Monday, November 30, 2009

Fine di un incubo ?

Leggo da Prima Da Noi e riporto sotto, cerchiamo di capire bene prima di tirare conclusioni affrettate. Intanto grazie aPrimaDaNoi.it che si sono sempre dimostrati tempestivi e attenti alla questione del petrolio.

Prima di continuare a leggere un paio di note. Una a Chiodi: caro presidente, ma ci voleva tanto e tutto questo casino ? Vedi che era facile fare qualcosa di concreto, nero su bianco ?

E Poi, con grande tristezza devo notare che gli "sbandieratori", hanno gia' iniziato a piazzare la propria bandiera e il proprio logo su questa iniziativa del presidente Chiodi. Che tristezza, che piccolezza, che squallido. Questo e' il risultato di tutti, dal primo all'ultimo, a partire da coloro che fondarono il Comitato Natura Verde e via via tutti gli altri che sono andati e venuti in questa storia. Tutti con i propri pregi e anche i propri difetti hanno contribuito ad arrivare a questo punto.

Per chiarezza inoltre va detto che la regione non ha competenze specifiche riguardo al mare antistante le nostre coste e quindi questa iniziativa non fermerà le trivelle in arrivo davanti alla costa come Elsa2, Ombrina etc... Per quelle, la regione può mandare al ministero il proprio parere negativo e il ministero puio' scegliere se tenerne conto o meno. Per la regione Basilicata ha funzionato.

PESCARA. Sostanzialmente, in Abruzzo non si potranno più esercitare attività di prospezione, ricerca, estrazione e prima lavorazione di olio combustibile.

Lo ha deciso oggi l'Esecutivo regionale, riunito a Pescara, che ha modificato integralmente la precedente legge regionale, n. 14, "Provvedimenti urgenti a tutela della Costa teatina".
Tale legge, sulla quale la Corte costituzionale ha anche mosso eccezioni, nelle more di vari strumenti di valutazione, sospendeva fino al 31 dicembre 2008, ogni permesso a costruire per l'insediamento di nuove industrie insalubri.
Con il disegno di legge varato oggi, su proposta del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, si introduce un principio definitivo e generalizzato che intende preservare, dall'insediamento di attività contraddistinte da un alto potenziale di inquinamento, tutte quelle aree caratterizzate da particolari peculiarità fisiche e geografiche.

SEI AREE OFF LIMITS
Nella sostanza, l'Esecutivo ha classificato sei aree, che costituiscono la quasi totalità del territorio regionale, sulle quali sono vietate tutte le attività connesse allo sfruttamento del sottosuolo.
Si tratta di: aree agricole destinate alle coltivazioni ed alle produzioni vitivinicole, olivicole, frutticole di pregio, di origine controllata garantita (d.o.c.g.), di origine controllata (d.o.c.), di indicazione geografica tipica (i.g.t.), di origine protetta (d.o.p.), di indicazione geografica protetta (i.g.p.), riconosciute ai sensi della vigente normativa statale e regionale; aree protette così come individuate ai sensi delle normativa vigente; aree sottoposte ai vincoli dei beni ambientali o ricadenti nel piano paesaggistico, ai sensi della normativa statale e regionali vigente; siti di interesse comunitario (Sic), nelle Zone di Protezione speciale (Zps) e negli altri siti di interesse naturalistico; aree ricadenti nelle categorie di pericolosità elevata (P2) e molto elevata (P3) e nelle classi di rischio elevata (R3) e molto elevata (R4) del piano regionale per l'Assetto idrogeologico; aree sismiche classificate come "Zona1" e "Zona 2", individuate dalla Regione ai sensi della normativa statale vigente in materia sismica.

«CHIAREZZA E TRASPARENZA DEFINITIVA»
«Sullo sfruttamento del nostro territorio, la Giunta compie oggi un atto di coerenza e trasparenza, senza tentennamenti e senza strumentali rinvii», ha commentato il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, commentando l'approvazione del nuovo disegno di legge. «Abbiamo inteso chiudere in modo definitivo un capitolo che ha visto questo Governo regionale sempre in prima linea in difesa del suo territorio, delle produzioni locali e della salute, e con il quale speriamo di ridare certezze e tranquillità alle popolazioni e agli imprenditori che hanno visto come una minaccia l'insediamento di industrie dedite alla lavorazione di olio combustibile».
Ora il provvedimento varato dalla Giunta regionale deve passare l'esame del Consiglio regionale. «E' una proposta aperta alle valutazioni di consiglieri legati al loro territorio - ha concluso il Presidente - e pertanto, ben consapevoli della necessità di una normativa seria e definita in
questa materia, proprio per preservare l'Abruzzo e garantirne uno sviluppo sano e compatibile con le inclinazioni di questa regione».
«Con questo importante atto dell'esecutivo regionale si dà una risposta definitiva e di assoluta chiarezza, contro ogni ipotesi di realizzazione del cosiddetto Centro Oli di Ortona», ha detto l'assessore regionale Mauro Febbo. L'assessore ha ricordato come «questo governo regionale abbia in più occasioni manifestato la piena e convinta contrarietà verso questo progetto».

