Thursday, June 2, 2011

In gita con la Forrest

(Foto: Lago di Bomba)

A Bomba c'e' un intero paese in rivolta, un paese che non vuole la raffineria e i pozzi estrattivi sul proprio territorio. A loro il lago piace come e' adesso, non lo vogliono con vista sulla raffineria, cosi' come non vogliono le emissioni di idrogeno solforato nella loro aria, nei loro polmoni e sui loro campi.

Ma alla Forrest Oil non importa. Loro invece, vogliono la raffineria con vista su lago, una raffineria chic insomma, con vista su una delle più belle vallate d'Abruzzo. Ma per costruire il loro mostro servono un po' di firme su dei documenti, e cosi' per convincere le persone giuste le prende e le porta in Olanda.

Donato Di Santo - Sindaco di Bomba
Eugenio Caporrella - Assessore all'ambiente e eneriga della provincia di Chieti
Domenico Scoccia - Responsabile procedimento VIA della Regione Abruzzo

Questi signori sono andati in Olanda a vedere un impianto della Shell che secondo la Forrest e' simile a quello che nascera a Bomba. Strano pero', dicono che e' simile ma dalle immagini mostrate da Telemax non vedo nessuna vallata e nessun lago.

Il servizio di Telemax ha i soliti toni rassicuranti: le raffinerie non causano problemi. E infatti Giorgio Mazzenga, direttore della Forrest Italia la spara subito grossa riguardo al micidiale idrogeno solforato:

"e' stato dimostrato che non ci saranno emissioni..."

Poi pero' non finisce neanche la frase e aggiusta il tiro, capendo forse che si e' allargato un po' troppo:

"...o almeno emissioni che saranno bassissime di acido solfidrico nell'atmosfera".

Ecco, siamo ai soliti giochi di parole. Ora si deve solo quantificare quel "bassissime", un dettaglio da niente in un paese come l'Italia dove i limiti di legge per l'emissione di H2S sono fra i piu' alti al mondo, fatti ad arte per la felicita' dei petrolieri.

Tutto il servizio si basa sul fatto che il processo di raffinazione viene prodotto con un metodo naturale, come se questo rendesse l'H2S meno pericoloso. Ma la realtà e' diversa perché l'idrogeno solforato, a prescindere dal processo che lo crea e' sempre lo stesso e la sua formula chimica non cambia. Va da se che anche i danni alla salute sono gli stessi.

Il sindaco Di Santo dice che adesso "ha acquisito le nozioni" e puo' lanciare "un messaggio rassicurante". Caporrella dice che la tecnologia ha fatto "grossi passaggi" e che lui potrebbe essere favorevole.

Peccato che non abbiano invitato Massimo Colonna o nessuno altro del comitato di Bomba. Ma convincere un ingegnere chimico che si e' studiato le carte e ha scritto le osservazioni sarebbe stato troppo difficile e avrebbero rischiato una figuraccia. E poi il comitato di Bomba non deve firmare le carte, perche' discutere con loro ?

Una domanda sorge spontanea: prima di andare in Olanda, i signori Scoccia e Caporrella hanno speso almeno un giorno intero a Bomba per sentire le ragioni dei manifestanti ?

Ed Enrico Di Giuseppantonio che dice ? Manda il suo assessore in Olanda, ci dica ora cosa pensa del progetto della Forrest. Come al solito lui gira come gira il vento, l'importante e' che non si esponga troppo ne con uno ne con l'altro. Un perfetto stile uomo politico inutile per il cittadino ma utilissimo a se stesso e alla sua rielezione.

Quelli della Forrest pero' si sono dimenticati di parlare della subsidenza. Ma in effetti, la raffineria in Olanda non era ai piedi di una diga quindi era impossibile parlarne. Per gli effetti della subsidenza attendiamo allora con ansia il prossimo viaggio organizzato dalla Forrest, quello in Vajont.

Nel prossimo viaggio potranno spiegare come una diga abbia spazzato via una intera vallata e causato migliaia di morti, potranno spiegare come i loro rilevamenti satellitari saranno in grado di tracciare gli spostamenti del terreno e della diga. Potranno anche spiegarci come faranno a mantenere una diga dopo che inizia a muoversi.

Attendo con ansia.


Saturday, February 19, 2011

Abruzzo - Agricoltura in cifre



Immagine: Percentuale coltivata a vite sul totale di SAU (superficie agraria utilizzata). [clicca per ingrandire]


Nel contesto rappresentato dalle cifre sottostanti, un certo Paolo Primavera, presidente di Confindustria della Provincia di Chieti, vorrebbe instaurare nella regione Abruzzo un distretto minerario per la estrazione e lavorazione del petrolio. Paolo parla di 6000 posti di lavoro promessi dall'industria del Petrolio, ma da dove saltano fuori questi numeri nessuno lo può sapere. Quale e' la tua fonte ? Siamo in attesa di saperlo.

