Tuesday, May 25, 2010

Last to die


Indifferenti a tutto, arrampicatori sociali e poi quelli che ci mettono l'anima.

Chi si sarà l'ultimo a morire nella nostra Italia ? Chi l'ultimo a rimanere in piedi ?

I più numerosi, e di gran lunga, sono gli indifferenti. Stanno li a farsi i fatti loro, hanno la loro routine e se qualcosa di marginale accade intorno a loro si spostano, alzano le spalle e poi continuano a fare quello che facevano prima. Se invece e' qualcosa di grosso a turbare il loro vivere quotidiano ecco che alzano la voce, protestano e minacciano azioni clamorose. Ma dura solo per 5 minuti perché poi rialzano le spalle ancora, riabbassano lo sguardo e continuano la loro esistenza muti e rassegnati. Dopo 5 minuti di proteste, si auto-convincono ancora che loro non ci possono fare niente, che e' sempre colpa di qualcun altro, che loro non ci possono fare niente, che qualcuno prima o poi lo salverà. Sapete bene di cosa parlo perché questo e' decisamente il profilo dell'italiano generico medio, la figura più diffusa.

Poi ci sono gli arrampicatori sociali.
Questi sono quelli disposti a tutti, che venderebbero ( e molti lo hanno gia' fatto) pure la loro mamma pur di arrivare in alto, di arricchirsi, di trarre vantaggio personale. Questi sono pochi ma sono arrivati in tutti quei punti strategici dove si gestisce il potere, dove si smistano soldi, dove si possono distribuire soldi e favori in cambio di qualcosa indietro. La maggior parte dei politici, le cricche e cricchette di livello nazionale, regionale e locale fanno parte di questa categoria. Ma non sono solo li. Gli arrampicatori sociali sono in mezzo a noi, spesso si mascherano da altro e sono li che aspettano l'occasione buona, la raccomandazione giusta, il conoscente giusto. Gli arrampicatori sociali spesso non guardano in faccia a nessuno, sono viscidi e senza scrupoli, senza rispetto per gli altri e senza dignità. Spesso sono vuoti e ignoranti anche se quando si mettono un vestito firmato e una cravatta si sentono Dio in terra. Anche questi signori li conosciamo, questi sono quelli che tengono nelle loro mani il paese, al livello locale e nazionale, ognuno nella zona di competenza.

E poi c'è la categoria più disprezzata, quelli che possono sembrare idealisti. Sono quelli che ci mettono l'anima, che combattono ogni giorno per una causa in cui credono. Salvano i canarini e gli uccellini, la spiaggetta dalla monezza o un pezzo di terra dalla speculazione del cemento. Fanno di tutto armati di grinta e determinazione. E diciamocelo, spesso falliscono perché non hanno i mezzi economici, perché convincere un indifferente a fare qualcosa e' difficilissimo. E poi con loro non c'è nessun malaffare da fare, nessun appalto da vincere. Nessuno si arricchirà mai andando dietro a loro.

Eppure loro continuano, si danno da fare. E' il mondo del volontariato, dell'impegno civile, dell'impegno per una causa. Che poi non importa tanto quello che fanno e i risultati che ottengono, l'importante e' che questa gente esista, che conducano le loro battaglie alla Davide contro Golia, la battaglia all'ingiustizia, al sopruso e all'inganno.

L'importante e' che credono in qualcosa di pulito. Se solo tutti credessimo in qualcosa...

Si nascondono in ogni piccolo comune, associazione, quartiere, parrocchia o nei posti più impensabili. Passano inosservati perché non attirano i media, ma dove siano non importa. L'importante e' che questa gente esista e che ogni tanto qualche piccola vittoria la porti a casa. Questa gente e' l'ultima speranza di questo paese dopo che gli indifferenti hanno consegnato i posti di comando agli arrivisti senza scrupoli.

Senza di loro la nostra Italia sarebbe in mano agli arrampicatori sociali senza scrupoli e agli indifferenti. Se quelli che ci mettono l'anima cedono e' la fine, se si tirano indietro loro e' la fine di questa nazione. Sarebbe la guerra civile.

Allora la domanda e' una sola. In questa guerra all'ultimo sangue chi sarà l'ultimo a restare in piedi ? Chi l'ultimo a morire ?

Who will be the last to die ?

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