Tuesday, February 7, 2012

La 'palle' di neve

Arrivano le grandi nevicate e tra le varie emergenze che ci vengono proposte c'è quella del gas. Abbiamo morti di freddo, gente ancora isolata a cui pensare ma giornali e telegiornali battono sul chiodo della dipendenza energetica.

Gli italiani pagano molto cara l'energia che usano, perché devono preoccuparsi delle scorte di gas ? Qualcosa non convince, il dubbio come al solito e' che l'emergenza venga sfruttata per nascondere errori (o speculazione) sulla gestione delle riserve.

I dubbi sulla gestione delle scorte iniziano a circolare e sono più che legittimi, arrivare alla grande ondata di freddo con le scorte di riserva piene solo al 40% non sembra molto intelligente.

Visto che siamo in Italia e che a pensare male si fa sempre bene... viene da pensare che le scorte di gas vengano rimpinguate d'estate (quando il gas si importa a poco prezzo) per essere vendute al cittadino a caro prezzo durante l'inverno. Insomma, dovevano essere riserve per le emergenze ma le hanno già usate per fare "la cresta" al cittadino. Ma non finisce qui.

Siamo tutti diventati esperti di forniture intenzionali di gas ma nel raccontare una verità (importiamo circa 80% di petrolio e gas che consumiamo) hanno omesso fatti e cifre che avrebbero cambiato il contesto del problema, ammesso che di problema si possa parlare.

Ci dicono che importiamo troppo, che dipendiamo troppo dalla Russia, che noi non abbiamo il nucleare. Vediamo i numeri allora perché le frasi rilasciate davanti a un microfono creano allarmismo, i numeri restano.

E il nostro Paolo Scaroni i numeri li conosce, infatti nel lontano 2008 diceva:

"La Russia fornisce il 100% del gas alla Finlandia, alla Slovacchia, all’Estonia, alla Bulgaria, all’Ungheria, alla Lettonia e alla Romania; l’80% all’Austria, alla Repubblica Ceca, alla Polonia e alla Grecia; il 40% alla Germania; il 30% all’Italia e alla Francia: in questo quadro è evidente che l’Unione Europa e ciascuno degli stati membri hanno un interesse primordiale a mantenere rapporti eccellenti col fornitore Russia."

Se la Russia ha chiuso e chiuderà ancora i rubinetti nei prossimo giorni, come mai solo per l'Italia rappresenta questo grande problema ? La Francia importa il 30% di gas dalla Russia, esattamente come l'Italia. La Finlandia importa il 100%: moriranno di freddo ?

E poi, che razza di contratto abbiamo con la Russia ? Si svegliano la mattina e ci riducono il gas ? Quali penali ci dovranno pagare ? Come si tradurrà in risparmio per il cittadino ? Domande che i nostri giornalisti non osano porre a nessuno.

Ma l'opinione di Scaroni sul tema importazioni sembra che sia variabile, proprio come le condizioni meteorologiche. Ecco come rispose solo un anno fa, quando gli chiesero dei possibili effetti del maltempo sull'Italia:

«Stiamo tranquilli e sereni, l'ultimo problema che abbiamo è l'assenza di gas»


Parole sante dell'uomo della provvidenza a sei zampe. Oggi infatti sembra caduto dalle nuvole.

Sulla dipendenza dal gas Russo invece disse:

«In Italia il consumo di gas russo è inferiore al 20 per cento del consumo totale, pesando molto meno rispetto a venti anni fa grazie alla diversificazione degli approvvigionamenti»
.

L'Italia non e' l'unica ad importare combustibili fossili e basta guardare un po' di dati dell'Unione Europea per capire la giusta dimensione del problema. E non e' che ci voleva tanto per capirlo visto che l'Italia non confina certo con l'Arabia Saudita.

La figura mostra la percentuale di combustibile fossile importato da paesi che non fanno parte dell'Unione Europea. L'Italia supera l'80% come la Lituania ma tanti altri paesi non se la passano cosi' tanto meglio.

Mi domando se anche da loro si parla di emergenza gas in questi giorni, a che livello fossero le scorte quando e' iniziata l'ondata di freddo e se i loro gestori usano le scorte per speculare sui loro clienti.


Figura: Member State net (Extra-EU27) imports of natural gas, oil and solid fuels as a % of total Gross Inland Energy Consumption, 2007

E poi ci sono i grandi utenti interrompibili. Loro pagano l'eneriga di meno proprio per essere interrotti in caso di bisogno. E' stata una loro libera scelta, che problema c'e' a staccargli il gas ?
E' il mercato, hai fatto un contratto.

E allora perche' tanto parlare di gas ?A chi giova creare allarmismo ? Possibile che ogni inverno si si parla della solita storiella del gas ? A chi fa comodo ?

I sospetti cadono sui soliti personaggi, gli unici in grado di mettere in piedi una macchina promozionale del genere, l'unica lobby con la stampa al proprio servizio, controllata direttamente e indirettamente.

Basta pensare all'agenzia giornalistica AGI di proprietà al 100% dell'Eni. Che ci farà mai l'Eni con una agenzia giornalistica se non propaganda ?

Ma quello che ripetono tutti i media e' solo un pezzo della storia, lanciano le loro affermazioni nel mucchio: importiamo troppo gas, la gente rischia di rimanere al freddo, le industrie chiudono. L'apocalisse e' vicina. A fronte di tragedie cosi' grandi, quale volete che sia la conclusione a cui arriva il cittadino generico medio ? Semplice, trivelliamo a casa nostra e risolviamo i nostri problemi. Che nel gergo dei petrolieri si traduce in: drill-baby-drill.

Nessuno si e' premurato di spiegarci pero' i giacimenti in Italia sono pochi e piccoli e che mai riusciranno a liberarci dalla dipendenza delle importazioni russe. Ma questo si guardano bene dal dirlo in tv quando vanno a diffondere panico.

A loro serve solo creare una emergenza e la percezione che trivellare l'Italia da nord a sud risolva il problema.

Percezione o realtà: se fai marketing e' lo stesso.