come l'Eni hanno prelevato ricchezza e regalato povertà”. Pino Greco ha lavorato per trent'anni alla Pertusola. Sa tutto della sua fabbrica e del processo produttivo. “Il Cubilot era per noi una ricchezza. Per anni lo abbiamo lavorato, reso inerte e commercializzato. Era bianco, la Pertusola lo rivendeva alle industrie che producevano ceramica. E' con l'ingresso dell'Eni e la chiusura del reparto che si accumulano le montagne nere”. Montagne di veleni. Che venivano smaltiti illegalmente, usati per costruire piazzali, scuole, case. “La città è stata avvelenata da multinazionali senza scrupoli. Paghiamo un conto salatissimo, non sappiamo quanti edifici pubblici o privati sono stati costruiti usando quel materiale”.

Benedetto Proto, Udc, è il giovane presidente del Consiglio provinciale, sta mettendo insieme dati e relazioni. “Ma deve intervenire il governo, a Crotone c’è un vero e proprio disastro ambientale”. Tutti sapevano a Crotone, tutto era già stato detto e scritto. Nessuna autorità è intervenuta. Pertusola e Eni hanno avuto mani libere. 16 febbraio 2000, Relazione della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti presieduta da Masimo Scalia. “La descrizione del processo di inertizzazione e le modalità di smaltimento (illustrate dalla Pertusola, ndr) non hanno convinto la Commissione... Una recente indagine della procura di Catanzaro ha accertato che circa 3mila tonnellate di ferriti non sono state inertizzate per fare conglomerati cementizi, ma solo miscelate con terra per ottenere sottofondi stradali. In altri casi si simulava il recupero di ferriti e si smaltivano in terreni agricoli nell'area di Cassano Ionico e di Rossano Calabro”.

Nella stessa relazione si parla anche del ruolo di imprese legate alla 'ndrangheta calabrese. “30mila tonnelate di rifiuti pericolosi, sono state smaltite da parte di una organizzazione criminale collegata a gruppi mafiosi di Cosenza , mediante la simulazione di operazioni di recupero”. Si sapeva tutto, da anni.

Nessuno si è mosso. Milioni di euro sono stati bruciati in studi e ricerche, ma negli anni passati alla Regione Calabria nessuno è riuscito a trovare 74mila euro per fare i carotaggi sotto le scuole inquinate. “Fondi da reperire”, c’era scritto sul fascicolo. Così nella regione dei veleni e degli sprechi miliardari.

2 comments:

@enio said...

semplicemente TREMENDO. La natura umana certe volte tocca limiti così aberranti da non sembrare vere le cose che mano a mano si vanno scoprendo.

mario franco basilico said...

A volte non riesco a credere che possano esistere persone come Voi che mettete a disposizione tutta la Vostra conoscenze e tantissimo tempo per informare su fatti così gravi che pochi vogliono sapere; sarà la mia conoscenza diretta di tutta la mia piccola comunità in cui vivo, non vedo un futuro migliore, una volta le persone intelligenti di fronte all’ignoranza si potevano rifugiare in un manicomio, adesso pure quello gli hanno vietato, devono morire di crepacuore.
In mezzo a tanta melma i maiali godono.