«Occorreva predisporre una normativa organica che disciplinasse l'intera e complessa materia - ha ripreso l'assessore - e a mio avviso quest'ultimo disegno di legge, appena approvato, risulta ancora più completo della disciplina sul progetto di localizzazione di nuove infrastrutture energetiche proposta nei mesi scorsi».


Bisogna cercare di capire adesso quali sono le aree interessate dla provvediemento con delle mappe e capire quali sono i "buchi" lasciati aperti.

Saturday, November 28, 2009

Raccogliamo le firme

Oggi mi e' arrivato un messaggio che riporto un po' piu' sotto. Ho sempre pensato di usare questo blog come uno spazio per fissare pensieri e situazioni legate alla petrolizzazione della regione. Oggi devo aggiungere una brutta pagina, fatta di insulti a chi osa accennare un minimo dubbio e a chiedere un po' di chiarezza.

La petrolizzazione dell'Abruzzo e' legata al cattivo modo di fare le cose, tutto tipico italiano. Se tutti fossimo un po' piu' civilizzati e rispettosi degli altri, piu' attivi e piu' autonomi nel pensare con la nostra testa, allora le cose sarebbero di gran lunga meglio. In Abruzzo come in Italia. Invece vogliono sempre che pensiamo come ci viene imposto di fare dall'alto, guai a pensarla diversamente. Se poi esprimi i tuoi dubbi, allora e' la fine mentre circondarsi di yes man e' la regola.

Questo e' il testo che il presidente di Nuovo Senso Civico ha diffuso tramite Facebook e che mi sono ritrovato tra i messaggi in arrivo:

La petizione attuata con la raccolta firme ha un suo preciso valore legale come sancito dall'Art 50 della Costituzione che stabilisce "Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità". Altre leggi dello Stato, molte mutuate da convenzioni internazionali e direttive comunitarie, definiscono la figura ed i ruoli del "pubblico interessato" che può formalmente costituirsi come parte interessata nell'iter delle concessioni oppure costituirsi come parte avversa presso il TAR. Noi quindi raccogliamo le nostre firme perché esistono leggi che ce lo permettono, perché esistono dei precedenti (Piemonte, Veneto, Lombardia) che dimostrano che attraverso la raccolta firma si possono bloccare e/o limitare le attività di emissione,di ricerca e di coltivazione di idrocarburi. Inoltre una raccolta firma come quella da noi attuata sta sensibilizzando in modo traversale la classe politica abruzzese. Chi sostiene il contrario, anche su questo spazio, o è un provocatore o è un imbecille. L'unica nostra difesa da eventuali e possibili provocazioni è una condotta vigile. La raccolta firme di NSC è un grande successo e lascerà una traccia nella storia dell'Abruzzo la cui legge parchi, vi ricordiamo, fu promulgata dopo una raccolta complessiva di 17 mila firme (noi teniamo i conti aggiornati dello spoglioo quotidiano con difficoltà ed il Notaio ha aperto uno spazio nel suo studio dedicato a noi). CONTINUATE A RACCOGLIERE LE FIRME ED EMARGINATE GLI SCIOCCHI, GLI SCIACALLI E GLI INVIDIOSI.

Speriamo che la raccolta di firme arrivi presto a quota 100.000 come auspicato in piu' parti dal presidente del movimento. La provincia di Chieti conta 380 mila persone di tutte le eta', questo vuol dire che basta che firmano 1 ogni 3.8 persone. Sarebbe certamente un gran gesto e un bel momento di coinvolgimento popolare nella storia della regione ma ...

