Monday, October 26, 2009

Aggiornamento Elsa 2

Nonostante le 14 osservazioni inviate al Ministero dell'Ambiente da semplici cittadini, associazioni di categoria, comuni, chiesa e operatori del settore turistico, la Petroceltic continua ad affilare i suoi piani per il 2010.

Su diversi quotidiani-amplificatori-megafono della piccola azienda petrolifera iniziano ad apparire piccoli articoli in cui si pubblicizza il progetto Elsa2 a 7 km dalla costa Ortonese.

Il 25 Ottobre 2009 un articolo del quotidiano inglese The Indipendent titola: "Petroceltic seeks partner to help develop Italy's Elsa oilfield" - "Petroceltic cerca partner per sviluppare la concessione italiana Elsa [2]". Secondo questo articolo inizieranno a lavorare tra Luglio e Settembre 2010 e cercano investitori disposti a finanziare il progetto.

Il 27 Ottobre 2009 il quotidiano irlandese Independent dice a proposito di Petroceltic che "In Italia l'obiettivo e' stato quello di perofrare il pozzo esplorativo Elsa [2]. L'avvio e' previsto per la seconda meta' del 2010...".

Lo stesso giorno la notizia riportata dall'Independent e' stata ripresa anche dal canale finanziario Bloomberg: "Petroceltic... cerca un partner finanziario per finanziare le operazioni in Italia..".


Elsa2 e' un progetto i cui interessi sono detenuti al 60% dalla Vega Oil SpA e dalla Petroceltic al 40%. I costi delle operazioni invece sono sostenuti al 60% dalla Petroceltic e al 40% dalla Vega.

La Vega Oil e' posseduta al 100% dalla Canadese Cygamn Energy, con diversi italiani dentro.

Friday, October 23, 2009

Qualcuno ci crede ancora



Arrivano con tanti soldi da spendere, supportati da banche d'affari e con un solo obbiettivo: fare profitto. Profitto a tutti i costi, senza neanche considerare che dove andranno a operare esiste un territorio, un popolo, un tessuto sociale, una economia che si basa prevalentemente su agricoltura, pesca e turismo. Profitto a spese nostre, a spese di cittadini che neanche vengono interrogati sul loro futuro. Noi dovremmo subire e basta, rassegnarci a svegliarci un giorno e trovare una trivella di fronte al mare, alla nostra spiaggia.

La spiaggia dove sei andato al mare ogni anno quando eri piccolo, quella che fino ad ora tutti davano per scontato che rimanesse cosi' come era. Poi un giorni ti svegli, ti giri a un lato e vedi una piattaforma con una trivella sopra e capisci che forse non e' che sia poi tutto cosi' scontato.

Molti Abruzzesi fanno le spallucce, inarcano le sopracciglia e pensano che tutto sommato alla fine, loro non possono farci nulla.

Altri invece non si rassegnano e sanno che se aspettano senza fare nulla, allora si, davvero e' la fine.

Premetto che non ho nulla contro i primi, i rassegnati. Dopotutto sono stati educati cosi' dalla vita, dalla vecchia classe politica e dal vecchio sistema. Il peso dei tempi della DC si sente ancora, decenni passati a "pane, mazzetta e raccomandazione" non si cancellano in un attimo. E l'Abruzzo si che era un protettorato DC...

Il "Grande Reduce" della DC abruzzese continua a sparlare senza sapere quello che dice, a blaterare si realtà immaginarie passate, presenti e future. Qualcuno lo prende sul serio e lo ascolta pure!

Erano tempi in cui la crescita dell'Abruzzo era drogata dall'attivismo di qualche politico che giocava a fare il padre padrone. Sembrava che ci fosse una crescita spontanea e che un popolo avesse trovato la propria strada. Le imprese che arrivavano ci sembravano davvero interessate a noi. E poi: ospedali, autostrade e opere pubbliche grandiose. Cosa chiedere di più ?

Invece era tutto falso.

Una distorsione della realtà che ci ha fatto dormire sogni tranquilli e che ci ha fatto che credere che, tutto sommato, le aziende, le opere pubbliche e i soldi piovessero dal cielo.

Il cittadino Abruzzese medio doveva stare zitto, poteva solo chiedere qualche raccomandazione e ripagare il favore con il voto. Tutto il resto veniva da se. Zitto, cieco, fermo, non fare domande e non pensare troppo.

Oggi quella mentalità e' rimasta, ma il sistema DC e' rotto. Il nuovo sistema che ne ha preso il posto pensa solo a se stesso. Oggi, e' ancora peggio.

Quelli di prima un contentino alla gente lo davano, questi niente. Si tengono tutto loro e fanno affari con tutti. Se i petrolieri arrivano e sventolano un po' di banconote sotto il naso vanno bene. Meglio "con" che "contro", e' piu' facile ed e' terapeutico per il conto in banca.

Altri cittadini invece non ci stanno, e si danno da fare. Si informano, scrivono, si riuniscono, pianificano, discutono e fanno i fatti. Questi cittadini non vogliono subire passivamente, questi cittadini ne sanno più di quelli che li governano. E infatti alla fine gli devono pure dire quello che devono fare.

Più passa il tempo e più ci organizziamo, il bello deve ancora venire.

Thursday, October 22, 2009

Salviamo la costa

(Foto: Carta dei titoli minerari aggiornata a Agosto 2009. Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico)



Perche' nel Golfo di Napoli e nel Golfo di Salerno vige il divieto di trivellare ?

La mappa riportata in figura e' aggiornata al 31 Agosto 2009. Le zone della costa campana di fronte a Napoli e Salerno sono identificate come: "Zona vietata alla prospezione, ricerca e coltivazione (art. 4 comma 1 legge n. 9/1991, modificato dall'art. 26, L. 31 luglio 2002, n. 179). I titoli esistenti sono stati conferiti anterioriormente al divieto".

La legge citata e' di poche parole, ma dice tutto quello che serve:

Art. 4. (Divieto di prospezione, ricerca e coltivazione) 1. La prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi è vietata nelle acque del Golfo di Napoli, del Golfo di Salerno e delle Isole Egadi, fatti salvi i permessi, le autorizzazioni e le concessioni in atto.


Perche' la Campania si e l'Abruzzo no ?

Friday, October 16, 2009