I posti di lavoro immaginari di Primavera non si sa da dove vengono visto che l'industria del petrolio e' fortemente automatizzata. Se 6000 posti di lavoro sembrano tanti, guardate cosa dice il servizio statistico della Regione Abruzzo su documenti ufficiali: in Abruzzo ci sono piu' di 60 mila aziende agricole, di queste l'89% e' a conduzione familiare. A seconda dei comuni, tra il 70 e il 99% delle aziende agricole trae una fonte di reddito dall'agricoltura.

Il vero patrimonio d'Abruzzo non e' il petrolio - ma i suoi contadini che lavorano per produrre il nostro vino e il nostro olio esportati in tutto il mondo.

A confindustria che tanto si adopera negli ultimi mesi per promuovere il petrolio e difendere gli interessi di qualche associato voglio ricordare una frase del film "Il grande Lebowsky": "state entrando in una valle di lacrime".

Sulla questione del petrolio in Abruzzo, già molti hanno perso la faccia. A partire dall'Eni che se ne e' andata e da vari politici e imprenditori da 4 soldi. Tutti pensavano che sarebbe stata una scampagnata e invece siamo ancora qui.

Avanti il prossimo, per l'appunto: Confindustria.

***

“La produzione e raccolta di uva in Abruzzo nel 2007 in quintali e’: uva da tavola 204.610, uva da vino 4.029.603

“Secondo l’indagine sulla struttura e sulle produzioni delle aziende agricole dell’ISTAT al 2005 in Abruzzo le aziende [agricole] sono 60.910 per una superficie totale di circa 64.520 ha. L’89% sono a conduzione famigliare.

“Nella fascia litoranea e nelle colline interne la percentuale di terreno agricolo utilizzato dalle aziende (S.A.U.) è compresa, in maniera uniforme, tra il 69 % e il 99%."

La distribuzione delle aziende [agricole] a conduzione diretta del coltivatore con solo manodopera familiare si presenta in maniera alquanto uniforme sull’intero territorio della regione; infatti nella grande maggioranza dei comuni il numero di tali aziende è compreso tra il 67% e 99 %.

“Nell’ambito delle produzione [agricola] di qualità prevalgono la vite e l’olivo, la prima rappresenta il 63,37% delle colture di qualità, l’altra il 14.93%.”
Nella maggioranza dei comuni le aziende [agricole] che vendono il proprio prodotto sono comprese tra 71% e il 99%. ... Nella zone interne esistono aree comunali in cui la totalità delle aziende agricole destina i propri prodotti alla vendita.”
Nota: tra il 71 e il 99% delle aziende agricole trae una fonte di reddito dall’agricoltura.

“Le coltivazioni legnose coprono il 12,54% della superficie totale, sono praticate dall’82,5% delle aziende con terreni, e di queste le specie predominanti sono l’olivo e la vite, che ne rappresentano rispettivamente il 49,5% e il 42,2%, in termini di superficie investita a coltivazioni legnose agrarie.”

“Per quanto riguarda le percentuali sul totale S.A.U. destinate alla coltura dell’olivo esse raggiungono i valori più alti, compresi tra il 22% e il 63%, nei territori a cavallo tra le colline di Pescara e quelle di Penne, nella regione agraria di Chieti, nelle colline di Ortona e Vasto e in quelle del versante nordorientale della Maiella.”

La coltivazione della vite ha come zona di elezione la fascia delle colline litoranee e interne della provincia di Chieti, dove esistono luoghi in cui la percentuale S.A.U. ad essa destinata arriva fino al 92%, ed in particolare nel comune di Tollo è pari al 93%. Nel resto della regione, nei territori dove essa è coltivata, non supera in prevalenza il 10% di S.A.U..”

“Le colture legnose agrarie sono diffusamente coltivate sulla fascia costiera e sulla collina interna. Esse si concentrano soprattutto nella parte della provincia di Chieti prospiciente il mare, ed in un nucleo di comuni nel cuore della provincia di Pescara, comprendente Loreto Aprutino, Moscufo, Pianella, Rosciano e Catignano,. con quote di S.A.U comprese tra il 66% e 98%, in particolare nel comune di Crecchio, in provincia di Chieti, tale quota arriva al 99%.”
Nota: 91.7% delle superfici legnose agrarie sono rappresentate da olio e vite

“La coltivazione dell’olivo si concentra nella provincia di Pescara, in particolare nei territori a cavallo tra le zone agrarie delle colline di Pescara e delle colline di Penne, e nella provincia di Chieti, dove i comuni più interessati sono quelli appartenenti alle regioni agrarie di Chieti, delle colline di Ortona e Vasto, delle colline del versante nord-orientale della Maiella.”

Sulle colline litoranee della provincia di Chieti si ha una diffusa coltivazione della vite: in questi luoghi, infatti, vi sono comuni in cui la S.A.U., destinata a vitigno, raggiunge il 92%. Nel territorio del comune di Tollo essa è pari al 93%.”