A parte la spiegazione poco convincente su come usare quelle firme, rimangono da parte di scrive una serie di dubbi nel linguaggio di disprezzo usato dal presidente del movimento verso chi ha dei dubbi seri e fondati sull'iniziativa. La legge che si richiama nella petizione io me la sono letta... Definire sciacalli, sciocchi, stupidi, imbecilli, provocatori e invidiose persone che avanzano legittimi dubbi su quale sia il passo successivo alla raccolta delle firme e' al quanto curioso per chi intende fare una crociata su un NUOVO senso civico.

Non mi sembra un linguaggio appropriato per un presidente di un movimento che rappresenta molti cittadini, e che come dice lui stesso, intende entrare nella storia della regione.

A parte quello che ho letto nel testo della legge, trovo curioso che uno possa depositare 100.000 firme ad un notaio e poi chiedere la revoca di qualsiasi permesso, ovunque esso sia in Italia, rilasciato da chiunque esso sia. La petizione infatti non dice nemmeno quale permesso si debba revocare... Se fossero bastate 100.000 firme per chiudere l'Ilva di Taranto, le raffinerie di Gela e Priolo dove nascono bimbi deformi, e poi Porto Marghera... Si sarebbe stato proprio bello.

La costituzione dice che si puoi raccogliere le firme, ma e' un principio, poi vorrei sapere cosa si fa per trasformare quelle firme in realtà. Dopo che un notaio le ha contate a chi le diamo ? Beppe Grillo ha raccolto le firme necessarie per una proposta di legge popolare e le sue scatole sono ancora a marcire dentro qualche palazzo della repubblica italiana. La costituzione dice tante belle cose, come che Italia e' una Repubblica basata sul lavoro. Ma non per questo il lavoro e' assicurato a tutti.


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I concetti riportati in questo articolo sono miei e personali e non pretendono di interpretare il pensiero di nessuno.

Sunday, November 22, 2009

Dove siamo

Ieri sera tornavo a casa tardi da una serata con degli amici. Un po' di chiacchiere vicino a Harvard, al Grafton Street. Tutto bene, ma verso casa mi prudevano un po' le mani... ecco cosa ne e' venuto fuori.

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Come avrete notato questo blog non viene più aggiornato di frequente. Dopo una fase di circa un anno e mezzo in cui il blog era la mia principale attività' sono passato ad una fase diversa. Ho trascurato il blog recentemente per dedicarmi alla lettura delle carte ufficiali, delle procedure e delle leggi. Mi sono studiato documenti di centinaia di pagine delle compagnie petrolifere, ho cercato documenti scientifici che provassero la falsità' delle affermazioni dei petrolieri, ho scritto documenti tecnico/scientifici contro la petrolizzazione della Regione Abruzzo che sono
stati sottomessi al Ministero dell'Ambiente.

Ho cercato di dare un piccolo e modesto contributo a tutto quel processo organizzativo e di discussione che avviene un po' dietro le quinte. Non si vede perché non appare sui giornali e TV, ma c'è tanto lavoro per contattare i politici e le associazioni di categoria per "aiutarli" a produrre dei documenti ufficiali, per "aiutarli" a muoversi.

"Aiutarli" vuole spesso dire che ti devi guadagnare la loro fiducia con la serietà e la professionalità e mantenendo la parola. Poi gli devi anche scrivere delle bozze di documenti per fargli vedere come si fa. E' dura perché a noi nessuno ci ha insegnato nulla, ma si fa questo e altro per fermare i petrolieri.

Naturalmente non ho fatto tutto da me, ne sono stato il motore di tutto. Ho dato il mio piccolo contributo come tante persone che lavorano nell'ombra. La somma di tanti piccoli pero' e' diventata qualcosa di molto grande e ha prodotto qualcosa di mai visto prima.

In occasione del progetto Elsa2 della Petroceltic e della Vega Oil che intendono installare una piattaforma davanti a Ortona a 5km dal porto, abbiamo prodotto più di 20 documenti ufficiali che sono stati inviati al ministero secondo i termini di legge. Una persona e' andata a Roma farsi le fotocopie dal Ministero dell'Ambiente, una pagina alla volta e da li si e' partiti. Tutto su base volontaria, senza capi, presidenti, senza schema organizzativi, senza leader auto-eletti a tali. Tutto su base volontaria, ognuno mettendoci il tempo che poteva e le competenze che poteva.

Il risultato parla chiaro, ecco la lista delle associazioni, comuni e singoli che hanno inviato le osservazioni al ministero, un risultato senza precedenti:

*Assoturismo Abruzzo - Confesercienti a firma del presidente,
*Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola Impresa Abruzzo a firma del presidente,
*Confcommercio a firma del presidente,
*Provincia di Chieti a firma delpresidente,
* Comuni di Lanciano, Miglianico, Francavilla e Silvi a firma dei rispettivi sindaci
* Arcidiocesi Lanciano -Ortona
*Comitato Natura Verde
* WWF
*Comitato Abruzzese del Paesaggio
*2 Professori Universitari
*2 Ingengeri
* 1 dottorando in Ecologia
* Diversi titolari di Bed & Breakfast
* Associazioni La Chitarra di Massimo e Virtus Frentania

Dalle parole siamo passati ai fatti, perché se' e' vero che bisogna informare i cittadini, bisogna poi dargli la possibilità di essere utili in concreto. Basta con la democrazia delegata tramite altri. Ognuno nel suo piccolo può fare la sua parte.

Se molti che si occupano di questa storia del petrolio sono spariti dalla circolazione non e' perché non fanno più nulla. Anzi, lavoriamo ancora più' di prima, nonostante qualcuno cerchi di prendersi i nostri meriti e di dipingerci come causa di tutti mali.

Una piccola nota: perché e' importante mandare le osservazioni al Ministero dell'Ambiente ? Semplice, perché quando uno di quelli che lavora da tanto a questa causa e sempre in silenzio, ha telefonato al ministero ha chiesto perché i progetti venissero sempre approvati, si e' sentito rispondere che nessuno ha mai inviato un documento (tecnicamente "osservazioni") che ne chiedesse la non approvazione, contraddicendo le argomentazioni dei petrolieri.

In sostanza, protestare in Abruzzo nelle piazze e sulla stampa locale serve a far conoscere il problema, ma se la protesta non arriva secondo le modalità e i termini di legge dentro i palazzi dove si decide, allora lascia il tempo che trova.

Bene, tanto lavoro e tanta fatica da parte di persone che non cercano la ribalta, ne i riflettori, ne lo sguardo di una telecamera. Persone, e parliamo di decine, che fanno quello che si deve fare per fermare i petrolieri. Punto e basta. Persone che preferiscono studiarsi le carte invece che pensare ai comunicati stampa e a 'flirtare' con i giornalisti locali, sperando in un po' di pubblicità per se stessi.

Quelli che nemmeno ci avevano pensato a fare un comunicato, si svegliano poi la mattina e scoprono che il proprio lavoro viene spacciato come il risultato di altra gente. Altra gente che invece e' sempre veloce a scrivere i comunicati e a mettere la propria bandiera dappertutto. E non paghi di tutto ciò, adesso adesso ti iniziano pure a gettare fango addosso tramite tv locali e giornali. Siamo all'assurdo, visto che la gente che pratica questi metodi va poi gridando ai 4 venti la voglia di cambiamento e di nuovo.

Predicano il nuovo ma vogliono le luci della ribalta, vogliono primeggiare costi quel che costi, credendo di sapere cosa e' meglio per tutti. Accusano chi lavora in silenzio e fa atti concreti di essere un problema, scaricano i propri insuccessi sugli altri. Perché e' meglio incolpare gli altri che se stessi se Chiodi non risponde alle richieste di dialogo.

Di nuovo si lavano la bocca in continuazione, ma poi usano i vecchi metodi degli inciuci, degli incontri segreti e dell'appropriazione del lavoro altrui. Una trovata geniale insomma: predicare il nuovo usando metodi vecchi. Non c'e' che dire, molto innovativo.

Se questo e' il nuovo... ridatemi il vecchio.

Abbiamo bisogno di trasparenza, chiarezza, onesta morale e intellettuale per entrare in una fase nuova. Soprattutto abbiamo bisogno del rispetto di chi lavora al tuo stesso fine, anche se lo fa seguendo strade diverse. Io rispetto te, le tue idee e la strada che vuoi intraprendere; ma tu devi fare altrettanto verso gli altri. Sono concetti basilari che devono valere sempre, ma ancora di più se stiamo tutti andando verso la stessa meta e se c'è ancora tanto lavoro da fare.

Questo post rimarra' unico nel suo genere, no matter what. Guariamo avanti, questa sera volevo solo mettere un po' di puntini sulle "i".

Al prossimo post si torna a parlare di petrolio e di problemi della regione.

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Le opinioni espresse in questo testo sono mie e personali e non pretendono di interpretare il pensiero di nessun altro.

Wednesday, November 11, 2009

La politica dell'inciucio



La politica dell'inciucio sembra non morire mai, ne in Abruzzo ne in Italia più in generale.

Continuo a leggere le notizie locali su giornali online e offline ma la conclusione e' sempre la stessa. Si governa per fare gli interessi di pochi e si ignorano completamente i molti. No, non sono comunista, non sono di sinistra e mai lo sarò, ma l'evidenza dei fatti e' sotto gli occhi di tutti.

Energia, spazzatura, sanità e terremoto sono i temi che più occupano i nostri politici. Perché ? Ci dicono sempre che sono delle emergenze. Ma sarà vero ? Io no ci credo più. Io dico che sono le grandi bufale che ci vendono tramite giornali e telegiornali. Se uno vuole prendere delle decisioni impopolari cosa fa ? E se vuoi fare il maxi inciucio tra politica e amico imprenditore ? Semplice, ormai si spaccia tutto per una emergenza, e allora si può fare tutto.

Ho degli amici degli amici che vogliono fare un inceneritore, perché incenerire vuol dire guadagnare un sacco di soldi. La monnezza abbonda e che ci sarà sempre, un business sicuro. Gli inceneritori sono un modello di business a rischio zero visto che lo stato ti da pure i CIP6: contributi pubblici che dovevano essere destinati alle energie rinnovabili e che poi sono stati estesi a "rinnovabili e assimilabili". E grazie alla parola "assimilabile" ci entra di tutto, inceneritori, turbogas e energia di scarto delle raffinerie. I Moratti e l'Eni, per dirne alcuni, prendono soldi CIP6.

E i CIP6 sono sovvenzionati dai cittadini con una speciale tassa sulle loro bollette energetiche del 6-7% del loro totale. Togliere ai cittadini per dare alle varie bande legalmente organizzate, come se in Italia non pagassimo già troppo le bollette energetiche. Lo stato al servizio di pochi, LEGALMENTE.

E allora, visto che il business e' perfetto l'unico problema e' farle costruire queste macchine spargi cancro. Il problema e' convincer eil cittadino che e' una cosa utile e che gli serve. Come si fa? Se una regione ricicla il 50% dei rifiuti lo puoi giustificare economicamente un inceneritore ? Certo che no. Allora la raccolta differenziata e' meglio che non ci sia e che non si faccia. Educare il cittadino al riciclaggio ? No, meglio di no. E' controproducente. Pianificare per tempo le discariche ? Ancora, meglio di no, se non come fai a creare l'emergenza ? Nel vastese in questi giorni c'e' l'emergenza discariche, che tradotto vuol dire che siamo all'emergenza che precede l'inceneritore con l'inciucio politico-imprenditoriale collegato. Guarda caso l'emergenza discarica nel vastese e' scoppiata dopo l'insediamento della giunta Chiodi che e' notoriamente favorevole agli inceneritori (notare il plurale).

A Campobasso, l'eroe abruzzese Marrollo chiude la divisione prefabbricati di Mafalda. Usano la scusa della crisi per chiudere una fabbrica. Ancora una volta hanno la scusa perfetta, come fai a contestare che c'è la crisi ? Eppure i dipendenti dicono che solo ora hanno scoperto che il piano per fare un impianto a biomassa era stato avviato 2 anni fa, quando scoppiavano di lavoro. Mistero Marrollo, presidente della Confindustria Abruzzo, altro cortocircuito politica-potere-controllo-controllato. E la gente va a casa disoccupata.

L'emergenza crisi e' un altra grande opportunita' per ristrutturarsi, chiudere le divisioni che non interessano piu', per licenziare e e spostare la produzione in paesi low cost a spese della cassa integrazione.

Altra emergenza: quei disgraziati di dipenti di Villa Pini. Gente che lavora e non viene pagata da mesi. Ma si può concepire in uno stato moderno ? A quanto pare si. Quanto tempo devono aspettare quei poveracci per essere pagati ? Perché non sospendiamo al consiglio regionale lo stipendio fino a quando lo avranno i dipendenti di Villa Pini ? Vediamo se poi l'emergenza dura più di una settimana.

Febbo, assessore regionale all'agricoltura dovrebbe occuparsi di difendere i contadini e il VALORE del loro lavoro. Invece si occupa di tutt'altro. Oggi lo ritroviamo a parlare di energia e di una centrale idroelettrica all'interno del Parco Regionale Sirente Velino. Ma come, e' un parco naturale !!! Appena eletto invece si occupo delle royalties del petrolio con una proposta di legge che voleva mettere d'accordo tutti. La teoria e' che siccome i comuni limitrofi non ci guadagnano niente dalle royalties, era meglio spartire la torta anche con loro. Che stratega. E intanto i contadini che lui dovrebbe difendere non sono rappresentati da nessuno e vengono pagati una miseria per i loro prodotti. Si spaccano la schiena e fanno il lavoro più duro di tutti e subiscono il prezzo imposto dai grandi distributori. Febbo intanto si occupa di petrolio. E allora e' di oggi la notizia che un centinaio di trattori di allevatori sono pronti a marciare su Roma perché dicono che non sono difesi da nessuno. Come dargli torto ? Spero che scarichino tanta merda davanti ai palazzi delle istituzione, ma conoscendo certi soggetti che ci sono dentro, sono sicuro che troveranno il modo di fare soldi anche con quella!

Altro servizio vitale, altro mega-business. L'acqua e' l'affare del futuro e allora ecco servita la privatizzazione dell'acqua. E sia a livello nazionale che locale, con il grande statista Chiodi in prima fila che si avvia alla centralizzazione dell'acqua in Abruzzo. Dicono che e' per risparmiare poltrone, ma il problema del numero di poltrone e' marginale. Il problema e' che le poltrone vengono gestite dalla politica per fare il sistema di potere e per creare tutti gli inciuci sulla spartizione del "potere ad poltrona". Se su quelle poltrone ci avessero messo delle persone preparate, e non i soliti trombati elettorali e raccomandati, forse oggi avremmo un sistema idrico efficiente e non ci sarebbe bisogno di riformare un bel niente. Ancora una volta si crea una emergenza, quella dello spreco, per giustificare il fallimento della politica e dei suoi metodi d'inciucio.

Dalla sanità all'acqua lo slogan e' sempre lo stesso: unico ente centralizzato per gestire torte sempre piu' grandi con la scusa del risparmio. Ancora una volta si cerca di mettere una pezza a decenni di mala politica che ha interferito alla grande sul sistema sanitario, che lo ha comandato dettando assunzioni di medici, primari e amministratori. Hanno interferito da sempre sulla gestione della sanita', e ora la colpa della "cattiva organizzazione" di chi e' ? Dei troppi manager ? Benvenuti allo scarica barile, sempre per nascondere i propri limiti e incapacità.

E i pozzi di petrolio ? Le raffinerie come facciamo a farle ? Ancora con l'arma del ricatto dell'emergenza lavoro. Non c'è lavoro e arriva l'Eni o la Petrceltic o la ECOPETROLI. Stendete il tappeto rosso ci portano una manciata di posti di lavoro. A Ortona una classe dirigente ignorante, corrotta e al servizio solo del proprio portafoglio ha spalancato le porte ai petrolieri pur di far arrivare le navi in porto. Gli interessi di pochi ( ma proprio pochi) su quelli di tutti spacciati per una emergenza, tanto per cambiare.

Il terremoto ? E' una grande emergenza ma fare prevenzione non porta voti. Meglio aspettare che cada tutto cosi' puoi andare in tv a tagliare nastri e consegnare case agli sfollati di giorno. Poi di notte tanto puoi andare a puttane sperando che non ti beccano. E intanto dopo un terremoto cosa fai, ti metti a fare le gare d'appalto ? No, tutto con trattativa diretta nell'apoteosi della politica dell'inciucio.

Energia, acqua, spazzatura, sanità: questi i temi che saranno sempre più centrali perché e' li che adesso e in questi anni ci sarà da spartirsi un sacco di soldi. Ovviamente al cittadino generico medio faranno credere che ci sono delle emergenze per poter giustificare inceneritori, privatizzazioni e pozzi di petrolio.

Avanti Italia.

Aggiuntadel 13/9/2009: l'ultima emergenza nazionale e' quella dei processi. Alle elementari tutti hanno potuto imparare A,B,C e poi "i processi durano una vita". Possibile che siano una emergenza solo oggi ? E' da una vita che e' cosi'. L'emergenza pero' e' cominciata il giorno dopo che il lodo Alfano e' stato dichiarato illegittimo. Possibile che il normale cittadino non veda queste cose ? E come risolvo il problema ? Ennesima presa in giro, e non e' questione di DX o SX, e' questione di serietà e professionalità. Ma in Italia e' una utopia usare queste espressioni.

Altra emergenza rifiuti rilanciata dalle pagine del Messaggero a Pescara: "Emergenza Rifiuti, Pescara come Napoli ?" titola oggi il messaggero. Avanti..

Orrore Rai Uno

con dedica finale.....